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Arrestata a Milano con l'accusa di terrorismo internazionale

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Bleona Tafallari, una diciannovenne italiana di origini kosovare, è stata arrestata dalla Polizia in un blitz a Milano. La ragazza è accusata di associazione con finalità di terrorismo. L’inchiesta è coordinata dalla Procura di Milano, che ha chiesto e ottenuto l'ordinanza di custodia cautelare dal Gip. Le indagini sono partite dalle segnalazioni di intelligence relative al marito della diciannovenne, un ventunenne miliziano di origini kosovare - legato alla cerchia relazionale dell'attentatore di Vienna, Fejzulai Kujtim. I due si erano sposati in Germania a gennaio con rito islamico. La donna, radicalizzata dall'età di 16 anni, fervente sostenitrice dello Stato Islamico, si era recentemente trasferita dal Kosovo a Milano, presso il fratello, pur rimanendo in costante contatto con il marito e con la diaspora kosovara di matrice jihadista. La giovane accusata di terrorismo internazionale partecipava all'organizzazione chiamata “Leoni dei Balcani”, che fa parte della più ampia associazione terroristica Stato Islamico. Svolgeva una funzione di proselitismo alla causa dell'Islam radicale nei confronti di ragazze kosovare anche minorenni. In particolare, lo scorso 24 febbraio, in una chat Telegram, prometteva a una interlocutrice sedicenne con cui reciprocamente si appellava come 'Leonessa' che le avrebbe trovato come sposo un 'Leone', un militante dei Leoni dei Balcani, con il quale morire da martire dopo un matrimonio 'bagnato dal sangue dei miscredenti'.  Bleona Tafallari custodiva nel cellulare delle immagini legate ad  alcuni "oggetti simbolo" dell'organizzazione terroristica come la bandiera nera con la scritta della testimonianza di fede e allo stesso tempo diversi video legati a scene di combattimenti, esecuzioni sommarie di infedeli con decapitazioni e incendi, scene di attacchi terroristici dei mujaheddin nelle città europee.
 
di Sofia Orrino e Matilde Orrino
 

Dopo gli ultimi bombardamenti su Gaza avviate le trattative per cessare il fuoco

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Dopo i raid notturni dell’aviazione israeliana continuano gli scontri sulla Striscia di Gaza. Oggi è stato lanciato l’allarme per una possibile invasione da terra dell’esercito israeliano, smentita poco dopo. Hamas continua con il lancio di razzi mentre Israele risponde con dei bombardamenti. Tra le vittime ci sono anche 33 bambini palestinesi. Inoltre “Save the Children” denuncia che nel sud di Israele sono stati uccisi 7 israeliani, compresi 2 bambini. e che almeno 31 scuole e una struttura sanitaria a Gaza sono state danneggiate dagli attacchi aerei israeliani. Le 31 scuole di Gaza sono frequentate da oltre 24mila bambini. L'artiglieria ai confini con Gaza, lo skyline della città e le colonne di fumo sono ben visibili dopo i pesanti raid israeliani. In una settimana di violenze più di 200 morti: 197 dei quali palestinesi, tra cui 58 bambini e 10 israeliani (1 bambino). Lo Stato ebraico e Hamas rispondono colpo su colpo nonostante gli appelli internazionali alla calma e la denuncia per il crescente numero, tra le vittime, dei bambini. La tensione nella Striscia di Gaza resta alta, condizionata da un'estesa interruzione di energia elettrica e dal danneggiamento di centinaia di edifici. Anche la centrale che fornisce l'energia elettrica ha annunciato che le scorte di combustibile sono quasi finite e, dunque, potrebbe sospendere le attività. Una scuola è stata danneggiata da razzi nel sud di Israele dove tutte le lezioni sono state sospese. Anche le violenze nelle comunità all’interno di Israele sono motivo di preoccupazione.  Prima di questa escalation, 1 bambino su 3 nella Striscia di Gaza aveva bisogno di supporto psicosociale per traumi legati al conflitto. Questo numero è senza dubbio aumentato. Tutti i bambini devono essere protetti. L’annuncio arrivato oggi dell’invasione di terra era in realtà una trappola pensata da Israele: l’obiettivo era gettare nel panico i dirigenti di Hamas per colpire i tunnel in cui avrebbero potuto trovare rifugio. Dopo giorni di bombardamenti, morti e sangue, la tregua tra Israele e Hamas è imminente, a confermarlo oggi sono stati funzionari di Hamas interpellati dalla Cnn dopo le prime aperture arrivate dal governo israeliano. L’organizzazione palestinese e Tel Aviv avrebbero quindi trovato un accordo sul cessate il fuoco che, almeno di ripensamenti dell’ultima ora, dovrebbe scattare a partire già dalle prossime 24 ore. Fonti della Difesa israeliane infatti parlano di uno stop agli interventi militari a Gaza entro venerdì per arrivare a un cessate in fuoco completo durante il weekend. Lo stop alle armi a Gaza e in Israele è stato chiesto a gran voce negli ultimi giorni da tutti i leader mondiali esercitando pressioni su entrambe le parti per porre fine ai combattimenti. Tra le voci più autorevoli quella del Presidente statunitense Joe Biden che nelle scorse ore ha parlato più volte con il Premier israeliano Benyamin Netanyahu chiedendo una significativa e immediata de-escalation della guerra a Gaza. Gli Usa però al contempo hanno deciso di fermare la proposta francese per una risoluzione ufficiale dell’Onu sul cessate il fuoco.

di Sofia Orrino 

 

Piano riaperture in Italia

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Riaperture di palestre, centri commerciali, ristoranti e bar al chiuso anche la sera, e piscine al centro delle misure previste nel nuovo decreto del Consiglio dei ministri. Nuovi orari anche per il coprifuoco in zona gialla: slitterà alle 23. Il coprifuoco sarà poi spostato alle 24 a partire dal 7 giugno, mentre è previsto il superamento totale dal 21 giugno. Ristoranti e bar potranno riaprire al chiuso, sia a pranzo che a cena, a partire dal 1° giugno. Da Palazzo Chigi si fa sapere che per la ristorazione "dal primo giugno sarà consentito anche al chiuso il consumo al tavolo dalle ore 5 alle ore 18. Riapertura ristoranti al chiuso anche la sera dal 1° giugno". Prevista la riapertura dei centri commerciali nel fine settimana: nelle giornate festive e prefestive a partire dal prossimo fine settimana (22-23 maggio). Non solo centri commerciali, ma anche gallerie e parchi commerciali. La riapertura delle palestre viene anticipata al 24 maggio. Il 1° luglio si potrà tornare nelle piscine al chiuso e nei centri benessere. La cabina di regia sulle riaperture ha fissato la data. L'apertura dei parchi tematici è prevista per il 15 giugno. La presenza di pubblico negli stadi per tutti gli eventi e competizioni sportive, e non più limitatamente alle competizioni di interesse nazionale, viene autorizzata dal 1° giugno all'aperto e dal 1° luglio al chiuso. Dovranno essere rispettati i limiti già fissati: capienza non superiore al 25% di quella massima e comunque non superiore a 1.000 persone all'aperto e 500 al chiuso. La riapertura delle attività di sale giochi, sale scommesse, sale bingo e casinò viene fissata al 1° luglio. I centri culturali, centri sociali e centri ricreativi riapriranno dal 1° luglio. Le attività come sale da ballo e discoteche, all'aperto o al chiuso, restano sospese. Ripartenza delle feste successive a cerimonie civili o religiose, dal 15 giugno, anche al chiuso. Via libera ai matrimoni quindi anche se agli ospiti sarà richiesto il green pass. Sul numero di partecipanti deciderà il Cts.

di Matilde Orrino

 

Pandemia, un ostacolo anche per la parità di genere

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“Un’altra generazione di donne dovrà attendere la parità di genere”, è ciò che afferma il World Economic Forum secondo il Global Gender Gap 2021.  Il rapporto stima che ci vorranno in media 135 anni per raggiungere la parità. Tale bilancio è nettamente peggiorato nell’anno del Covid. Diversi studi hanno, infatti, sottolineato come la pandemia abbia rallentato anni di progressi nel raggiungimento dell'uguaglianza tra uomini e donne a causa dell’ impatto sproporzionato che essa ha avuto su queste ultime. Difatti, in questo periodo, il tasso di disoccupazione femminile è superiore a quello degli uomini e la partecipazione delle donne al mercato del lavoro è nettamente diminuita.  Ciò è dovuto soprattutto a causa dei doveri aggiuntivi a cui le donne, e le madri in particolare, devono adempiere quando le scuole sono chiuse. I risultati del rapporto sono stati raggiunti seguendo quattro indicatori: opportunità economiche, potere politico, istruzione e salute. I paesi sono classificati secondo il Global Gender Gap Index, che misura i punteggi di questi indicatori su una scala da 0 a 100. In cima alla classifica abbiamo: Islanda, Finlandia, Norvegia, Nuova Zelanda e Svezia. Quest’ultima è poi seguita da Namibia, Germania e Francia, mentre gli Stati Uniti si piazzano solo al trentesimo posto.
 
di Mariavittoria Pilla
 

Coronavirus, la proposta: riaprire i locali e spostare il coprifuoco a mezzanotte

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Sono queste le principali novità che sono state proposte nelle ultime ore. L’idea è quella di consentire il servizio al tavolo anche di sera in bar e ristoranti all’aperto e spostare il coprifuoco a mezzanotte. In questi giorni regioni come il Piemonte sono tornate in zona arancione, ma per i locali poco cambia, in quanto sono costretti a chiudere alle 18. La proposta di riapertura serale, quindi, sarebbe importante per aiutare un settore gravemente colpito dalla pandemia. Nell’esecutivo qualcuno spinge affinché le riaperture serali siano attive già dalla fine di aprile, ma la data più probabile è l’inizio di maggio. Il giorno 15 aprile, se ne parlerà nella conferenza Stato-Regioni. La proposta di riaprire i ristoranti sarà una delle più importanti. “C’è una riunione in corso, i tecnici stanno stilando delle linee guida che porteranno al governo giovedì” ha fatto sapere il neo presidente delle regioni Massimo Fedriga. Egli ha ribadito che l’obiettivo è garantire la massima sicurezza quando ci saranno le riaperture. 
 
Leonardo Cocca
 

Russia e Cina chiedono chiarezza sui laboratori Usa

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Una pesante accusa agli Stati Uniti arriva da parte della Russia, la quale sostiene che gli USA stiano sviluppando armi biologiche in laboratori controllati dal Paese al confine tra Russia e Cina. Ad affermare ciò è il segretario del Consiglio di sicurezza russo Nikolai Patrushev. Il dirigente di Mosca ha riportato che questo fenomeno è rilevabile in tutto il mondo, ma in modo particolare nei recenti laboratori che stanno sorgendo ai confini con Cina e Russia. Patrushev dichiara che naturalmente sia lui che i loro partner cinesi hanno delle domande in merito a questa questione. In aggiunta afferma che è a conoscenza di stazioni sanitarie ed epidemiologiche pacifiche vicino ai loro confini, in cui gli statunitensi lavorano da decenni nel campo della biologia militare. Il Segretario del Consiglio di Sicurezza poi ha posto l'attenzione sul fatto che nelle aree limitrofe ai laboratori si registrano numerosi casi di malattie insolite. Una simile denuncia era già stata fatta l'anno passato dal ministro degli esteri russo Lavrov, il quale, durante una conferenza stampa, aveva denunciato che gli Usa avevano “diffuso laboratori biologici” nei Paesi adiacenti alla Cina e alla Russia, e che erano disposti a rendere noto il contenuto dei loro esperimenti biologici. Anche in Cina, già in passato, erano stati sollevati dei dubbi in merito alla natura delle attività svolte all'estero dagli Stati Uniti. Il quotidiano Global Times ricorda che Russia e Cina hanno intenzione di avviare un'indagine mondiale su tutti i laboratori P3 e P4, inclusi quelli gestiti dagli Stati Uniti, presso il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Un’iniziativa che sicuramente potrebbe essere appoggiata da media e gruppi statunitensi contro la guerra con un'azione di pressione su Washington al fine che ci sia chiarezza sulle attività dei laboratori biologici all’estero. A tal proposito si era pensato di creare un protocollo e una convenzione per vietare la produzione di armi biologiche. Però questa ipotesi è stata condannata da Washington. Un conduttore e esperto militare cinese ha dichiarato sul quotidiano Global Times che gli Stati Uniti ignorano le preoccupazioni di Russia e Cina per quanto concerne le attività svolte nei loro laboratori, perché tengono nascosto il loro programma di armi biologiche.
 
di Letizia Antonella Ciarmoli 
 

Poliziotta uccide afroamericano: incriminata e arrestata

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L'accaduto è avvenuto domenica scorsa a Brooklyn Centre vicino a Minneapolis, dove un ragazzo afroamericano, Duane Wright, di 20 anni è stato ucciso dall'agente Kim Potter dopo essere stato fermato per un'infrazione stradale. Ieri l'agente Kim è stata incriminata e arrestata, come deciso dalla procura, per omicidio preterintenzionale, reato prevedente una pena fino a 40 anni. Wright era stato fermato per la targa scaduta, ma era già ricercato per un mandato pendente, non essendosi presentato in tribunale a rispondere alle accuse di possedere un'arma senza licenza e di essere scappato dalla polizia in giugno. Nonostante le dimissioni della poliziotta e del capo della polizia locale Tim Gannon, secondo cui la collega avrebbe confuso la pistola d'ordinanza con il taser e l'avrebbe usata per sbaglio, la tensione continua a crescere a nord di Minneapolis, nello stesso quartiere dove è avvenuta la tragica vicenda di George Floyd. L'agente Kim nella lettera dimissionaria ha dichiarato: “ho amato ogni minuto essere un ufficiale di polizia, ma credo che sia nel migliore interesse della comunità, del Dipartimento di Polizia e dei miei colleghi se lascio immediatamente”.
 
di Maria Chiara Colucci
 

Oscar 2021, un primo ritorno alla normalità

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La 93° edizione degli Oscar, posticipata di due mesi causa COVID-19, si terrà il 25 aprile al Dolby Theatre di Los Angeles. A partire da questa edizione si è deciso di unire i due premi del sonoro, in un’unica categoria, l’Oscar al miglior sonoro, riducendo così il numero di categorie da 24 a 23. Altre novità riguardano la miglior colonna sonora; per essere candidata, infatti, dovrà includere un minimo del 60% per ciò che concerne la musica originale e l’80% per film di franchise o seguiti. La votazione preliminare, inoltre, da questa edizione, è stata aperta a tutti i membri votanti dell’Accademy. Le candidature sono state annunciate dai coniugi Priyanka Chopra e Nick Jonas nella giornata del 15 marzo 2021; il film che ha ricevuto maggiori candidature è stato Mank, con un numero totale di dieci nomination. Non ci resta che attendere l’illustre notte degli Oscar che rappresenta uno dei primi ritorni alla normalità, in una situazione in cui l’unico sentimento che albeggia negli animi di tutti noi è la speranza.

di Isabel Ulli

 

Roma ospiterà Euro 2020

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La Uefa ha ufficializzato che Roma rientrerà tra le sedi del maggiore torneo calcistico a livello europeo che avrà inizio quest’estate. Lo Stadio Olimpico di Roma avrà una capacità di almeno il 25% per quanto riguarda gli spettatori, con il rispetto di tutte le norme anti-covid. È stato proprio il presidente del consiglio Mario Draghi a dare il via libera alle richieste dell’Uefa, che in un primo momento non aveva specificato la percentuale di spettatori. La scelta di Draghi ha sorpreso tutti coloro che si aspettavano una decisione sofferta che sarebbe arrivata solo a fine mese. La notizia è stata accolta con entusiasmo anche dalla sindaca di Roma Virginia Raggi, la quale ha commentato sul social-network Twitter: “Una bella vittoria per la nostra città e l’Italia. Le partite si giocheranno allo Stadio Olimpico con gli spettatori in presenza. Siamo pronti ad ospitare questo grande evento internazionale”.

di Matteo De Matteis

 

Vacanze estive bloccate dal Covid

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Come per il 2020 anche il 2021 presenta innumerevoli interrogativi in tema di vacanze. C'è infatti grande cautela tra i cittadini che non si fidano a prenotare una vacanza, visti i continui cambi di scenario dovuti all'emergenza sanitaria.
Regna, infatti, grande incertezza, poiché nonostante la campagna dei vaccini, i contagi e soprattutto i morti causati dal Covid restano ancora notevolmente alti.
In Italia, secondo recenti sondaggi, le prenotazioni tramite agenzie di viaggi sono quasi nulle, poiché si sta optando per le vacanze nelle seconde case, sia al mare che in montagna. Difatti la maggior parte degli albergatori, ristoratori e titolari di strutture balneari non sanno ancora come comportarsi, anche perché hanno investito notevoli somme per attrezzarsi senza aver nessun riscontro favorevole. Unico spiraglio per contrastare questa situazione di incertezza potrebbe arrivare dal passaporto vaccinale europeo, aprendo le porte anche ai vacanzieri stranieri che per le vacanze pasquali hanno preferito mete come le Baleari ed il Mar Rosso. Purtroppo c'è anche chi sostiene che quest'estate potrebbe essere anche peggio della scorsa, poiché c'erano meno restrizioni ed in tanti hanno sfruttato il bonus vacanza.
 
di Serena De Masi 
 

Il Mondiale dello scandalo

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Da ormai diverso tempo continuano le proteste nei confronti dell’edizione del 2022 dei Mondiali di calcio assegnati al Qatar. I motivi delle proteste sono le indiscrezioni che arrivano dall'emirato, infatti durante la costruzione degli impianti e delle strutture per i mondiali, migliaia di lavoratori provenienti da paesi vicini hanno perso la vita senza tutele o assistenza sanitaria e molti vedono in questo una violazione dei diritti umani. Recentemente nazioni come Olanda, Norvegia e per ultima la Germania durante le partite di qualificazioni ai mondiali, sono scesi in campo con delle magliette speciali protestando contro questa situazione che sta accadendo in Qatar e sempre più nazioni si stanno unendo a questa protesta. Molti sostengono un boicottaggio di questi mondiali in segno di protesta e anche alcuni giocatori si sono espressi in merito a ciò. Uno su tutti Toni Kross il quale ha chiesto alla FIFA maggior chiarezza nelle prossime assegnazioni dei mondiali poiché i problemi sociali del Qatar erano conosciuti già 10 anni fa.

di Lorenzo Iacocca

 

Francia, il senato contro l'hijab

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A tacciare di razzismo e islamofobia la Francia sono 3 emendamenti votati in Senato che vietano  l’hijab indossato in pubblico dalle ragazze e dalle donne.  Secondo il parere di molti senatori francesi, 2/3 dei quali di sesso maschile, per ragioni di laicità il velo fungerebbe da indumento sessista, segno di inferiorità delle donne rispetto agli uomini. Ciò però risulta al quanto contraddittorio dal momento che non sarebbe sessista, se fossero loro a decidere cosa una donna musulmana può o non può indossare. La Francia, che sempre si è fatta portavoce degli ideali di libertà, porge al popolo un aiuto non richiesto, partendo dall’errato presupposto che le donne musulmane siano obbligate a portare il velo. I francesi così vengono animati da manie di protagonismo che mettono in rilievo la loro pozione al punto di considerarsi  salvatori di donne giudicate oppresse. Come può una società confondere orribilmente il femminismo con pesanti discriminazioni?

di Lidia Rubortone

 

Covid, nuovo piano vaccinale in Inghilterra

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L'Università di Oxford ha intrapreso una ricerca per unire AstraZeneca e Pfizer ed una seconda in cui sono compresi anche i vaccini Moderna e Novavax. Ciò è dovuto principalmente sia ai ritardi nelle forniture e sia agli eventi sfavorevoli che hanno bloccato AstraZeneca e Johnson&Johnson. Dunque si sta ipotizzando un radicale cambiamento nella strategia vaccinale: l'unione tra vaccini diversi. Questa ricerca riguarderà gli adulti di età superiore ai 50 anni che hanno ricevuto la prima vaccinazione di Pfizer o AstraZeneca, nelle ultime 8-12 settimane, e successivamente chiamati per ricevere lo stesso vaccino per la seconda dose o una dose dei sieri prodotti da Moderna o Novavax.  Naturalmente, i pazienti dovranno effettuare alcuni esami nell'arco di dieci mesi per constatare le risposte immunitarie al vaccino, in base al gruppo a cui appartengono. I risultati saranno evidenti fra il mese di giugno e di luglio, tuttavia si crede che gli esiti della prima fase dello studio si potranno avere già nel mese prossimo. L'obiettivo di tale ricerca è quello di completare il ciclo di immunizzazione in modo più rapido e se si otterranno risultati incoraggianti, verrà approvata la sicurezza e l’incisività per qualunque altra tipologia di vaccino prima che venga somministrato ai pazienti.

di Francesca Carolla

 

Le 12 nuove croci di Einstein

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Un recente studio svolto grazie al satellite Gaia, utilizzato per mappare le stelle presenti nella Via Lattea, ci ha permesso di scoprire l'esistenza di altre 12 croci di Einstein, oltre alle 50 già conosciute. L'avanzata tecnologia del satellite, infatti, riesce ad arrivare ben oltre i limiti della nostra galassia; ciò ci permette di osservare e studiare fenomeni che distano moltissimi Anni Luce dal nostro pianeta. Si può dire che queste “croci” siano delle galassie che fungono da lente gravitazionale per la luce emessa dai quasar, che si trovano dietro di esse; in modo tale da produrre la caratteristica immagine a croce.
Nel fenomeno, la luce del quasar è deviata in 4 punti dal campo gravitazionale della galassia, che forma i bracci della croce. La galassia stessa poi è visibile al centro dei quattro bracci; come una luce meno intensa ma più diffusa.
Entro la fine dell'anno sono in arrivo i dati da parte del satellite. Gli studiosi sono ottimisti e sperano di riuscire a trovare a fine 2021 centinaia di queste “croci di Einstein”.
 
di Gennaro Vigliotti
 
 

Coronavirus: profonde cicatrici per l'economia mondiale

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La pandemia mondiale ha scavato solchi profondi nell’economia di tutto il mondo: in meno di un anno l’intera geografia è stata stravolta, comportando inedite condizioni di lavoro con conseguente crisi per moltissimi settori. La banca mondiale stima che il Covid-19 abbia dato vita ad una delle peggiori depressioni economiche dal 1870. Si sostiene che alla fine del 2021 ci sarà un preoccupante calo del PIL del 90%. Di conseguenza i governi dei principali paesi sono stati portati ad approvare misure di sostegno al reddito di famiglie e imprese. Secondo il Fondo Monetario Internazionale quasi 90 milioni di persone potrebbero scendere sotto la soglia di fornitura di quest’anno, cancellando tutti i progressi degli anni precedenti per ridurre le disuguaglianze e la povertà.

di Nadia Golia

 

Lutto per la Royal Family

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Nella mattinata del 9 aprile 2021 nel Regno Unito è venuto a mancare il Principe Filippo, Duca di Edimburgo di 99 anni, consorte della Regina Elisabetta II di 94 anni. All’inizio di quest’anno, dopo aver trascorso un mese ricoverato in ospedale per un intervento chirurgico, circa un mese fa è stato dimesso ed è ritornato al Castello di Windsor, dove ha trascorso gli ultimi giorni della sua vita. Per quanto riguarda i funerali, non ci sarà nessuna cerimonia di Stato a differenza di quelli di Lady Diana, ma si svolgeranno privatamente non solo per sua volontà ma anche per le misure previste dalla pandemia. Potranno essere presenti soltanto 30 persone. La cerimonia si terrà sabato 17 aprile. Data anche la condizione di Harry e Meghan, il principe parteciperà al funerale a differenza della moglie. E’ già a Londra ed ha incontrato la Royal Family. William e Harry erano molto legati al nonno per la gentilezza mostrata nei confronti dei rispettivi figli.

di Sabrina Casamassa

 

Il Canale che unisce il Mondo

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Dal 23 al 29 marzo 2021 si è assistito all'ostruzione del Canale di Suez, in Egitto, ad opera della nave portacontainer Ever Given. Guardando le immagini non ci si poteva rendere conto della catastrofe che questo avvenimento stava causando, mentre stava dando un calcio ancora più catastrofico all'economia mondiale, già messa in ginocchio dal Covid19. É stato calcolato che ogni giorno in cui la nave ha bloccato il Canale ha causato 9,6 miliardi di danni, per questo si sono messe subito in funzione le élite di società specializzate in operazioni di disincagliamento navale, come quella olandese Smit Savage. Ma perché questo Canale, apparentemente piccolo rispetto al resto del mondo, se ostruito, causa così tanti danni? Da quando è stato inaugurato, nel 1869, è diventato una delle vie marittime più importanti al mondo e ancora oggi, a distanza di quasi un secolo e mezzo, garantisce il 7% del traffico mercantile mondiale e tra le sue acque passa il 12% di tutte le merci del mondo. Questo perché collega direttamente il Mediterraneo al Mar Rosso, l’est all’ovest. Quello dell’Even Given non è stato l'unico avvenimento catastrofico avvenuto al suo interno, basti pensare alle migliaia di vittime morte durante la sua costruzione, a causa delle pessime condizioni di lavoro. Anche durante la Prima e la Seconda guerra mondiale era considerato fondamentale, tanto che i britannici, che ne ottennero il possesso alla fine dell'800, lo difesero in tutti i modi e lo usarono per bloccare le navi tedesche e italiane. Il canale fu coinvolto anche nelle numerose guerre tra Israele e i paesi arabi, a causa di cui venne chiuso per 8 anni, fino al 1975. In questo tempo al suo interno rimasero bloccate 15 navi, che divennero famose con il nome di “flotta gialla”. Quindi, si può vedere, che quello dell’Ever Given non è stato il primo incidente, ma più volte il Canale è stato soggetto a chiusure, rallentamenti, solo che mai una nave di queste dimensioni era rimasta incagliata. Si è sempre più convinti che, oltre alle condizioni metereologiche sfavorevoli, le cause dell'incidente siano da attribuire anche ad un errore umano. Grazie all’ottima equipe utilizzata in questa delicata operazione di disincagliamento, si è riusciti a “salvare” l'economia internazionale in solo 7 giorni; ma cosa sarebbe successo se la nave fosse rimasta per settimane a rallentare il traffico marittimo? Davvero una portacontainer può avere ripercussioni così gravi a livello mondiale? A quanto pare la risposta è sì.
 
Sarah Jayne Pannella
 
 

Olimpiadi, Tokyo verso una possibile rinuncia

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Fonti del governo Giapponese annunciano che di fronte ad una nuova ondata Covid bisogna chiedersi quale sia la cosa più giusta. Il mondo dello sport da giorni ha gli occhi puntati sul Giappone; la realizzazione delle olimpiadi è ormai un vero e proprio mistero. Tra sondaggi contro, correnti filosofiche che si intrecciano e strategie politiche il mondo  dello sport e non solo da giorni è con il fiato sospeso. Proprio oggi Tokyo ha rilasciato un'altra dichiarazione affermando che non ha alcun senso organizzare le Olimpiadi se la situazione epidemiologica dovesse peggiorare, in quanto si rischierebbe di aggravare ancora di più la già critica situazione con il rischio di aumentare i contagi in modo esponenziale. Che dire, il coronavirus ha sconvolto le nostre vite, in questo duro anno in cui abbiamo imparato a rinunciare a tantissime cose, dalle più piccole alle più grandi. E se da un lato c'è la voglia di ricominciare dall'altro c'è la paura di vanificare ogni nostro sforzo. Vero è che il tempo stringe e il governo Giapponese deve necessariamente dare una risposta certa ai tanti atleti, per cui sarebbe un sacrificio immenso rinunciare alle Olimpiadi.
 
di Gianni Mercuri
 
 

Zaki, l'incubo interminabile dietro le sbarre

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Patrick George Zaki, lo studente egiziano che stava svolgendo un master all'università di Bologna prima di essere arrestato all'aeroporto del Cairo, sarebbe accusato di aver svolto una tesi sull'omosessualità. A renderlo noto Nashat Dahi, il conduttore dell'emittente finanziata dal governo egiziano. Il ragazzo secondo il conduttore si era recato all'estero, all'università di Bologna, per studiare l'omosessualità. Il giornalista afferma che la stampa italiana e le organizzazioni internazionali stanno attaccando il governo egiziano e che va quindi "tagliata la loro lingua", con particolare riferimento ad Amnesty International. L'associazione impegnata per la difesa dei diritti umani è testualmente definita "una schifezza". Patrick George Zaki si trova dall’8 febbraio 2020 in detenzione preventiva fino a data da destinarsi. Il 25 agosto, per la prima volta da marzo, Patrick ha potuto avere un breve incontro con sua madre. In questi mesi la famiglia aveva ricevuto da Patrick solo due brevi lettere. Dopo estenuanti rinvii le prime due udienze del processo si sono tenute solo a luglio. Nella seconda, risalente al 26 luglio, Patrick Zaki ha potuto vedere per la prima volta i suoi avvocati. In quell’occasione Patrick è apparso visibilmente dimagrito. Il 26 settembre, a seguito di una nuova udienza, il tribunale ha deciso un ulteriore rinvio. Il 7 dicembre il giudice della terza sezione antiterrorismo del tribunale del Cairo ha annunciato il rinnovo per 45 giorni della custodia cautelare dello studente dell’università di Bologna, in carcere da febbraio in Egitto con l’accusa di propaganda sovversiva. Patrick George Zaki rischia così  fino a 25 anni di carcere per dieci post di un account Facebook, che la sua difesa considera ‘falso’, ma che ha consentito alla magistratura egiziana di formulare pesanti accuse di “incitamento alla protesta” e “istigazione a crimini terroristici”. Nel suo paese avrebbe dovuto trascorrere solo una vacanza in compagnia dei suoi cari in una breve pausa accademica. A causa della diffusione del Covid-19 anche in Egitto per Patrick le preoccupazioni legate all’emergenza sanitaria sono fortissime. Riteniamo quindi che Patrick George Zaki sia un prigioniero di coscienza detenuto esclusivamente per il suo lavoro in favore dei diritti umani e per le opinioni politiche espresse sui social media. 
Sappiamo di cosa è capace la paranoica ferocia egiziana: sparizioni forzate, arresti arbitrari, torture, confessioni inverosimili estorte con la violenza, depistaggi, minacce. Patrick merita onestà e determinazione, non chiacchiere imbarazzanti e oltraggiose".
 
di Elisa Calabrese 
 

Disastro ambientale in Israele, una marea nera sulla costa mediterranea

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La peggior catastrofe ambientale degli ultimi dieci anni. Migliaia di volontari sono intervenuti per salvare gli animali e pulire le spiagge. Nel corso di quattro ore sono state raccolte tre tonnellate di catrame. Lo scorso 16 Febbraio un disastro ambientale ha colpito la costa mediterranea israeliana, sommersa da una marea di catrame trasportato dalla corrente e dalle mareggiate. Gravi i danni alla fauna marina, soprattutto tartarughe marine, uccelli e pesci, ritrovati ricoperti dal liquido nero. Il governo ha annunciato il divieto di balneazione, sport marittimi e campeggi, proprio nel giorno di riapertura dopo mesi di chiusura a causa delle restrizioni anti Covid.
La causa della catastrofe ambientale sembra sia riconducibile alla fuoriuscita di greggio da una o più petroliere in navigazione al largo del Mediterraneo, a 50 Km dalla costa israeliana.Secondo varie ipotesi, potrebbe non trattarsi di un incidente ma di uno smaltimento illegale delle acque di lavaggio delle cisterne di petrolio. Per Israele il bisogno di difendere l’ecosistema marino dall’inquinamento è di primaria importanza visto che il Paese ottiene circa il 55% dell’acqua potabile dagli impianti di desalinizzazione.
 
di Sophia Tremonte
                                                                                                                   

Israele verso l'immunità di gregge

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Dagli ultimi dati trasmessi dalle autorità israeliane sembra emergere l'efficacia della campagna vaccinale. Come riportato dall'agenzia Bloomberg le dosi di vaccino Pfizer/BioNTech sembrerebbero efficaci del 99% nell'evitare i decessi e dell'89,4% nell'evitare il contagio.
Ad oggi il 60% della popolazione israeliana ha ricevuto almeno la prima dose e al restante 40% è stata somministrata anche la seconda. L'efficacia del piano vaccinale, quindi, porta in testa l'Israele agli altri Paesi per numero di vaccinazioni, in riferimento alla popolazione. Ciò è dovuto anche alle dimensioni ridotte del Paese e ad un sistema organizzativo basato sulla digitalizzazione che ha accelerato la somministrazione dei vaccini. 
Sull'andamento dell'infezione si è espresso anche Ran Balicer, Senior Advisor del governo israeliano e Chief Innovation Officer della cassa mutuata israeliana Calit, affermando una riduzione del 94% dei contagi; infatti negli ultimi dati risalenti alla giornata di ieri, 14 aprile, i contagiati sono stati in tutto 256.
Ancora non si può affermare di aver raggiunto la cosiddetta e così sperata immunità di gregge ma i dati ricevuti fanno ben sperare.
 
di Francesco Petriella
 

Caso Denise Pipitone: la luce del mistero continua a pulsare

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Dopo aver spento i riflettori sul caso Denise-Olesya sono aumentate le segnalazioni della piccola scomparsa il 1º Settembre a Mazara Del Vallo nel lontano 2004. Denise ormai divenuta una donna dopo ben 17 anni è ancora una profonda ferita nel cuore degli italiani. L’accusa e i genitori di Denise hanno sempre sostenuto che Jessica avrebbe rapito per vendetta e gelosia la sorellastra, frutto di una relazione extraconiugale del padre Piero Pulizzi. D’altro canto gli inquirenti, inizialmente, si erano concentrati sulla pista nomade a partire dalla telefonata anonima al padre di Denise fino all’avvistamento da parte di una guardia giurata a Milano, di una bambina molto somigliante alla piccola di Mazara del Vallo in compagnia di un gruppo nomade. Ma quella bambina e quella donna che era con lei non furono mai più rintracciate. Il giallo di Denise continua e proprio nelle ultime ore è emersa un'altra pista, forse ancora più flebile di quella russa. Diversi indizi fanno atterrare le indagini a Màlaga, dove una 20enne avrebbe un rapporto oscuro con la famiglia ma soprattutto una grande passione per la cucina italiana. A questo si sarebbe aggiunta anche la forte somiglianza tra la giovane spagnola e le ricostruzioni del viso di Denise in età adulta. La notizia è giunta alla madre di Denise Piera Maggio e al suo legale Giacomo Frazzitta ma probabilmente la ragazza spagnola avrebbe già smentito tutto. Le ricerche e le indagini sulle varie piste continueranno ad andare avanti. Si riuscirà a colmare il vuoto e il dolore della pervicace mamma Piera?

di Alessia Borrillo

 

Covid 19, le cure per sconfiggerlo

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L’Italia e tutto il mondo stanno affrontando un’emergenza sanitaria: la pandemia di COVID-19 dichiarata tale l’11 marzo 2020.  Ad oggi, non esiste una cura specifica per la patologia e così gli scienziati stanno facendo una vera e propria corsa contro il tempo per trovare dei trattamenti.  La terapia ottimale prevista per i pazienti più gravi o quelli a rischio di malattie include l’ossigeno, mentre per i pazienti più critici si prevede un supporto respiratorio più avanzato come la ventilazione.
Gli antibiotici non funzionano contro il virus poiché combattono le infezioni batteriche e pertanto non devono essere usati come mezzo  di trattamento per il COVID-19. Si sta puntando su alcune strategie applicate per quanto riguarda le terapie avanzate, come ad esempio l’utilizzo di terapie cellulari per combattere infezioni virali o l’utilizzo di vettori virali per veicolare geni che istruiscano il sistema immunitario a reagire, ma anche innovazioni tecnologiche, come app e robotica possono essere un aiuto per questa emergenza sanitaria.
 
di Ilaria Bianco
 

Vaccino Johnson&Johnson sospeso in Usa, ritardato il lancio in Europa

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Le autorità sanitarie americane Fda e Cdc chiedono in via precauzionale lo stop immediato alla somministrazione del vaccino J&J per possibile rischio trombosi. In attesa di valutazioni da parte delle autorità sanitarie, l’azienda rimanda le consegne dei suoi vaccini nel Vecchio Continente. La sospensione del vaccino è già attiva negli stati federali, mentre gli altri Stati sono stati esortati a fare lo stesso. La decisione deriva dallo svilupparsi di una rara malattia legata ai coaguli di sangue in 6 donne, di età compresa fra i 18 e i 48 anni, negli Stati Uniti; una di queste è morta, un’altra è stata ricoverata in condizioni critiche. Si tratta evidentemente di casi “estremamente rari” e, come si legge nella nota di Cdc (Centers for Disease Control) e Fda  (Food and Drug Administration),  al momento non è stato ancora attestato che vi sia un legame causale tra la somministrazione del vaccino e lo sviluppo della rara malattia. È altrettanto evidente che i benefici superino i rischi poiché si tratta di soli 6 casi su un totale di 6,8 milioni di dosi somministrate; ciò nonostante la Fda e i Cdc esortano coloro che hanno ricevuto il vaccino ed hanno accusato sintomi sospetti (quali ad esempio forte mal di testa, dolori addominali o alle gambe, o difficoltà respiratorie) a contattare il proprio medico; si legge inoltre nella nota che l’eparina, somministrata generalmente come anticoagulante, potrebbe essere pericolosa in questa circostanza. Frattanto anche il comitato per la sicurezza dell'Agenzia europea dei medicinali sta indagando sulle varie segnalazioni di eventi embolici verificatisi nelle persone che hanno ricevuto il vaccino Johnson&Johnson. In attesa di ulteriori notizie da parte degli Usa è stato però deciso, in via precauzionale, di rimandare la distribuzione dei 200 milioni di dosi attese in Europa. Il ministro della Salute, Roberto Speranza, esorta: “Nei prossimi giorni, appena l’Ema e gli Usa ci daranno notizie più definitive, valuteremo quale sia la strada migliore; tuttavia io penso che anche questo vaccino dovrà essere utilizzato perché è un vaccino importante.”
 
di Francesca Martucci