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India messa sotto assedio dal Covid, boom di contagi e di decessi. Spaventa “l’indiana”

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Nelle ultime  settimane l'India è sotto i riflettori mondiali per un forte incremento di casi da coronavirus. Si contano 18.000.000  di infezioni (300.000 al giorno) e 200.000 decessi (100-120 ogni ora, 3.000  ogni  giorno). Negli ospedali mancano posti letto, attrezzature sanitarie, farmaci, dispositivi di protezione, ma soprattutto, ossigeno, essenziale per combattere questa pandemia, i quali, ormai pieni, rifiutano i soggetti affetti dalla patologia. La causa dell’innalzamento della curva della trasmissione del virus è da ricondurre al ritardo dell’attuazione della campagna vaccinale, ad incontri elettorali privi di distanziamento sociale, a pellegrinaggi religiosi di massa, alla riapertura di tutte le attività commerciali dal mese di gennaio e alla sottovalutazione della crisi sanitaria del Governo, tanto da far oscurare i social media. Solidarietà ed aiuti per reperire  tutto il necessario per curare gli infermi, respiratori polmonari, mascherine, camici, componenti per creare vaccini, sono arrivati da Francia, Gran Bretagna, Russia, Stati Uniti e Pakistan. Intanto fa paura la notizia, data dai virologi, di una nuova variante chiamata “indiana” (nome scientifico B.1.617)  scoperta in India appunto, la quale viene giudicata cinque volte più contagiosa del ceppo originario del Coronavirus. Per questo si  sta cercando di rimediare con inoculazioni di massa, con l’istituzione di treni per consegnare l’antidoto velocemente e con il coprifuoco. C’è preoccupazione anche in Europa e in Italia, poiché la predetta mutazione del Covid è approdata anche in Grecia e in Italia (che ha chiuso i confini con la Stato asiatico) con due casi a Bassano del Grappa (Vi), due indiani, padre e figlia rientrati nella nostra Nazione, i quali hanno adottato l’auto-isolamento e hanno avvisato le Autorità sanitarie. L’Istituto zoo profilattico delle Venezie sta esaminando la struttura biologica di altri campioni sospetti prelevati da due residenti nel veneziano. Sono in corso accertamenti anche in Emilia-Romagna e in Lazio, dove sono presenti le più grandi comunità sikh (indiani immigrati) d’Italia. Ormai del virus abbiamo avuto la mutazione inglese, quella sud-africana e la brasiliana, ora invece siamo preoccupati per la variante indiana. La raccomandazione è sempre la stessa, anche per gli individui già sottoposti ad inoculazione: lavaggio frequente delle mani e disinfezione con gel sanificante, uso dei presidi di protezione e non creare assembramenti.  
 
di Domenico Pio Abiuso
 
 

Tentata strage a Macerata, Traini condannato a 12 anni

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I Giudici della Cassazione hanno inflitto a Luca Traini una pena di 12 anni di detenzione con l’aggravante dell’odio razziale, oltre al pagamento del risarcimento ai feriti e alle parti civili, tra cui il comune di Macerata e la struttura territoriale del Pd. Il giovane si è reso protagonista a Macerata, il 3 febbraio 2018, di un avvenimento di cronaca per aver esploso alcuni colpi d’arma da fuoco che hanno ferito 6 persone di colore di età compresa tra i 20 e i 32 anni. Il ragazzo all'epoca dei fatti affermò di aver commesso il gesto per vendicare Pamela Mastropietro, vittima di omicidio volontario aggravato dalla violenza sessuale, vilipendio, distruzione ed occultamento di cadavere provocati da Innocent Oseghal, il 29 gennaio 2018. In seguito si scoprì, che il giovane aveva pianificato di andare in Tribunale per uccidere l’autore del brutale crimine, ma poi cambiò idea e decise di colpire soggetti dalla pelle scura. Da qualche tempo in Italia si è riacceso un odio xenofobo, forse mai sopito, contro soggetti dalla pelle scura e di diverso orientamento sessuale che non scomparirà mai finché  non si capirà che siamo tutti uguali, a prescindere da tutto.
 
di Domenico Pio Abiuso
 

Dopo l'ambasciatore Attanasio muore anche anche il magistrato che indagava sull'omicidio

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Martedì sera è stato ucciso in un’imboscata da uomini armati, William Assani, il Magistrato che indagava sull’omicidio dell’Ambasciatore italiano nel Paese africano, Luca Attanasio, del Carabiniere della scorta, Vittorio Iacovacci e dell’autista, Mustafa Milambo, avvenuto nel nord della regione del Kivu il 22 febbraio scorso. Il delitto del funzionario è avvenuto sullo stesso tratto viario (Rutshuru-Goma) che percorreva Attanasio e il suo staff per recarsi a visitare un programma di distribuzione di cibo nelle scuole. Da una settimana il Procuratore era ritornato da Goma, città congolese situata nella parte orientale dello Stato, dove aveva partecipato ad una serie di incontri con gli inquirenti impegnati nell’inchiesta inerente il decesso di Attanasio, Iacovacci e Milambo. Il portavoce della Polizia ai quotidiani locali ha affermato: “Avevano messo un posto di blocco sulla carreggiata, quando hanno visto le jeep militari hanno iniziato a sparare”.

di Domenico Pio Abiuso

 

Attentato in Svezia, probabile matrice terroristica

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Ieri alle 15.00 a Vetlanda, una città di 12.691 abitanti nel sud del Paese, un ragazzo del posto di 20 anni già noto alla giustizia per reati minori, armato di coltello, si è scagliato contro i passanti ferendone 8, di cui 3 in modo gravissimo. Gli accoltellamenti sono avvenuti in cinque diversi punti dell’agglomerato abitativo. In seguito l’aggressore è stato neutralizzato da un poliziotto con un colpo di pistola alla gamba. Il giovane, trasportato in ospedale, non è in gravi condizioni e sarà interrogato al più presto dall’ Autorità giudiziaria. Al momento restano ignoti i motivi che ha mosso la mano dell’adolescente a compiere un gesto così efferato. Gli investigatori propendono nel ritenere che si sia trattato di un atto terroristico, anche se per ora il capo d’imputazione è tentato omicidio. Il Primo Ministro svedese, Stefan Lofven, alla stampa ha dichiarato: “Esorto tutti ad inviare un pensiero alle persone colpite dalla violenza e agli uomini e alle donne dell’assistenza sanitaria, della polizia che lavorano per prendersi cura dei feriti”. Nello Stato del nord Europa l’allerta antiterrorismo è massima, in quanto già preso di mira in passatp dalle organizzazioni estremiste: nel dicembre 2010 Stoccolma fu vittima di due esplosioni, che causarono 1 morto e 2 feriti. In quell’occasione si trattò di un atto suicida, preceduto da minacce nelle quali si disapprovava la presenza di contingenti militari svedesi in Afghanistan; nell’aprile 2017, sempre nella capitale, un richiedente asilo uzbeko uccise 5 persone investendole con un camion rubato. Il terrorista disse di aver agito per vendicare la guerra degli occidentali contro l’Isis.

di Domenico Pio Abiuso

 

Agguato in Congo, commando uccide Ambasciatore italiano, carabiniere della scorta ed autista

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Il tragico fatto di cronaca è accaduto ieri mattina nella Repubblica democratica del Congo, nel nord della regione del Kivu. L’ambasciatore italiano nella Nazione, Luca Attanasio, il carabiniere, Vittorio Iacovacci e il loro autista, Mustapha Milambo, sono stati assassinati in un’imboscata da sei guerriglieri mentre si recavano a visitare un programma di distribuzione dell’Onu di cibo nelle scuole. Secondo la ricostruzione degli avvenimenti, il conducente della vettura dove viaggiavano il diplomatico e il militare sarebbe stato freddato immediatamente, invece Attanasio e Iacovacci sarebbero stati rapiti e portati nella foresta dove sarebbero stati colpiti mortalmente. La notizia si è diffusa ben presto in Italia, dove ha lasciato attonita l’opinione pubblica del nostro Paese. Cordoglio alle famiglie dei tre malcapitati dalle Istituzioni italiane che parlano di lutto per questi servitori dello Stato. La Presidenza del Consiglio dei Ministri ha ordinato l’esposizione a mezz’asta della bandiera italiana e di quella europea nelle Sedi istituzionali e negli uffici pubblici. Intanto la Farnesina ha chiesto all’Onu un dossier dettaglio sull’uccisione dei tre uomini per fare piena luce sull’accaduto.

di Domenico Pio Abiuso

 

Usa, scontri a Washington. Una democrazia ferita

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Nella giornata di ieri gli Stati Uniti d’America hanno vissuto la giornata più nera per la loro democrazia. Dopo che il Presidente uscente, Donald Trump, aveva bollato il neo presidente eletto, Joe Biden, come illegittimo, migliaia di sostenitori del 45° Presidente degli USA hanno assaltato il Parlamento a Washington e forzato il cingolo di sicurezza a protezione di Camera e Senato. Da qui ne è scaturito un conflitto a fuoco con la morte di 4 persone e il ferimento di decine di presenti, tra cui numerosi agenti di Polizia. Deputati e senatori hanno interrotto lo svolgimento di autenticazione della vittoria di Joe Biden e sono stati portati in un luogo sicuro dagli addetti alla sicurezza. Le Forze di Polizia per disperdere i facinorosi hanno lanciato gas lacrimogeni e solo dopo le 23.00 (ora italiana) sono entrate nel Palazzo del Congresso annunciando: “L’edificio ora è in sicurezza”.  Condanna unanime dell’incursione al cuore delle Istituzioni americane da parte della quasi totalità dei Capi di Stato. L’ex Presidente, Barack Obama, ha commentato: “La violenza è incompatibile con l'esercizio dei diritti politici e delle libertà democratiche”. Il Premier italiano, Giuseppe Conte: “Non vediamo l'ora di lavorare assieme al Presidente Biden e alla vice Presidente Kamala Harris per promuovere insieme un'agenda globale di crescita, sostenibilità e inclusione”.  La Russia, attraverso il portavoce del Ministero degli Esteri, Maria Zakharova, ha espresso le sue considerazioni: “Attiriamo l'attenzione sul fatto che il sistema elettorale negli Stati Uniti è arcaico, non soddisfa i moderni standard democratici, crea opportunità per numerose violazioni e i media statunitensi sono diventati strumento di lotta politica". Oggi Mike Pence, vicepresidente degli Stati Uniti dell’amministrazione Trump, ha annunciato formalmente la vittoria di Joe Biden alle elezioni dello scorso 3 novembre, affermando: “Non avete vinto, la violenza non vince mai. Hanno tentato di fermare la nostra democrazia ma hanno fallito”.

di Domenico Pio Abiuso

 

Un terremoto sta devastando la Croazia

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Da lunedì mattina la Croazia è vittima di una serie di movimenti tellurici che la stanno mettendo in ginocchio. La prima scossa è avvenuta alle 6.28 con epicentro a 50 chilometri di distanza a sud-est di Zagabria con un’intensità di 5.2 gradi della scala Richter. La scossa è stata avvertita anche in Italia, da Trieste a Pordenone. Un altro sisma ha colpito la stessa Nazione, ieri pomeriggio, con una magnitudo di 6.4 gradi con epicentro a pochi chilometri dalla capitale. L'evento tellurico è stato percepito distintamente dal Friuli Venezia Giulia fino alla Campania. La situazione è molto critica: a Petrinya, nella parte centrale del Paese, sono crollati un ospedale ed un asilo dove si registrano 7 vittime, tra cui una bambina di 12 anni e decine di feriti, di cui molti in gravi condizioni. Il centro storico della cittadina è quasi completamente crollato. Migliaia di persone sfollate e terrorizzate hanno trascorso la notte in strada assistite da soccorritori con beni di prima necessità, coperte e indumenti caldi. Le peripezie non sono finite: stamani si sono avute altre 3 scosse con una intensità pari a 4.9, 4.8 e 4.7. Le squadre di soccorso continuano a scavare incessantemente nel tentativo di trovare altre persone in vita tra le macerie. Il Governo, che stamattina si è riunito in seduta straordinaria, ha stanziato 16 milioni di euro per far fronte ai danni causati dal tragico evento e ha proclamato per il 2 gennaio una giornata di lutto nazionale in memoria dei morti. Inoltre la CEI (Conferenza Episcopale Italiana) ha fatto sapere di aver stanziato 500.000 euro per aiutare gli abitanti dello Stato balcanico.

di Domenico Pio Abiuso 

 

Il razzismo colpisce durante una partita di Champions League

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Il termine razzismo indica una discriminazione riguardante una diversità che va dal colore della pelle a una situazione sociale o economica minoritaria, da una disabilità di qualsiasi natura a una condizione caratteriale di una persona, alle violenze verbali. L’Italia su questo tema non si dimostra affatto un Paese all’avanguardia. Secondo un studio condotto dall’associazione Lunaria nel tratto temporale 1° gennaio 2008 - 31 marzo 2020, nella nostra Nazione ci sono stati 7426 episodi di razzismo. Oltre ad accadimenti per il colore della pelle e per condizione sociale, con l’avvento della tecnologia, di piattaforme di comunicazione, quali social network e siti per la condivisione di video, sono accadute molteplici circostanze di violenza verbale in rete. Di queste se ne contano più di 3725. Molto più grave però l’ultimo caso di razzismo perché commesso durante un evento televisivo, verificatosi martedì 8 dicembre nel corso della partita valevole per la fase a gironi del gruppo H della Champions League tra Paris Saint Germain e Istanbul Basaksehir, quando il quarto uomo, Sebastian Coltescu, ha usato l’epiteto “Negru”(nero in romeno) per richiamare Achille Webo, assistente dell’allenatore dei turchi, Okan Buruk. Tutto questo ha scatenato la reazione molto veemente di Webo, che si scagliato contro l’ufficiale di gara. In seguito la contesa è stata sospesa perché le 2 compagini hanno lasciato il campo per protesta per poi terminare ieri sotto la direzione di un nuovo arbitro. L’UEFA ha annunciato di aver aperto un’indagine per accertare come si sono svolti i fatti. Le offese razziste della competizione calcistica sono diventate un caso politico e diplomatico. Il Presidente della Repubblica turco, Recep Tayyip Erdogan, tramite i social esprime il suo sdegno per quello che è accaduto al “Parco dei Principi”, stadio del Paris Saint Germain: "Condanniamo fermamente le frasi razziste rivolte a Pierre Webo e credo che la Uefa debba necessariamente intervenire. Siamo incondizionatamente contro il razzismo e la discriminazione nello sport e in tutti i settori della vita". Ogni volta di fronte a tali questioni ci scandalizziamo, ma poi ricadiamo sempre nello stesso sbaglio, non capendo che alla fine siamo tutti uguali.

di Domenico Pio Abiuso

 

Il Terrorismo questa volta colpisce Vienna

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Un altro atto terroristico a pochi giorni di distanza da quello di Nizza. Nella notte appena trascorsa è toccato a Vienna, dove un commando di 4 persone sono entrati in azione con armi da fuoco nelle vicinanze di una sinagoga (chiuso da un paio d’ore) e in altre cinque punti della città, fra cui strade e locali, provocando 5 decessi, 2 uomini, 2 donne, e Kujtim Fejzulai,  un attentatore di origine macedone e 22 ferimenti, di cui 5 ricoverati in ospedale in pericolo di vita. La caccia agli altri estremisti, con un dispiegamento eccezionale di Forze di Polizia, è cominciata con posti di blocco ed elicotteri che hanno sorvolato l’area dell’episodio criminoso e che ha portato a 18 perquisizioni e al fermo di 14 fiancheggiatori del gruppo eversivo. Le prime affermazioni sono arrivate dal Sindaco di Vienna, Michael Ludwig: “Gli attentatori, partendo dai pressi della Sinagoga, hanno iniziato a sparare a caso nei vicini locali”. Il Primo Ministro austriaco, Sebastian Kurz, ha dichiarato: “Quello di ieri a Vienna, si è trattato di un attentato islamista, alla nostra libera società, ma è chiaro che non ci lasceremo intimidire. Difenderemo con tutte le nostre forze il nostro modello di vita. Non cadremo nella trappola del terrorismo”.  Dopo gli ultimi attentati di Nizza e Vienna, anche il Ministero dell’Interno italiano ha ordinato il rafforzamento dei controlli ai valichi di frontiera, anche con personale dell’Esercito. 
 
di Domenico Pio Abiuso

Francia sotto attacco sanitario e terroristico

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La Francia come il mondo intero vive l’emergenza sanitaria da Coronavirus. Dopo la prima ondata (marzo-maggio), che ha visto la nazione patire la virulenza del virus, insieme a Spagna e Germania, la seconda la vede nuovamente protagonista con pronto soccorsi e terapie intensive in affanno. Notizia di queste ore riferiscono che il Presidente della Repubblica, Emmanuel Macron, ha indetto un nuovo lockdown a partire da domani, dove però le scuole resteranno aperte. Come se non bastasse, ad aggravare la situazione nei confini d’oltralpe ci si mette anche il terrorismo islamico. Stamani a Nizza alle 9.00, Brahim Aoussaouie, un tunisino di 21 anni ha fatto irruzione con un coltello nella Cattedrale in Notre Dame, dove ha assassinato 3 persone: 2 donne e il sacrestano dell’edificio religioso, di cui una donna sgozzata. L’assalitore, secondo le prime notizie pervenute, sarebbe sbarcato a Lampedusa a settembre e avrebbe ideato e portato a termine l’atto criminoso da solo. Nella stessa giornata, ad Avignone, alle 11.15 circa, un uomo di nazionalità afghana ha aggredito due agenti di Polizia con un pugnale al grido di “Allah Akbar” “Allah è grande”. L’aggressore è deceduto a seguito delle gravi ferite riportate nella colluttazione con le Forze dell’Ordine. A Gedda, città costiera dell’Arabia Saudita, un uomo ha accoltellato un componente della sicurezza del Consolato francese nello Stato d’Oriente, che alla fine è stato arrestato. La Francia sta vivendo un periodo nero con gli atti terroristici molto probabilmente scaturiti dall’ultima vignetta del giornale satirico Charlie Hebdo.

di Domenico Pio Abiuso

La storia è ciclica, 100 anni fa scoppiava l'influenza spagnola

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Gli eventi che succedono durante il corso del tempo tendono ad evolversi, ma talvolta ne accadono alcuni che hanno tra loro delle similitudini. A distanza di più un secolo (1918-1920) dal Coronavirus che sta affliggendo la quasi totalità della popolazione mondiale, durante la fine del primo conflitto mondiale si è scatenata l’influenza spagnola o più comunemente chiamata “la spagnola”. Questa epidemia, chiamata così perché i primi a darne notizia furono i giornali iberici, fu causata dal sottoceppo H1N1 e provocò nel periodo di maggior virulenza circa 300. 000 000 di contagi e più di  25.000 000 di  decessi, di cui 600.000 in Italia. Certamente l’alto numero delle vittime fu dovuto soprattutto all’arretratezza della medicina e alle scarse protezioni dell’epoca. Le informazioni inerenti la pandemia venivano date solo dalla televisione spagnola, perché le emittenti degli altri Stati venivano censurate dai regimi dittatoriali che li governavano.   Le analogie con il Covid- 19 sono tosse, febbre alta e la trasmissione della malattia tramite goccioline di saliva quando si tossisce o starnutisce. Il focolaio originario da cui partì non è certo, tra le ipotesi vi è quella che sia stata portata in Europa dalle truppe americane, ma quel che è assodato è che la sua diffusione avvenne nelle trincee, nei campi adibiti all’addestramento dei soldati e negli ospedali militari. Da fonti accreditate venne riscontrato che l’allarme degli esperti a sottoporre le persone ad isolamento non fu accolta dai governi che presero sottogamba la questione. Un documento del tempo esposto nei luoghi di maggiore aggregazione, recitava così: “Riducete la frequentazione delle osterie al minimo possibile! Non frequentate bar e teatri, arieggiate le case e non date strette di mano". Insomma la storia si ripete.

di Domenico Pio Abiuso

Coronavirus, è importante proteggere la salute dei soggetti più fragili

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In questo momento in cui metà del pianeta è coinvolto nell’emergenza del Covid-19, siamo tutti alle prese con la crisi epidemiologica, economica e sociale. Il primo aspetto di questo turbamento della vita quotidiana di ogni singola persona è quello epidemico che sta mietendo vittime soprattutto in Cina (da cui l’epidemia è nata e si è propagata), Corea del Sud, Giappone, Spagna, Italia, Francia, Germania, Inghilterra e Stati Uniti e che finora ha provocato oltre 95.000 morti nel mondo.
Il secondo aspetto è quello economico per via della chiusura degli esercizi commerciali, piccole, medie e grandi aziende non essenziali, che di conseguenza produce un mancato guadagno da parte degli stessi. Per quanto concerne l’ultimo aspetto, quello sociale, molte famiglie sono in difficoltà e si temono furti e saccheggi in supermercati e negozi di generi alimentari. Ma un aspetto poco o per niente considerato è quello delle persone più deboli psicologicamente. Secondo gli esperti serve un intervento pubblico eccezionale e gratuito per tutti contro l’emergenza psicologica da pandemia e quarantena. C’è il rischio suicidi (già 5 in Italia), ma anche ansia, panico, abuso di farmaci, anoressia, ossessioni, disturbo post-traumatico da stress e violenze familiari.  Ci sono già stati episodi che hanno avuto un epilogo tragico, come quello del nonno di Savona che era disperato per non poter vedere il nipotino a causa della lontananza per la pandemia da Covid-19, o quello del ragazzo di 26 anni di Milano e della 29enne di Carmagnola, in provincia di Torino che hanno perso il lavoro per l’evento pandemico in corso. Si è tolto la vita anche Bernard Gonzalez, medico sportivo della squadra della serie A francese dello Stade Reims dopo aver saputo di aver contratto il virus. Ma anche i casi di 2 infermieri, una di Jesolo di 49 anni e di una di Monza di 34 anni risultate positive al virus che si sono uccise perché credevano di aver diffuso involontariamente il contagio. La paura di venire infettati dal Covid-19 produce panico, stress e ansia. A tal proposito, Piero Barbanti, professore di neurologia all’Università telematica San Raffaele di Roma e responsabile del Centro per la diagnosi e la cura delle cefalee e del dolore dell’IRCCS San Raffaele Roma-Pisana, ha dichiarato: “L’epidemia del coronavirus ha determinato in tutti l’insorgenza di paure e fobie e rischia di innescare una cosiddetta malattia psicogena di massa, ovvero una sorta di follia collettiva ispirata dalla contagiosità della paura”.
 
di Domenico Pio Abiuso

Coronavirus, dopo l’emergenza sanitaria anche la crisi economica e sociale

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Con la chiusura di gran parte delle attività commerciali dovuta all’emergenza sanitaria da Coronavirus che sta coinvolgendo circa 164 Nazioni, in Italia si prospetta, una volta passata l’epidemia sanitaria, una crisi finanziaria che coinvolgerà ogni settore commerciale: dall’artigianato al turismo, dal negozio di generi alimentari di quartiere alle piccole e medie imprese che costituiscono gran parte del tessuto economico del nostro Paese. Il Consiglio del Ministri ha approvato il Decreto “Cura Italia” firmato il 16 marzo scorso dal Presidente delle Repubblica, Sergio Mattarella e pubblicato in Gazzetta Ufficiale, che punta a contrastare una crisi monetaria dovuta al mancato guadagno degli esercizi commerciali chiusi a seguito del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, dell’11 marzo 2020. Il provvedimento prevede lo stanziamento di 25 miliardi di euro, che si dividono sostanzialmente in 4 macroaree: potenziamento del Sistema sanitario della Protezione civile e degli altri soggetti pubblici impegnati a fronteggiare l’emergenza sanitaria, sostegno all’occupazione e ai lavoratori per la difesa del lavoro e del reddito, supporto al credito per famiglie e piccole e medie imprese e sospensione degli adempimenti fiscali, incentivi fiscali per la sanificazione dei luoghi di lavoro. Un altro provvedimento fiscale è allo studio dell’Esecutivo, che dovrebbe entrare in vigore entro il 16 aprile per rafforzare le disposizioni di marzo e per ulteriormente supportare le aziende, le attività commerciali e i liberi professionisti. In particolare è prevista l’indennità di 600 euro per autonomi e Partite IVA; finanziamenti per le aziende per evitare che molte di esse chiudano attraverso un Fondo di Garanzia per un totale di 15.000.000.000,00 di euro; possibilità della domanda di cassa integrazione la cui corresponsione avverrà entro 30 giorni dalla presentazione della domanda. Intanto però cominciano a scarseggiare le risorse pecuniarie delle famiglie che per ovvi motivi sono costrette a tenere le saracinesche delle loro attività chiuse. Infatti si comincia a far difficoltà a comprare beni di prima necessità come il cibo e l’acqua. Collegata all’allarme economica c’è anche quella sociale, infatti si temono furti e rapine da parte dei cittadini nei supermercati e nelle banche; per questo sono stati potenziati i presidi delle Forze dell’Ordine davanti ad attività alimentari e istituti di credito. Una domanda sorge spontanea: che ne sarà del nostro apparato economico, già provato dalla mancanza di lavoro, dopo questo avvenimento emergenziale? Intanto, il Governo ha deciso di prorogare la chiusura delle attività non essenziali, ad esclusione di farmacie e supermercati, per altri 15 giorni dopo il 3 aprile.

di Domenico Pio Abiuso

Germania, strage terroristica e xenofoba contro la comunità turca

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Alle 22.00 di ieri sera 9 persone sono state assassinate e 5 sono rimaste gravemente ferite, in seguito a due sparatorie avvenute davanti a due “Shisha Bar” frequentati da turchi ad Hanau, una cittadina dell’Assia a circa venti chilometri da Francoforte. Ad entrare in azione è stato Tobias Rathien, 43 anni, estremista di destra, che secondo fonti accreditate avrebbe lasciato un messaggio e un video nei quali rivendica l’attentato asserendo l’esigenza di annientare popoli ed etnie che non si possono più espellere dalla Germania. Dopo ore di ricerche, i corpi speciali della Polizia hanno trovato il corpo esanime dell’attentatore insieme a quello di sua madre nell’abitazione dell’uomo, mentre il padre è stato portato in commissariato. Si è scoperto a seguito di indagini informatiche, che il criminale diffondeva tramite web le sue teorie di destra radicale. Su Twitter il portavoce del presidente turco Recep Tayyip Erdogan, Ibrahim Kalin, ha dichiarato: “Ci aspettiamo che le autorità tedesche facciano luce sulla strage di Hanau. Il razzismo è un cancro collettivo”. I vertici dell’estrema destra tedesca hanno voluto esprimere un pensiero sul tragico evento dichiarando: “Questo crimine abominevole ci sconvolge e ci lascia senza parole. I nostri pensieri vanno alle vittime di questo crimine spietato e ai loro parenti”. Anche il Governo, tramite il Vice cancelliere, ha voluto commentare l’accaduto: “Il nostro dibattito politico non deve eludere la questione che, 75 anni dopo la fine della dittatura nazionalsocialista in Germania ci sia di nuovo il terrorismo di destra".   A quanto pare la mano xenofoba del terrorismo conservatore torna ad aggredire l’Europa e nello specifico la Germania, a quattro mesi dall’attentato causato dal ventisettenne neonazista che colpì una sinagoga e un fast food, uccidendo 2 persone.

di Domenico Pio Abiuso