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Le 12 nuove croci di Einstein

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Un recente studio svolto grazie al satellite Gaia, utilizzato per mappare le stelle presenti nella Via Lattea, ci ha permesso di scoprire l'esistenza di altre 12 croci di Einstein, oltre alle 50 già conosciute. L'avanzata tecnologia del satellite, infatti, riesce ad arrivare ben oltre i limiti della nostra galassia; ciò ci permette di osservare e studiare fenomeni che distano moltissimi Anni Luce dal nostro pianeta. Si può dire che queste “croci” siano delle galassie che fungono da lente gravitazionale per la luce emessa dai quasar, che si trovano dietro di esse; in modo tale da produrre la caratteristica immagine a croce.
Nel fenomeno, la luce del quasar è deviata in 4 punti dal campo gravitazionale della galassia, che forma i bracci della croce. La galassia stessa poi è visibile al centro dei quattro bracci; come una luce meno intensa ma più diffusa.
Entro la fine dell'anno sono in arrivo i dati da parte del satellite. Gli studiosi sono ottimisti e sperano di riuscire a trovare a fine 2021 centinaia di queste “croci di Einstein”.
 
di Gennaro Vigliotti
 
 

Coronavirus: profonde cicatrici per l'economia mondiale

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La pandemia mondiale ha scavato solchi profondi nell’economia di tutto il mondo: in meno di un anno l’intera geografia è stata stravolta, comportando inedite condizioni di lavoro con conseguente crisi per moltissimi settori. La banca mondiale stima che il Covid-19 abbia dato vita ad una delle peggiori depressioni economiche dal 1870. Si sostiene che alla fine del 2021 ci sarà un preoccupante calo del PIL del 90%. Di conseguenza i governi dei principali paesi sono stati portati ad approvare misure di sostegno al reddito di famiglie e imprese. Secondo il Fondo Monetario Internazionale quasi 90 milioni di persone potrebbero scendere sotto la soglia di fornitura di quest’anno, cancellando tutti i progressi degli anni precedenti per ridurre le disuguaglianze e la povertà.

di Nadia Golia

 

Lutto per la Royal Family

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Nella mattinata del 9 aprile 2021 nel Regno Unito è venuto a mancare il Principe Filippo, Duca di Edimburgo di 99 anni, consorte della Regina Elisabetta II di 94 anni. All’inizio di quest’anno, dopo aver trascorso un mese ricoverato in ospedale per un intervento chirurgico, circa un mese fa è stato dimesso ed è ritornato al Castello di Windsor, dove ha trascorso gli ultimi giorni della sua vita. Per quanto riguarda i funerali, non ci sarà nessuna cerimonia di Stato a differenza di quelli di Lady Diana, ma si svolgeranno privatamente non solo per sua volontà ma anche per le misure previste dalla pandemia. Potranno essere presenti soltanto 30 persone. La cerimonia si terrà sabato 17 aprile. Data anche la condizione di Harry e Meghan, il principe parteciperà al funerale a differenza della moglie. E’ già a Londra ed ha incontrato la Royal Family. William e Harry erano molto legati al nonno per la gentilezza mostrata nei confronti dei rispettivi figli.

di Sabrina Casamassa

 

Il Canale che unisce il Mondo

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Dal 23 al 29 marzo 2021 si è assistito all'ostruzione del Canale di Suez, in Egitto, ad opera della nave portacontainer Ever Given. Guardando le immagini non ci si poteva rendere conto della catastrofe che questo avvenimento stava causando, mentre stava dando un calcio ancora più catastrofico all'economia mondiale, già messa in ginocchio dal Covid19. É stato calcolato che ogni giorno in cui la nave ha bloccato il Canale ha causato 9,6 miliardi di danni, per questo si sono messe subito in funzione le élite di società specializzate in operazioni di disincagliamento navale, come quella olandese Smit Savage. Ma perché questo Canale, apparentemente piccolo rispetto al resto del mondo, se ostruito, causa così tanti danni? Da quando è stato inaugurato, nel 1869, è diventato una delle vie marittime più importanti al mondo e ancora oggi, a distanza di quasi un secolo e mezzo, garantisce il 7% del traffico mercantile mondiale e tra le sue acque passa il 12% di tutte le merci del mondo. Questo perché collega direttamente il Mediterraneo al Mar Rosso, l’est all’ovest. Quello dell’Even Given non è stato l'unico avvenimento catastrofico avvenuto al suo interno, basti pensare alle migliaia di vittime morte durante la sua costruzione, a causa delle pessime condizioni di lavoro. Anche durante la Prima e la Seconda guerra mondiale era considerato fondamentale, tanto che i britannici, che ne ottennero il possesso alla fine dell'800, lo difesero in tutti i modi e lo usarono per bloccare le navi tedesche e italiane. Il canale fu coinvolto anche nelle numerose guerre tra Israele e i paesi arabi, a causa di cui venne chiuso per 8 anni, fino al 1975. In questo tempo al suo interno rimasero bloccate 15 navi, che divennero famose con il nome di “flotta gialla”. Quindi, si può vedere, che quello dell’Ever Given non è stato il primo incidente, ma più volte il Canale è stato soggetto a chiusure, rallentamenti, solo che mai una nave di queste dimensioni era rimasta incagliata. Si è sempre più convinti che, oltre alle condizioni metereologiche sfavorevoli, le cause dell'incidente siano da attribuire anche ad un errore umano. Grazie all’ottima equipe utilizzata in questa delicata operazione di disincagliamento, si è riusciti a “salvare” l'economia internazionale in solo 7 giorni; ma cosa sarebbe successo se la nave fosse rimasta per settimane a rallentare il traffico marittimo? Davvero una portacontainer può avere ripercussioni così gravi a livello mondiale? A quanto pare la risposta è sì.
 
Sarah Jayne Pannella
 
 

Olimpiadi, Tokyo verso una possibile rinuncia

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Fonti del governo Giapponese annunciano che di fronte ad una nuova ondata Covid bisogna chiedersi quale sia la cosa più giusta. Il mondo dello sport da giorni ha gli occhi puntati sul Giappone; la realizzazione delle olimpiadi è ormai un vero e proprio mistero. Tra sondaggi contro, correnti filosofiche che si intrecciano e strategie politiche il mondo  dello sport e non solo da giorni è con il fiato sospeso. Proprio oggi Tokyo ha rilasciato un'altra dichiarazione affermando che non ha alcun senso organizzare le Olimpiadi se la situazione epidemiologica dovesse peggiorare, in quanto si rischierebbe di aggravare ancora di più la già critica situazione con il rischio di aumentare i contagi in modo esponenziale. Che dire, il coronavirus ha sconvolto le nostre vite, in questo duro anno in cui abbiamo imparato a rinunciare a tantissime cose, dalle più piccole alle più grandi. E se da un lato c'è la voglia di ricominciare dall'altro c'è la paura di vanificare ogni nostro sforzo. Vero è che il tempo stringe e il governo Giapponese deve necessariamente dare una risposta certa ai tanti atleti, per cui sarebbe un sacrificio immenso rinunciare alle Olimpiadi.
 
di Gianni Mercuri
 
 

Zaki, l'incubo interminabile dietro le sbarre

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Patrick George Zaki, lo studente egiziano che stava svolgendo un master all'università di Bologna prima di essere arrestato all'aeroporto del Cairo, sarebbe accusato di aver svolto una tesi sull'omosessualità. A renderlo noto Nashat Dahi, il conduttore dell'emittente finanziata dal governo egiziano. Il ragazzo secondo il conduttore si era recato all'estero, all'università di Bologna, per studiare l'omosessualità. Il giornalista afferma che la stampa italiana e le organizzazioni internazionali stanno attaccando il governo egiziano e che va quindi "tagliata la loro lingua", con particolare riferimento ad Amnesty International. L'associazione impegnata per la difesa dei diritti umani è testualmente definita "una schifezza". Patrick George Zaki si trova dall’8 febbraio 2020 in detenzione preventiva fino a data da destinarsi. Il 25 agosto, per la prima volta da marzo, Patrick ha potuto avere un breve incontro con sua madre. In questi mesi la famiglia aveva ricevuto da Patrick solo due brevi lettere. Dopo estenuanti rinvii le prime due udienze del processo si sono tenute solo a luglio. Nella seconda, risalente al 26 luglio, Patrick Zaki ha potuto vedere per la prima volta i suoi avvocati. In quell’occasione Patrick è apparso visibilmente dimagrito. Il 26 settembre, a seguito di una nuova udienza, il tribunale ha deciso un ulteriore rinvio. Il 7 dicembre il giudice della terza sezione antiterrorismo del tribunale del Cairo ha annunciato il rinnovo per 45 giorni della custodia cautelare dello studente dell’università di Bologna, in carcere da febbraio in Egitto con l’accusa di propaganda sovversiva. Patrick George Zaki rischia così  fino a 25 anni di carcere per dieci post di un account Facebook, che la sua difesa considera ‘falso’, ma che ha consentito alla magistratura egiziana di formulare pesanti accuse di “incitamento alla protesta” e “istigazione a crimini terroristici”. Nel suo paese avrebbe dovuto trascorrere solo una vacanza in compagnia dei suoi cari in una breve pausa accademica. A causa della diffusione del Covid-19 anche in Egitto per Patrick le preoccupazioni legate all’emergenza sanitaria sono fortissime. Riteniamo quindi che Patrick George Zaki sia un prigioniero di coscienza detenuto esclusivamente per il suo lavoro in favore dei diritti umani e per le opinioni politiche espresse sui social media. 
Sappiamo di cosa è capace la paranoica ferocia egiziana: sparizioni forzate, arresti arbitrari, torture, confessioni inverosimili estorte con la violenza, depistaggi, minacce. Patrick merita onestà e determinazione, non chiacchiere imbarazzanti e oltraggiose".
 
di Elisa Calabrese 
 

Disastro ambientale in Israele, una marea nera sulla costa mediterranea

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La peggior catastrofe ambientale degli ultimi dieci anni. Migliaia di volontari sono intervenuti per salvare gli animali e pulire le spiagge. Nel corso di quattro ore sono state raccolte tre tonnellate di catrame. Lo scorso 16 Febbraio un disastro ambientale ha colpito la costa mediterranea israeliana, sommersa da una marea di catrame trasportato dalla corrente e dalle mareggiate. Gravi i danni alla fauna marina, soprattutto tartarughe marine, uccelli e pesci, ritrovati ricoperti dal liquido nero. Il governo ha annunciato il divieto di balneazione, sport marittimi e campeggi, proprio nel giorno di riapertura dopo mesi di chiusura a causa delle restrizioni anti Covid.
La causa della catastrofe ambientale sembra sia riconducibile alla fuoriuscita di greggio da una o più petroliere in navigazione al largo del Mediterraneo, a 50 Km dalla costa israeliana.Secondo varie ipotesi, potrebbe non trattarsi di un incidente ma di uno smaltimento illegale delle acque di lavaggio delle cisterne di petrolio. Per Israele il bisogno di difendere l’ecosistema marino dall’inquinamento è di primaria importanza visto che il Paese ottiene circa il 55% dell’acqua potabile dagli impianti di desalinizzazione.
 
di Sophia Tremonte
                                                                                                                   

Israele verso l'immunità di gregge

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Dagli ultimi dati trasmessi dalle autorità israeliane sembra emergere l'efficacia della campagna vaccinale. Come riportato dall'agenzia Bloomberg le dosi di vaccino Pfizer/BioNTech sembrerebbero efficaci del 99% nell'evitare i decessi e dell'89,4% nell'evitare il contagio.
Ad oggi il 60% della popolazione israeliana ha ricevuto almeno la prima dose e al restante 40% è stata somministrata anche la seconda. L'efficacia del piano vaccinale, quindi, porta in testa l'Israele agli altri Paesi per numero di vaccinazioni, in riferimento alla popolazione. Ciò è dovuto anche alle dimensioni ridotte del Paese e ad un sistema organizzativo basato sulla digitalizzazione che ha accelerato la somministrazione dei vaccini. 
Sull'andamento dell'infezione si è espresso anche Ran Balicer, Senior Advisor del governo israeliano e Chief Innovation Officer della cassa mutuata israeliana Calit, affermando una riduzione del 94% dei contagi; infatti negli ultimi dati risalenti alla giornata di ieri, 14 aprile, i contagiati sono stati in tutto 256.
Ancora non si può affermare di aver raggiunto la cosiddetta e così sperata immunità di gregge ma i dati ricevuti fanno ben sperare.
 
di Francesco Petriella
 

Covid 19, le cure per sconfiggerlo

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L’Italia e tutto il mondo stanno affrontando un’emergenza sanitaria: la pandemia di COVID-19 dichiarata tale l’11 marzo 2020.  Ad oggi, non esiste una cura specifica per la patologia e così gli scienziati stanno facendo una vera e propria corsa contro il tempo per trovare dei trattamenti.  La terapia ottimale prevista per i pazienti più gravi o quelli a rischio di malattie include l’ossigeno, mentre per i pazienti più critici si prevede un supporto respiratorio più avanzato come la ventilazione.
Gli antibiotici non funzionano contro il virus poiché combattono le infezioni batteriche e pertanto non devono essere usati come mezzo  di trattamento per il COVID-19. Si sta puntando su alcune strategie applicate per quanto riguarda le terapie avanzate, come ad esempio l’utilizzo di terapie cellulari per combattere infezioni virali o l’utilizzo di vettori virali per veicolare geni che istruiscano il sistema immunitario a reagire, ma anche innovazioni tecnologiche, come app e robotica possono essere un aiuto per questa emergenza sanitaria.
 
di Ilaria Bianco
 

Caso Denise Pipitone: la luce del mistero continua a pulsare

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Dopo aver spento i riflettori sul caso Denise-Olesya sono aumentate le segnalazioni della piccola scomparsa il 1º Settembre a Mazara Del Vallo nel lontano 2004. Denise ormai divenuta una donna dopo ben 17 anni è ancora una profonda ferita nel cuore degli italiani. L’accusa e i genitori di Denise hanno sempre sostenuto che Jessica avrebbe rapito per vendetta e gelosia la sorellastra, frutto di una relazione extraconiugale del padre Piero Pulizzi. D’altro canto gli inquirenti, inizialmente, si erano concentrati sulla pista nomade a partire dalla telefonata anonima al padre di Denise fino all’avvistamento da parte di una guardia giurata a Milano, di una bambina molto somigliante alla piccola di Mazara del Vallo in compagnia di un gruppo nomade. Ma quella bambina e quella donna che era con lei non furono mai più rintracciate. Il giallo di Denise continua e proprio nelle ultime ore è emersa un'altra pista, forse ancora più flebile di quella russa. Diversi indizi fanno atterrare le indagini a Màlaga, dove una 20enne avrebbe un rapporto oscuro con la famiglia ma soprattutto una grande passione per la cucina italiana. A questo si sarebbe aggiunta anche la forte somiglianza tra la giovane spagnola e le ricostruzioni del viso di Denise in età adulta. La notizia è giunta alla madre di Denise Piera Maggio e al suo legale Giacomo Frazzitta ma probabilmente la ragazza spagnola avrebbe già smentito tutto. Le ricerche e le indagini sulle varie piste continueranno ad andare avanti. Si riuscirà a colmare il vuoto e il dolore della pervicace mamma Piera?

di Alessia Borrillo

 

Vaccino Johnson&Johnson sospeso in Usa, ritardato il lancio in Europa

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Le autorità sanitarie americane Fda e Cdc chiedono in via precauzionale lo stop immediato alla somministrazione del vaccino J&J per possibile rischio trombosi. In attesa di valutazioni da parte delle autorità sanitarie, l’azienda rimanda le consegne dei suoi vaccini nel Vecchio Continente. La sospensione del vaccino è già attiva negli stati federali, mentre gli altri Stati sono stati esortati a fare lo stesso. La decisione deriva dallo svilupparsi di una rara malattia legata ai coaguli di sangue in 6 donne, di età compresa fra i 18 e i 48 anni, negli Stati Uniti; una di queste è morta, un’altra è stata ricoverata in condizioni critiche. Si tratta evidentemente di casi “estremamente rari” e, come si legge nella nota di Cdc (Centers for Disease Control) e Fda  (Food and Drug Administration),  al momento non è stato ancora attestato che vi sia un legame causale tra la somministrazione del vaccino e lo sviluppo della rara malattia. È altrettanto evidente che i benefici superino i rischi poiché si tratta di soli 6 casi su un totale di 6,8 milioni di dosi somministrate; ciò nonostante la Fda e i Cdc esortano coloro che hanno ricevuto il vaccino ed hanno accusato sintomi sospetti (quali ad esempio forte mal di testa, dolori addominali o alle gambe, o difficoltà respiratorie) a contattare il proprio medico; si legge inoltre nella nota che l’eparina, somministrata generalmente come anticoagulante, potrebbe essere pericolosa in questa circostanza. Frattanto anche il comitato per la sicurezza dell'Agenzia europea dei medicinali sta indagando sulle varie segnalazioni di eventi embolici verificatisi nelle persone che hanno ricevuto il vaccino Johnson&Johnson. In attesa di ulteriori notizie da parte degli Usa è stato però deciso, in via precauzionale, di rimandare la distribuzione dei 200 milioni di dosi attese in Europa. Il ministro della Salute, Roberto Speranza, esorta: “Nei prossimi giorni, appena l’Ema e gli Usa ci daranno notizie più definitive, valuteremo quale sia la strada migliore; tuttavia io penso che anche questo vaccino dovrà essere utilizzato perché è un vaccino importante.”
 
di Francesca Martucci
 
 
 

La Ever Given costa al mondo 67,2 miliardi di dollari

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Sono bastati 400 metri per mandare in tilt una buona parte dell'economia mondiale. Questa, infatti, è la lunghezza della portacontainer che per sette giorni ha ostruito il Canale di Suez portando a una perdita di 67,2 MLD di dollari. Era il 23 marzo quando alle 07:40, ora locale, la Ever Given, una nave portacontainer della classe Golden tra le più grandi navi portacontainer del mondo, si è incastrata nel Canale di Suez e ne ha impedito la navigazione per sette giorni in entrambi i sensi. La nave, di proprietà della Shoei Kisen Kaisha, una sussidiaria di Imabari Shipbuilding e gestita da Evergreen Marine, è registrata a Panama e con una lunghezza complessiva di 399,94 metri è una delle portacontainer più lunghe in servizio; una tale dimensione, unita a una larghezza di 58,8 metri e a un'altezza pari a 32,9 metri, le consente di avere una capacità di trasporto container pari a 20 124 TEU. Causa dell'incidente sono stati una tempesta di sabbia che ha colpito la nave poco prima dell'evento e i forti venti che ne hanno provocato l'uscita dalla traiettoria; la nave si è quindi incagliata su una delle sponde del canale, ostruendolo completamente e impedendo il passaggio di qualsiasi nave. Da subito si è cercato di rimuovere la nave ma sono stati necessari ben 7 giorni e 13 rimorchiatori per la liberazione del Canale e il successivo ripristino della circolazione con ben 400 navi in attesa di transitare. Il blocco del Canale egiziano si è ripercosso sull'intero globo con ritardi nelle consegne anche di dieci giorni, aumentando di conseguenza i costi di spedizione. L'ingorgo della portacontainer ha dimostrato come sebbene nel XXI secolo l'economia globale sia molto fragile e che un singolo evento può ripercuotersi, provocando ingenti danni soprattutto economici ma anche logistici, sull'intero pianeta. Un ultimo ma non meno importante punto riguarda da vicino proprio il nostro pianeta: nei giorni di ostruzione, infatti, i livelli di anidride solforosa nei pressi del Canale di Suez sono aumentati di cinque volte rispetto ai normali livelli di SO2 presenti nel lato nord del canale come ha mostrato lo spettrometro del satellite Sentinel-5P gestito dall'Agenzia Spaziale Europea.
 
di Giuseppe Marucci
 

Federica Pellegrini centra la quinta olimpiade

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A fine luglio si svolgeranno le Olimpiadi di Tokyo rimandate lo scorso anno a causa della pandemia. In campo natatorio Federica Pellegrini si è qualificata per la quinta volta alle olimpiadi con il tempo di 1’56”69 ai campionati italiani svolti pochi giorni fa. Grazie ai tempi ottenuti agli ultimi assoluti di nuoto di Riccione,  la campionessa proverà ancora una volta a competere con i migliori per riprendersi lo spazio nell'Olimpo dei più forti di sempre anche a 32 anni, età in cui molti campioni avevano già salutato il nuoto, ritirandosi. Invece, la Divina, è pronta ad una nuova rivincita sportiva e personale, anche dopo la paura di non farcela a causa del Covid: qualche giorno di meritato riposo, poi, il programma che la spingerà in vasca fino a Tokyo. Per una campionessa assoluta che è riuscita nell'ennesima impresa delle qualificazioni olimpiche, la strada potrebbe anche sembrare in discesa da qui alla prossima estate ma non sarà così. Servirà una preparazione completamente differente da quella degli anni passati, non solo per l'età ma anche perché si arriva da un paio di stagioni stravolte dalla pandemia, dove calendari e ritmi sono cambiati ripetutamente. L'obiettivo principale adesso è l'Olimpiade dove la concorrenza si prospetta spietata e non ammetterà distrazioni né ritardi di preparazione. Emma McKeon si presenta con un perentorio 1'55″56 e Ariarne Titmus con un 1'55″93 mentre Sobhan Haughey 1’55”81. La cinese Wang Junxuan ha fermato il cronometro su 1'54″70, altro tempo che balza all'attenzione generale, come l'età di queste nuotatrici: tutte ventenni. E Federica? Classe 1988 si presenta con un 1'56″69 ottenuto nella vasca di Riccione, un tempo che non la pone sul podio ma che di certo rappresenterà per la campionessa veneta l'ennesimo trampolino di lancio. “Alle Olimpiadi ci deve arrivare con serenità”, commenta il suo coach Matteo Giunta. “Ovvio che l’età dice 32 anni, sarà già difficile entrare in finale per lei. Ma una delle forze di Federica è che non si accontenta mai…” Continua Matteo Giunta: “Oramai non è più una novità che i 200 stile libero siano diventati negli ultimi anni una gara dai livelli incredibili, sia per il numero di punte di diamante sia come livello medio in generale. E’ una gara dove sarà già un successo essere tra le migliori 8 del mondo. Federica in questi giorni deve rilassarsi, recuperare, cercare di godersi questa qualificazione. La prossima settimana riprendiamo il lavoro tra Verona e i collegiali in altura, il primo sarà subito a Livigno. A metà maggio ci sono gli Europei a Budapest. Step by step, insomma. Successivamente, tra tre mesi, vedremo se gli allenamenti saranno andati bene, se lei sarà riuscita a fare un percorso netto senza intoppi fisici. A giugno valuteremo a che punto saremo e capiremo come affrontare questa Olimpiadi”.

di Matilde e Sofia Orrino 

 

La strage di Pontelandolfo

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Il grazioso borgo medievale in provincia di Benevento è tristemente noto agli storici e appassionati di storia risorgimentale, per i fatti di sangue avvenuti nei giorni d’agosto nell’estate del 1861. Il giorno della festa del patrono, il 7 agosto, durante la processione, irruppero nella scena religiosa un gruppo di briganti. Appoggiati dall’arciprete don Epifanio De Gregorio, i reazionari diedero vita ad una dura sedizione, inneggiando al ritorno del re Francesco II. Il casus belli della rappresaglia avvenne quattro giorni più tardi l’11 agosto, quando a Casalduni, poco vicino da Pontelandolfo, furono uccisi in un’imboscata, 45 bersaglieri del nuovo esercito italiano, comandati dal tenente Bracci. Erano stati inviati dal colonello Negri per una perlustrazione e avere conferma e informazioni sulla rivolta in atto. La punizione non tardò ad arrivare contro i comuni e infatti, qualche giorno dopo, il generale Cialdini diede l’ordine: «che di Pontelandolfo e Casalduni non rimanesse che pietra su pietra» Contro Casalduni fu incaricato l’ufficiale Melegari, mentre la marcia su Pontelandolfo fu affidata al colonnello Negri. Tutto era pronto e il 14 agosto 1861 partirono per la missione. A Casalduni, l’ufficiale Melegari, trovò nient’altro che un paesino abbandonato perché gli abitanti erano stati avvisati dal sindaco e rifugiati tra i monti. A Pontelandolfo invece fu la strage più totale e i civili vennero colti nel sonno. Improvvisamente esplose l’ordine d’assalto in raffiche di fucili, in furibonde scorrerie, vennero abbattute le porte e le finestre. La sparatoria non risparmiò nessuno: caddero sotto i colpi giovani e vecchi, donne e fanciulle. C'è chi uscì dalle case professando la propria innocenza e chi cercò di difendere i più piccoli e le donne. Fu un’azione costellata di assassinii, violenze, sopraffazioni, razzie. La città fu praticamente rasa al suolo, ci furono solo corpi e case che bruciarono fino alle prime luci dell’alba. L’indomani il Giornale ufficiale di Napoli, il 16 agosto del 1861, rese pubblico il dispaccio telegrafico con il quale Negri informava Cialdini che «ieri, all’alba, giustizia fu fatta per Pontelandolfo e Casalduni» Nel tempo si è cercato di dare una dimensione al numero di vittime dei tre episodi: per la sommossa a Casalduni del 7 agosto le fonti dell'epoca sono discordi e accennano, nei diversi casi, a un ferito o a un morto, oppure ancora a un morto e un ferito, e i nomi delle vittime comunque non coincidono. Nell'episodio della ricognizione dei militari dell'11 agosto i dati ufficiali parlano invece di quarantadue o quarantacinque caduti fra le fila dell'esercito. Per quanto riguarda l'episodio della rappresaglia a Pontelandolfo e Casalduni del 14 agosto il numero delle vittime civili è stato fissato fra le 13 e i 17, il numero di almeno 13 vittime è stato accertato in base a una ricerca documentaria effettuata dallo storico locale Davide Fernando Panella, ricerca che si basa sulla lettura dei registri parrocchiali della chiesa della Santissima Annunziata, annotati dal canonico Pietro Biondi e dal canonico Michelangelo Caterini (firmatario degli atti di morte): 12 persone (undici uomini e due donne) sarebbero morte il giorno stesso della strage (dieci direttamente uccisi e due nel rogo delle case) e una tredicesima sarebbe morta il giorno seguente. Nel 2016 venne scoperta una lettera d'epoca datata 3 settembre 1861, pubblicata sulla rivista Frammenti del Centro culturale per lo studio della civiltà contadina nel Sannio di Campolattaro. L'autrice della lettera era la signora Carolina Lombardi, di Pontelandolfo, sposata con don Salvadore Tedeschi, speziale in Compolattaro, che riferisce che «nel conflitto perirono circa 13 persone» confermando dunque la veridicità della ricerca svolta da padre Davide Fernando Panella. Per altri storici le vittime furono 400 mentre per lo scrittore Pino Aprile si possono ipotizzare ben 1000 morti, a cui bisogna aggiungere quelli dei mesi precedenti per le ferite riportate.

di Matilde e Sofia Orrino

Le 10 donne che hanno fatto la storia

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Tra pochi giorni è la Festa delle Donne molte delle quali hanno fatto la storia dell'umanità. Ne abbiamo selezionate 10.

Rita Levi Montalcini è stata la prima a scoprire e identificare il fattore di accrescimento della fibra nervosa (NGF), per la quale ha vinto il premio Nobel per la Medicina. Nel 2001 è stata nominata senatrice a vita “per aver illustrato la Patria con altissimi meriti nel campo scientifico e sociale”.

Marie Curie è stata una delle scienziate più importanti di sempre Vissuta tra il 1867 e il 1934. La scienziata ha avuto un ruolo di prim'ordine nel campo della fisica e della chimica, studiando fin da giovanissima le sostanze radioattive. Il suo impegno la portò a diventare la prima insegnante donna della Sorbona. A Marie Curie attribuiamo la scoperta del polonio (così chiamato proprio in onore della Polonia, la sua terra) e il radio, ma non ne registrò i brevetti, per lasciare il suo sapere a disposizione della comunità scientifica. Fu l’unica donna al mondo a vincere due Nobel, in due campi diversi: il Nobel per la Fisica nel 1903 e per la Chimica nel 1911. Purtroppo Marie Curie deve alla radioattività il suo successo ma anche la sua morte: la scienziata morì di anemia aplastica nel 1934.

Federica Pellegrini è una nuotatrice italiana specializzata nello stile libero. In questa specialità è la primatista mondiale in carica nei 200 m, ed europea nei 400 m. Considerata la più grande nuotatrice italiana ed una delle più forti e longeve di sempre, in carriera ha preso parte a quattro rassegne olimpiche: la prima nel 2004 quando, solo sedicenne, conquistò la medaglia d'argento nei 200 m stile libero divenendo all’epoca la più giovane atleta italiana a salire su un podio olimpico individuale. Quattro anni dopo, ai Giochi di Pechino vinse in quella stessa gara la medaglia d'oro regalando all'Italia il primo successo olimpico femminile nella storia del nuoto. Ai mondiali di Melbourne 2007 infranse il primo degli 11 record del mondo da lei stabiliti in carriera. Fu campionessa iridata dei 200 m e 400 m stile libero sia nel 2009 sia nel 2011, diventando la prima nuotatrice capace di vincere consecutivamente il titolo in entrambe le distanze in due diverse edizioni della manifestazione. Ai campionati del mondo è anche l'atleta più vincente in una stessa gara grazie ai 4 ori, 3 argenti e 1 bronzo conquistati in otto diverse edizioni: dalla rassegna di Montréal 2005 a quella di Gwangju 2019, infatti, è sempre salita sul podio nei 200 m stile libero.

Margherita Hack è stata una delle menti più brillanti della comunità scientifica italiana contemporanea. Ha condotto studi importantissimi nell’ambito dell’astrofisica. Prima donna a dirigere un osservatorio astronomico in Italia, ha contribuito alla divulgazione della materia e alla ricerca con lo studio e la classificazione di diverse categorie di stelle. 

Amelia Earhart è stata una pioniera del volo: la prima donna pilota ad attraversare l’Atlantico in solitaria e in assoluto la prima persona ad aver sorvolato sia sull’Atlantico che sul Pacifico.

Marilyn Monroe è stata inserita dall’American Film Institute al sesto posto nella lista delle più grandi star femminili di sempre. Vissuta tra il 1926 e il 1962, fu anche cantante, modella e produttrice cinematografica.

Margaret Thatcher, soprannominata la Lady di Ferro, è stata una delle grandi donne della storia, fra le più importanti e influenti che abbiano mai calcato la scena politica. Con il suo piglio deciso ha guidato il Regno Unito dal 1979 al 1990, prima donna a ricoprire una carica così importante. Leader del partito conservatore, ha accompagnato il suo Paese attraverso profondi cambiamenti con una politica in bilico tra liberismo e conservatorismo. 

Madre Teresa di Calcutta che con il suo lavoro instancabile tra le vittime della povertà ha ottenuto il Premio Nobel per la Pace nel 1979.

Valentina Tereskova è stata la prima donna a viaggiare nello spazio, aprendo la strada a tutte le altre donne astronaute.

Emmeline Pankhurst è la donna che ha fondato la Women's Social and Political Union combattendo una durissima battaglia in Occidente per i diritti delle donne.

di Matilde e Sofia Orrino

 

 

Crisi di governo in Italia. Mattarella sceglie Draghi

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Giuseppe Conte ha deciso di dimettersi per uscire dallo stallo politico che si è venuto a creare dopo lo strappo di Italia Viva. "Ringrazio l'intera squadra di governo, ogni singolo ministro, per ogni giorno di questi mesi insieme", ha dichiarato rivolgendosi ai ministri giallorossi. Intorno all'avvocato si sono stretti a gran voce i capi delegazione Alfonso Bonafede (Movimento 5 Stelle), Dario Franceschini (Partito democratico) e Roberto Speranza (Liberi e Uguali). Il Cdm, durato 40 minuti, si è chiuso con gli applausi dei presenti. Il premier è poi salito dimissionario alle 12 al Quirinale dove ha conferito con il presidente della Repubblica per circa una mezz'oretta. Successivamente il presidente Mattarella ha deciso di convocare Mario Draghi, ex numero uno della BCE. È a lui che il Capo dello Stato ha conferito l’incarico per formare un governo che faccia fronte con tempestività alle gravi emergenze non rinviabili in mondo da non ricorrere ad elezioni anticipate. Dal 1991 al 2001, Draghi è stato Direttore Generale del Ministero del Tesoro, dove venne chiamato da Guido Carli, ministro del Tesoro del Governo Andreotti VII, su suggerimento di Carlo Azeglio Ciampi, all'epoca governatore della Banca d'Italia. È stato confermato da tutti i governi successivi: Amato I, Ciampi, Berlusconi I, Dini, Prodi I, D'Alema I e II, Amato II e Berlusconi II. In questi anni è stato l'artefice delle privatizzazioni delle società partecipate in varia misura dallo Stato italiano. Formatosi all'Università degli Studi di Roma "La Sapienza" e specializzatosi al MIT di Cambridge, già professore universitario, negli anni novanta divenne alto funzionario del Ministero del Tesoro. Dopo un breve passaggio in Goldman Sachs, nel 2005 venne nominato Governatore della Banca d'Italia, prendendo il posto di Antonio Fazio, divenendo così membro del Financial Stability Forum (Financial Stability Board dal 2009) e del Consiglio Direttivo e del Consiglio Generale della Banca centrale europea nonché membro del Consiglio di amministrazione della Banca dei regolamenti internazionali. Ha ricoperto inoltre l'incarico di Presidente del Financial Stability Forum e del Financial Stability Board. È stato Direttore esecutivo per l'Italia della Banca Mondiale e della Banca Asiatica di Sviluppo. È stato membro del Gruppo dei Trenta. Dal 2011 al 2019 ha ricoperto la carica di Presidente della Banca centrale europea, durante la crisi del debito sovrano europeo, ambito in cui è diventata nota la sua frase del 2012 "Whatever it takes", per indicare che la BCE sarebbe stata pronta a fare tutto il necessario per preservare l'euro.

di Matilde e Sofia Orrino

 

Vaccine Day e il piano per distribuirlo

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Il 27 dicembre rappresenta una dato simbolica in tutta Europa. E’ il giorno del vaccino anti-covid. In Italia le primo dosi hanno raggiunto l'Istituto Spallanzani di Roma.  A seguire il vaccino è arrivato in tutte le regioni italiane. Quelle con più dosi sono state: la Lombardia, l’Emilia Romagna e il Lazio. La prima vaccinata Italiana è l’infermiera ventinovenne Claudia Alivernini che ha ricevuto la prima dose all’Istituto nazionale malattie infettive di Roma, Lazzaro Spallanzani. “Ho la consapevolezza che oggi sia un giorno importante e decisivo. La scienza e la medicina sono le uniche cose che ci permetteranno di vincere la battaglia contro questo virus. Lo dico con il cuore vaccinatevi, per i vostri cari e per la collettività”. “Un piccolo gesto, l’ho fatto con orgoglio e profondo senso di responsabilità nei confronti della collettività”, ha aggiunto la sanitaria, sottolineando di aver toccato con mano e visto con i suoi occhi quanto sia difficile combattere questo virus. «L’Italia si risveglia» le prime parole del premier Giuseppe Conte. «Questa è la strada per superare una fase difficile», aggiunge il ministro della Salute Roberto Speranza. L’obiettivo è quello di raggiungere una copertura dei vaccini che arrivi all’80% della popolazione. Categorie prioritarie sono infermieri e medici poi gli ultra 80enni. Per tutto il resto della popolazione bisognerà attendere la fine del 2021. La distribuzione vera e propria del vaccino prenderà il via il 28 dicembre: sono 470 mila le dosi del siero Pfizer-BionTech – nome commerciale di Cominarty – che ogni settimana arriveranno nel nostro paese. Del siero Pfizer-BioNTech sono previste 27 milioni di dosi così distribuite: 8,8 nei primi tre mesi dell’anno, 8,1 nel secondo trimestre, 10,1 nel terzo trimestre del 2021.

di Matilde e Sofia Orrino

Papa Francesco compie 84 anni

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In Vaticano oggi si festeggia il Pontefice. Jorge Mario Bergoglio nato a Buenos Aires il 17 dicembre 1936, ordinato sacerdote nel dicembre 1969, per sei anni è stato provinciale dei gesuiti dell’Argentina. Prima vescovo ausiliare di Buenos Aires e poi arcivescovo coadiutore, il 28 febbraio 1998 alla morte del cardinale Quarracino gli succede alla guida della diocesi. Cardinale nel 2001 viene eletto Papa il 13 marzo 2013. Come in passato Francesco vivrà la giornata odierna come se fosse un giorno come gli altri. Un mazzo di girasoli è il dono ricevuto da Francesco per il suo compleanno da un gruppo di poveri. Papa Francesco celebrerà con gratitudine e semplicità questa festa, come negli anni passati, nella preghiera e con le altre persone con cui condivide la residenza a Casa Santa Marta. I poveri tramite l'Elemosineria gli hanno fatto pervenire dei girasoli che adornano la Cappella e il Santissimo di Casa Santa Marta e ricordano la necessità di orientare sempre la vita verso il Signore, presente nei più deboli. Il Santo Padre invierà oggi 4 ventilatori polmonari in Venezuela, particolarmente per i bambini affetti da patologie polmonari. Tra le tante personalità che gli hanno voluto fare gli auguri anche il presidente del Consiglio Giuseppe Conte che su Twitter ha scritto: "Auguri Papa Francesco. Seguiamo con il massimo rispetto il tuo impegno per una Chiesa di 'prossimità', sempre costantemente attenta ai bisogni dei più poveri, dei più fragili, dei più piccoli". Al Papa ha scritto anche il presidente Sergio Mattarella: "Durate questo terribile anno di pandemia Francesco non ha fatto mancare a tutti gli italiani vicinanza partecipe e solidale". E ancora: "Persone di fedi diverse nei momenti della prova e della solitudine hanno potuto costantemente avvertire il sostegno e l'incoraggiamento del Papa. I cattolici, in particolare, hanno trovato consolazione e speranza nella salda certezza della Sua generosa preghiere”.

di Matilde e Sofia Orrino

La mia nuova vita in Molise

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Si parla tanto di immigrazione e dei continui sbarchi in Italia. Per una volta mi sono messa nei panni della giornalista ed intervistato un mio compagno egiziano, per raccontare il dramma vissuto prima di raggiungere la serenità in Italia. 
 
I: A che età sei arrivato in Italia?
M: A 15 anni.
I: Come sei arrivato?
M: Con uno vecchio peschereccio. Lavoravo come pescatore proprio lungo la tratta tra Libia ed Egitto. Mentre stavamo per rientrare in Egitto il motore dell’imbarcazione si è rotto e siamo arrivati sulle coste italiane.
I: Come era la situazione in Libia?
M: In Libia c’era la guerra e per sfuggire ai colpi d’arma da fuoco, ci siamo rimessi subito in viaggio.
I: Come è stato il tragitto per l’Italia?
M: Pericoloso, il mare era molto agitato e c’era un vento fortissimo. 
I: Quanti giorni sei stato sul peschereccio?
M: 20-25 giorni.
I: Come trascorrevi le giornate? 
M: Facevo il pescatore in attesa di arrivare in Italia.
I: Dove sei sbarcato?
M: Siamo sbarcati a Lampedusa. Eravamo in 19.
I: Hai più rivisto i tuoi compagni di viaggio?
Si diversi perché c’erano alcuni amici e cugini. Altri purtroppo no perché sono andati in Germania o Slovenia.
I: Come ti trovi oggi in Italia?
M: Bene, perché mi piacciono tante cose. Ho trovato un lavoro e diversi amici. Spero di comprare presto casa, continuare a lavorare, sposarmi, avere dei figli.
I: Cosa ti auguri nel futuro?
M: Di tornare un mese con la mia futura famiglia in Egitto e incontrare nuovamente i miei genitori.
 
di J. B.
 

Addio al "Re del Calcio"

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Diego Armando Maradona, l’ex pibe de oro, è morto all’ età di 60 anni per via di un arresto cardiorespiratorio. Tutti lo ricorderanno per la famosa “Mano de Dios”, in occasione dei mondiali di calcio del 1986, durante la sfida con l’Inghilterra. Grande giocatore del Boca Junior prima e del Napoli poi, dove ha militato dal 1984 al 1991 vincendo due scudetti e una Coppa Italia. Il genio argentino si era già sentito male nel giorno del suo sessantesimo compleanno, il 30 ottobre scorso. Era stato ricoverato d’urgenza prima a La Plata e successivamente nella clinica Olivos di Buenos Aires, scortato dalla polizia come un primo ministro e accolto da orde di tifosi, tra cori e fumogeni azzurri. Martedì 3 novembre aveva subito una delicata operazione al cervello per rimuovere un ematoma subdurale, cioè un coagulo di sangue che fuoriesce dalle vene e mette sotto pressione il cervello. Diego era stato dimesso per affrontare la seconda fase del recupero in un’abitazione privata nella zona del Nordelta. Maradona come calciatore è stato il più grande di tutti ma come uomo forse tra i peggiori: infatti ha fatto uso di sostanze stupefacenti tanto da esserne diventato dipendente in un periodo della sua vita prima di finire in una clinica per disintossicarsi a Cuba. Oltre alla droga in passato si era circondato di cattive compagnie tra cui alcuni esponenti della Napoli criminale.

di Matilde e Sofia Orrino

Presidente dedica una statua d'oro al suo cane

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Il presidente turkmeno Gurbanguly Berdymukhamedov continua a sorprendere l’opinione pubblica mondiale. Da grande appassionato dei cani pastori alabai, al suo in particolare ha voluto dedicare una statua completamente d’oro, alta sei metri. La statua è stata inaugurata nella capitale Ashgabat  e posizionata in un quartiere residenziale. Non è la prima volta che questa razza viene trattata con il dovuto prestigio dal presidente, infatti l’anno scorso scrisse un libro proprio sul suo cane. Originaria dell’asia centrale, la razza alabai è stata già inserita nel patrimonio nazionale. Si tratta nello specifico di un cane di taglia medio-grossa la cui funzione principale è quella di proteggere le greggi dai predatori. I russi lo annoverano tra i "Volkodav" ovvero i "distruttori di lupi". Cane grande e forte, si presenta soprattutto in versioni scure, dal grigio al nero, con anche varianti marroni, ma sempre pezzato. L'unica varietà riconosciuta a livello ufficiale è quella a pelo corto.

di Matilde e Sofia Orrino

Coronavirus, timori in Europa

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Nell'ultimo periodo è sulla bocca di tutti la minaccia del coronavirus. Si tratta di un tipo di batterio proveniente dalla Cina che colpisce animali e persone. I sintomi sono simili a quelli dell'influenza: tosse secca, innalzamento della temperatura corporea, mal di gola e difficoltà respiratorie. Nei casi più gravi, l'infezione può causare polmonite, insufficienza renale e persino morte.
L'epidemia sta iniziando a dilagare in tutto il mondo. Attualmente i decessi sono 81 ed i casi accertati di contrazione del virus che si sono verificati in Cina ammontano a 3000. La paura della diffusione del virus è arrivata anche in Europa, con tre casi accertati in Francia e due casi sospetti in Italia. Il contagio è probabilmente dovuto a gruppi di individui provenienti dalla Cina, sbarcati poi in Europa. Come in tutte le circostanze, anche quelle più negative, entra in gioco il "Dio Denaro". In questa occasione sono state le case farmaceutiche e le aziende a guadagnare per la vendita di prodotti utili a non contrarre il virus come guanti in lattice, mascherine e farmaci. Variazioni economiche sono subentrate anche nelle borse internazionali, in particolar modo in Giappone ma anche in Italia, con piazza Affari in calo del 2,31%. Ora come non mai brevetti relativi ai kit di diagnosi precoce vengono approvati per la necessità di trovare una cura a questo virus. Ogni azione come si sa ha una sua reazione, in questo caso economica, sociale e politica.
 
di Emilio Marinelli, Marzia Amoruso, Gioele Graofalo

Elezioni Usa, Biden verso la Casa Bianca

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Joe Biden è avanti in Nevada di 12.000 voti su Donald Trump. Lo riporta la Cnn, sottolineando che il candidato democratico sta allungando sul presidente uscente. L'ultima rilevazione infatti gli concedeva un vantaggio di 7.000 schede. Ora è a +1%. In Georgia e North Carolina Trump e' in vantaggio di un soffio, mentre in Pennsylvania guida di circa 3 punti. In Nevada invece avanti Biden, ma con uno scarto di appena 0,6 punti. Dopo aver vinto Michigan e Wisconsin Biden è a un passo dal raggiungere la soglia dei 270 grandi elettori necessari per conquistare la Casa Bianca. A seconda che si conti o meno l'Arizona ne ha ottenuti 264 o 253, contro i 213 di Trump. In Arizona le schede ancora da contare sono 450.000, di cui 300.000 provenienti dalla Maricopa County, la contea più popolosa dello stato. "Tutti gli stati recentemente assegnati a Biden saranno sfidati legalmente per frode elettorale. Un mare di prove! Vinceremo!": lo scrive Donald Trump su Twitter. Le azioni legali della campagna di Donald Trump sono senza merito: sono solo un tentativo di ritardare il risultato elettorale. Lo afferma la campagna di Joe Biden. "I nostri dati mostrano che Joe Biden sarà il prossimo presidente". Un giudice della Georgia respinge l'azione legale avviata dalla campagna di Donald Trump sui voti. Nel ricorso Trump aveva chiesto di assicurare il rispetto delle leggi sui voti per corrispondenza.
Joseph Robinette Biden Jr, futuro presidente degli Usa, è nato a Scranton in Pennsylvania nel 1942 e se dovesse essere eletto a 78 anni sarebbe il presidente più anziano nella storia degli Stati Uniti. Biden ha alle spalle una lunga carriera politica che ha avuto inizio nel 1969 nel Consiglio della sua Contea. Due anni dopo, si è candidato per il Senato come rappresentante dello stato del Delaware. Nel 2009 verrà scelto dal neo presidente democratico, Barack Obama, come suo vice. Durante la sua carriera politica ha corso tre volte per la presidenza. La prima nel 1988, la seconda nel 2008 e quest’anno. Non ha avuto una vita particolarmente felice a causa della scomparsa della moglie e della  prima figlia in un incidente stradale avvenuto nel 1972 e per la morte del figlio malato di cancro nel 2015.
 
di Matilde e Sofia Orrino

Guerra fredda in ambito missilistico

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E' corsa agli armamenti per le principali potenze globali: Stati Uniti, Cina e Russia. Il Pentagono ha dichiarato di investire parte del bilancio in una nuova arma dopo che il Cremlino e Pechino hanno annunciato di possedere dei nuovi missili. Lo Strategic Air Command ha  deciso di creare un gruppo tattico equipaggiato con missili ipersonici.  Le nuove armi in possesso di Cina e Russia sono in grado di viaggiare a 5 Mach ovvero 5 volte la velocità del suono, dotate di testate termonucleari o convenzionali.  Sono inoltre in grado di eludere i sistemi di difesa spaziale  "T.H.A.D." di produzione statunitense e possono essere un pericolo pure per i più moderni sistemi missilistici occidentali in quanto possono provocare danni a infrastrutture logistiche. La Casa Bianca ha riferito che sono in corso di sviluppo nuovi sistemi rivelando di essere indietro in ambito missilistico. È un duro colpo per gli Stati Uniti che si sono visti sempre superiori in ambito tecnologico.
 
di Danh Campanaro e Mattia Mengia