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Guerra Russia vs Ucraina tra morti e minacce

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Nel 145° giorno della guerra tra Russia e Ucraina lo Stato Maggiore dell’Esercito Ucraino ha diffuso un rapporto sulla situazione. Secondo Kiev sono intorno alle 50.000 le perdite russe tra cui 38.300 morti, 10.000 feriti, 1.684 carri armati, 4000 veicoli corazzati, 846 sistemi d’artiglieria, 15 navi da guerra, 166  missili da crociera distrutti, 220 caccia, 188 elicotteri, e circa 700 droni abbattuti. Intanto, come da copione, l’ex presidente russo Dmitrij Medvedev è tornato a minacciare, dicendo che se gli ucraini attaccheranno la Crimea per l’intera Ucraina arriverà il giorno del giudizio.  Non solo, la portavoce del ministero degli esteri Zakharova ha proferito parole allarmanti, accusando gli USA , principali fornitori di armamenti a Kiev, di aver aumentato la crisi in Ucraina e di barcollare verso uno scontro militare con la Russia tanto da poter arrivare ad un’escalation nucleare.

di Michele Pio Tremonte

Un progetto in ricordo di Michela Sau

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Il progetto “Un seme per il futuro – In ricordo di Michela Sau”, finanziato dal “Fondo Nazionale per le Politiche Giovanili” nell’ambito dell’iniziativa “Azione ProvincEgiovani” (APG) promossa dall’Unione Province d’Italia (UPI), vede come partner, oltre all’Istituto di studi giuridici internazionali (ISGI-CNR), la Provincia di Frosinone (capofila), Frosinone Formazione e Lavoro – SAV e l’Associazione “We Save the Water”. L’Azione ProvinceEgiovani ha come finalità quello di realizzare interventi in materie di politiche giovanili e di valorizzare strategie e politiche a favore dei giovani, coinvolgendo i diversi livelli istituzionali nonché l’associazionismo giovanile e tutti gli attori che, a vario titolo, si occupano di giovani. Nello specifico il progetto coinvolge 20 giovani dai 14 ai 19 anni provenienti dal mondo della scuola, dalle principali associazioni o dai gruppi giovanili presenti sul territorio provinciale di Frosinone. L’obiettivo del progetto è quello di supportare i giovani e gli operatori coinvolti a compiere scelte informate e consapevoli sull’ambiente, sia a livello pubblico sia nella sfera privata, e di preparare la futura “forza lavoro” ad affrontare le sempre più complesse questioni ambientali. Il progetto si concentra essenzialmente sulle questioni ambientali più rilevanti con un focus particolare su quei temi che ancora oggi trovano poco spazio a livello informativo, ma che interessano direttamente il mondo giovanile. Dopo una prima fase formativa, i giovani saranno coinvolti in attività laboratoriali volte alla creazione di contenuti multimediali e social in materia ambientale. Tutto il materiale prodotto sarà accessibile sul sito del progetto e sarà destinato al mondo della scuola. “Vedere i ragazzi entusiasti – è stato il commento dell’amministratore unico di FFL, Fabrizio Zoli – di partecipare a un progetto rivolto a loro coetanei e per giunta su un tema così sentito dai giovani è motivo di soddisfazione e di orgoglio per la nostra generazione. È anche per questo che, con assoluta disponibilità, abbiamo accolto con convinzione l’indicazione dell’Amministrazione provinciale e del presidente Pompeo di realizzare un progetto diretto ai ragazzi e pensato per la formazione dei giovani come futuri cittadini del mondo. Saranno loro, infatti, i testimoni del cambiamento che auspichiamo si realizzi concretamente in materia ambientale".

di Matilde Orrino 

 

Il discorso di Putin alla parata del 9 maggio

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Nel giorno in cui la Russia commemora la Giornata della Vittoria, il trionfo sovietico sul nazismo e il tributo di oltre 27 milioni di soldati sovietici per combatterlo, il presidente Vladimir Putin interrompe il suo tradizionale discorso per omaggiare, con un minuto di silenzio, i caduti nell'attuale "operazione militare speciale". "Le milizie nel Donbass e l'esercito russo stanno combattendo sulle loro terre che gli eroi della Grande Guerra Patriottica hanno difeso fino alla morte". Il leader del Cremlino ha presentato sin dal primo giorno l'offensiva in Ucraina come una nuova lotta al nazismo. Per indicarne gli obiettivi, ha riesumato la parola "denazificazione" che venne coniata dagli Alleati dopo il crollo del Terzo Reich. Nessun annuncio di "mobilitazione generale", come ipotizzato da funzionari ucraini e britannici, ma smentito da diversi analisti. Nessuna rivendicazione di successi militari in Ucraina o di future annessioni. "Lo scontro con i neonazisti, era inevitabile". Quel "non avevamo altra scelta" diventato un mantra nelle ultime settimane: la Russia aveva richiesto delle garanzie di sicurezza dall'Occidente, ma "la Nato non ha voluto ascoltarci", anzi, era pronta a "un'operazione punitiva nel Donbass" e a "un'invasione dei nostri territori" con Kiev che "invocava l'uso di armi nucleari". "La Russia è stata costretta ad anticipare il colpo. Era l'unica decisione possibile", ribadisce Putin. Ma il momento più inedito è stato quel minuto di silenzio riservato ai caduti nel Donbass, le cui cifre in Russia sono persino coperte da segreto di Stato. Così recita Putin "oggi commemoriamo tutti quelli che combatterono la grande guerra patriottica, inchiniamo la nostra testa di fronte ai martiri di Odessa bruciati, inchiniamo la nostra testa davanti alle vittime dei bombardamenti nel Donbass, inchiniamo la nostra testa di fronte ai morti nei combattimenti nel Donbass". E poi ancora un omaggio alle morti dei soldati, "un grande dolore, una perdita irrecuperabile". E un altro ai feriti: "Mi auguro che stiano meglio". Non basta chiamarla solo operazione militare speciale, anche l'offensiva in Ucraina sta chiedendo il suo tributo di sangue. Non si può più nascondere. Tanto vale commemorarlo. E sublimare quel sacrificio paragonandolo a quello compiuto durante la Seconda guerra mondiale".

di Sofia Orrino  

L'orso soldato

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Chi era l'orso Wojtek? La vicenda dell’orso bruno di origini siriane, distintosi per il sostegno dato alle truppe polacche nel corso della II^ Guerra Mondiale, sino a diventarne autentica mascotte, ha appassionato diversi storici. L'orso distintosi in occasione della battaglia di Montecassino e dei conflitti lungo la Linea Gustav nel centro Italia, avrà a Venafro un monumento che lo ricorderà ed omaggerà. Per la realizzazione del monumento si è prodigato il Centro Studi Politici d’intesa con l'associazione Winterline. Per rendere possibile l’iniziativa è stata avviata una raccolta fondi. Dal progetto si evince la realizzazione di una  statua dell’orso Wojtek ad altezza naturale in un contesto di verde ambientale, in modo da trasmettere alle generazioni future le conoscenze dovute e i messaggi che ne derivano. In breve, la storia dell’orso Wojtek, animale magnifico per quanto seppe fare: di origini siriane, era un orso bruno e venne adottato dalla 22^ Compagnia di rifornimento dell’artiglieria del II° Corpo Polacco comandato dal Gen. Wladyslaw Anders. Durante i preparativi della battaglia di Cassino aiutò a trasportare le casse di proiettili di artiglieria, risultando assai utile e prezioso. Negli anni a venire venne amorevolmente accudito, sino a concludere la propria esistenza circondato dall’affetto di tutti. Al termine della Seconda guerra mondiale, nel 1945, l'orso venne trasportato nel Berwickshire, in Scozia, insieme a membri della II Armata. Stazionato nel villaggio di Hutton negli Scottish Borders, vicino a Duns, Wojtek divenne ben presto conosciuto tra i civili locali e la stampa. La Polish-Scottish Association lo accettò come membro onorario.  Dopo la smobilitazione della compagnia del 15 novembre 1947 fu deciso di alloggiare Wojtek nello zoo di Edimburgo, dove trascorse il resto dei suoi giorni, visitato spesso da giornalisti ed ex-soldati polacchi, alcuni dei quali gli lanciavano sigarette. Wojtek morì nel dicembre 1963 all'età di 22 anni. All'epoca della sua morte pesava quasi 250 kg ed era lungo oltre 1,8m.

di Matilde e Sofia Orrino

 

Le liriche di Piccirilli nella prima opera di Lorenzo Orrino

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"Mio bel paese natio, credevi tu di dover dare alla luce un figliolo si triste, mentre in te si pasce beato bocciolo fiorente ed odoroso?" Si tratta dell'incipit della poesia "A Cantalupo", scritta nel 1920, da Pompilio Piccirilli. Sabato 12 marzo presso la Sala Consiliare del comune di Cantalupo nel Sannio è stato presentato il volume "Un ragazzo del '99 a Cantalupo nel Sannio - Amando.... Liriche di Pompilio Piccirilli". Il testo nasce dall'idea dell'autore, Lorenzo Orrino, di riproporre al grande pubblico gli scritti, editi nel 1923, di Pompilio Piccirilli, un ufficiale del Regio Esercito Italiano che, nato nel 1899, parteciperà alla prima guerra mondiale, con i gradi di Tenente attribuitigli dall'allora Scuola Militare di Modena, combattendo insieme ai fratelli nelle ore tragiche di Caporetto e poi vittoriose di Vittorio Veneto. Pompilio, ragazzo molisano come tantissimi dell'epoca, partito per il fronte, scriverà delle poesie, dimostrando fin da subito una sensibilità profonda e non comune. Poesie ispirate per i fratelli in guerra, per il suo paese natìo, per i suoi amici d'infanzia morti al fronte, per l'Italia guerreggiante, ma soprattutto per i suoi amori. Questi ultimi contrastati, riconosciuti da Pompilio come fonte essenziale di vita. Amori rincorsi, sognati ma purtroppo, spesso, non ricambiati, generando l'ombra di una malinconica non-esistenza nell'animo del giovane molisano. Alla presentazione sono accorse numerose autorità civili e militari. L'evento è stato inaugurato dal vicesindaco di Cantalupo, Angelo Gianfrancesco, che ha portato i saluti ai presenti. Tra gli ospiti il generale di Corpo d’Armata dell’Arma dei Carabinieri Luigi Robusto, l'assessore al Turismo e alla Cultura della Regione Molise Vincenzo Cotugno, il Presidente onorario dell’ Associazione Nazionali Alpini di Campobasso, colonnello Mario Capone, il presidente in carica Sebastiano Martelli, la rappresentanza delle Guardie D’onore alle Reali Tombe del Pantheon del Molise Michele Palange, il Presidente sezione Associazione Alpini Roccamandolfi Gaetano Mazzuto, il presidente dell’associazione Nazionale Carabinieri di Isernia Gino Rossi, il presidente della Croce Rossa Italiana Fabio Rea e infine il colonnello Maresca, il capitano Vera e l’associazione combattente Reduci di Cantalupo. Il volume rientra tra gli eventi, autorizzati, dal Ministro della Difesa, all’utilizzo del logo per la ricorrenza del centenario della traslazione del Milite Ignoto. Il testo ha ricevuto il patrocinio dell’Istituto Nazionale per la Guardia d’Onore alle Reali Tombe del Pantheon di Roma e  quello della Croce Rosse Italiana – Comitato di Isernia. Come da accordi intercorsi con i vertici locali della Croce Rossa, tutti gli utili derivanti dalla vendita del libro saranno devoluti per aiuti in Ucraina.

di Matilde e Sofia Orrino

 

Russia vs Ucraina, i militari di Putin alle porte di Kiev

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L’invasione dell’Ucraina da parte delle truppe russe si intensifica. Nelle ultime ore i militari di Putin hanno iniziato a bombardare la capitale ucraina, Kiev, mentre le truppe di terra sono ormai arrivate alla periferia della città. Putin ha chiesto all'esercito ucraino di disertare e rovesciare il governo, così da prendere il potere.  Il presidente del Consiglio Mario Draghi ha parlato in Parlamento spiegando che sono pronti 3.400 militari italiani per dare supporto al fianco Est della Nato (non per entrare in guerra sul campo ucraino), e che le sanzioni avranno un impatto sulla nostra economia. Il presidente ucraino Zelensky, in un drammatico messaggio televisivo, ha spiegato che non intende andarsene. Gli Stati Uniti stanno cercando di capire come metterlo in salvo. I russi parlano di successo dopo il primo giorno di operazioni in quanto controllano un aeroporto della capitale, l’Hostomel, dove avviene l’elisbarco di truppe aviotrasportate, inoltre le colonne militari sono già giunte nei sobborghi della capitale. Si combatte a Mariupol e nel Donbass, mentre a Odessa i russi controllano l’aeroporto. La difesa aerea dell’Ucraina appare compromessa, così come le forze aeree del Paese. Il bilancio provvisorio, comunicato da fonti ucraine, parla di almeno 137 morti tra le file ucraine e 800 tra i russi. Mosca non ha fornito alcun dato sulle vittime. Sui numeri non ci sono comunque conferme da fonti indipendenti. Intanto Papa Francesco stamani si è recato all'ambasciata russa presso la Santa Sede in via della Conciliazione a Roma per esprimere la sua preoccupazione per la guerra in Ucraina. Il pontefice è rimasto a colloquio per una mezz'oretta prima di prendersi qualche giorno di riposo per via di un forte e persistente dolore al ginocchio. Ha inoltre indetto una giornata di digiuno per la pace.

di Matilde e Sofia Orrino

Mattarella bis, riconferma per il presidente uscente

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Il dovere della partecipazione. E' questo uno dei temi forti del discorso d’insediamento che Sergio Mattarella ha pronunciato a Montecitorio, dopo aver giurato fedeltà alla Repubblica. È un richiamo, quello della partecipazione, coerente con l’idea di Stato-comunità su cui si è speso molto nel primo settennato e che diventa cruciale quando un Paese attraversa un periodo difficile come sta capitando da noi adesso. Basti pensare alla prova di disunità e inconcludenza offerta dalle Camere la settimana scorsa, quando si è trattato di decidere sul suo avvicendamento e, per uscire da uno stallo lacerante, non si è trovata altra soluzione che chiedergli la disponibilità a una riconferma. Mattarella ha accettato puntando i piedi e solo per spirito di servizio. Il capo dello Stato non farà echeggiare alcuna denuncia o ultimatum ai partiti, come capitò invece con Giorgio Napolitano nove anni fa, in coincidenza con l’unico altro bis mai scattato per un inquilino del Colle. Mattarella, per formazione culturale e per indole alla mediazione, preferirà incoraggiare il Parlamento dal quale si aspetta coesione e responsabilità su altri fronti assai delicati per l’Italia in questo momento. Per esempio, l’uscita dalla pandemia, di cui siamo ancora ostaggio sul piano sanitario. E naturalmente toccherà anche la ripartenza economica del Paese attraverso il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), offerto dall’Unione europea in base a precise condizioni che l’esecutivo di Mario Draghi è tenuto a rispettare. Il presidente ha ricordato l’ancoraggio dell’Italia all’Europa, che nel prossimo futuro dovrà affrontare diverse criticità, sulle quali dovremo far sentire la nostra voce senza disarmonie. Su tutte la questione Ucraina con il rischio di un conflitto non più soltanto diplomatico ma armato alle porte della Ue.

di Matilde e Sofia Orrino

Dieci anni dalla tragedia della Concordia

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Costa Concordia. la più grande nave da crociera mai costruita in Italia, il 13 gennaio 2012 urtò le Scole, un gruppo di scogli vicino all'Isola del Giglio, riportando un grosso squarcio lungo circa 70 metri sul lato sinistro. Dopo l'impatto, la navigazione si interruppe bruscamente e la nave si incagliò sul fondale, fino ad affondare parzialmente. La situazione fu aggravata dal forte ritardo con cui fu lanciato l'allarme. Nel naufragio morirono 32 persone tra passeggeri e membri dell'equipaggio, e altre 157 rimasero ferite. Francesco Schettino, comandante della nave, è stato condannato in via definitiva a 16 anni di reclusione, che sta scontando nel carcere di Rebibbia, a Roma. Nei giorni successivi al naufragio le autorità iniziarono a preoccuparsi anche dello svuotamento dei serbatoi della nave, dove c'erano circa 2.400 tonnellate di carburante che rischiavano di causare un ulteriore disastro ambientale. Prima di pensare al recupero del relitto bisognava svuotare i serbatoi senza far fuoriuscire l'olio combustibile. Lo svuotamento ha avuto inizio verso la fine di gennaio e le operazioni sono terminate due mesi dopo, il 24 marzo. L'operazione venne affidata all'associazione di imprese Neri e Smit, che dopo le fasi preparatorie diede ufficialmente il via al pompaggio. In via precauzionale il tratto di mare circostante venne attrezzato con delle panne assorbenti antinquinamento. Le operazioni di rimozione e smaltimento del relitto hanno richiesto diversi anni di lavoro. Tra le fasi più delicate c'è stata quella del “raddrizzamento” della nave, iniziata il 16 dicembre 2013 e terminata dopo 19 ore di lavoro. Il raddrizzamento fu seguito dall'operazione di “refloating” ovvero la riemersione del relitto. La Concordia tornò a galleggiare il 14 luglio del 2014. La nave era stata sollevata e spostata di una trentina di metri grazie a una serie di cassoni applicati lungo i fianchi. Il 23 luglio la nave iniziò il suo ultimo viaggio grazie a due rimorchiatori in direzione di Genova, dove successivamente venne smantellata. Le operazioni di smaltimento si conclusero tre anni dopo, a luglio del 2017.

di Matilde e Sofia Orrino

 

La liberazione di Patrick Zaki

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Patrick Zaki è stato scarcerato, ma non è stato assolto: la prossima udienza si terrà il 1° febbraio 2022. È quanto risulta dalla terza udienza del processo a suo carico, che si è tenuta a Mansura, in Egitto. Urla di gioia dei familiari e attivisti fuori dall'aula del tribunale. L'udienza è stata sospesa a soli quattro minuti dall'inizio, dopo che la legale di Zaki, Hoda Nasrallah, ha chiesto l'acquisizione di ulteriori atti per dimostrare la presunta illegalità dell'arresto del 7 febbraio 2020 e per la corretta stesura dell'articolo sulle discriminazioni dei cristiani copti in Egitto. Lo studente egiziano dell’Università di Bologna è rimasto in carcere 22 mesi, accusato della diffusione di false informazioni attraverso tre articoli giornalistici. Rischia una condanna fino a cinque anni di reclusione. Lo studente, era stato da poco trasferito dal carcere di Tora, nei pressi del Cairo, dove ha trascorso quasi tutta la sua custodia cautelare, in una prigione di Mansura. Rinviato a giudizio lo scorso settembre, fino all’estate scorsa è rimasto in carcere sulla base di continui rinnovi della custodia cautelare.

di Matilde e Sofia Orrino

Arrestata a Milano con l'accusa di terrorismo internazionale

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Bleona Tafallari, una diciannovenne italiana di origini kosovare, è stata arrestata dalla Polizia in un blitz a Milano. La ragazza è accusata di associazione con finalità di terrorismo. L’inchiesta è coordinata dalla Procura di Milano, che ha chiesto e ottenuto l'ordinanza di custodia cautelare dal Gip. Le indagini sono partite dalle segnalazioni di intelligence relative al marito della diciannovenne, un ventunenne miliziano di origini kosovare - legato alla cerchia relazionale dell'attentatore di Vienna, Fejzulai Kujtim. I due si erano sposati in Germania a gennaio con rito islamico. La donna, radicalizzata dall'età di 16 anni, fervente sostenitrice dello Stato Islamico, si era recentemente trasferita dal Kosovo a Milano, presso il fratello, pur rimanendo in costante contatto con il marito e con la diaspora kosovara di matrice jihadista. La giovane accusata di terrorismo internazionale partecipava all'organizzazione chiamata “Leoni dei Balcani”, che fa parte della più ampia associazione terroristica Stato Islamico. Svolgeva una funzione di proselitismo alla causa dell'Islam radicale nei confronti di ragazze kosovare anche minorenni. In particolare, lo scorso 24 febbraio, in una chat Telegram, prometteva a una interlocutrice sedicenne con cui reciprocamente si appellava come 'Leonessa' che le avrebbe trovato come sposo un 'Leone', un militante dei Leoni dei Balcani, con il quale morire da martire dopo un matrimonio 'bagnato dal sangue dei miscredenti'.  Bleona Tafallari custodiva nel cellulare delle immagini legate ad  alcuni "oggetti simbolo" dell'organizzazione terroristica come la bandiera nera con la scritta della testimonianza di fede e allo stesso tempo diversi video legati a scene di combattimenti, esecuzioni sommarie di infedeli con decapitazioni e incendi, scene di attacchi terroristici dei mujaheddin nelle città europee.
 
di Sofia Orrino e Matilde Orrino
 

Dopo gli ultimi bombardamenti su Gaza avviate le trattative per cessare il fuoco

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Dopo i raid notturni dell’aviazione israeliana continuano gli scontri sulla Striscia di Gaza. Oggi è stato lanciato l’allarme per una possibile invasione da terra dell’esercito israeliano, smentita poco dopo. Hamas continua con il lancio di razzi mentre Israele risponde con dei bombardamenti. Tra le vittime ci sono anche 33 bambini palestinesi. Inoltre “Save the Children” denuncia che nel sud di Israele sono stati uccisi 7 israeliani, compresi 2 bambini. e che almeno 31 scuole e una struttura sanitaria a Gaza sono state danneggiate dagli attacchi aerei israeliani. Le 31 scuole di Gaza sono frequentate da oltre 24mila bambini. L'artiglieria ai confini con Gaza, lo skyline della città e le colonne di fumo sono ben visibili dopo i pesanti raid israeliani. In una settimana di violenze più di 200 morti: 197 dei quali palestinesi, tra cui 58 bambini e 10 israeliani (1 bambino). Lo Stato ebraico e Hamas rispondono colpo su colpo nonostante gli appelli internazionali alla calma e la denuncia per il crescente numero, tra le vittime, dei bambini. La tensione nella Striscia di Gaza resta alta, condizionata da un'estesa interruzione di energia elettrica e dal danneggiamento di centinaia di edifici. Anche la centrale che fornisce l'energia elettrica ha annunciato che le scorte di combustibile sono quasi finite e, dunque, potrebbe sospendere le attività. Una scuola è stata danneggiata da razzi nel sud di Israele dove tutte le lezioni sono state sospese. Anche le violenze nelle comunità all’interno di Israele sono motivo di preoccupazione.  Prima di questa escalation, 1 bambino su 3 nella Striscia di Gaza aveva bisogno di supporto psicosociale per traumi legati al conflitto. Questo numero è senza dubbio aumentato. Tutti i bambini devono essere protetti. L’annuncio arrivato oggi dell’invasione di terra era in realtà una trappola pensata da Israele: l’obiettivo era gettare nel panico i dirigenti di Hamas per colpire i tunnel in cui avrebbero potuto trovare rifugio. Dopo giorni di bombardamenti, morti e sangue, la tregua tra Israele e Hamas è imminente, a confermarlo oggi sono stati funzionari di Hamas interpellati dalla Cnn dopo le prime aperture arrivate dal governo israeliano. L’organizzazione palestinese e Tel Aviv avrebbero quindi trovato un accordo sul cessate il fuoco che, almeno di ripensamenti dell’ultima ora, dovrebbe scattare a partire già dalle prossime 24 ore. Fonti della Difesa israeliane infatti parlano di uno stop agli interventi militari a Gaza entro venerdì per arrivare a un cessate in fuoco completo durante il weekend. Lo stop alle armi a Gaza e in Israele è stato chiesto a gran voce negli ultimi giorni da tutti i leader mondiali esercitando pressioni su entrambe le parti per porre fine ai combattimenti. Tra le voci più autorevoli quella del Presidente statunitense Joe Biden che nelle scorse ore ha parlato più volte con il Premier israeliano Benyamin Netanyahu chiedendo una significativa e immediata de-escalation della guerra a Gaza. Gli Usa però al contempo hanno deciso di fermare la proposta francese per una risoluzione ufficiale dell’Onu sul cessate il fuoco.

di Sofia Orrino 

 

Piano riaperture in Italia

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Riaperture di palestre, centri commerciali, ristoranti e bar al chiuso anche la sera, e piscine al centro delle misure previste nel nuovo decreto del Consiglio dei ministri. Nuovi orari anche per il coprifuoco in zona gialla: slitterà alle 23. Il coprifuoco sarà poi spostato alle 24 a partire dal 7 giugno, mentre è previsto il superamento totale dal 21 giugno. Ristoranti e bar potranno riaprire al chiuso, sia a pranzo che a cena, a partire dal 1° giugno. Da Palazzo Chigi si fa sapere che per la ristorazione "dal primo giugno sarà consentito anche al chiuso il consumo al tavolo dalle ore 5 alle ore 18. Riapertura ristoranti al chiuso anche la sera dal 1° giugno". Prevista la riapertura dei centri commerciali nel fine settimana: nelle giornate festive e prefestive a partire dal prossimo fine settimana (22-23 maggio). Non solo centri commerciali, ma anche gallerie e parchi commerciali. La riapertura delle palestre viene anticipata al 24 maggio. Il 1° luglio si potrà tornare nelle piscine al chiuso e nei centri benessere. La cabina di regia sulle riaperture ha fissato la data. L'apertura dei parchi tematici è prevista per il 15 giugno. La presenza di pubblico negli stadi per tutti gli eventi e competizioni sportive, e non più limitatamente alle competizioni di interesse nazionale, viene autorizzata dal 1° giugno all'aperto e dal 1° luglio al chiuso. Dovranno essere rispettati i limiti già fissati: capienza non superiore al 25% di quella massima e comunque non superiore a 1.000 persone all'aperto e 500 al chiuso. La riapertura delle attività di sale giochi, sale scommesse, sale bingo e casinò viene fissata al 1° luglio. I centri culturali, centri sociali e centri ricreativi riapriranno dal 1° luglio. Le attività come sale da ballo e discoteche, all'aperto o al chiuso, restano sospese. Ripartenza delle feste successive a cerimonie civili o religiose, dal 15 giugno, anche al chiuso. Via libera ai matrimoni quindi anche se agli ospiti sarà richiesto il green pass. Sul numero di partecipanti deciderà il Cts.

di Matilde Orrino

 

Pandemia, un ostacolo anche per la parità di genere

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“Un’altra generazione di donne dovrà attendere la parità di genere”, è ciò che afferma il World Economic Forum secondo il Global Gender Gap 2021.  Il rapporto stima che ci vorranno in media 135 anni per raggiungere la parità. Tale bilancio è nettamente peggiorato nell’anno del Covid. Diversi studi hanno, infatti, sottolineato come la pandemia abbia rallentato anni di progressi nel raggiungimento dell'uguaglianza tra uomini e donne a causa dell’ impatto sproporzionato che essa ha avuto su queste ultime. Difatti, in questo periodo, il tasso di disoccupazione femminile è superiore a quello degli uomini e la partecipazione delle donne al mercato del lavoro è nettamente diminuita.  Ciò è dovuto soprattutto a causa dei doveri aggiuntivi a cui le donne, e le madri in particolare, devono adempiere quando le scuole sono chiuse. I risultati del rapporto sono stati raggiunti seguendo quattro indicatori: opportunità economiche, potere politico, istruzione e salute. I paesi sono classificati secondo il Global Gender Gap Index, che misura i punteggi di questi indicatori su una scala da 0 a 100. In cima alla classifica abbiamo: Islanda, Finlandia, Norvegia, Nuova Zelanda e Svezia. Quest’ultima è poi seguita da Namibia, Germania e Francia, mentre gli Stati Uniti si piazzano solo al trentesimo posto.
 
di Mariavittoria Pilla
 

Coronavirus, la proposta: riaprire i locali e spostare il coprifuoco a mezzanotte

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Sono queste le principali novità che sono state proposte nelle ultime ore. L’idea è quella di consentire il servizio al tavolo anche di sera in bar e ristoranti all’aperto e spostare il coprifuoco a mezzanotte. In questi giorni regioni come il Piemonte sono tornate in zona arancione, ma per i locali poco cambia, in quanto sono costretti a chiudere alle 18. La proposta di riapertura serale, quindi, sarebbe importante per aiutare un settore gravemente colpito dalla pandemia. Nell’esecutivo qualcuno spinge affinché le riaperture serali siano attive già dalla fine di aprile, ma la data più probabile è l’inizio di maggio. Il giorno 15 aprile, se ne parlerà nella conferenza Stato-Regioni. La proposta di riaprire i ristoranti sarà una delle più importanti. “C’è una riunione in corso, i tecnici stanno stilando delle linee guida che porteranno al governo giovedì” ha fatto sapere il neo presidente delle regioni Massimo Fedriga. Egli ha ribadito che l’obiettivo è garantire la massima sicurezza quando ci saranno le riaperture. 
 
Leonardo Cocca
 

Russia e Cina chiedono chiarezza sui laboratori Usa

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Una pesante accusa agli Stati Uniti arriva da parte della Russia, la quale sostiene che gli USA stiano sviluppando armi biologiche in laboratori controllati dal Paese al confine tra Russia e Cina. Ad affermare ciò è il segretario del Consiglio di sicurezza russo Nikolai Patrushev. Il dirigente di Mosca ha riportato che questo fenomeno è rilevabile in tutto il mondo, ma in modo particolare nei recenti laboratori che stanno sorgendo ai confini con Cina e Russia. Patrushev dichiara che naturalmente sia lui che i loro partner cinesi hanno delle domande in merito a questa questione. In aggiunta afferma che è a conoscenza di stazioni sanitarie ed epidemiologiche pacifiche vicino ai loro confini, in cui gli statunitensi lavorano da decenni nel campo della biologia militare. Il Segretario del Consiglio di Sicurezza poi ha posto l'attenzione sul fatto che nelle aree limitrofe ai laboratori si registrano numerosi casi di malattie insolite. Una simile denuncia era già stata fatta l'anno passato dal ministro degli esteri russo Lavrov, il quale, durante una conferenza stampa, aveva denunciato che gli Usa avevano “diffuso laboratori biologici” nei Paesi adiacenti alla Cina e alla Russia, e che erano disposti a rendere noto il contenuto dei loro esperimenti biologici. Anche in Cina, già in passato, erano stati sollevati dei dubbi in merito alla natura delle attività svolte all'estero dagli Stati Uniti. Il quotidiano Global Times ricorda che Russia e Cina hanno intenzione di avviare un'indagine mondiale su tutti i laboratori P3 e P4, inclusi quelli gestiti dagli Stati Uniti, presso il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Un’iniziativa che sicuramente potrebbe essere appoggiata da media e gruppi statunitensi contro la guerra con un'azione di pressione su Washington al fine che ci sia chiarezza sulle attività dei laboratori biologici all’estero. A tal proposito si era pensato di creare un protocollo e una convenzione per vietare la produzione di armi biologiche. Però questa ipotesi è stata condannata da Washington. Un conduttore e esperto militare cinese ha dichiarato sul quotidiano Global Times che gli Stati Uniti ignorano le preoccupazioni di Russia e Cina per quanto concerne le attività svolte nei loro laboratori, perché tengono nascosto il loro programma di armi biologiche.
 
di Letizia Antonella Ciarmoli 
 

Poliziotta uccide afroamericano: incriminata e arrestata

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L'accaduto è avvenuto domenica scorsa a Brooklyn Centre vicino a Minneapolis, dove un ragazzo afroamericano, Duane Wright, di 20 anni è stato ucciso dall'agente Kim Potter dopo essere stato fermato per un'infrazione stradale. Ieri l'agente Kim è stata incriminata e arrestata, come deciso dalla procura, per omicidio preterintenzionale, reato prevedente una pena fino a 40 anni. Wright era stato fermato per la targa scaduta, ma era già ricercato per un mandato pendente, non essendosi presentato in tribunale a rispondere alle accuse di possedere un'arma senza licenza e di essere scappato dalla polizia in giugno. Nonostante le dimissioni della poliziotta e del capo della polizia locale Tim Gannon, secondo cui la collega avrebbe confuso la pistola d'ordinanza con il taser e l'avrebbe usata per sbaglio, la tensione continua a crescere a nord di Minneapolis, nello stesso quartiere dove è avvenuta la tragica vicenda di George Floyd. L'agente Kim nella lettera dimissionaria ha dichiarato: “ho amato ogni minuto essere un ufficiale di polizia, ma credo che sia nel migliore interesse della comunità, del Dipartimento di Polizia e dei miei colleghi se lascio immediatamente”.
 
di Maria Chiara Colucci
 

Oscar 2021, un primo ritorno alla normalità

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La 93° edizione degli Oscar, posticipata di due mesi causa COVID-19, si terrà il 25 aprile al Dolby Theatre di Los Angeles. A partire da questa edizione si è deciso di unire i due premi del sonoro, in un’unica categoria, l’Oscar al miglior sonoro, riducendo così il numero di categorie da 24 a 23. Altre novità riguardano la miglior colonna sonora; per essere candidata, infatti, dovrà includere un minimo del 60% per ciò che concerne la musica originale e l’80% per film di franchise o seguiti. La votazione preliminare, inoltre, da questa edizione, è stata aperta a tutti i membri votanti dell’Accademy. Le candidature sono state annunciate dai coniugi Priyanka Chopra e Nick Jonas nella giornata del 15 marzo 2021; il film che ha ricevuto maggiori candidature è stato Mank, con un numero totale di dieci nomination. Non ci resta che attendere l’illustre notte degli Oscar che rappresenta uno dei primi ritorni alla normalità, in una situazione in cui l’unico sentimento che albeggia negli animi di tutti noi è la speranza.

di Isabel Ulli

 

Roma ospiterà Euro 2020

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La Uefa ha ufficializzato che Roma rientrerà tra le sedi del maggiore torneo calcistico a livello europeo che avrà inizio quest’estate. Lo Stadio Olimpico di Roma avrà una capacità di almeno il 25% per quanto riguarda gli spettatori, con il rispetto di tutte le norme anti-covid. È stato proprio il presidente del consiglio Mario Draghi a dare il via libera alle richieste dell’Uefa, che in un primo momento non aveva specificato la percentuale di spettatori. La scelta di Draghi ha sorpreso tutti coloro che si aspettavano una decisione sofferta che sarebbe arrivata solo a fine mese. La notizia è stata accolta con entusiasmo anche dalla sindaca di Roma Virginia Raggi, la quale ha commentato sul social-network Twitter: “Una bella vittoria per la nostra città e l’Italia. Le partite si giocheranno allo Stadio Olimpico con gli spettatori in presenza. Siamo pronti ad ospitare questo grande evento internazionale”.

di Matteo De Matteis

 

Vacanze estive bloccate dal Covid

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Come per il 2020 anche il 2021 presenta innumerevoli interrogativi in tema di vacanze. C'è infatti grande cautela tra i cittadini che non si fidano a prenotare una vacanza, visti i continui cambi di scenario dovuti all'emergenza sanitaria.
Regna, infatti, grande incertezza, poiché nonostante la campagna dei vaccini, i contagi e soprattutto i morti causati dal Covid restano ancora notevolmente alti.
In Italia, secondo recenti sondaggi, le prenotazioni tramite agenzie di viaggi sono quasi nulle, poiché si sta optando per le vacanze nelle seconde case, sia al mare che in montagna. Difatti la maggior parte degli albergatori, ristoratori e titolari di strutture balneari non sanno ancora come comportarsi, anche perché hanno investito notevoli somme per attrezzarsi senza aver nessun riscontro favorevole. Unico spiraglio per contrastare questa situazione di incertezza potrebbe arrivare dal passaporto vaccinale europeo, aprendo le porte anche ai vacanzieri stranieri che per le vacanze pasquali hanno preferito mete come le Baleari ed il Mar Rosso. Purtroppo c'è anche chi sostiene che quest'estate potrebbe essere anche peggio della scorsa, poiché c'erano meno restrizioni ed in tanti hanno sfruttato il bonus vacanza.
 
di Serena De Masi 
 

Il Mondiale dello scandalo

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Da ormai diverso tempo continuano le proteste nei confronti dell’edizione del 2022 dei Mondiali di calcio assegnati al Qatar. I motivi delle proteste sono le indiscrezioni che arrivano dall'emirato, infatti durante la costruzione degli impianti e delle strutture per i mondiali, migliaia di lavoratori provenienti da paesi vicini hanno perso la vita senza tutele o assistenza sanitaria e molti vedono in questo una violazione dei diritti umani. Recentemente nazioni come Olanda, Norvegia e per ultima la Germania durante le partite di qualificazioni ai mondiali, sono scesi in campo con delle magliette speciali protestando contro questa situazione che sta accadendo in Qatar e sempre più nazioni si stanno unendo a questa protesta. Molti sostengono un boicottaggio di questi mondiali in segno di protesta e anche alcuni giocatori si sono espressi in merito a ciò. Uno su tutti Toni Kross il quale ha chiesto alla FIFA maggior chiarezza nelle prossime assegnazioni dei mondiali poiché i problemi sociali del Qatar erano conosciuti già 10 anni fa.

di Lorenzo Iacocca

 

Francia, il senato contro l'hijab

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A tacciare di razzismo e islamofobia la Francia sono 3 emendamenti votati in Senato che vietano  l’hijab indossato in pubblico dalle ragazze e dalle donne.  Secondo il parere di molti senatori francesi, 2/3 dei quali di sesso maschile, per ragioni di laicità il velo fungerebbe da indumento sessista, segno di inferiorità delle donne rispetto agli uomini. Ciò però risulta al quanto contraddittorio dal momento che non sarebbe sessista, se fossero loro a decidere cosa una donna musulmana può o non può indossare. La Francia, che sempre si è fatta portavoce degli ideali di libertà, porge al popolo un aiuto non richiesto, partendo dall’errato presupposto che le donne musulmane siano obbligate a portare il velo. I francesi così vengono animati da manie di protagonismo che mettono in rilievo la loro pozione al punto di considerarsi  salvatori di donne giudicate oppresse. Come può una società confondere orribilmente il femminismo con pesanti discriminazioni?

di Lidia Rubortone

 

Le 12 nuove croci di Einstein

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Un recente studio svolto grazie al satellite Gaia, utilizzato per mappare le stelle presenti nella Via Lattea, ci ha permesso di scoprire l'esistenza di altre 12 croci di Einstein, oltre alle 50 già conosciute. L'avanzata tecnologia del satellite, infatti, riesce ad arrivare ben oltre i limiti della nostra galassia; ciò ci permette di osservare e studiare fenomeni che distano moltissimi Anni Luce dal nostro pianeta. Si può dire che queste “croci” siano delle galassie che fungono da lente gravitazionale per la luce emessa dai quasar, che si trovano dietro di esse; in modo tale da produrre la caratteristica immagine a croce.
Nel fenomeno, la luce del quasar è deviata in 4 punti dal campo gravitazionale della galassia, che forma i bracci della croce. La galassia stessa poi è visibile al centro dei quattro bracci; come una luce meno intensa ma più diffusa.
Entro la fine dell'anno sono in arrivo i dati da parte del satellite. Gli studiosi sono ottimisti e sperano di riuscire a trovare a fine 2021 centinaia di queste “croci di Einstein”.
 
di Gennaro Vigliotti
 
 

Covid, nuovo piano vaccinale in Inghilterra

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L'Università di Oxford ha intrapreso una ricerca per unire AstraZeneca e Pfizer ed una seconda in cui sono compresi anche i vaccini Moderna e Novavax. Ciò è dovuto principalmente sia ai ritardi nelle forniture e sia agli eventi sfavorevoli che hanno bloccato AstraZeneca e Johnson&Johnson. Dunque si sta ipotizzando un radicale cambiamento nella strategia vaccinale: l'unione tra vaccini diversi. Questa ricerca riguarderà gli adulti di età superiore ai 50 anni che hanno ricevuto la prima vaccinazione di Pfizer o AstraZeneca, nelle ultime 8-12 settimane, e successivamente chiamati per ricevere lo stesso vaccino per la seconda dose o una dose dei sieri prodotti da Moderna o Novavax.  Naturalmente, i pazienti dovranno effettuare alcuni esami nell'arco di dieci mesi per constatare le risposte immunitarie al vaccino, in base al gruppo a cui appartengono. I risultati saranno evidenti fra il mese di giugno e di luglio, tuttavia si crede che gli esiti della prima fase dello studio si potranno avere già nel mese prossimo. L'obiettivo di tale ricerca è quello di completare il ciclo di immunizzazione in modo più rapido e se si otterranno risultati incoraggianti, verrà approvata la sicurezza e l’incisività per qualunque altra tipologia di vaccino prima che venga somministrato ai pazienti.

di Francesca Carolla

 

Coronavirus: profonde cicatrici per l'economia mondiale

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La pandemia mondiale ha scavato solchi profondi nell’economia di tutto il mondo: in meno di un anno l’intera geografia è stata stravolta, comportando inedite condizioni di lavoro con conseguente crisi per moltissimi settori. La banca mondiale stima che il Covid-19 abbia dato vita ad una delle peggiori depressioni economiche dal 1870. Si sostiene che alla fine del 2021 ci sarà un preoccupante calo del PIL del 90%. Di conseguenza i governi dei principali paesi sono stati portati ad approvare misure di sostegno al reddito di famiglie e imprese. Secondo il Fondo Monetario Internazionale quasi 90 milioni di persone potrebbero scendere sotto la soglia di fornitura di quest’anno, cancellando tutti i progressi degli anni precedenti per ridurre le disuguaglianze e la povertà.

di Nadia Golia