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Pioggia d'acciaio dagli States

“Steel rain” o “pioggia d'acciaio”, questo è l’appellativo con cui viene definito l'effetto delle “cluster bomb” in grado di rilasciare al suolo fino a cento submunizioni. Le bombe a grappolo, più comunemente definite, sono munizioni che esplodono a mezz'aria, disseminando piccoli esplosivi su una vasta area. Queste bombe, prima di arrivare sul bersaglio, si aprono e rilasciano nell'aria decine o centinaia di quelle che vengono definite submunizioni. Se è vero che la quasi totalità di queste esplodono, il problema è che non tutte lo fanno. Il tasso di munizioni inesplose, cioè non esplose dove e quando prestabilito, oscilla tra una percentuale che va dal 10 al 14%, secondo quanto affermato da Francesco Vignarca, coordinatore nazionale della Rete italiana per il disarmo.
Le bombe a grappolo sono arrivate in Ucraina da pochi giorni, senza, tra l’altro, una richiesta esplicita ucraina. La decisione del presidente Joe Biden ha spiazzato gli alleati europei, molti dei quali sono Paesi che hanno aderito ad una convenzione per bandire le bombe a grappolo da qualunque conflitto. Nel 2022 il numero di persone uccise o ferite da queste tipologie di bombe è aumentato notevolmente. L'ultimo report del “Cluster Munition Monitor” ha rilevato la cifra più alta mai registrata dal 2010, anno in cui l'organizzazione ha iniziato a raccogliere i dati. Basti pensare che nel 2021 non si era registrata nemmeno una vittima da attacchi con bombe a grappolo. Il lavoro del Cluster Munition Monitor si basa sulla Convenzione di Dublino del 2008, sottoscritta da 123 Stati: un trattato per bandire queste bombe: tra i paesi che non ha firmato ci sono però gli Stati Uniti, la Russia, la Cina, l'India, l’Arabia Saudita e il Brasile. In Europa non hanno aderito la Polonia, la Bielorussia, la Finlandia e, ovviamente, l’Ucraina che le sta utilizzando. Il sottosegretario degli Stati Uniti ha dichiarato che si farà il possibile per mitigare gli effetti di queste bombe sui civili. Il Pentagono ha ribadito di aver ricevuto rassicurazioni scritte dal governo ucraino su un uso responsabile delle “cluster bomb”: per esempio, sul fatto che queste armi non saranno utilizzate in zone densamente abitate dai civili, oppure che saranno registrate le aree in cui saranno usate, in modo da facilitare le operazioni di sminamento. Queste rassicurazioni, però, sembrano un buco nell’acqua, poiché non rendono meno devastanti le conseguenze del loro utilizzo, mettendo in pericolo le vite dei civili anche nel post-conflitto, in virtù del fatto che risulta davvero difficile registrare le aree di utilizzo, essendo zone molto vaste, per cui le operazioni di messa in sicurezza della zona risultano molto complesse. Se da una parte, come abbiamo anzitempo detto, nel 2021 non si è registrata nemmeno una vittima da attacchi con bombe a grappolo, 149 sono invece state le vittime causate dai loro resti.
 
di Daniele Leonardi