L’Ucraina dichiara guerra alle banche

Creato Venerdì, 29 Luglio 2022 06:39
Ultima modifica il Giovedì, 11 Agosto 2022 11:15
Pubblicato Venerdì, 29 Luglio 2022 06:39
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Il governo di Kiev, nella figura di Oleg Ustenko, consigliere economico del presidente Volodymyr Zelensky, ha accusato alcune delle maggiori banche mondiali di prolungare la guerra, in quanto creditori delle società che trattano petrolio russo. Il braccio destro di Zelensky ha parlato di “crimini di guerra” e ha chiesto ai CEO di questi grandi istituti finanziari di troncare i rapporti con le aziende russe. Dalle lettere inviate da Ustenko alle banche emergono i nomi di JPMorgan, HSBC, Citigroup, e Credit Agricole. A finire sotto accusa sono anche le principali società di commercio di materie prime - Vitol, Trafigura, Glencore e Gunvor – ree di vendere e acquistare petrolio russo. HSBC e Crédit Agricole detengono azioni di Gazprom e Rosneft, le compagnie petrolifere e di gas statali russe. Citigroup fornirebbe invece credito a Lukoil e a Vitol. Anche JPMorgan starebbe estendendo linee di credito a Vitol. Il suo fondo di investimento Russian Securities detiene inoltre partecipazioni in Gazprom, Sberbank e Rosneft, descritte nella lettera come alcune delle attività economiche più importanti del Cremlino. JPMorgan si è difesa affermando di aver svolto un ruolo attivo nell'attuazione delle sanzioni occidentali. Citigroup e Crédit Agricole invece non hanno fornito spiegazioni. A loro discolpa, bisogna sottolineare che le aziende accusate da Kiev applicano alla lettera le sanzioni internazionali. Inoltre, le sanzioni non impediscono di avere rapporti commerciali con la Russia. L'Ucraina però minaccia di trascinare le società sopracitate davanti alla Corte penale internazionale dopo la guerra. La banca francese Bnp Paribas è finita nel mirino della giustizia di Parigi per "crimini contro l'umanità" a causa delle sue attività in Sudan negli anni 2000. Un precedente che potrebbe pesare sulle decisioni di questi colossi finanziari. Oleg Ustenko ha anche minacciato che a tali banche sarebbe proibito di partecipare alla ricostruzione postbellica dell’Ucraina. Molte aziende, a seguito dell’invasione russa in Ucraina, hanno ridimensionato o cessato le attività. Tuttavia, ancora oggi, alcune istituzioni finanziarie occidentali hanno ancora legami con le compagnie petrolifere russe perché il disinvestimento totale è molto difficile in quanto esso risulta ancora un business molto profittevole per gli istituti erogatori di credito. Non manca ovviamente l’ipocrisia di circostanza: Credit Agricole ha avviato una campagna a favore dell’Ucraina nella home del suo sito. 
 
di Daniele Leonardi