Il fronte parallelo digitale

Creato Giovedì, 26 Maggio 2022 18:57
Ultima modifica il Giovedì, 26 Maggio 2022 18:57
Pubblicato Giovedì, 26 Maggio 2022 18:57
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La legge sulle “fake news” decisa dal governo russo prevede 15 anni di carcere e una multa da un milione e mezzo di rubli. Ciò ha provocato il ritiro degli inviati da parte delle testate straniere e ha limitato (e fermato) il lavoro delle poche testate giornalistiche indipendenti. Restano quindi solo i media affiliati a Putin: Il National Media Group, che muove i fili della macchina della menzogna in Russia, è guidato da quella che sembrerebbe l’amante di Putin, Alina Kabaeva. I giovani, però, hanno uno strumento prezioso: la rete. Non è un caso che Aleksej Naval'nyj, il principale oppositore interno di Putin, ha costruito la sua figura in rete, in particolare su YouTube. Naval'nyj è la dimostrazione che un’altra comunicazione, anche in Russia, è possibile. Sono tanti i ragazzi russi che stanno provando a dissuadere i genitori dalle convinzioni generate dalla propaganda del Cremlino. Nell’opinione pubblica russa è nato uno scontro generazionale tra genitori e figli dovuto proprio al diverso modo di reperire le notizie su quello che sta accadendo in Ucraina. Mentre le emittenti controllate dal Cremlino fanno da cassa di risonanza alle fake news del governo, molti giovani usano i social network e VPN per cercare fonti di informazione alternative ed affidabili. Le VPN sono servizi di reti private virtuali, grazie alla quali è possibile geolocalizzarsi in un altro stato per riuscire ad aggirare le restrizioni. Il sito top10vpn.com, che registra i flussi di accesso e di download delle VPN nei singoli paesi, afferma che la domanda per le reti privati virtuali in Russia nel periodo che va dal 24 febbraio al 10 marzo 2022 è aumentata del 1.092%. Il picco è stato registrato quando le autorità russe hanno bloccato l’accesso a Facebook e Twitter il 4 marzo scorso. Internet sembra essere l’unico modo per contrastare il potere dei media controllato dai governi. Le tv sono di parte, così come le radio ed i giornali. Internet, invece, è un insieme di reti troppo grande per essere controllato, che supera i confini nazionali, seppur i social network siano il frutto delle scelte di aziende private che dettano le loro regole. 
Elon Musk ha messo a disposizione i suoi satelliti (SpaceX) per permettere la connessione all’Ucraina. Anche il collettivo di hacker Anonymous è sceso in prima linea dichiarando guerra (cibernetica) alla Russia. Esiste, quindi, uno scontro su un fronte parallelo digitale, in cui Anonymous ha lanciato “Operation Russia”, una campagna contro il governo Mosca finché la Russia non deciderà di ritirarsi dall’invasione. Una delle mosse del collettivo di hacker è stata quella di interrompere, per una decina di minuti, la programmazione regolare di diversi canali televisivi russi, mostrando immagini della guerra in Ucraina e messaggi nei quali veniva spiegato che il governo russo stava mentendo ai propri cittadini sulle ragioni del conflitto. Una guerra che si sta combattendo nel cyberspazio, tra attacchi informatici, propaganda e strategia della paura. Anonymous ha violato oltre 2500 siti Web di governi russi e bielorussi, organi di stampa statali, banche, ospedali, aeroporti, impianti nucleari, aziende e "gruppi di hacker" filorussi. La rete è la vera protagonista di questa guerra. Essa rappresenta un nuovo modo di combatterla e di documentarla. Un modo per evadere dalla comunicazione di regime, per chiedere aiuto, per cercare la verità. 
 
di Daniele Leonardi