Storia del Distretto Militare di Campobasso (undicesima parte)

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Creato Lunedì, 19 Luglio 2021 10:43
Ultima modifica il Lunedì, 19 Luglio 2021 11:07
Pubblicato Lunedì, 19 Luglio 2021 10:43
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In quei giorni di estrema confusione e di fame, la Caserma “G. Pepe” subì il suo primo sfregio, nei giorni 8 e 9 Settembre, la popolazione campobassana, con il favore di un caporale e due soldati tedeschi, assaltò la caserma, razziando viveri, vestiario e suppellettili varie. Gli stessi tedeschi, inoltre, sotto l’occhio attento di una cinepresa che filmava la scena, per poi propagandare di come aiutassero gli italiani, dalle finestre dell’ultimo piano, buttarono in strada coperte ed indumenti.
Le truppe alleate, nel frattempo risalivano celermente la penisola senza incontrare, fino a quel momento, grandi difficoltà.
Fu proprio la conformazione geografica del Molise che permise ai tedeschi di approntare in un primo momento tre linee difensive “ritardatrici” (Viktor, Barbara, Bernhard), al fine di rallentare la marcia avversaria, poi, per formare, lungo la catena montuosa delle Mainarde, la prima grande linea difensiva sul suolo italiano, la “Linea Gustav”, per sbarrare la strada all’avanzata alleata. Il Molise, che già assaggiò il sapore della guerra con il bombardamento di Isernia del 10 Settembre e lo sbarco a Termoli, il 3 ottobre, delle Brigate speciali inglesi, fu la porta d’ingresso per l’8a Armata Britannica.
Nella notte tra il 5 e il 6 Ottobre, le forze della 3a Brigata Canadese, ricevettero l’ordine di iniziare immediatamente gli sforzi per l’attraversamento del Fortore, partiva così la fase delle operazioni per la presa di Campobasso.
Le operazioni, rese difficili per la distruzione del ponte 13 Archi da parte da parte dei genieri tedeschi, vide una prima fallimentare azione da parte del “Royal 22° Regiment”, respinto da un Battaglione del 15° Reggimento della 29a Divisione Panzegranadier.
L’attacco successivo, preceduto da un intenso fuoco di artiglieria, vide protagoniste le compagnie d’assalto del “Carleton and York” e quelle del Battaglione “Wst Nova Scotia”, che mossero direttamente verso l’abitato di Gambatesa. Con l’occupazione di Gambatesa e l’arretramento delle forze tedesche, si apriva, attraverso la valle del tappino, la strada verso Campobasso.
Alle ore 9:20 del 14 ottobre, sotto una sottile pioggerellina, i Royal Canadien Regiment, tra due ali di folla festante, entrarono in Campobasso. La città venne prima resa sicura, posizionando sulle sue alture postazioni di artiglieria contraerea e poi trasformata nella sua toponomastica, venne così ribattezzata “Canada Town”.
Purtroppo i guasti alla città, prodotti dai genieri tedeschi, risultarono ingenti.
Le truppe germaniche, ormai in ritirata presso la “Linea Gustav” per rallentare l’avanzata nemica, distrussero la linea ferroviaria Campobasso-Isernia, l’ufficio postale, il gasometro, tutti i mulini della città, e diedero alle fiamme la Caserma “G. Pepe”, procurando ingenti danni.
 
di Antonio Salvatore