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India messa sotto assedio dal Covid, boom di contagi e di decessi. Spaventa “l’indiana”

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Creato Martedì, 27 Aprile 2021 13:48
Ultima modifica il Martedì, 27 Aprile 2021 13:58
Pubblicato Martedì, 27 Aprile 2021 13:48
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Nelle ultime  settimane l'India è sotto i riflettori mondiali per un forte incremento di casi da coronavirus. Si contano 18.000.000  di infezioni (300.000 al giorno) e 200.000 decessi (100-120 ogni ora, 3.000  ogni  giorno). Negli ospedali mancano posti letto, attrezzature sanitarie, farmaci, dispositivi di protezione, ma soprattutto, ossigeno, essenziale per combattere questa pandemia, i quali, ormai pieni, rifiutano i soggetti affetti dalla patologia. La causa dell’innalzamento della curva della trasmissione del virus è da ricondurre al ritardo dell’attuazione della campagna vaccinale, ad incontri elettorali privi di distanziamento sociale, a pellegrinaggi religiosi di massa, alla riapertura di tutte le attività commerciali dal mese di gennaio e alla sottovalutazione della crisi sanitaria del Governo, tanto da far oscurare i social media. Solidarietà ed aiuti per reperire  tutto il necessario per curare gli infermi, respiratori polmonari, mascherine, camici, componenti per creare vaccini, sono arrivati da Francia, Gran Bretagna, Russia, Stati Uniti e Pakistan. Intanto fa paura la notizia, data dai virologi, di una nuova variante chiamata “indiana” (nome scientifico B.1.617)  scoperta in India appunto, la quale viene giudicata cinque volte più contagiosa del ceppo originario del Coronavirus. Per questo si  sta cercando di rimediare con inoculazioni di massa, con l’istituzione di treni per consegnare l’antidoto velocemente e con il coprifuoco. C’è preoccupazione anche in Europa e in Italia, poiché la predetta mutazione del Covid è approdata anche in Grecia e in Italia (che ha chiuso i confini con la Stato asiatico) con due casi a Bassano del Grappa (Vi), due indiani, padre e figlia rientrati nella nostra Nazione, i quali hanno adottato l’auto-isolamento e hanno avvisato le Autorità sanitarie. L’Istituto zoo profilattico delle Venezie sta esaminando la struttura biologica di altri campioni sospetti prelevati da due residenti nel veneziano. Sono in corso accertamenti anche in Emilia-Romagna e in Lazio, dove sono presenti le più grandi comunità sikh (indiani immigrati) d’Italia. Ormai del virus abbiamo avuto la mutazione inglese, quella sud-africana e la brasiliana, ora invece siamo preoccupati per la variante indiana. La raccomandazione è sempre la stessa, anche per gli individui già sottoposti ad inoculazione: lavaggio frequente delle mani e disinfezione con gel sanificante, uso dei presidi di protezione e non creare assembramenti.  
 
di Domenico Pio Abiuso