La Ever Given costa al mondo 67,2 miliardi di dollari

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Creato Giovedì, 15 Aprile 2021 15:43
Ultima modifica il Giovedì, 15 Aprile 2021 16:13
Pubblicato Giovedì, 15 Aprile 2021 15:43
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Sono bastati 400 metri per mandare in tilt una buona parte dell'economia mondiale. Questa, infatti, è la lunghezza della portacontainer che per sette giorni ha ostruito il Canale di Suez portando a una perdita di 67,2 MLD di dollari. Era il 23 marzo quando alle 07:40, ora locale, la Ever Given, una nave portacontainer della classe Golden tra le più grandi navi portacontainer del mondo, si è incastrata nel Canale di Suez e ne ha impedito la navigazione per sette giorni in entrambi i sensi. La nave, di proprietà della Shoei Kisen Kaisha, una sussidiaria di Imabari Shipbuilding e gestita da Evergreen Marine, è registrata a Panama e con una lunghezza complessiva di 399,94 metri è una delle portacontainer più lunghe in servizio; una tale dimensione, unita a una larghezza di 58,8 metri e a un'altezza pari a 32,9 metri, le consente di avere una capacità di trasporto container pari a 20 124 TEU. Causa dell'incidente sono stati una tempesta di sabbia che ha colpito la nave poco prima dell'evento e i forti venti che ne hanno provocato l'uscita dalla traiettoria; la nave si è quindi incagliata su una delle sponde del canale, ostruendolo completamente e impedendo il passaggio di qualsiasi nave. Da subito si è cercato di rimuovere la nave ma sono stati necessari ben 7 giorni e 13 rimorchiatori per la liberazione del Canale e il successivo ripristino della circolazione con ben 400 navi in attesa di transitare. Il blocco del Canale egiziano si è ripercosso sull'intero globo con ritardi nelle consegne anche di dieci giorni, aumentando di conseguenza i costi di spedizione. L'ingorgo della portacontainer ha dimostrato come sebbene nel XXI secolo l'economia globale sia molto fragile e che un singolo evento può ripercuotersi, provocando ingenti danni soprattutto economici ma anche logistici, sull'intero pianeta. Un ultimo ma non meno importante punto riguarda da vicino proprio il nostro pianeta: nei giorni di ostruzione, infatti, i livelli di anidride solforosa nei pressi del Canale di Suez sono aumentati di cinque volte rispetto ai normali livelli di SO2 presenti nel lato nord del canale come ha mostrato lo spettrometro del satellite Sentinel-5P gestito dall'Agenzia Spaziale Europea.
 
di Giuseppe Marucci