Le Accademie di Spionaggio della Federazione Russa

Creato Mercoledì, 26 Giugno 2013 16:27
Ultima modifica il Giovedì, 27 Giugno 2013 06:38
Pubblicato Mercoledì, 26 Giugno 2013 16:27
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Prima di parteciparVi un’analisi su due recenti case study di Spionaggio e Controspionaggio che hanno colpito l’Intelligence Community USA sul suolo di Mosca, in particolare mi riferisco a quello che chiamo il Caso Parruccone arrecato da Ryan Christopher Fogle Terzo Segretario della missione diplomatica USA presso il Cremlino, aprirò con una brevissima  prospettiva sulle Accademie d’intelligence russe. L’occasione è nata anche in relazione ad un recente corso di “Hot Spot” da che ho svolto presso l’Università Tor Vergata nell’OSDIFE, sempre ben diretto dall’appassionato Professor Roberto Mugavero, laddove le lezioni teoriche avevano certamente valore al contrario di quelle pratiche, in cui volenterosi e ben equipaggiati attori in un’ottima location, non hanno ancora conoscenza della diversità intrinseca tra un’intervista d’intelligence (nella fattispecie di Controspionaggio) e un interrogatorio fatto da cellule terroristiche (nella fattispecie qadeiste/cecene). Rilevante errore già partecipato con un Report ed a cui auguro pongano al più presto rimedio. Tra l’altro, mi permetto di ricordare a questa Intelligence Community che durante un’“intervista”, mai e poi mai un Agente del Controspionaggio parlerebbe della sua situazione familiare. Nelle scuole HUMINT un errore del genere comprometterebbe la prosecuzione del corso e la non idoneità psicoattitudinale del corsista.

 

Giungiamo al titolo di questa Analisi.: l’Akademja.

Vi sono bruciature leggere, che provocano soltanto ustioni superficiali, di “primo grado”. Nel campo del controspionaggio l’espressione è stata adottata per qualificare un trattamento, detto anche “dolce”, che si applica ai presunti Agenti avversari appena catturati. Il “trattamento” non ha nulla di terribile in sé: si deve semplicemente rimanere in parte genuflessi, senza fare un gesto, davanti a un muro grigio e gelido. E’ proibito muovere la testa, è proibito anche parlare: d’altronde nessuno fa domande.

Esiste anche una “variante”, che risulta già penosa e difficile da sopportare per più di pochi minuti: le mani incrociate dietro la nuca, sempre con l’obbligo assoluto di silenzio e dell’immobilità.

Il giornalista anglo-ceco Bernard Hutton ha subito il trattamento base completo dalla variante: le sue impressioni sono sufficientemente eloquenti:

-          “… le mani, le braccia, le gambe e la testa diventano più pesanti di minuto in minuto. In ogni articolazione del corpo si comincia a sentire una stanchezza infinita. All’improvviso ci si copre di un sudore freddo. La sofferenza diventa intollerabile. Si prova un desiderio pazzo di grattarsi, ma il sorvegliante nota subito i movimento e minaccia di colpirvi con una bastone di acciaio rivestito i gomma. Si pensa di non resistere più nemmeno un secondo in più, e invece resistete. Le ore sembrano interminabili.

 

Il Russia, il trattamento di primo grado è cosa comune. Generalmente è il preludio di un interrogatorio di controspionaggio, che sarà molto lungo, e più sfibrante, moralmente e fisicamente. L’Agente avversario si trova allora nelle peggiori condizioni possibili per negare le sue attività e resistere all’interrogatorio.

E’ una prova classica, inevitabile, cui sarà sottoposto anche il futuro Agente russo, che sarà inviato all’estero e che è in una fase di addestramento per verificare e controllare le sue attitudini.

L’Agente in addestramento viene arrestato in pubblica via, poi interrogato per 40-48 ore di seguito. Viene accusato di lavorare per gli occidentali, di esserne una fonte, un fiduciario.

Non serve a nulla protestare, affermando di essere un patriota modello, che appunto si appresta a servire lo Stato in tutti i modi possibili. Le accuse si fanno più precise, più brutali.

Impossibile riposare, dormire anche solo per qualche istante, cercare di vederci chiaro, riprendersi d’animo, capire. Si esigono assolutamente confessioni complete.

All’improvviso il colpo di scena, una mossa astuta e crudele. Gli si dice che è stato tradito e che quindi la confessione è oramai inutile: sarà eliminato senza processo nelle prossime ore.

In tutta buona fede il futuro Agente nega. Persiste nell’affermarsi vittima di una tragico errore. Allora si ricorre ad un altro metodo, fatto di dolcezza e di persuasiva insistenza. E’ il “lavaggio del cervello”.

L’accusato deve capire che dire tutto è nel suo interesse. E’ sempre in grado di resistere? La volontà lo abbandona lentamente ed egli perde ogni speranza di veder ammettere la sua innocenza …

Ciò nonostante resiste. Non si sa dove possa ancora trovare l’energia di negare (un primo trucco c’è … ma non ve lo dico), perché è davvero sfinito. Ma una cosa sola rimane perfettamente chiara, nella nebbia che ha invaso senza rimedio il suo cervello: sarà eliminato immediatamente; ma se invece confessasse una cosa qualsiasi (e l’intervistatore e gli per dargli suggerimenti) avrebbe qualche possibilità di salvarsi la pelle: Egli nega, ancora una volta … e fa bene!

In quel di “Forte” si impara il “negare-negare-negare”. Chissà che cosa si impara in questi tempi di perquisizioni, sequestri di materiale informatico ed arresti per peculato e malversazione in associazione a delinquere all’AISI?

 

Soltanto quando sono sicuri che la commedia è durata abbastanza e che i nervi dell’allievo-Agente sono veramente d’acciaio, gli intervistatori mettono fine alla prova, rivelandogli che si trattava semplicemente di un test … Inutile dire che la reazione più comune è un immenso sollievo, al quale si aggiunge una gran soddisfazione quando il Capo della Commissione decreta con una scheda di valutazione, che il candidato può considerarsi un Agente dei Servizi d’Intelligence russi.

E’ questo l’ultimo stadio di un periodo di prima formazione durato circa 3 anni e basato su regolamenti stabiliti nei minimi dettagli.

 

Le prime indicazioni dei canditati-Agenti sono date dagli Organismi ed Università dello Stato i quali danno le prime indicazioni alle Autorità competenti che iniziano un’approfondita inchiesta. Parimenti, esistono diversi casi di “nepotismo”, che diversamente di quanto in molti possono pensare, si palesano come tra i migliori Agenti d’Intelligence, avendo ricevuto un know how da parte dei familiari e, magari, già vissuto all’estero (se non persino nati) durante la missione “diplomatica” del genitore.

Dopo la controinchiesta dell’Intelligence russa, il candidato è quindi idoneo per frequentare il corso basico presso l’Akademja di Gorki, situata a circa 400 km ad Est di Mosca.

Questo corso ha una durata di circa 6 mesi e serve ad inculcare negli allievi le conoscenze di base che troppo spesso mancano agli Agenti occidentali. I primi elementi impartiti riguardano la cultura generale e l’approfondimento della loro storia in generale letta sotto ottica d’Intelligence, infondendo in loro un’accurata cultura di Intelligence che li rende “fortemente motivati”. Non è trascurata la preparazione fisica. Il tutto deve avvenire in 10 ore. Altre attività ricreative e consumazione pasti devono essere svolte in 5 ore, mentre un tempo non trascurabile e dedicato al riposo: 9 ore.

Una curiosità dell’Akademja che palesa un vantaggio apprezzabile è quello di essere mista.

 

Dopo i quattro mesi di corso, valutato il loro profitto, gli allievi-Agenti cambiano Akademja ed inviati nella Scuola di Applicazione tecnica di Verovnoye, Tartaria. Il luogo è meno piacevole, sebbene gli allievi-Agenti non abbiano possibilità alcuna di dedicarsi allo svago.

Nella Akademja di Verovnoye, un intero anno è dedicato alla preparazione fisica (difesa personale, roccia, paracadutismo, guida di ogni tipo di mezzo). In seguito, comincia l’addestramento all’impiego di armi da fuoco ed esplosivi. Quest’ultima tecnica è particolarmente approfondita e dura non meno di 2 mesi (sempreché non si combinino guai con il cilindro da 300 gr. di C4 da mettere nell’autoradio). Poi si passa all’impiego di esplosivi a scoppio ritardato, ci si allena a maneggiare altri potenti esplosivi abilmente simulati in oggetti d’aspetto anonimo e di uso corrente: penne, accendini, sigarette, pen drive, mobile, ecc. Si impara ad aprire casseforti e porte corazzate e neutralizzare ordigni avversari, aprire plichi diplomatici, utilizzare strumentazione radio di particolare frequenza (c.d. “burst”).

Il periodo successivo è dedicato all’impiego di tecniche ancor meno ortodosse: veleni e droghe di ogni tipo, uso di nanotecnologie, ascolto clandestino e nozioni di penetrazioni informatica.

Tutte queste specializzazioni sono tenute in grande considerazione dall’Intelligence russa.

Il possesso di tutti questi insegnamenti viene verificato con appositi esami che si svolgono con periodicità durante gli ultimi anni di Akademja.

 

Dopo il corso agli allievi-Agenti che hanno superato tutte le prove viene concessa una licenza di quattro settimane da trascorrere in un centro ricreativo situato a Kislovosk, nel Caucaso, a 250 chilometri dalla costa del Mar Nero. Dopodiché, per circa un anno, i futuri Agenti dell’Intelligence russa effettuano un ulteriore stage presso il Quartier Generale del loro Servizio d’Informazioni di appartenenza, dove apprenderanno lo svolgimento quotidiano del lavoro nell’ambito di un Direttorato/Direzione. Gli allievi, però non sanno ancora che dovranno superare un’altra prova terribile, quella dell’arresto … simulato.

 

Per gli Agenti che dovranno penetrare il territorio estero come “Illegali” (c.d. Linea “N” e relativo supporto di reclutamento “Linea “S”), in base alla loro conoscenza linguistica, ecc., vengono inviati a frequentare una Scuola di Applicazione assolutamente straordinaria: quella di Gaczyna: un luogo dove per accedervi bisogna attraversare una moltitudine di posti di controllo per giungere nella c.d. Disneyland dello spionaggio, dove scenari e l’ambiente dei paesi anglosassoni sono ricostruiti alla perfezione. Un territorio dove tutti parlano in lingua inglese, con le sue diverse variazioni (l’inglese della City di Londra, ma anche quello di Dublino, di Edimburgo, di New York, di Delhi, di Sidney e di Pretoria), e dove tutti finiscono per pensare in inglese.

Gaczyna è suddivisa in quattro “regioni”, corrispondenti a quattro specifiche “sezioni”. In ognuna di esse, il paesaggio urbano e l’ambiente sono ricostruiti fino al più piccolo particolare. S’immagini, nel cuore della Russia, una cittadina del Sussex o un quartiere di Londra, con i suoi pub, i suoi club, i piccoli ristoranti, per non dimenticare i cinematografi, le drogherie e persino gli autobus.

I progressi degli allievi di Gaczyna sono piuttosto rapidi, perché tutti sono obbligati ad adottare totalmente gli usi, i costumi e tutte le particolarità di quei luoghi, dove le continue discussioni tra allievi ed insegnanti avvengono come se vivessero realmente in quei luoghi. Gli “abitanti” di Londra, che comprende due sottosettori uno cittadino e l’altro rurale, riceve una paga settimanale in sterline e possono comprare tutti i prodotti che sono in vendita in Inghilterra con l’esatto prezzo della merce (le informazioni inviate dalle Ambasciate sono costantemente aggiornate).

L’acquisizioni delle conoscenze non trascura nessun campo, nemmeno quelle delle uniformi e le decorazioni di ogni sorta portate in quei paesi. Inoltre, attraverso documentari vengono mostrati fedelmente tutti gli aspetti della vita sociale e politica dei paesi di interesse.

Particolare attenzione viene data alla custodia ed all’utilizzo di apparecchiature cifranti. Agli allievi-Agenti viene insegnato anche di fare a meno, per quanto possibile, del concorso diretto con Fiduciari o Fonti, al fine di tutelare al meglio la rete clandestina. Le informazioni devono essere acquisite direttamente dall’Agente o, eventualmente, da “fonti occasionali”.

 

Gli allievi-Agenti di Gaczyna hanno avuto come Docenti esperti di primissimo ordine come Donald MacLean, Bernon Mitchell, … ma, soprattutto, Harold Kim Philpy il Capo del Controspionaggio britannico BSS (MI5). Ovviamente l’elenco continua con il preparatissimo Generale Kalugin (a cui di recente Putin li ha vietato di rientrare in Patria), ecc..

Nel caso che l’allievo-Agente non dà piena soddisfazione agli istruttori, può rimanere per un ulteriore periodo di tempo affinché non affini le sue lacune.

 

Non si è mai compreso quanto possa gravare sul bilancio del governo russo la gestione di Gaczyna. In ogni modo una cosa è certa: l’Agente che esce dalla scuola di Gaczyna è in assoluto fra i migliori Agenti Info-Operativi.

 

In un trattato sullo spionaggio Ladislas Farago dà l’elenco delle qualità che deve possedere l’Agente Info-Operativo ideale:

-     “Prima di tutto l’Agente deve avere il morale molto alto ed interessarsi sinceramente del proprio lavoro. Deve essere energico, zelante e intraprendente. Deve avere uno spirito pieno di risorse, pensare celermente e in modo pratico, possedere un giudizio sicuro, saper comportarsi in maniera conveniente con le persone, le cose e le idee ed essere competente in un mestiere qualsiasi. Deve essere padrone dei suoi nervi e capace di grande resistenza nelle prove. Deve saper inspirare il senso della collaborazione, saper organizzare, amministrare e guidare gli altri, senza mai indietreggiare di fronte alle responsabilità. Deve essere discreto, essere appassionato della sua professione, saper tacere e conservare i segreti. Occorre che sia agile, vigile e coraggioso. Deve saper osservare, deve poter ricordare con precisione tutti i particolari, per essere in grado di riferire con chiarezza quello che ha visto; deve esser capace di stimare il valore delle sue stesse osservazioni e saperle inserirle in un complesso di fatti più ampio”.

 

Quale è l’Uomo che non desidererebbe di riconoscersi in questo ritratto dell’Agente ideale?

Ma l’uomo non è altro che un Uomo. Anche dopo un addestramento minuzioso, l’Agente più motivato può crollare moralmente e, soprattutto, cadere tecnicamente, preso in trappola con particolari fatti ed a volte eventi banali in cui deve intervenire prontamente il suo Organismo d’Intelligence, sempreché tale organismo abbia un Protocollo operativo diretto nel senso (vds. ad es. case study URSS Vs USA). Se tale Organismo non ha operativo idoneo Protocollo di CS, in buon senso porta ad una è una sola risposta per il bene del proprio Paese: autodenunciarsi all’Autorità Politica e chiedere di cambiare competenza.

 

discere magis … ancora imparo

Gavino Raoul Piras