Storia dell’Intelligence - Lo spionaggio russo in Italia: il Caso Rinaldi.

Creato Venerdì, 15 Marzo 2013 14:37
Ultima modifica il Venerdì, 15 Marzo 2013 14:38
Pubblicato Venerdì, 15 Marzo 2013 14:37
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Premessa.

Nel XXI secolo, non si può pensare di avere o fare Intelligence se prima non si conosce la sua Storia.

Voglio esordire con questa mia certezza nella prima presentazione sulla Storia dell’Intelligence.

 

In questi giorni pensavo a come poter partecipare a questa intelligence community una qualsiasi analisi se non rappresento dei casi storici con cui confrontarsi, così che possano avere dei riferimenti tangibili con cui confrontare tout court qualsiasi analisi e, magari, vedere nascere anche nel nostro Paese una cultura d’Intelligence. Una cultura che non è qui intesa come mera security, ma come un bene personale da partecipare alla nazione per spirito e buon senso.

In questo primo capitolo ci riconduciamo ad un curioso caso dell’attività di spionaggio russo nel nostro Paese, certo che troverete quantomeno curioso il fatto, perché qui si rappresentano fatti: le chiacchiere e le autocelebrazioni le lasciamo ai chiacchieroni ed ai millantatori, che (purtroppo) esistono e (per fortuna) si ripetono sempre nel loro ambito e si plasmano tra loro poiché “uniformati”.

 

Il Caso Rinaldi.

L’attività di spionaggio qui rappresentata vede come attori statuali: il servizio d’intelligence militare russo, il GRU, ed il Servizio Informazioni Difesa italiano, il SID: il Reparto/Divisione Controspionaggio del SID erede del SIFAR, dell’Ufficio “I” del Regio Esercito …, predecessore del SISMi e dell’attuale AISE, insomma l’unico vero Controspionaggio che abbiamo in Italia con un secolo di Storia e, soprattutto, di Informazioni.

In più circostanze, e quante ancora non sono state palesate per ovvi motivi, questo Controspionaggio ha manifestato un grande livello professionale: silente, operoso, efficace.

E’ presumibile che l’attività di Controspionaggio, qui raccontata, sia stata eseguita dai precursori (o forse già esistevano) di un gruppo di uomini e donne che costituivano la “punta di diamante” dell’Intelligence italiana: il Nucleo “K”, così come indicato anche dall’accorto Giuseppe De Lutis nel suo sempre aggiornato libro “I Servizi Segreti in Italia”, che vanta numerose riedizioni per gli aggiornamenti del caso. A questa classe elitaria: chapeu bàs.

 

Nella prima Capitale d’Italia, in un bar tipicamente italiano dove i discorsi generali gravitano nello sport, c’era un uomo certamente estroverso, che raccontava storie di avventure di cui era protagonista ed a cui nessuno credeva. Un buontempone, che, comunque, nell’ambiente dei paracadutisti era considerato un bravo istruttore, anche se lui si vantava di essere un campione. Ma il vero campione non era lui, Giorgio Rinaldi, era il suo quasi omonimo, Sauro Rinaldi, che da quell’identità di cognome avrebbe ricavato qualche fastidio.

 

Giorgio Rinaldi, non era un fonte dell’URSS, ma un vero e proprio Agente dell’Intelligence militare russa: il GRU. Per l’esattezza il Rinaldi era a Capo della più importante rete clandestina operante in Italia dalla fine dell’ultimo conflitto mondiale (ovviamente prima delle evidenze fornite dai Rapporti Impedian e della Fonte Centurione, cfr. “Il mio amico Sasha” di P. Guzzanti).

Giorgio Rinaldi è stato arrestato nel marzo del 1967 dal Nucleo Operativo dei Carabinieri coordinati dal Controspionaggio del SID che.

Il punto di forza del RINALDI è stato il suo profilo di persona, appositamente creato, che lo rendeva la spia meno spia immaginabile: esuberante, grande forchetta e forte bevitore con una chiacchiera da mal di testa, con un tenore di vita da insospettire chiunque (il Rinaldi non aveva una definita professione ne rediti conosciuti). Egli viaggiava spesso all’estero con un furgone riconoscibile da chiunque, perché aveva la carrozzeria dipinta in modo fantasioso, con le bandiere di varie nazioni (forse anche questa una provocazione), carico dei ogni tipo di attrezzatura per il paracadutismo sportivo; restava assente per lunghi periodi, compariva e scompariva con la stessa facilità con cui spendeva i soldi (l’unico serio acquisto è stato un bel appartamento a Torino).

Giorgio Rinaldi aveva sposato un’artista (pittrice e decoratrice) di sedici anni più anziana di lui, Antoniola Zarina: quando furono arrestati nel marzo del 1967, Giorgi Rinaldi aveva 36 anni e la consorte 52. Quest’ultima, ex fascista di Salò, con precedenti penali per apologia del fascismo, nota per la sua abitudine di uscire per le vie di Torino il 25 aprile con il lutto al braccio, per ostentare la sua nostalgia, aveva aperto la sua bottega artigiana al Borgo Medioevale al Parco del Valentino dove si dedicava a comporre oggetti con legno, ferro, fiori … Era specialista in un’arte giapponese di comporre i fiori: l’ikebana. Era così brava che ha insegnato anche a diverse donne della borghesia torinese.

Dopo una laboriosa attività d’Intelligence il SID decise di entrare in campo solo quando aveva localizzato, individuato e colto in flagranza l’uomo che fungeva da trait d’union ai coniugi Rinaldi e che curava il trasporto di materiale compromettente. Materiale relativo a basi della NATO nel Mediterraneo, navi e mezzi militari, cartografie e dislocazione di siti sensibili civili e militari, documentazione sensibile … ed il personaggio incaricato della raccolta dei microfilm e dei documenti da consegnare a Giorgio Rinaldi era Armando Girard. Una volta passato il materiale, i coniugi Rinaldi provvedevano ad una prima verifica, all’assemblaggio e ad un successivo trasporto e deposito del sensibile materiale in una buca morta sita in un incavo nel tronco di un vecchio plàtano sito al km 29 della S.S.1 (E80) “Aurelia”1. Già, una vera e propria dead letter box (DLB).

 

Ma è proprio qui che il Controspionaggio del SID ha dato prova di altissima professionalità perché, nonostante avessero già più che sufficienti prove dell’attività dei Rinaldi, hanno proseguito l’attività di Intelligence monitorando la buca morta in attesa che uscisse allo scoperto chi svuotava la stessa. E’ così che scoprirono l’attività di spionaggio del cittadino russo Yuri Pavlenko, Agente del GRU, accreditato come diplomatico presso l’Ambasciata dell’URSS.

Solo dopo che avevano inquadrato la Linea con Armando Girard, il Controspionaggio del SID si è attivato nel già citato marzo del 1967, chiudendo in toto l’azione di spionaggio arrestando i tre connazionali ed assicurandosi che l’Agente del GRU Yuri Pavlenko, unitamente alla propria famiglia, si fosse imbarcato su un volo della compagnia di bandiera aerea Aeroflot in partenza dall’aeroporto di Roma-Fiumicino.

 

L’attività del Controspionaggio del SID durò tre anni, dove scoprirono anche la ricetrasmittente ad onde corte gestita dai coniugi Rinaldi per i contatti diretti con la Centrale di Mosca; acquisirono una svariata quantità di documenti di alta classifica e qualificati dalla NATO; documenti su progetti di grandi industrie italiane.

Ma solo dopo aver inquadrato la Linea”(lo ripeto perché è fondamentale, valutato che potrebbero esserci “miles gloriosus” che non riescono neppure ad inquadrare il Servizio/Agenzia!) il Controspionaggio del SID ha attivato quella che verosimilmente sia ancora un caposaldo del Controspionaggio dell’AISE: l’azione intelligente al momento propizio”.

 

Solo dopo i mirati interrogatori degli uomini del Controspionaggio, si scoprì che, ad esempio, Giorgio Rinaldi aveva trascorso lunghi periodi presso l’Accademia del servizio d’intelligence militare russo GRU, dove aveva svolto diversi corsi di addestramento base e specialistici, tutti relativi a come organizzare e gestire una rete clandestina di spionaggio in Paese patrio. Sempre Giorgio Rinaldi tra le diverse specificazioni su come aveva appreso l’Arte, aveva rappresento che alcuni corsi li aveva svolti proprio nel medesimo edificio dove aveva sede l’Ufficio di uno dei più brillanti Agenti di tutti i tempi: l’Agente del GRU Vilyam Fisher alias Rudolf Abel2. Abel è la famosa Spia che fu preteso dai russi in cambio3 del pilota statunitense Francis Gary Powers, che mentre era a bordo di un supersonico “U2” e faceva fotografie sul territorio sovietico ad altissima quota, il 1 maggio 1960 (giorno di grande parta militare a Mosca), fu abbattuto da un missile terra-aria all’altezza di 18.000 metri mentre sorvolava la regione di Sverdlovk.

Fu un fatto particolarmente eclatante, che mise in seria difficoltà gli Stati Uniti agli occhi del Mondo. Molti di voi ricorderanno quei momenti o lo avranno studiato sui testi di Storia Contemporanea: le relazioni internazionali erano particolarmente tese.

L’evento, nel 1960, mando all’aria il Vertice di Parigi tra Eisenhower, Khruschev, De Gaulle ed il premier inglese MacMillan, che, tra l’altro, avrebbe dovuto risolvere la già innescata crisi per la “smilitarizzazione di Berlino”.

 

Concludo ritornando all’interrogatorio dei connazionali, dov’é curioso evincere tra le domande quella presentata da un Agente del Controspionaggio del SID a Zarina Antoniola, il quale ha chiesto come mai con un passato di vivo attivismo nel partito fascista e nel suo palesato credo politico si fosse posta al servizio di un Paese comunista. La Zarina Antoniola così rispose: “… ho visto in Russia che il comunismo ha fatto ciò che il fascismo aveva realizzato qui e che avrebbe continuato a fare: case, scuole, strade, ponti. Là c’è un governo forte e a me sono sempre piaciuti i governi forti. …”.

 

Gavino Raoul Piras

 

 

1 1n località Torre in Pietra, all’epoca Comune di Roma, ora di Fiumicino.

2 quando scriviamo su Abel, come dapprima su Sorge ed in ultimo sul recente Hermann Simm, “…. intendiamo identificare non spie ma superspie, che per la loro peculiare copertura ed inserimento nei Vertici istituzionali di una Nazione o di un Organismo giuridico Internazionale, accedono sistematicamente alle informazioni sensibili, influenzando persino le scelte in campo di politica estera, militare, economica, ….”(cfr. Tesi “L’Intelligence nelle Relazioni Internazionali: la Federazione Russa, G. Piras, 2011).

3 avvenuto il 10.021962 in Germania presso il ponte di acciaio di Glienicke di Potsdam(somigliante a quello di Budapest dove si può notare il famoso Hotel ..., lasciamo perdere, questa è ancora una storia troppo recente). Il ponte divento in seguito rendez-vous per scambi di spie, oggi è gettonata Vienna e Malta. Chissà perché?