Dottrina sul Controspionaggio

Creato Venerdì, 15 Marzo 2013 10:42
Ultima modifica il Venerdì, 15 Marzo 2013 11:19
Pubblicato Venerdì, 15 Marzo 2013 10:42
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(Parte I)

 

 

L’attività di Controspionaggio (in seguito CS) diversamente da quanto “dichiarato” da diversi contro-informatori è stata svolta nell’Italia Unità da sempre. Di fatto ed in Atti”, è stata svolta sin dai tempi degli Uffici “I” del Regio Esercito e della Regia Marina. Per poi proseguire con il SIFAR, il SID(con il noto Reparto “D”) e con la Legge 801/1977 dal SISMi, con la famosa 1^ Divisione, successivamente rinominata DivisioneCS–CT (Controterrorismo, in considerazione dell’Operazione in Iraq ed Afghanistan)1.

A questi non va dimenticato l’apporto svolto dai SIOS di Forza Armata in seguito rinominati (AGS, RGS,…) con la Legge n.25/1997 “… riforma dei Vertici militari …” che ha permesso l’Istituzione dell’efficiente Reparto Informazioni e Sicurezza (RIS/Difesa) alle dirette dipendente del Capo di Stato Maggiore della Difesa ed ora anche del Ministro della Difesa, a cui le Agenzie/Reparti d’Intelligence di F.A. dipendono per l’impiego.

Con la Legge di riforma n.124/2007 più di un secolo di informazioni (si pensi alla Guerra Fredda, ecc.) sono ovviamente rimaste al SISMi, rinominato AISE, che grazie all’art.8 della medesima Legge è strettamente collegato al RIS/Difesa. Quest’ultimo, può svolgere “qualsiasi attività informativa” nell’ambito delle missioni militari all’estero, così come presso i Comandi militari in Italia e presso le Ambasciate dove ha sede l’Ufficio del’Addetto per la Difesa. Merita in questa sede sottolineare che la questione, di grande rilevanza dei rapporti tra l’AISE ed il RIS è stata tenuta a debito conto dal Legislatore della riforma che, valutato l’alto organico presente in Italia e, soprattutto, all’estero del RIS (quasi 70 Uffici all’estero, più i teatri Operativi, …), non ha potuto inserire il RIS/Difesa tra i soggetti del sistema di informazione per la Sicurezza della Repubblica, tra i quali invece era stato chiaramente collocato sin dalle prime fasi della riforma e non inserito nell’ultimo periodo(luglio 2007). I buona sostanza, verosimilmente non vi erano le risorse finanziarie. Ciò non toglie che il RIS/Difesa è certamente un efficiente e polivalente Servizio d’Intelligence.

Sempre il merito al CS va rilevato che ai sensi dell’art. 2 l’AISE non ha perso alcuna competenza all’estero, rafforzandola nell’ambito del territorio nazionale nelle attività in materia di contro proliferazione concernenti materiali strategici, che sin dai tempi della guerra fredda hanno costituito la maggiore percentuale di attività di CS nel nostro Paese.

All’art.3 della Legge 124/2007, si evince come il Legislatore abbia affidato i compiti di CS nel solo ambito nazionale alla neonata AISI erede del SISDe (costituito il 1° gennaio 1978). Nell’intera Legge di riforma, questo è l’unico punto sito in un unico articolo che ha lasciato perplessi molti professionisti ed affermati analisti del settore:

 

L’attività di CS ha lo scopo di impedire la corrispondente attività di spionaggio avversaria; essa si esplica fondamentalmente mediante:

  1. la prevenzione, adottando provvedimenti per rendere difficile ed irto di ostacoli il campo d’azione avversario (informazioni sul personale, misure di sicurezza attive e passive, controllo selezionato di stranieri, ecc. …). L’attività di prevenzione è nel suo insieme complessa, onerosa, minuziosa e di basso profilo;

  2. la disinformazione, quando si strumentalizza l’Azione avversaria fornendo volutamente all’avversario, materiale informativo intossicato. La disinformazione presuppone chiare direttive da parte delle SS.AA. politiche e militari;

  3. l’extrema ratio, ovvero l’intervento drastico a conclusione di Azione e/o Azioni svolte che hanno svelato la pericolosità per la sicurezza nazionale dell’Agente avversario. La repressione, specie se nei confronti di diplomatici, oltre ad essere autorizzata sempre dall’Autorità politica, deve essere centellinata perché porrebbe in pericolo l’eventuale rete umana di fiduciari/fonti, oltre ad una probabile ripercussione da parte del Governo dell’Agente straniero che potrebbe far rimpatriare dalla loro Nazione uno o più nostri connazionali con un’accusa simile o persino più grave, annullando le relazioni politiche bilaterali.

Con ciò non voglio asserire che non c’è soluzione. Esse ci sono e sono diverse. Un esempio è un diplomatico incontro bilaterale tra i rispettivi Direttori dei SS.II., laddove in una fase del colloquio chiedono di essere lasciati soli (al massimo con gli interpreti simultanei) in cui un Direttore passa un anonimo fascicolo, tenuto chiuso e relativo all’Agente scoperto, all’altro Direttore. Quest’ultimo sarà l’unico ad aprirlo, leggerlo, richiuderlo e restituendolo sempre al suo Pari.

Con altissima probabilità, il risultato sarà il rimpatrio ufficiale ed immediato dell’Agente straniero entro le successive 72 ore “per motivi di servizio”. Ci sono anche altri ed eleganti metodi.

 

Questi tre tipi di attività di CS si esplicano contemporaneamente, si completano a vicenda ed a volte si sovrappongono; infatti, l’Azione avversaria con la quale si è preso contatto può essere agevolata allo scopo di favorirne lo sviluppo e poter successivamente intervenire con risultati più consistenti.

 

I capitoli che seguiranno hanno lo scopo di:

 

Ciò costituirà Dottrina, Studio ed Analisi da consultare e di riferimento per le attività quotidiane, ma non rappresentano norme rigide o vincolanti in quanto non intendo porre limiti alla indispensabile Intelligenza, Talento, iniziativa, capacità di immaginazione ed esperienza sul campo di coloro che si cimentano o vorranno cimentarsi in questo che, personalmente, considero il lavoro più bello del Mondo.

 

Gavino Raoul PIRAS (I’m still learning)

 

 

1 Vi era una distaccata e piccola componente (Sezione) che si occupava marginalmente di Criminalità Organizzata.