La dottrina del Controspionaggio

Creato Martedì, 23 Luglio 2013 21:38
Ultima modifica il Mercoledì, 24 Luglio 2013 07:12
Pubblicato Martedì, 23 Luglio 2013 21:38
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In questa breve introduzione, che vedrà certamente successivi e più dettagliati approfondimenti, si cercherà di rappresentare l’attività principe di un qualsiasi Servizio/Agenzia d’Intelligence: il Controspionaggio (CS). Quest’ultimo, che in lingua inglese, ovvero compreso nel Glossario della NATO, è nota come Counter-Intelligence (C/I), che non deve essere rigorosamente confusa come un’attività di contro-informazione, contro-ingerenza, contro-insorgenza, ecc., le quali sono sottosettori delle attività di Controspionaggio. Come noto, l’attività difensiva/offensiva da parte dei Servizi di Informazione (SSII) di uno Stato straniero non viene svolta solo all’estero, attraverso la branca di ricerca, ma anche nei rispettivi Paesi da Agenti appartenenti alla branca d’élite del ControSpionaggio (CS). Deve essere appreso “a priori” che la ricerca informativa occulta di uno Stato, lo spionaggio, nasce “per natura” nel suo stesso Stato/Nazione. Sostanzialmente, una qualsiasi attività di spionaggio da attivarsi ad esempio nel nostro Paese, ha una produzione iniziale da parte di un qualsiasi Servizio/Agenzia d’Intelligence in seno al suo Paese. Questo chiarimento è dovuto per poter proseguire nelle successive ricerche e studi in materia di spionaggio e controspionaggio, laddove l’ultima riforma nel nostro Paese (L.124/2007) ha lasciato perplessità su diversa scala, ascoltati, letti e considerati gli ultimi avvenimenti occorsi negli ultimi mesi. Il CS non è un contrasto al terrorismo e/o alla criminalità organizzata, dove invece esistono tipicità endogene ed esogene ad una nazione: non a caso esiste l’Anti-Terrorismo ed il Contro-Terrorismo, l’Anti-Crimine è il Contro-Crimine (nazionale o transnazionale), che tra l’altro distinguono in modo marcato le attività istituzionali di competenza delle Forze di Polizia e Servizi/Agenzie per le Informazioni e la Sicurezza. Il CS fa caso a se: non conosce territorialità. Inoltre, a differenza del terrorismo e della criminalità dove gli attori sono distinti e separati tra gli appartenenti al Forze di Polizia ed i malviventi, nel Controspionaggio gli Attori sono “colleghi” la cui unica differenza è la Bandiera a cui prestano servizio.Gli Organi della branca CS, investiti del “controllo degli stranieri e delle loro relazioni anche con connazionali”, operano avvalendosi di tutti gli strumenti tecnici e di qualificato personale a disposizione, pertanto sono nelle migliori condizioni per passare dalla sorveglianza a scopo difensivo ad una Azione offensiva (ad es. una misura attiva, un double cross, ecc.) L’attività di CS è diretta al monitoraggio/contrasto delle attività dei SSII stranieri in danno ad obiettivi sensibili nazionali ed all’estero, attraverso: acquisizione informazioni per la tutela degli interessi nazionali; valutazione/valorizzazione delle stesse; analisi/adozione delle contromisure da adottare. Per obiettivi sensibili all’estero si intendono: Rappresentanze diplomatiche; Contingenti militari; Enti, Organizzazioni, attività d’impresa nazionali; Comunità nazionali. Le attività ostili del CS straniero in danno delle Rappresentanze diplomatiche all’estero possono essere raggruppate in quattro categorie: penetrazioni dirette, con l’ingresso in Uffici, appartamenti privati, camere d’albergo (con acquisizioni di documenti ed altro); penetrazioni tecniche, microfoniche, informatiche e telefoniche; penetrazioni nell’ambito del personale; penetrazioni nella corrispondenza. Nessuna di tali metodologie esclude le altre ed i SSII operanti tendono a combinare le diverse tipologie per trarne il maggiore vantaggio possibile. Intendo soffermarmi brevemente sulle “penetrazioni nell’ambito personale”.Storicamente, il personale diplomatico, di un istituto di credito, di un’impresa, ecc. che si reca nei Paesi stranieri per soggiorni prolungati è sottoposto ad una attenta azione di controllo al fine di accertare se sia un “Agente sotto copertura” o meno. Il controllo è realizzato attraverso: osservazione diretta (sorveglianza); osservazione tecnica (telefonica e ambientale); osservazione fiduciaria, attraverso collaborazione di personale locale (chiunque). Gli accertamenti, una volta escluso che si tratti di un “Agente info-operativo”, perdono la funzione difensiva ed assumono proiezione offensiva. Si mira a raccogliere dati ed informazioni su attività, abitudini, condotta, debolezze o vizi di un soggetto al fine di individuare i lati su cui premere l’aggancio. I sistemi più usati sono: la corruzione, attraverso adescamenti in situazioni erotico-sentimentali, traffici illeciti (valuta, preziosi, oggetti d’arte, ecc.), o mediante promesse di compensi in denaro; il ricatto, normalmente usato quando un tentativo di corruzione sia stato vano, mediante minaccia di ritorsioni, rappresaglie, rivelazioni di notizie lesive alla carriera o nell’ambito familiare di un comportamento illecito o vizioso posto in essere dalla persona; agganciamento progressivo, scaturito come rapporto di amicizia tra il soggetto e l’Agente sotto copertura straniero che diviene man mano più confidenziale, che scivola in rapporto di collaborazione informativa dal quale non si è in grado di sottrarsi. Termina qui questa breve presentazione, tesa a fornire la necessaria Dottrina per questa intelligence community, così da poter avere un filo conduttore chiaro, semplice e pratico per la lettura dei vari casi storici di spionaggio e controspionaggio che saranno di seguito riportati.

 

di Gavino Raoul Piras