Embedded Agency >

Tecnologie di guerra

Scheda tecnica del comandante Foscari

Valutazione attuale:  / 0

 

C.te Foscari

E’ uno dei PATTUGLIATORI D'ALTURA Classe "Comandanti" (4 unità)

 

 

C.te Cigala Fulgosi P490

C.te Borsini P491

C.te Bettiga P492

C.te Foscari P 493

• Dislocamento: 1.512 t.pc.

• Dimensioni: 88,6 x 10,2 x 3,34 m

• Equipaggio: 60/70

• Apparato motore: 2 diesel Wärtsilä-NSD W18-V-26 XN

• Potenza: 2 x 6480 KW (regime 1000 r.p.m.)

• Velocità: 25 nd

• Autonomia: 3.500 mg / 14 nd

• Potenza elettrica: 2.700 kW (3 Isotta Fraschini V1712T2ME da 900 KW ciascuno)

• Armamento: 1 cannone OtoBreda 76/62 SR;

2 mitragliatrici OtoBreda-Oerlikon KBA 25/80

1 elicottero AB-212 (o NH-90)

 

Questi nuovi pattugliatori d'altura, ai quali sono stati assegnati i nomi di Comandanti di Cacciatorpediniere decorati con Medaglia d'oro al Valor Militare per imprese compiute nell'ultimo conflitto mondiale (C.C. Giuseppe CIGALA FULGOSI, C.C. Costantino BORSINI C.C. Ener BETTICA, C.F. Adriano FOSCARI), propongono una forma della carena ottimizzata per migliorarne le prestazioni in termini di tenuta di mare e di resistenza al moto, di forma tonda convenzionale, nonché scafo e sovrastrutture realizzati in acciaio ad elevata resistenza (fatta eccezione per la Foscari che ha sovrastrutture in materiali compositi).Sono le prime unità navali "stealth" della Marina Militare Italiana, impiegate in molteplici compiti che vanno dal pattugliamento al controllo del traffico mercantile alla sorveglianza e controllo anti-immigrazione. Inoltre, innovazioni tecnologiche connesse alla sicurezza, alla sopravvivenza ed al mantenimento delle capacità operative hanno permesso lo sviluppo di criteri di ridondanza con particolare riguardo alla compartimentazione ed alla protezione antincendio che ne consente la salvaguardia anche con unità danneggiata.


"Idem animus eadem voluntas"

Il nome e la storia


Adriano Foscari è stato il comandante del cacciatorpediniere Camicia Nera. Di scorta ad un convoglio di navi da carico, nel Canale di Sicilia, il 2 dicembre 1942, improvvisamente attaccato da forze navali nemiche di gran lunga superiori, riusciva a silurare un gruppo di cacciatorpediniere e un incrociatore e, solo dopo aver accertato il definitivo allontanamento del nemico, si poneva alla ricerca e al recupero dei naufraghi.

 

di Antonio Frate