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Tecnologie di guerra

Iveco VBA

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Alla fine del 2012 è stato presentato e testato l’Iveco VBA, veicolo i cui prototipi sono conosciuti come Superav. La prova si è tenuta presso l’Ufficio Tecnico Territoriale Armamenti Terrestri di Nettuno. Il VBA è il veicolo che dovrà, secondo le previsioni attuali, andare ad equipaggiare le Forze di Proiezione del Mare (San Marco e Serenissima). Tali reparti sono ancora dotati di obsoleti AAV7, mezzi di progettazione americana ormai non all’altezza dei tempi. Per le esigenze odierne si presentano troppo ingombranti, con protezione scarsa, armamento limitato e lenti. Inoltre ad essi, per mancanza di mezzi adeguati, sono stati affiancati vecchi M113 che non hanno alcuna capacita’ anfibia, requisito indispensabile per le operazioni a cui vengono affidati. Il VBA aveva già dimostrato capacità convincenti quando era stato presentato all’Eurosatory 2010 e negli anni successivi. Il Consorzio CIO (formato da Iveco DV e Oto Melara) ha già finanziato con 20 mln lo sviluppo del veicolo, per ridurre i tempi. Il nuovo blindato, derivato dalla famiglia dei Centauro, presenta una lunghezza di 7,92 m, una larghezza di 2,72-3,00 m, un’altezza di 2,31 ed ha un peso a vuoto di 15 t, 24 in combattimento anfibio e 25 in combattimento terrestre. La versione presentata il 20 dicembre 2012 è equipaggiata con cannone da 30 mm ATK M 44 Oto Melara su torre HITFIST ORCWS, con elevato angolo di brandeggio utile nel combattimento urbano per colpire bersagli su tetti e finestre, affiancata da una 7,62 mm. Le armi possono essere utilizzate dall’interno. Tuttavia le versioni italiane dovrebbero essere prodotte con il 25 mm. La torretta puo’ ospitare 2 missili controcarro Spike (in versione probabilmente Long Range). Il motore scelto per tale veicolo in prova è stato un motore civile: l’Iveco Cursor 13 L da 560cv, abbinato a una trasmissione ZF automática ZF7HP902 con convertitore di coppia a 7 marce più retromarcia. Tale soluzione offre costi contenuti, elevata tecnología ed affidabilità. La velocità massima e’ di 100km/h, l’autonomia di 800km. La driveline e’ la H, la stessa del Centauro e Freccia. In acqua la propulsione e’ data da 2 eliche quadripala. In mare ci si muove a 5 nodi, e si possono affrontare acque a forza 3. La capacità è di 13 elementi, compreso equipaggio in torretta e pilota. Il veicolo scorre in mare molto silenziosamente, è capace di elevata motricità in fase di sbarco, ha elevate prestazioni. La protezione è molto elevata, grazie alla separazione della cellula protetta dalla sagoma esterna e dallo scafo a V che deflette l’energia delle esplosioni. La struttura consente anche di ricavare versioni diversificate per varie esigenze. Inoltre è aviotrasportabile su aerei C130 e A400. A tale veicolo sono interessati gli Americani: per lo US Marine Corp è richiesta una una velocità su strada come quella dei mezzi leggeri ruotati, una fuoristrada tale da seguire i carri Abrams e dimensioni tali da essere aviotrasportabili sui C-17. Il veicolo americano sarà un po’ più alto e largo. Si rammenta che il programma Expeditionary Fighting Vehicle non è stato portato avanti. Al VBA si affianca l’Urutu 6x6, costruito dalla Iveco per le Forze Armate brasiliane. Esso e’ ricavato su telaio accorciato ed è più piccolo e leggero.

 

di Antonio Frate

 

 

F 35 vulnerabile ai fulmini e non solo

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Per ironia della sorte è stato chiamato “Lightning” (Fulmine). Peccato che l'F-35 'Lightning' II, il nuovo prossimo caccia da combattimento Usa, in fase di sviluppo alla Lockeed Martin, con la partecipazione di otto Paesi, tra cui l'Italia, sia vulnerabile ai fulmini. Questo rinfocola le polemiche su un aereo già molto contestato per i suoi costi imprevisti e crescenti il cui programma di sviluppo, iniziato nel 2001, prevede investimenti per 396 miliardi di dollari. Il problema con i fulmini emerge da un rapporto di 18 pagine dell’Operational Test and Evaluation Office del Pentagono, pubblicato sul Sunday Telegraph e rilanciato da alcuni mass media americani e da gran parte della stampa italiana. In quel rapporto, la Concurrency Quick Look Review del 29 novembre 2011 si evidenziano tra l’altro numerose criticità dell'aereo della Lockheed Martin . Nel report del Dipartimento della Difesa Usa la questione della protezione dai fulmini è indicata all'ultimo posto tra altre 13 gravi criticità presentate dal velívolo. Nel testo si legge: “un sistema di protezione attiva dai fulmini, che presenta problemi rispetto ad un sistema passivo più convenzionale . Le superfici esterne dell’F-35 sono conformi agli standard di sicurezza, ma ci sono ancora sette sottosistemi che non rispettano gli standard. Il Sistema di Generazione di Gas Inerte a Bordo (OBIGGS) non riesce a fornire azoto a sufficienza per isolare in ogni condizione i serbatoi di carburante, che presentano un rischio potenziale di incendio. Specificatamente, rapidi cambi di altitudine in picchiata lasciano entrare ossigeno nei serbatoi in una misura che l’OBIGGS non riesce a compensare con l’azoto. Inoltre non c’è un sistema per isolare i serbatoi (e quindi alcuna protezione dai fulmini) quando l’aereo è parcheggiato. Migliorie nell’isolamento sono state tentate attraverso due fasi di studio. La prima fase ha portato ad un ripensamento preliminare del progetto e si concentrerà su modifiche all’OBIGGS. La seconda fase si concentrerà sull’incremento dell’azione delle valvole di sfiato del carburante per consentire piena operatività in picchiata (ma si tratta di un intervento non previsto prima del 2014). Il contractor sta anche vagliando possibili opzioni per proteggere il velivolo dai fulmini quando è parcheggiato come il pre-caricamento dei serbatoi con azoto mediante l’utilizzo di un carrello ausiliario e l’aggiunta di un bocchettone sul velivolo stesso. Nel frattempo i velivoli devono attenersi ad una restrizione di 25 miglia nautiche dai fulmini e a parametri di picchiata limitati finché la certificazione parziale di idoneità sarà completata a fine 2012, con una piena certificazione attesa tra il 2014 e il 2016. Ma la base aeronautica di Eglin si trova in una zona interessata significativamente dai fulmini, per cui la restrizione delle 25 miglia nautiche potrebbe portare alla cancellazione delle attività di training previste". Inoltre lo spessore ridotto dei serbatoi, voluto per ridurre il peso, rende gli stessi piu’ vulnerabili anche al fuoco nemico. Rimangono ancora problemi per il casco del pilota, lo sviluppo di software, l'integrazione delle armi. Nel corso di una sua visita a Roma, mercoledì 16 gennaio il segretario alla difesa Usa Leon Panett,a ha affermato che l'F-35 è l'aereo del futuro. Gli Stati Uniti, ha sottolineato: “sono impegnati nello sviluppo del programma, è un buon investimento e apprezziamo il sostegno dell'Italia”.

 

di Antonio Frate

 

L’Iran aggiorna la sua flotta di elicotteri da combattimento

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Il 4 gennaio 2013 è stato presentato a Teheran il Toophan 2, la seconda edizione dell’elicottero d’attacco nazionale delle Forze Armate Iraniane. Il Toufan IAIO o Toophan (Tempesta) è una serie di elicotteri da combattimento prodotta dall'organizzazione Iran Aviation Industries. Sulla base del 'Bell AH-1 Cobra' progettato negli Stati Uniti nel 1960 il Toofan è stato realizzato in due varianti, la prima presentata nel maggio 2010, (consegnato in dieci unità) seguita dal migliorato Toufan II presentato nel gennaio 2013. La presentazione è avvenuta nel sesto e ultimo giorno di esercitazioni navali che abbracciano lo Stretto di Hormuz verso l'Oceano Indiano. La cerimonia è stata presieduta dal ministro della Difesa Vahidi. Parlando durante la cerimonia, Vahidi ha dichiarato che l'elicottero appartiene ad una nuova generazione di elicotteri da combattimento e gode di tecnologie moderne e avanzate, tra cui un’elevata precisione e capacità di targeting. Il Toufan 2 impiega 11 delle ultime realizzazioni indigene dell'Iran nelle capacità di elettronica, ottica, laser e armamento. È dotato di una nuova cabina a prova di proiettile, suite avionica e un sistema a infrarossi (FLIR) montato sul naso, pur mantenendo dell'elicottero AH-1 il cannone M197 a tre canne da 20 millimetri Gatling e alette dotate di una coppia di tubi lanciarazzi 19 - 70 millimetri. L'elicottero è stato progettato per distruggere una vasta gamma di carri armati, veicoli di terra, oggetti in movimento sul campo di battaglia, oltre a svolgere missioni di luce e semi-pesanti grazie alla sua capacità di precisione di puntamento. Il ministro iraniano ha salutato il Toufan 2 come un simbolo di creatività e di autosufficienza di fronte alle sanzioni dei nemici. Vahidi ha dichiarato che il velivolo aumenterà enormemente la potenza di combattimento delle forze armate iraniane, una volta entrato in produzione in serie. L'Iran ha inoltre annunciato i suoi primi elicotteri di produzione nazionale durante la cerimonia di inaugurazione della sesta fiera dell'industria internazionale per l'aviazione il 12 dicembre 2012. Gli elicotteri Panha 1 e 2 hanno lo scopo di condurre operazioni militari e missioni logistiche, e possono trasportare rispettivamente 14 e 8 passeggeri. Il Shahriar, completamente revisionato, è un elicottero bimotore con una capacità di 20 passeggeri, è stato esposto durante la cerimonia del 2012 sull'isola meridionale iraniana Kish. Negli ultimi anni, l'Iran ha fatto grandi risultati nel settore della difesa e ha raggiunto l'autosufficienza essenziale di equipaggiamenti militari e sistemi. La Repubblica Islamica ha ripetutamente messo in chiaro che la sua forza militare è semplicemente basata sulla dottrina di deterrenza della difesa della nazione e non costituisce una minaccia ad altri paesi. Il ministero della Difesa iraniano ha consegnato più di due Toufan II per l'esercito iraniano e per il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) nel corso della cerimonia di inaugurazione ufficiale a Teheran.

 

di Antonio Frate

 

 

AW 129 a bordo di unità navali

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L’Aw 129 e’ l’elicottero da combattimento dell’AVES, l’Aviazione dell’Esercito Italiano. E’ recentissima la notizia che a Viterbo, presso il Comando dell’AVES, e’ stato firmato tra l’Esercito e la Marina Militare un accordo che riguarda una futura capacità operativa degli AW 129 da bordo di Unità Navali della MMI. La firma del documento prevede la possibilita’ di abilitare istruttori di volo dell’Aviazione di Marina sugli AW 129, consentendo di abilitare gli equipaggi dell’Esercito a bordo di navi. Le firme sono state poste dal Comandante dell’Aviazione dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Enzo Stefanini e dall’Ammiraglio di Divisione Paolo Treu, Comandante del 6° Reparto Aeromobili dello Stato Maggiore Marina e Comandante delle Forze Aeree della Marina Militare. Data la sua capacita’ operativa, si prevede che il Mangusta potra’ avere un ruolo importante nella copertura negli sbarchi. L’A 129 e’ stato il primo elicottero da combattimento europeo. Vola dal 1983 ed e’ entrato in servizio nel 1990. Nella prima versione si è subito dimostrato l’elicottero da combattimento con i piu’ elevati fattori di carico sul mercato (elevata differenza tra accelerazioni positive e negative). Successivamente è stato aggiornato, con un rotore pentapala, una robusta trasmissione, avionica potenziata (è l’unico elicottero con doppio sistema di visione notturna, ad intensificazione di luce e ad infrarossi), e con l’aggiunta del cannone M197 da 20mm a tre canne. Nel 2007 e’ stato ridenominato AW 129. La Turchia lo ha scelto nella versione International, con nuovi motori. Un altro famoso elicottero da combattimento anticarro imbarcato e’ il Cobra, in versione King Cobra o nella ulteriormente avanzata Cobra Venom AH-1Z, quest’ultima con produzione approvata nel febbraio 2011. La differenza col Mangusta è data dal fatto che si tratta di un modello aggiornato di una macchina più datata. Ad esempio si nota la presenza di pattini piuttosto che del robusto carrello dal Mangusta. Le compatte dimensioni rappresentano una caratteristica fondamentale per i velivoli da imbarcare, per questo i Cobra sono preferiti agli Apache nella fornitura ai Marines.



di Antonio Frate





Fajr 5 contro Israele

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Negli ultimi giorni si è inasprito il conflitto arabo israeliano. Sono stati lanciati su Israele, dalla striscia di Gaza, razzi Fajr-5. Il Fajr-5 è un razzo di circa 333 mm di calibro (stimato), con gittata di 75 km e testata di 90 kg di esplosivo. Il Fajr-3, da cui è derivato, aveva una gittata di soli 45 km. L’aumento di tale prestazione è dovuto ad una riprogettazione dell’apparato propulsivo, basato sempre su propellente solido. L’arma è facilmente dispiegabile. Di produzione iraniana, derivata dai Grad e Katijushya sovietici, è stato sviluppato entro il 2005 e entrato in funzione nel gennaio 2006.

A tali armi le milizie di Hamas aggiungono i razzi artigianali Kassam, più piccoli e facilmente trasportabili e occultabili, oltre a mortai per il lancio di proiettili.

La loro efficacia è data dalla scarsa estensione del territorio israeliano.

La controparte israeliana schiera armamenti ben più consistenti ed avanzati che si rivelano molto letali (decine di morti contro poche unità).

Il principale strumento di difesa contro i razzi è il Grande Fratello Iron Dome 2, dotato di un radar che è stato sempre più perfezionato ultimamente, completo di batterie missilistiche da 60 pezzi e sistema di controllo di tiro che finora hanno intercettato la metà dei Fajr-5, o anche più, secondo alcune fonti. La gittata utile è tra i 4 e i 70 K. L’Iron Dome 2 è estremamente costoso: un singolo missile, lanciato, costa 50.000 $, contro gli 800 $ di un Kassan. Per tale motivi economici la copertura su Israele non e’ ancora completa. Bisognerebbe reperire altri fondi.

Agli Iron Dome 2 si aggiungono i droni. Tali sistemi sono usati da Israele fin dal 1973 e sono stati sempre più perfezionati. Possono trasportare e rilasciare ordigni e missili, in territorio ostile, in tutta sicurezza, oltre a inviare in tempo reale immagini alla base. Gli addestratori armati Skyhawk, di origine americana, sono utili per le incursioni sul territorio ostile, insieme agli elicotteri Apache, equipaggiati con missili AGM 114 Hell-Fire o AGM 175 Griffin, utili per colpire i bersagli della guerriglia con precisione. Nelle immagini diffuse si sono visti schierare anche pesanti obici semoventi.

 

 di Antonio Frate

 

 

Scenari alternativi al programma F35

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La stringente crisi economica comporta la richiesta da parte di numerosi gruppi e movimenti politici di una riduzione nelle spese militari. Ultimamente una contrazione dei finanziamenti è stata di fatto effettuata. Ma quello che in molti chiedono è l’uscita del nostro paese dal programa F 35. In effetti il prossimo caccia che andrà in dotazione all’Aeronautica e all’Aviazione di Marina rappresenta la spesa per acquisizioni più grande tra quelle programmate per la Difesa.

Il caccia americano dovrebbe sostituire, nei piani attuali, i Tornado e gli Amx nella versione A (a decollo orizzontale) e gli Harrier II  nella versione B (a spinta vettoriale), in un numero complessivo di 90 pezzi.

Dell’eventuale “piano B”, in sostituzione di  tale programma ne parlano in pochi. Il velívolo piu’ plausibile per sostituire i caccia di terza generazione potrebbe essere, a rigor di logica, l’Eurofighter Typhoon, che per ora riveste il ruolo di intercettore nella nostra Aeronautica e degli altri paesi utilizzatori.

Il Typhoon e’ un caccia le cui capacita’ di attacco al suolo sono in fase di sviluppo ed evoluzione. Si e’ iniziato con le possibilita’ di rilascio di ordigni Paweway II e puntatori laser, poi si dovrebbe passare al Paweway 4 (2013), e Storm Shadow, Taurus e missili Brimstone anticarro (2015) e successivamente antinave (2017) e cosi’ via. Il tutto per il bombardamento, l’attacco contro obiettivi specifici, antiradar, antinave etc., in modo da realizzare un modello appetibile ai mercati. Il velívolo ha anche buone qualita’ stealth, con una RCS di 0,5. Tuttavia il carico e’ ancora agganciato in piloni esterni, non favorendo la riduzione della traccia radar dello stesso.In piu’ si dovrebbe incrementare l’autonomia.

Per quanto riguarda la versione navale, anche in questo caso una versione adatta allo scopo e’ stata pensata principalmente per l’export. L’Eurofighter navale dovrebbe avere la spinta vettoriale per poter operare su portaerei di tipo STOBAR, ossia con decollo corto senza catapulte e atterraggio con l’assistenza di cavi di arresto. Tale versione e’ stata ideata per  la Marina Indiana e i dettagli del progetto sono stati resi noti all’Aero India 2011. I modelli teorici sono apparsi incoraggianti: il Typhoon ha un elevato rapporto peso-spinta che lo avvantaggia nel decollo corto, nonchè  una buona visibilità all’esterno, un basso impatto elettromagnetico sui sistemi di una nave e resistenza alla corrosione elevata.

Nel gennaio 2012 la Difesa indiana si è pronunciata a favore del Rafale, ma l’accordo finale non è stato ancora siglato. Il finanziamento di un Typhhon navale potrebbe avere una qualche speranza di aggiudicamento.

Se guardiamo le posizioni dei 4 partner del Consorzio del caccia europeo, il Regno Unito ha puntato per la sostituzione di tutti i propri bombardieri e dei caccia navali sull’F 35 B che, in qualità di partner di primo livello, utilizzera’un motore inglese. Dato il costo di tale modello si stenta a credere che i programmi futuri inglesi restino questi definitivamente.

La Germania non ha portaerei e prevede di continuare a usare i Tornado come aerei d’attacco al suolo, ma c’è da considerare che tali velivoli hanno costi di gestione piuttosto alti. La Spagna non ha aderito al programma F 35, quindi le sue scelte non sono ancora chiare, ma l’adozione di Eurofighter anche in ruoli diversi dall’intercettazione sembrerebbe per questo paese una soluzione adatta. L’Efa e’ stato per la Spagna un’autentica porta d’ingresso verso la cooperazione tecnologica militare intereuropea, consentendo di ottenere elevata qualità con minimi costi.

 

 

di Antonio Frate

 

Velivoli stealth

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Col termine stealth (in inglese “furtivo”) si indica la capacità, di mezzi militari, di rendersi occulti agli strumenti di ricerca nemici.

In particolare, già dall’ultimo conflitto mondiale, gli scienziati hanno rivolto le proprie attenzioni sullo sviluppo di aerei  invisibili ai radar nemici.

Ma e’ stato negli anni sessanta che un matematico russo, Ufimtsev,  ha pubblicato uno studio in base al quale si stabiliva che la sezione radar di un velívolo (rcs) dipendeva dalla capacita’ riflettente delle superfici e non dalle dimensioni.

Da questo studio prese origine lo sviluppo dei moderni aerei stealth.

Il B1-B, venne sviluppato proprio a partire dalla meta’ degli anni sessanta. Inizialmente il progetto, nato come B1-A, prevedeva la realizzazione di un bombardiere strategico d’alta quota da Mach 2 (bisonico), ma poi a causa dello sviluppo dei Mig 25 e 31 si decise di convertire il programa nel B1-B, velívolo specifico per il volo a bassa quota. Il B1 nasce come velívolo con una traccia radar molto piu’ ristretta del B 52: dalla traccia elevata di quest’ultimo si passò alla traccia di un piccolo aereo da turismo. Il B1 venne definito “a bassa osservabilita’”.

In sostituzione del B 1-B, nell’89 fu presentato il B 2, bombardiere che poi entrera’ in servizio attivo nel 1997, e l’anno successivo verra’ utilizzato in Kosovo. Il B 2 e’ un velívolo strategico pesante, subsónico, con capacita’ stealth ben piu’ elevate del B 1. Quello che lo caratterrizza sono i suoi costi altissimi: si calcola che il programa negli anni Ottanta sia costato 23 miliardi, per una produzione totale di 21 modelli. Sviluppato sotto l’amministrazione Carter, fu Bush S. a interrompere il programma, essendo cessata la guerra fredda. Tra l’altro, il velívolo ha una verniciatura delicata che ne obbliga il ricovero in hangar grandi e con aria condizionata. Ma in cambio, oltre a essere invisibile ai comuni sistema di rilevamento, puo’ rilasciare ordigni Jdam, piu’ precisi dei laser guided, in numero di 16 ad ogni passaggio.

L’F 117 e’ di certo l’aereo stealth piu’ famoso. Compare negli anni Ottanta e viene utilizzato per bombardare l’Iraq. Il NightHawk ha le dimensioni di un F 15, i motori F 404 (utilizzati dagli F 18 ma senza postbruciatori per ridurre la traccia térmica) e molte componenti prese dagli F 16 e dagli altri velivoli americani per ridurre i costi. Le superfici appaiono surreali e con la típica colorazione nero opaca. Il velívolo si presenta come qualcosa di unico.

Difatti ne sono stati prodotti solo poco piu’ di sessanta, inclusi i prototipi riadattati come velivoli di serie, e sono stati appannaggio esclusivo degli Americani. Sono stati dotati di un corpo di piloti limitato, gli unici a conoscerne le tecniche di funzionamento.  Addirittura era vietato ai giornalisti, quando li riprendevano, di avvicinarsi a breve distanza.

Nella prima Guerra del Golfo hanno dato un’ottima prova di se’. Nella guerra contro la Serbia e’ avvenuto il primo abbattimento ufficiale di uno di questi velívoli, anno 1999, ad opera del Colonnello serbo Zoltan Dani, con un SA-3 (S-125 designazione originale).

Si ritiene che egli abbia calibrato i radar con onde insolitamente lunghe. Inoltre egli ha studiato le rotte di passaggio comunemente seguite dai bombardieri NATO e in particolare degli F 117.

Con la fine degli anni ’10 del nuovo millenio  i Nighthawk sono stati definitivamente radiati.

Al loro posto sono entrati in servizio gli F 22. Si tratta dei velivoli nati per sostituire gli F 15, ma che non sono riusciti a soddisfare i requisiti richiesti, per cui la loro produzione si e’ limitata a poco piu’ di un centinaio di unita’, contro I 600 modelli previsti.

Tra il 1994 e il 2004 un altro velívolo stealth e’ stato sviluppato: l’elicottero RAH-66 Comanche.

Si trattava di un modello da combattimento di medie dimensioni, nato per rimpiazzare i Cobra, ma lo sviluppo e’ stato interrotto per le difficolta’ tecniche che si sono create. Tra le altre cose era dotato di un rotore anticoppia careneto, stive interne per ridurre la RCS, un cannone da 20mm alloggiato sul muso in un comparto che ne consentiva la retrattilita’. Le tecnologie studiate sul Comanche sono state trasferite sull’Apache.

Oggi e’ in fase di sviluppo l’F 35, il prossimo caccia medio americano che avra’ il compito di sostituire la quasi totalita’ dei velivoli da combattimento medi americani. Sul suo futuro si sono aperti numerosi dibattiti.

 

 

di Antonio Frate

 

 

 

 

La Polonia si dota dell’Anders

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Il programma di difesa italiano non prevede attualmente alcun aggiornamento per le nostre componenti cingolate a causa dei  tagli alla difesa dovuti alla crisi economica stringente. Tempo fa venne presentato un prototipo del Dardo 2, che presentava vistose corazzature aggiuntive sui fianchi nonché un potente cannone da 30mm. Ma tale progetto per adesso non avrà spazio, limitandosi l’attuale amministrazione a innovare solo le componenti ruotate dell’Esercito.
Lo stesso non può dirsi per altri paesi. Dopo aver analizzato in precedenza sul sito di Embedded,  il programma Scout britannico, possiamo aggiungere che anche la Germania ha iniziato la produzione del proprio sofisticato Puma IFV, un mezzo dall’aspetto superbo e prezzo elevato (7mln di € l’uno).
Il ministero polacco della difesa nazionale (MND) ha in programma di firmare un contratto per avviare la produzione del prototipo di carro armato leggero nazionale Anders come parte del suo piano di aggiornamento delle capacità delle forze del paese. Il generale in pensione Waldemar Skrzypcza, vice ministro della difesa polacco, è stato citato dal giornale locale Rzeczpospolita sostenendo che il contratto sarà in primo luogo aggiudicato alla locale industria della difesa, per poi coinvolgere la collaborazione di imprese straniere di difesa solo durante la fase di progettazione e produzione.
Skrzypcza ha dichiarato che l'esercito intende avviare sul campo le prove dell’Anders entro i prossimi due anni. L’ Anders WPB è una linea di veicoli da combattimento cingolati medi sviluppati dall’ unità di ricerca OBRUM Gliwice, Gruppo Bumar, per sostituire nell'esercito polacco gli attuali obsoleti BMP-1 di epoca filo-sovietica. Il progetto è iniziato nel 2008 e il primo prototipo è stato rivelato nel 2010. Spinto da un power-pack diesel sovralimentato MTU da 720 cv e trasmissione Renk, lo stesso dell’Ulan (l’Ascod austriaco), ha una massa compresa tra le 32 e le  40t. Il veicolo è stato presentato inizialmente nella versione carro medio da 120mm (calibro NATO), in grado di trasportare un equipaggio di tre operatori (il comandante, il mitragliere e il conducente) più quattro fanti aggiuntivi. Fornisce protezione contro colpi da 7,62 mm, che può essere portata a 25 mm con Kit di protezione addizionali. La protezione antimina è di  8kg di esplosivo. Oltre al cannone 120 millimetri CTG Ruag, è presente una mitragliatrice co-assiale da 7,62 millimetri, una mitragliatrice da 12,7 mm, o un lanciagranate automatico da 40 millimetri, così come il sistema di protezione attivo di difesa della Rafael Trophy (israeliano). Il profilo della torretta è particolarmente affusolato e stretto. Le altre varianti dell’Anders  includeranno un IFV, con torre Otomelara Hitfist da 30mm prodotta su licenza in Polonia, la stessa che equipaggia anche gli AMV ruotati, una comando e controllo, una da evacuazione medica, il carro del Genio,  un veicolo semovente antiaereo, e il veicolo recupero blindato. L'esercito ha in programma di acquisire un totale di 1.000 nuovi veicoli in diverse versioni. La Polonia durante la guerra fredda è stata la nazione più potente dell’Est Europa dopo la Russia. Le Forze armate contavano ben 4000 carri armati e 700 velivoli. Con la caduta del Muro ha avuto inizio un programma di riduzione dei componenti e di miglioramento qualitativo, nonché di occidentalizzazione. Singolare negli anni 2005-2007 la scelta di dotarsi di F-16 Block c-d a prezzi elevati (in media 80 mln l’uno) in luogo dei più moderni Rafale francesi.  Il paese prevede in futuro di dotarsi anche di F 35. Ha partecipato alle missioni in Iraq e in Afghanistan saldamente al fianco degli USA.
Le condizioni economiche generali del paese sono positive: non fa parte della zona Euro e registra crescite continue.



di Antonio Frate

 

 

 

La Siria e i suoi armamenti: il pericolo proviene dalle armi chimiche

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Le forze armate siriane sono basate su mezzi ed equipaggiamenti di origine sovietica risalenti al periodo della Guerra Fredda. Ad oggi l’Occidente non fornisce quasi nulla in campo militare a tale paese. La Siria rimane uno stato “canaglia”; tanto da derivarne un sostanziale blocco di ogni fornitura dalle nazioni occidentali: uniche eccezioni sono l’industria Italiana con SELEX Galileo che ha fornito componenti per l’aggiornamento delle comunicazioni per i T-72 siriani e i missili MILAN anticarro (francesi), pressoché uguali agli AT-4 russi. Ecco alcuni settori in fase di aggiornamento:

1) La difesa antiaerea rimane l’ambito principale ove il governo di Damasco concentra le proprie risorse per l’ammodernamento ma i sistemi sono in gran parte obsoleti. Un modello recente sono le 20 o 40 batterie (a seconda delle fonti) di Pantsyr S1, un sistema missilistico contro bersagli a corto e medio raggio dotato di sistema radar moderno capace di ingaggiare bersagli multipli. Ma solo una parte sono operative (tra le 3 e le 10). Si tratta di un sistema combinato (artiglieria + missili) con guida phased-arrey. Le capacità del radar raggiungono mezzi con sezione di 2-3 cm quadrati, raggio di azione di 15.000-20.000 metri e velocità di 1.300 m/s. E’ considerato il successore dell’eccellente Tunguska. Tali prodotti sono facilmente annientabili con alcune versioni dei missili Harm a gittata più lunga. Per ovviare a tali problemi anche la Siria ha richiesto ormai da alcuni anni di poter acquistare il moderno sistema missilistico antiaereo S-300 dalla Russia. Nonostante trattative prolungate, Damasco non l’ha ancora ottenuto; le capacità di tale apparato sono infatti considerate all’avanguardia e dunque oggetto di pressioni diplomatiche da parte dei paesi occidentali e da Israele.

2) Il settore missilistico rappresentato dai missili cruise e da quelli balistici. Per i cruise si denota l’impiego con successo di un ordigno simile al C-802 cinese contro una corvetta israeliana. Per questo la Siria ha recentemente annunciato un contratto di acquisto di missili P-800 Yakhont dalla Russia, con ruolo puramente anti-nave, ma le forze armate di Damasco non possiedono il know-how o i mezzi necessari per farlo operare a distanze considerevoli dalle proprie installazioni costiere. In merito ai razzi e i missili balistici l’arsenale siriano è ben dotato di Scud C/D forniti dalla Corea del Nord nell’ultimo decennio, oltre agli Scud B. Fonti d’intelligence indicano il tentativo di sviluppare o acquisire ordigni più precisi e anche più economici e maneggevoli sul campo di battaglia a causa della necessità di impiegarne in gran numero e ripararli dal fuoco avversario. Tali strumenti possono avere una capacità psicologica notevole, in caso di conflitto con un potenziale avversario quale Israele.

3) Il settore d’attacco aereo. Per quanto riguarda le forze aeree, la Siria è ben lontana dagli standard della IAF. I velivoli più moderni sono Mig-29 e Su-24, in numero limitato e poco efficienti. Inoltre i piloti non sono sufficientemente addestrati. Va considerato comunque che i primi sono ancor oggi mezzi molto manovrabili, se paragonati a velivoli occidentali quali gli F-15 e 16.

4) Il settore terrestre costituito da veicoli da fanteria e cavalleria. In particolare le unità corazzate sono ancora basate su veicoli (BMP-1, BRDM-2, T-54/55, T-62 e T-72) considerati antiquati già da lungo tempo. Veicoli simili iracheni sono stati distrutti in gran numero dagli Alleati nella prima guerra del Golfo senza problemi. Solo una parte di T-72 sono in corso d’aggiornamento (120-150 su 1600) e appaiono ancora inferiori ai Merkava MkIV israeliani. L’unico ambito di rilievo sono le armi anticarro: Damasco si è infatti recentemente dotata di numerosi sistemi moderni come il missile AT-14 Kornet, di fornitura russa. Tali missili (presentati in Russia nel ’94, hanno guida SACLOS (automatica, con puntamento laser e filoguida), tiro diretto a traiettoria tesa (considerato utile in quanto il puntatore vede direttamente in bersaglio, con raggio di 5,5 Km e capacità di penetrare 1100-1200 mm di acciaio protetto da corazza reattiva, grazie ad una doppia carica cava in tandem sulla testata. E’ il sostituti degli AT-4 e AT-5.

Ma il principale strumento militare siriano potrebbero essere le armi chimiche in possesso del regime di Bashar-al Assad. Secondi il Wall Street Journal numerose anonimi funzionari statunitensi sostengono che il regime starebbe spostando dai siti di stoccaggio yprite e gas nervini tipo sarin, VX, fosgene e tabun.

 

di Antonio Frate

 

 

Programma FRES, vince lo Scout (1a parte)

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L'esercito britannico negli ultimi anni ha sviluppato un programma chiamato Future Rapid Effect System (FRES). Serve per lo sviluppo di una flotta di veicoli che possono essere rapidamente dispiegati, networkcentrici, in grado di operare in ogni scenario operativo, e protetto dalle minacce attuali.

Il primo di questi veicoli ad avere un futuro garantito è stato il Vehicle Specialist, che include un ruolo di ricognizione e altri come il recupero. Il programma FRES è stato generato con il ritiro del Regno Unito dal programma tedesco-olandese-inglese per l’APC ruotato Boxer MRA. Nel marzo 2010 il MOD (Ministero della Difesa britannico) seleziona la piattaforma ASCOD General Dynamics come vincitrice del contratto per l’integrazione dei componenti per una famiglia di veicoli che sostituiranno i veicoli della famiglia CVR(T), versione Scimitar. E’ stata scartata la versione dello svedese CV-90 offerta da BAE Systems. Nel luglio 2010, il Ministero della Difesa britannico (MoD), ha assegnato £ 500m ($ 780m) nel contratto per sviluppare sette prototipi della famiglia SV ASCOD. FRES intende rinnovare gradualmente nei prossimi 30 anni la flotta di mezzi corazzati del British Army. Il programma, che ha superato una fase di ristrutturazione al fine di contenere i costi, ha visto la sospensione dell’acquisizione del Piranha 5 quale Utility Vehicle per concentrare le energie e le risorse sui mezzi Scout SV.

ASCOD è una famiglia di veicoli, utilizzati principalmente come un veicolo da combattimento di fanteria, sviluppati sia dalla società spagnola Santa Bárbara Sistemas e dalla ditta austriaca Steyr-Daimler-Puch. I veicoli sono in servizio negli eserciti di entrambe le nazioni. Entrambe le aziende sono state acquistate dalla società statunitense General Dynamics a partire dal 2003. General Dynamics United kingdom, sta sviluppando e modificando la piattaforma ASCOD per soddisfare l'esercito britannico. L’80% della fabbricazione dei veicoli sarà completata nel Regno Unito, con il 70% delle imprese dell’indotto con sede nel Regno Unito.

La SV Scout sarà la variante principale della famiglia. Se il veicolo è prodotto e disegnato da GD Regno Unito, l'appalto per la progettazione della torretta e dei sistemi è stato aggiudicato dalla Lockheed MartinUK.

Lockheed Martin UK è responsabile per il sistema chiave di controllo del tiro. Lockheed Martin UK sta lavorando a stretto contatto con i fornitori, tra cui Defence Group per il supporto della torretta; Land Systems Rheinmetall per la struttura della torretta, la struttura di montaggio e integrazione del cannone CT40 Cased telescopic 40 mm, che sarà affiancato da una mitragliatrice 7.62mm co-assiale e lanciagranate azionati elettricamente; Ultra Electronics per la gestione della potenza, Curtiss Wright per le unità torretta e il controllo della stabilizzazione; Meggitt per il sistema di gestione munizioni e Moog per l'anello di scorrimento. Oltre il 75 per cento di questo lavoro sarà fatto nel Regno Unito.

La torretta Scout SV è stata progettata per massimizzare lo spazio e protezione per l'interno equipaggio. Il diametro è più grande (1.7m) rispetto ai veicoli più vecchi, come il Warrior, e tale design aumenta lo spazio per l’immissione delle munizioni principali sotto la corazza fuori del compartimento dell'equipaggio della torretta. Questo dà all'equipaggio uno spazio notevolmente maggiore per lavorare, e offre non solo una maggiore comodità, ma significativo spazio per nuovi sistemi installabili senza compromettere la progettazione del veicolo attraverso la sua durata.

ISTAR sta per intelligence, sorveglianza, acquisizione del bersaglio, e ricognizione. Lo Scout è dotato di apparecchiature di sensore allo stato dell’arte, e offre funzionalità di ricerca automatica, individuazione e la localizzazione. Il raggio di stand-off a cui gli obiettivi possono essere identificati e studiati da terra è più che raddoppiato. La SV Scout ha un Gigabit Ethernet di 20 Gb / sec. Esso consente l'acquisizione, l'archiviazione, la manipolazione, l'analisi di circa 6 TB di dati per l'equipaggio, tra cui una vasta gamma di immagini fisse e in movimento, e di condividerle in tempo reale, o molto vicino al reale, attraverso il suo sistema digitale di comunicazione BOWMAN, così come sul Challenger 2 MBT. L'architettura elettronica e l'integrazione di Bowman Comunicazioni Tattiche e altri sistemi C4 a bordo consentono la trasmissione dei dati per proteggere i sistemi di altre forze alleate, come l'esercito americano. Il veicolo dispone di un generatore silenzioso di alimentazione ausiliaria per alimentare gli impianti elettrici, consentendo allo Scout di operare per tempi molto lunghi in posizione nascosta.

 

di Antonio Frate

 

 

Gli F16 vanno in pensione

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Dopo nove anni di servizio e oltre 48mila ore di volo gli F-16 in dotazione alla nostra aeronautica militare vanno in pensione e ritornano agli Stati Uniti.

Il 23 maggio si è svolta a Trapani Birgi, presso il 37° Stormo dell’AMI la cerimonia per il termine del programma "Peace Caesar" con il quale sono stati affidati in leasing dal governo statunitense all’Aeronautica Militare i caccia F-16 che hanno permesso dal 2003 la difesa dello spazio aereo italiano.

L’evento è stato presieduto dal Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Generale di Squadra Aerea Giuseppe Bernardis, con la partecipazione del Comandante della Squadra Aerea, Generale di Squadra Aerea Tiziano Tosi, ed Autorità civili, militari e rappresentanti del Governo americano.

Il nome Caesar, oltre al riferimento storico alla potenza militare romana, è un acronimo inglese: Coalition AErial Surveillance And Recon. La ragione del nome PEACE CAESAR sta, per la prima parte del nome, cioè Peace, nella classificazione americana relativa agli F-16 venduti. La seconda parte del nome, Caesar, identifica il paese acquirente, nel caso specifico l´Italia.

Il leasing al Ministero della Difesa italiano è stato del tipo Foreign Military Sale, cioè negoziato tra l'agenzia del Dipartimento della Difesa statunitense e la controparte italiana. Si è trattato non di un leasing finanziario, in cui il proprietario del bene è una società finanziaria, ma di un leasing operativo, in cui il proprietario è l'azienda costruttrice autorizzata e/o il Dipartimento della Difesa.

Il costo del leasing nel 2001 era di circa 777 milioni di dollari statunitensi (nel 2001 equivalente a circa 850 mil €). La cifra pagata dall'Italia è stata approssimativamente divisa al 50% tra Dipartimento della Difesa statunitense e la Lockheed Martin, oltre al costo iniziale di riadattamento dei motori Pratt & Whitney. Il costo totale preventivato era di € 816 milioni per l'acquisto di 45.000 ore di volo, escluso piloti e armamenti, ma l'andamento del cambio dollaro/euro ha reso il Peace Caesar più favorevole per l’ Italia. Al costo complessivo del programma si devono aggiungere circa €33 milioni pagati nel 2004 dal Ministero della Difesa al Regno Unito per il recesso anticipato del leasing dei 24 Panavia Tornado ADV, restituiti con l'entrata in servizio degli F-16. Le ulteriori 2000 ore di volo equivalgono a circa € 40 milioni .

Alcuni incidenti sono avvenuti durante il servizio di protezione dello spazio aereo italiano. Uno dei primi F-16 che doveva partecipare all'inaugurazione del programma Peace Caesar non ha raggiunto l’Italia e ha dovuto effettuare un atterraggio di emergenza a North Bay in Canada, interrompendo così la traversata dell'Atlantico con scalo nelle Azzorre, a causa di problemi al motore. Tra il 2003 e il 2010 sei incidenti hanno comportato la perdita di 7 F-16 ADF operativi in Italia.

1)Il primo incidente è dell'11 giugno del 2004, riportato dalla Corte dei Conti.

2)Il primo riportato dalla stampa avviene il 26 gennaio 2004. L'F-16 cade a 9 miglia da Trapani; era entrato in servizio nel 1986.

3)Il 22 maggio 2006 si scontrano due F-16; i piloti si lanciano a 5 miglia da Capo Ferrato, Sardegna. Gli aerei erano entrati in servizio nel 1984.

4)Il 5 novembre 2007, in fase di decollo a Trapani, la turbina dell'F-16 viene danneggiata da un volatile. L'aereo era entrato in servizio nel 1983.

5)L'11 febbraio 2008 un F-16 precipita vicino alle isole Egadi. Il pilota rimane ferito.

6)L'ultimo incidente in ordine cronologico ha luogo l'11 febbraio 2010: un F-16 precipita a cinque miglia da Cervia. Il pilota viene recuperato a 3 miglia da Cervia.

La mancanza di acquisto di un successore dell’F-104 ha reso quindi problematica per l’AMI la realizzazione di un sistema di difesa dello spazio aereo. Oggi, con la fine del programma Caesar, tale compito sarà affidato ad un’unica linea di Eurofighter.

 

di Antonio Frate

 

 

Centauro in Russia

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Si stanno testando in Russia i Centauro italiani, per una possibile produzione in serie, su licenza, degli stessi. Tale notizia è stata data da un rappresentante della Otomelara il 12 maggio scorso.

Le prime due macchine con cannoni da 105 mm e 125 mm sono in fase di prova in una regione di Mosca. Due ulteriori Centauro con cannoni da 120 mm e 30 mm si uniranno alle prove nelle prossime sei settimane. I veicoli parteciperanno a prove in laboratorio, di guida e di tiro.

Quando le prove saranno state completate alla fine di quest'anno, la Russia prenderà in considerazione la creazione di una joint venture per la produzione del blindato con la collaborazione del complesso militare-industriale russo.

Il produttore di camion russo Kamaz di Naberezhny Chelny potrebbe essere coinvolto in questa operazione, secondo una fonte in possesso del venditore di armi russe Rosoboronexport.

Oto-Melara, che fa parte del gruppo italiano Finnmeccanica, è anche nella joint venture con Iveco CIO per la costruzione di veicoli militari. Otomelara si occupa della produzione della torre con i cannoni, Iveco della componente meccanica.

L’Esercito Italiano ha ricevuto 400 Centauro tra il 1992 e il 1995, prodotti in tre serie: 100 della prima, 150 della seconda serie con scafo allungato di 22 cm e 150 della terza, con il gruppo batterie collocato in posizione posteriore. Di questi cento sono stati dismessi. Altri 50 sono stati proposti alla Giordania. 80 mezzi da 105 mm sono stati acquistati dalla Spagna fino al 2006, e nel 2008, 6 mezzi nella nuova e più potente versione da 120/45 mm e con motore Iveco da 650 cv dalla Guardia Reale dell’Oman. Tale versione potrebbe aver sancito la fine degli scetticismi sulla possibilità di ribaltamento del veicolo in fase di fuoco in movimento con inclinazioni sfavorevoli. 200 Centauro 2-120 mm dovrebbero essere prodotti per l’Esercito Italiano nei prossimi anni. Il veicolo prima serie ha un peso di 24 tonnellate, un equipaggio di quattro uomini a cui si possono aggiungere altri 4 esploratori, la velocità massima di 100 km / h (più di 60 mph) e l’autonomia di 800 km (500 miglia). Il pezzo principale è un 105/52 mm NATO, più due mitragliatrici da 7,62 mm.

La versione da 30 mm per la Russia dovrebbe essere il Freccia, veicolo da trasporto fanteria derivato dalla famiglia Centauro. Già in produzione per l’Esercito Italiano, con 49 mezzi già consegnati, è in fase di sperimentazione nella versione digitalizzata Soldato Futuro. Rispetto al Centauro base, dispone di protezione migliorata, specie antimina, e di scafo a V, motore da 550 cv, un peso di 29 tonnellate nonostante il cannone più leggero.

La Russia dispone di una linea di veicoli blindati a ruote che della famiglia 8 × 8 BTR-60, l'ultimo dei quali è la piattaforma BTR-90, concepito come un veicolo corazzato nella metà degli anni 1990. Il BTR-70/80 è uno dei più ampiamente prodotti veicoli APC con ruote, con oltre 5.000 consegne in più di 30 forze armate in tutto il mondo. Il BTR-90 offre un miglior rapporto peso / potenza rispetto al Centauro, ma è meno adattabile per torrette pesanti, una qualità che il mezzo italiano ha dimostrato per molti anni. La rapida integrazione del cannone 125 millimetri russo ha sottolineato questa possibilità e apre opportunità al mercato di esportazioni aggiuntive per il veicolo italiano. Probabilmente, se il progetto italiano di cacciacarri sarà selezionato dai russi, sarà distribuito con ulteriori varianti della stessa piattaforma (trasporto fanteria, posto-comando, portamortaio, ambulanza e veicoli blindati di recupero) per massimizzare la produzione di veicoli comuni.

Molti funzionari all'interno dei circoli militari russi del settore si oppongono l'apertura russa ai prodotti occidentali, riflettono sull'acquisizione delle navi francesi, dei veicoli corazzati italiani e aerei senza pilota israeliani. Yury Borisov, primo vice capo della commissione militare-industriale, su Novosti, ha riferito che la Russia potrebbe acquistare i modelli d'arma stranieri solo su una tantum per studiare la tecnologia di produzione e quindi impostare la propria produzione. Tuttavia, è improbabile che i produttori occidentali avrebbero accettato tale atteggiamento.

Igor Korotchenko, capo-editore della Rivista di Difesa Nazionale, nutre dei dubbi circa le prospettive dei blindati italiani in Russia.

"A giudicare la veridicità delle dichiarazioni da parte di funzionari russi che hanno fatto di recente, il paese dovrà prestare attenzione prioritariamente ai prodotti russi. Il presidente Vladimir Putin ha recentemente visitato Uralvagonzavod e ha sostenuto l’industria nazionale di carri armati. Secondo lui, la Russia nutre grandi speranze sull’Esercito. Un carro di nuova generazione russo farà il suo debutto nel 2015, e la produzione in serie è prevista per il 2017". Inoltre ha aggiunto che: "Tra i produttori occidentali, ci sono molti di loro che desiderano entrare nel mercato russo. Tuttavia, credo che, fintanto che Putin mantiene la presidenza, la Russia sarà per l'acquisto di prodotti nazionali militari".

Non ci sono ancora informazioni precise sul fatto che la Russia può passare ai blindati italiani. Tuttavia, questo è già accaduto per i Lince LMVs (Light Multirole Vehicle) che sono stati costruiti sulla base dell’ italiano Lince M65. La Russia ha firmato un accordo con l'Italia nel mese di dicembre per il semi- assemblaggio di 60 blindati leggeri multiruolo (LMV) di Iveco, e come riportato dal vice ministro della Difesa Alexander Sukhorukov in gennaio, entreranno in servizio nell’Esercito Russo nel corso del 2012.

 

di Antonio Frate

 

 

Iveco Trakker

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Iveco Defence Vehicles ha completato la consegna del suo più grande ordine mai ottenuto nel Regno Unito. 206 Trakker 6x6 e 8x8 per sostenere i Royal Engineers nelle operazioni.

Richiesti in sostituzione della flotta esistente, i nuovi veicoli sono stati forniti attraverso due vie di approvvigionamento separati. Il primo di questi, per 182 veicoli 6x6, attraverso il contratto di C Vehicle PFI, gestito dalla società ALC come primo contraente. I veicoli sono stati forniti in cinque varianti, con tre - il Dumper medio, il Dumper auto caricante e con caricatore automontato - gestito da Iveco e le altre due varianti - una perforatrice e un sistema ripara-buchi - oggetto dell'appalto sotto il diretto controllo ALC.

Il secondo appalto è il risultato del successo di questa flotta di 6x6 in servizio; ha avuto ad oggetto la fornitura di una flotta di camion ribaltabili protetti autocaricanti. Dato che Iveco aveva già sviluppato una cabina in acciaio balistico per la famiglia Trakker, l’8x8 è stata una scelta naturale per questo ruolo impegnativo. L'appalto è stato un acquisto diretto da parte del Ministero della Difesa britannico, con Iveco che ha gestito l'attività completa di integrazione, effettuata con l’ausilio di cinque diversi subappaltatori - GD (UK), Terex Atlas, Thompson Engineering, BI Ingegneria e KraussMaffei Wegmann.

Una flotta totale di 24 Dumper autocaricanti (Protetti) sono ora in servizio, la maggior parte in uso in operazioni, dove sono stati ricevuti egregiamente. La protezione fornita dalla cabina in acciaio, la barra blindata e altre contromisure sono state particolarmente benvenute.

Si completa così una serie di successi nel campo dei veicoli logistici da Iveco negli ultimi anni, tra cui vittorie importanti per contratti in Francia, Svizzera, Germania e Spagna. La società ha attualmente offerto una fornitura di Trakker alle forze armate norvegesi e svedesi per riequipaggiare le proprie flotte di veicoli logistici.

Il telaio Trakker è stata anche la prima piattaforma di scelta per una serie di programmi, compresi, più recentemente, la fornitura di sistemi di guide montati su camion FAUN alla Turchia.

Trakker è stato originariamente progettato per le applicazioni commerciali pesanti, come il lavoro di cava, ma la sua affidabilità, flessibilità e durata nel tempo lo ha reso particolarmente adatto per le applicazioni di difesa. E’ stato integrato dalla gamma Iveco Defence Vehicles Mobility Range di veicoli speciali militari 4x4, 6x6 e 8x8.

Questi programmi dimostrano come la strategia di Iveco, di formare partenariati industriali, abbia permesso lo sviluppo e la fornitura di veicoli per supportare le operazioni militari con soluzioni altamente affidabili e su misura ad un prezzo competitivo e in tempo ristretti.

 

di Antonio Frate

 

 

 

La classifica dei produttori di armi

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Secondo il rapporto annuale del Sipri, l’Istituto internazionale di ricerca sulla pace di Stoccolma, per quello che riguarda il 2010, l’Italia si piazza all’ottavo posto nel mondo fra i produttori di armi. Questo per merito di Finmeccanica che, nell’ultimo anno, ha registrato vendite per 24.76 miliardi di dollari e un profitto di 0,74 miliardi. Tutto dalla vendita di aerei, artiglieria più o meno pesante, missili, veicoli militari, munizioni. Al primo posto di questa classifica, troviamo l’americana Lockeed Martin, con 35.7 miliardi di profitti, seguita dall’inglese Bae Systems (32.9 miliardi), dalle americane Boeing, Northrop Grumman, General Dynamics e Rayton. Settima piazza per la Eads (Europa), poi Finmeccanica, e altre due americane: la L-3 Communications e la United Technologies. Andando ancora indietro nella classifica, troviamo Fincantieri al settantatreesimo posto, con 940 milioni di introiti per le forniture alle navi da guerra.