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Tecnologie di guerra

La Siria e i suoi armamenti: il pericolo proviene dalle armi chimiche

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Le forze armate siriane sono basate su mezzi ed equipaggiamenti di origine sovietica risalenti al periodo della Guerra Fredda. Ad oggi l’Occidente non fornisce quasi nulla in campo militare a tale paese. La Siria rimane uno stato “canaglia”; tanto da derivarne un sostanziale blocco di ogni fornitura dalle nazioni occidentali: uniche eccezioni sono l’industria Italiana con SELEX Galileo che ha fornito componenti per l’aggiornamento delle comunicazioni per i T-72 siriani e i missili MILAN anticarro (francesi), pressoché uguali agli AT-4 russi. Ecco alcuni settori in fase di aggiornamento:

1) La difesa antiaerea rimane l’ambito principale ove il governo di Damasco concentra le proprie risorse per l’ammodernamento ma i sistemi sono in gran parte obsoleti. Un modello recente sono le 20 o 40 batterie (a seconda delle fonti) di Pantsyr S1, un sistema missilistico contro bersagli a corto e medio raggio dotato di sistema radar moderno capace di ingaggiare bersagli multipli. Ma solo una parte sono operative (tra le 3 e le 10). Si tratta di un sistema combinato (artiglieria + missili) con guida phased-arrey. Le capacità del radar raggiungono mezzi con sezione di 2-3 cm quadrati, raggio di azione di 15.000-20.000 metri e velocità di 1.300 m/s. E’ considerato il successore dell’eccellente Tunguska. Tali prodotti sono facilmente annientabili con alcune versioni dei missili Harm a gittata più lunga. Per ovviare a tali problemi anche la Siria ha richiesto ormai da alcuni anni di poter acquistare il moderno sistema missilistico antiaereo S-300 dalla Russia. Nonostante trattative prolungate, Damasco non l’ha ancora ottenuto; le capacità di tale apparato sono infatti considerate all’avanguardia e dunque oggetto di pressioni diplomatiche da parte dei paesi occidentali e da Israele.

2) Il settore missilistico rappresentato dai missili cruise e da quelli balistici. Per i cruise si denota l’impiego con successo di un ordigno simile al C-802 cinese contro una corvetta israeliana. Per questo la Siria ha recentemente annunciato un contratto di acquisto di missili P-800 Yakhont dalla Russia, con ruolo puramente anti-nave, ma le forze armate di Damasco non possiedono il know-how o i mezzi necessari per farlo operare a distanze considerevoli dalle proprie installazioni costiere. In merito ai razzi e i missili balistici l’arsenale siriano è ben dotato di Scud C/D forniti dalla Corea del Nord nell’ultimo decennio, oltre agli Scud B. Fonti d’intelligence indicano il tentativo di sviluppare o acquisire ordigni più precisi e anche più economici e maneggevoli sul campo di battaglia a causa della necessità di impiegarne in gran numero e ripararli dal fuoco avversario. Tali strumenti possono avere una capacità psicologica notevole, in caso di conflitto con un potenziale avversario quale Israele.

3) Il settore d’attacco aereo. Per quanto riguarda le forze aeree, la Siria è ben lontana dagli standard della IAF. I velivoli più moderni sono Mig-29 e Su-24, in numero limitato e poco efficienti. Inoltre i piloti non sono sufficientemente addestrati. Va considerato comunque che i primi sono ancor oggi mezzi molto manovrabili, se paragonati a velivoli occidentali quali gli F-15 e 16.

4) Il settore terrestre costituito da veicoli da fanteria e cavalleria. In particolare le unità corazzate sono ancora basate su veicoli (BMP-1, BRDM-2, T-54/55, T-62 e T-72) considerati antiquati già da lungo tempo. Veicoli simili iracheni sono stati distrutti in gran numero dagli Alleati nella prima guerra del Golfo senza problemi. Solo una parte di T-72 sono in corso d’aggiornamento (120-150 su 1600) e appaiono ancora inferiori ai Merkava MkIV israeliani. L’unico ambito di rilievo sono le armi anticarro: Damasco si è infatti recentemente dotata di numerosi sistemi moderni come il missile AT-14 Kornet, di fornitura russa. Tali missili (presentati in Russia nel ’94, hanno guida SACLOS (automatica, con puntamento laser e filoguida), tiro diretto a traiettoria tesa (considerato utile in quanto il puntatore vede direttamente in bersaglio, con raggio di 5,5 Km e capacità di penetrare 1100-1200 mm di acciaio protetto da corazza reattiva, grazie ad una doppia carica cava in tandem sulla testata. E’ il sostituti degli AT-4 e AT-5.

Ma il principale strumento militare siriano potrebbero essere le armi chimiche in possesso del regime di Bashar-al Assad. Secondi il Wall Street Journal numerose anonimi funzionari statunitensi sostengono che il regime starebbe spostando dai siti di stoccaggio yprite e gas nervini tipo sarin, VX, fosgene e tabun.

 

di Antonio Frate

 

 

Programma FRES, vince lo Scout (1a parte)

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L'esercito britannico negli ultimi anni ha sviluppato un programma chiamato Future Rapid Effect System (FRES). Serve per lo sviluppo di una flotta di veicoli che possono essere rapidamente dispiegati, networkcentrici, in grado di operare in ogni scenario operativo, e protetto dalle minacce attuali.

Il primo di questi veicoli ad avere un futuro garantito è stato il Vehicle Specialist, che include un ruolo di ricognizione e altri come il recupero. Il programma FRES è stato generato con il ritiro del Regno Unito dal programma tedesco-olandese-inglese per l’APC ruotato Boxer MRA. Nel marzo 2010 il MOD (Ministero della Difesa britannico) seleziona la piattaforma ASCOD General Dynamics come vincitrice del contratto per l’integrazione dei componenti per una famiglia di veicoli che sostituiranno i veicoli della famiglia CVR(T), versione Scimitar. E’ stata scartata la versione dello svedese CV-90 offerta da BAE Systems. Nel luglio 2010, il Ministero della Difesa britannico (MoD), ha assegnato £ 500m ($ 780m) nel contratto per sviluppare sette prototipi della famiglia SV ASCOD. FRES intende rinnovare gradualmente nei prossimi 30 anni la flotta di mezzi corazzati del British Army. Il programma, che ha superato una fase di ristrutturazione al fine di contenere i costi, ha visto la sospensione dell’acquisizione del Piranha 5 quale Utility Vehicle per concentrare le energie e le risorse sui mezzi Scout SV.

ASCOD è una famiglia di veicoli, utilizzati principalmente come un veicolo da combattimento di fanteria, sviluppati sia dalla società spagnola Santa Bárbara Sistemas e dalla ditta austriaca Steyr-Daimler-Puch. I veicoli sono in servizio negli eserciti di entrambe le nazioni. Entrambe le aziende sono state acquistate dalla società statunitense General Dynamics a partire dal 2003. General Dynamics United kingdom, sta sviluppando e modificando la piattaforma ASCOD per soddisfare l'esercito britannico. L’80% della fabbricazione dei veicoli sarà completata nel Regno Unito, con il 70% delle imprese dell’indotto con sede nel Regno Unito.

La SV Scout sarà la variante principale della famiglia. Se il veicolo è prodotto e disegnato da GD Regno Unito, l'appalto per la progettazione della torretta e dei sistemi è stato aggiudicato dalla Lockheed MartinUK.

Lockheed Martin UK è responsabile per il sistema chiave di controllo del tiro. Lockheed Martin UK sta lavorando a stretto contatto con i fornitori, tra cui Defence Group per il supporto della torretta; Land Systems Rheinmetall per la struttura della torretta, la struttura di montaggio e integrazione del cannone CT40 Cased telescopic 40 mm, che sarà affiancato da una mitragliatrice 7.62mm co-assiale e lanciagranate azionati elettricamente; Ultra Electronics per la gestione della potenza, Curtiss Wright per le unità torretta e il controllo della stabilizzazione; Meggitt per il sistema di gestione munizioni e Moog per l'anello di scorrimento. Oltre il 75 per cento di questo lavoro sarà fatto nel Regno Unito.

La torretta Scout SV è stata progettata per massimizzare lo spazio e protezione per l'interno equipaggio. Il diametro è più grande (1.7m) rispetto ai veicoli più vecchi, come il Warrior, e tale design aumenta lo spazio per l’immissione delle munizioni principali sotto la corazza fuori del compartimento dell'equipaggio della torretta. Questo dà all'equipaggio uno spazio notevolmente maggiore per lavorare, e offre non solo una maggiore comodità, ma significativo spazio per nuovi sistemi installabili senza compromettere la progettazione del veicolo attraverso la sua durata.

ISTAR sta per intelligence, sorveglianza, acquisizione del bersaglio, e ricognizione. Lo Scout è dotato di apparecchiature di sensore allo stato dell’arte, e offre funzionalità di ricerca automatica, individuazione e la localizzazione. Il raggio di stand-off a cui gli obiettivi possono essere identificati e studiati da terra è più che raddoppiato. La SV Scout ha un Gigabit Ethernet di 20 Gb / sec. Esso consente l'acquisizione, l'archiviazione, la manipolazione, l'analisi di circa 6 TB di dati per l'equipaggio, tra cui una vasta gamma di immagini fisse e in movimento, e di condividerle in tempo reale, o molto vicino al reale, attraverso il suo sistema digitale di comunicazione BOWMAN, così come sul Challenger 2 MBT. L'architettura elettronica e l'integrazione di Bowman Comunicazioni Tattiche e altri sistemi C4 a bordo consentono la trasmissione dei dati per proteggere i sistemi di altre forze alleate, come l'esercito americano. Il veicolo dispone di un generatore silenzioso di alimentazione ausiliaria per alimentare gli impianti elettrici, consentendo allo Scout di operare per tempi molto lunghi in posizione nascosta.

 

di Antonio Frate

 

 

Gli F16 vanno in pensione

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Dopo nove anni di servizio e oltre 48mila ore di volo gli F-16 in dotazione alla nostra aeronautica militare vanno in pensione e ritornano agli Stati Uniti.

Il 23 maggio si è svolta a Trapani Birgi, presso il 37° Stormo dell’AMI la cerimonia per il termine del programma "Peace Caesar" con il quale sono stati affidati in leasing dal governo statunitense all’Aeronautica Militare i caccia F-16 che hanno permesso dal 2003 la difesa dello spazio aereo italiano.

L’evento è stato presieduto dal Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Generale di Squadra Aerea Giuseppe Bernardis, con la partecipazione del Comandante della Squadra Aerea, Generale di Squadra Aerea Tiziano Tosi, ed Autorità civili, militari e rappresentanti del Governo americano.

Il nome Caesar, oltre al riferimento storico alla potenza militare romana, è un acronimo inglese: Coalition AErial Surveillance And Recon. La ragione del nome PEACE CAESAR sta, per la prima parte del nome, cioè Peace, nella classificazione americana relativa agli F-16 venduti. La seconda parte del nome, Caesar, identifica il paese acquirente, nel caso specifico l´Italia.

Il leasing al Ministero della Difesa italiano è stato del tipo Foreign Military Sale, cioè negoziato tra l'agenzia del Dipartimento della Difesa statunitense e la controparte italiana. Si è trattato non di un leasing finanziario, in cui il proprietario del bene è una società finanziaria, ma di un leasing operativo, in cui il proprietario è l'azienda costruttrice autorizzata e/o il Dipartimento della Difesa.

Il costo del leasing nel 2001 era di circa 777 milioni di dollari statunitensi (nel 2001 equivalente a circa 850 mil €). La cifra pagata dall'Italia è stata approssimativamente divisa al 50% tra Dipartimento della Difesa statunitense e la Lockheed Martin, oltre al costo iniziale di riadattamento dei motori Pratt & Whitney. Il costo totale preventivato era di € 816 milioni per l'acquisto di 45.000 ore di volo, escluso piloti e armamenti, ma l'andamento del cambio dollaro/euro ha reso il Peace Caesar più favorevole per l’ Italia. Al costo complessivo del programma si devono aggiungere circa €33 milioni pagati nel 2004 dal Ministero della Difesa al Regno Unito per il recesso anticipato del leasing dei 24 Panavia Tornado ADV, restituiti con l'entrata in servizio degli F-16. Le ulteriori 2000 ore di volo equivalgono a circa € 40 milioni .

Alcuni incidenti sono avvenuti durante il servizio di protezione dello spazio aereo italiano. Uno dei primi F-16 che doveva partecipare all'inaugurazione del programma Peace Caesar non ha raggiunto l’Italia e ha dovuto effettuare un atterraggio di emergenza a North Bay in Canada, interrompendo così la traversata dell'Atlantico con scalo nelle Azzorre, a causa di problemi al motore. Tra il 2003 e il 2010 sei incidenti hanno comportato la perdita di 7 F-16 ADF operativi in Italia.

1)Il primo incidente è dell'11 giugno del 2004, riportato dalla Corte dei Conti.

2)Il primo riportato dalla stampa avviene il 26 gennaio 2004. L'F-16 cade a 9 miglia da Trapani; era entrato in servizio nel 1986.

3)Il 22 maggio 2006 si scontrano due F-16; i piloti si lanciano a 5 miglia da Capo Ferrato, Sardegna. Gli aerei erano entrati in servizio nel 1984.

4)Il 5 novembre 2007, in fase di decollo a Trapani, la turbina dell'F-16 viene danneggiata da un volatile. L'aereo era entrato in servizio nel 1983.

5)L'11 febbraio 2008 un F-16 precipita vicino alle isole Egadi. Il pilota rimane ferito.

6)L'ultimo incidente in ordine cronologico ha luogo l'11 febbraio 2010: un F-16 precipita a cinque miglia da Cervia. Il pilota viene recuperato a 3 miglia da Cervia.

La mancanza di acquisto di un successore dell’F-104 ha reso quindi problematica per l’AMI la realizzazione di un sistema di difesa dello spazio aereo. Oggi, con la fine del programma Caesar, tale compito sarà affidato ad un’unica linea di Eurofighter.

 

di Antonio Frate

 

 

Centauro in Russia

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Si stanno testando in Russia i Centauro italiani, per una possibile produzione in serie, su licenza, degli stessi. Tale notizia è stata data da un rappresentante della Otomelara il 12 maggio scorso.

Le prime due macchine con cannoni da 105 mm e 125 mm sono in fase di prova in una regione di Mosca. Due ulteriori Centauro con cannoni da 120 mm e 30 mm si uniranno alle prove nelle prossime sei settimane. I veicoli parteciperanno a prove in laboratorio, di guida e di tiro.

Quando le prove saranno state completate alla fine di quest'anno, la Russia prenderà in considerazione la creazione di una joint venture per la produzione del blindato con la collaborazione del complesso militare-industriale russo.

Il produttore di camion russo Kamaz di Naberezhny Chelny potrebbe essere coinvolto in questa operazione, secondo una fonte in possesso del venditore di armi russe Rosoboronexport.

Oto-Melara, che fa parte del gruppo italiano Finnmeccanica, è anche nella joint venture con Iveco CIO per la costruzione di veicoli militari. Otomelara si occupa della produzione della torre con i cannoni, Iveco della componente meccanica.

L’Esercito Italiano ha ricevuto 400 Centauro tra il 1992 e il 1995, prodotti in tre serie: 100 della prima, 150 della seconda serie con scafo allungato di 22 cm e 150 della terza, con il gruppo batterie collocato in posizione posteriore. Di questi cento sono stati dismessi. Altri 50 sono stati proposti alla Giordania. 80 mezzi da 105 mm sono stati acquistati dalla Spagna fino al 2006, e nel 2008, 6 mezzi nella nuova e più potente versione da 120/45 mm e con motore Iveco da 650 cv dalla Guardia Reale dell’Oman. Tale versione potrebbe aver sancito la fine degli scetticismi sulla possibilità di ribaltamento del veicolo in fase di fuoco in movimento con inclinazioni sfavorevoli. 200 Centauro 2-120 mm dovrebbero essere prodotti per l’Esercito Italiano nei prossimi anni. Il veicolo prima serie ha un peso di 24 tonnellate, un equipaggio di quattro uomini a cui si possono aggiungere altri 4 esploratori, la velocità massima di 100 km / h (più di 60 mph) e l’autonomia di 800 km (500 miglia). Il pezzo principale è un 105/52 mm NATO, più due mitragliatrici da 7,62 mm.

La versione da 30 mm per la Russia dovrebbe essere il Freccia, veicolo da trasporto fanteria derivato dalla famiglia Centauro. Già in produzione per l’Esercito Italiano, con 49 mezzi già consegnati, è in fase di sperimentazione nella versione digitalizzata Soldato Futuro. Rispetto al Centauro base, dispone di protezione migliorata, specie antimina, e di scafo a V, motore da 550 cv, un peso di 29 tonnellate nonostante il cannone più leggero.

La Russia dispone di una linea di veicoli blindati a ruote che della famiglia 8 × 8 BTR-60, l'ultimo dei quali è la piattaforma BTR-90, concepito come un veicolo corazzato nella metà degli anni 1990. Il BTR-70/80 è uno dei più ampiamente prodotti veicoli APC con ruote, con oltre 5.000 consegne in più di 30 forze armate in tutto il mondo. Il BTR-90 offre un miglior rapporto peso / potenza rispetto al Centauro, ma è meno adattabile per torrette pesanti, una qualità che il mezzo italiano ha dimostrato per molti anni. La rapida integrazione del cannone 125 millimetri russo ha sottolineato questa possibilità e apre opportunità al mercato di esportazioni aggiuntive per il veicolo italiano. Probabilmente, se il progetto italiano di cacciacarri sarà selezionato dai russi, sarà distribuito con ulteriori varianti della stessa piattaforma (trasporto fanteria, posto-comando, portamortaio, ambulanza e veicoli blindati di recupero) per massimizzare la produzione di veicoli comuni.

Molti funzionari all'interno dei circoli militari russi del settore si oppongono l'apertura russa ai prodotti occidentali, riflettono sull'acquisizione delle navi francesi, dei veicoli corazzati italiani e aerei senza pilota israeliani. Yury Borisov, primo vice capo della commissione militare-industriale, su Novosti, ha riferito che la Russia potrebbe acquistare i modelli d'arma stranieri solo su una tantum per studiare la tecnologia di produzione e quindi impostare la propria produzione. Tuttavia, è improbabile che i produttori occidentali avrebbero accettato tale atteggiamento.

Igor Korotchenko, capo-editore della Rivista di Difesa Nazionale, nutre dei dubbi circa le prospettive dei blindati italiani in Russia.

"A giudicare la veridicità delle dichiarazioni da parte di funzionari russi che hanno fatto di recente, il paese dovrà prestare attenzione prioritariamente ai prodotti russi. Il presidente Vladimir Putin ha recentemente visitato Uralvagonzavod e ha sostenuto l’industria nazionale di carri armati. Secondo lui, la Russia nutre grandi speranze sull’Esercito. Un carro di nuova generazione russo farà il suo debutto nel 2015, e la produzione in serie è prevista per il 2017". Inoltre ha aggiunto che: "Tra i produttori occidentali, ci sono molti di loro che desiderano entrare nel mercato russo. Tuttavia, credo che, fintanto che Putin mantiene la presidenza, la Russia sarà per l'acquisto di prodotti nazionali militari".

Non ci sono ancora informazioni precise sul fatto che la Russia può passare ai blindati italiani. Tuttavia, questo è già accaduto per i Lince LMVs (Light Multirole Vehicle) che sono stati costruiti sulla base dell’ italiano Lince M65. La Russia ha firmato un accordo con l'Italia nel mese di dicembre per il semi- assemblaggio di 60 blindati leggeri multiruolo (LMV) di Iveco, e come riportato dal vice ministro della Difesa Alexander Sukhorukov in gennaio, entreranno in servizio nell’Esercito Russo nel corso del 2012.

 

di Antonio Frate

 

 

Iveco Trakker

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Iveco Defence Vehicles ha completato la consegna del suo più grande ordine mai ottenuto nel Regno Unito. 206 Trakker 6x6 e 8x8 per sostenere i Royal Engineers nelle operazioni.

Richiesti in sostituzione della flotta esistente, i nuovi veicoli sono stati forniti attraverso due vie di approvvigionamento separati. Il primo di questi, per 182 veicoli 6x6, attraverso il contratto di C Vehicle PFI, gestito dalla società ALC come primo contraente. I veicoli sono stati forniti in cinque varianti, con tre - il Dumper medio, il Dumper auto caricante e con caricatore automontato - gestito da Iveco e le altre due varianti - una perforatrice e un sistema ripara-buchi - oggetto dell'appalto sotto il diretto controllo ALC.

Il secondo appalto è il risultato del successo di questa flotta di 6x6 in servizio; ha avuto ad oggetto la fornitura di una flotta di camion ribaltabili protetti autocaricanti. Dato che Iveco aveva già sviluppato una cabina in acciaio balistico per la famiglia Trakker, l’8x8 è stata una scelta naturale per questo ruolo impegnativo. L'appalto è stato un acquisto diretto da parte del Ministero della Difesa britannico, con Iveco che ha gestito l'attività completa di integrazione, effettuata con l’ausilio di cinque diversi subappaltatori - GD (UK), Terex Atlas, Thompson Engineering, BI Ingegneria e KraussMaffei Wegmann.

Una flotta totale di 24 Dumper autocaricanti (Protetti) sono ora in servizio, la maggior parte in uso in operazioni, dove sono stati ricevuti egregiamente. La protezione fornita dalla cabina in acciaio, la barra blindata e altre contromisure sono state particolarmente benvenute.

Si completa così una serie di successi nel campo dei veicoli logistici da Iveco negli ultimi anni, tra cui vittorie importanti per contratti in Francia, Svizzera, Germania e Spagna. La società ha attualmente offerto una fornitura di Trakker alle forze armate norvegesi e svedesi per riequipaggiare le proprie flotte di veicoli logistici.

Il telaio Trakker è stata anche la prima piattaforma di scelta per una serie di programmi, compresi, più recentemente, la fornitura di sistemi di guide montati su camion FAUN alla Turchia.

Trakker è stato originariamente progettato per le applicazioni commerciali pesanti, come il lavoro di cava, ma la sua affidabilità, flessibilità e durata nel tempo lo ha reso particolarmente adatto per le applicazioni di difesa. E’ stato integrato dalla gamma Iveco Defence Vehicles Mobility Range di veicoli speciali militari 4x4, 6x6 e 8x8.

Questi programmi dimostrano come la strategia di Iveco, di formare partenariati industriali, abbia permesso lo sviluppo e la fornitura di veicoli per supportare le operazioni militari con soluzioni altamente affidabili e su misura ad un prezzo competitivo e in tempo ristretti.

 

di Antonio Frate

 

 

 

La classifica dei produttori di armi

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Secondo il rapporto annuale del Sipri, l’Istituto internazionale di ricerca sulla pace di Stoccolma, per quello che riguarda il 2010, l’Italia si piazza all’ottavo posto nel mondo fra i produttori di armi. Questo per merito di Finmeccanica che, nell’ultimo anno, ha registrato vendite per 24.76 miliardi di dollari e un profitto di 0,74 miliardi. Tutto dalla vendita di aerei, artiglieria più o meno pesante, missili, veicoli militari, munizioni. Al primo posto di questa classifica, troviamo l’americana Lockeed Martin, con 35.7 miliardi di profitti, seguita dall’inglese Bae Systems (32.9 miliardi), dalle americane Boeing, Northrop Grumman, General Dynamics e Rayton. Settima piazza per la Eads (Europa), poi Finmeccanica, e altre due americane: la L-3 Communications e la United Technologies. Andando ancora indietro nella classifica, troviamo Fincantieri al settantatreesimo posto, con 940 milioni di introiti per le forniture alle navi da guerra.

 

 

V-22, un velivolo rivoluzionario

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La Bell-Texton e la Boeing hanno consegnato al corpo dei Marines il primo block versione C di convertiplani modello V-22 Osprey. Questi nuovi velivoli sono dotati di un nuovo radar di navigazione e di un migliorato sistema di condizionamento ambientale. Inoltre i velivoli sono dotati di chaff/flares per garantire un’adeguata difesa dagli attacchi esterni. Il nuovo cockpit e il nuovo dipley consentono una migliore percezione ambientale. Tali migliorie garantiranno una migliore funzionalitá del velivolo per i clienti interni e esterni. Il V-22 é un velívolo rivoluzionario che consente di unire la capacitá di decollo e atterraggio verticale di un elicottero con le prestazioni di un velívolo ad ala fissa. La sua realizzazione ha richiesto la collaborazione tra due dei piú grandi e prestigiosi costruttori aeronautici del mondo. Si colloca, in posizione di mercato, come sostituto dell’ elicottero Ch-53 Super-Stallion, il piú grande elicottero occidentale, diretto concorrente del Mi-26 russo, l’elicottero piú grande del mondo.

 

di Antonio Frate

 

 

L'industria delle armi che non conosce crisi: l'AK 12

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E’ stato presentato, in questi giorni, l’AK 12. Si tratta del modello che dovrebbe entrare in produzione per sostituire gli AK 47 e 74. Secondo la Izmash il nuovo fucile automatico d’assalto russo dovrebbe essere prodotto in due versioni, una leggera (con munizioni 5.45x39 mm, come l’AK 74,5,56x45 mm NATO, 7,62x39 mm, come l’onnipresente AK 47), ed una pesante (7,62x51mm). La prima é adatta ad accogliere i serbatoi in uso sui modelli in produzione attuale e un nuovo serbatoio da 60 colpi, la versione pesante invece utilizza un nuovo tipo di serbatoio. L’industria russa si avvicina ai prodotti moderni e funzionali sviluppati in ambito NATO. Caratteristiche del nuovo modello sono: uso ambidestro, guida picatinny, cover rinforzate, maggiore potenza e precisione, possibilitá di utilizzo con una sola mano, ergonomia. Anche l’industria russa segue quindi la strada di modelli d’arma automatica di nuova generazione, per competere con i nuovi modelli che si sono succeduti come M-4, Arx-160, Scar, H&K 41,Tavor etc. Gli ultimi comflitti hanno visto impegnate squadre di fanteria specializzate, per le quali é fondamentale ridurre la mortalitá in conflitti armati con terroristi, insurgents, etc.

 

di Antonio Frate

 

 

Caccia nel Mondo (seconda parte)

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GRIPEN. Il caccia svedese sarà il prossimo fighter svizzero. Esso ha sconfitto l’Eurofighter Typhoon e il Dassault Rafale nella gara in corso per sostituire i Northrop F-5E. L’acquisto iniziale è di 22 aerei. La notizia ha fatto salire di oltre 8 punti le quotazioni della Saab alla borsa di Stoccolma.

 

Finmeccanica tramite Selex Galileo ha negli ultimi anni raggiunto con Saab accordi per il radar AESA e il sensore IRST e Selex Elsag per l’IFF.

 

L’anno scorso si parlava di circa 2,2 miliardi di euro per il contratto con la Svizzera, oggi la notizia certa è che il costo complessivo è di 3 miliardi di franchi svizzeri, preferito all'Eurofighter e al Rafale offerti per una cifra superiore ai 4. La Svizzera è il quinto cliente internazionale a scegliere il Gripen, che si conferma un concorrente credibile per il costo più basso rispetto agli altri caccia europei della stessa generazione, ordinato in Ungheria, Repubblica Ceca, Sud Africa e Thailandia.

 

SU 32-34. Il SU-27 Flanker, un grande successo di progettazione e esportazioni, ha una cellula base che rimane il target cui molti altri costruttori guardano. Impressionante è che il progetto è molto flessibile, e permette ulteriori miglioramenti e modifiche che vanno dagli aggiornamenti SU-30 e SU-35, alle versioni che aggiungono canard (SU-30MKI / M, SU-37), quest’ultimo non prodotto per mancanza di fondi, e anche capacità da lancio da portaerei (SU-33).

 

E’ entrato ora in produzione il SU-32/34. E' stato concepito come un successore alla famiglia Flanker, sostituto del SU-24 "Fencer", (rivale dell’F 111), apprezzato in Cecenia come un aereo di supporto tattico. Il suo concorrente occidentale moderno è l'F-15E Strike Eagle, ma il progetto russo si è evoluto dalle sue bozze iniziali nel 1986 in maniera considerevole, con i sedili affiancati, e include funzioni come un reparto di riposo e anche una toilette.

 

Il SU-34 è indicato anche come "SU-32" da Sukhoi, anche se altre fonti indicano che questo potrebbe fare riferimento a una variante dedicata all’attacco navale. Caratteristiche principali sono: 45,1 tonnellate di peso massimo al decollo, con un carico di 8 tonnellate di ordigni, distribuite su 10 punti d'attacco, inclusi missili con guida di precisione come R-73/AA-11 Archer e R-77/AA-12 'AMRAAMSKI', oltre un cannone GSh-301 da 30 mm e 180 colpi.

 

• I motori turbofan AL-31FM1 sono della società Salyut con sede a Mosca, con capacità di generare una spinta fino a 13,5 tonnellate (oltre 29.000 libbre) e hanno un intervallo di 1.000 ore tra riparazioni. Le relazioni successive indicano che più potenti motori AL-41 possono essere montati in futuro.

 

• Velocità massima di Mach 1,8 in quota.

 

• 3.000 km di autonomia con serbatoi a goccia standard, estendibile a "oltre 4.000 km" con l'ausilio di ulteriori serbatoi sganciabili. Questo rende più facile l’utilizzo in luoghi come il Tagikistan, perché gli aeroporti intermedi in Russia possono essere facilmente chiusi per maltempo. Il SU-34 può anche rifornirsi di carburante in volo. (Si noti, tuttavia, che l’adattamento al terreno può ridurre la gamma d’armi imbarcate).

 

• Può volare in modalità a bassa quota Intercom (Matching Contour Terrain), basata su un software per eseguire una serie di altre manovre difficili. L'impennaggio orizzontale anteriore dietro l'abitacolo è stato progettato per aiutarla a gestire i vuoti d'aria si trovano in volo ad alta velocità e va bassa quota.

 

• E’ presente un cockpit corazzato da 17 millimetri come sul SU-25 Frogfoot.

 

• Vi sono 2 sedili di espulsione in parallelo K-36DM, con un piccolo corridoio in mezzo. I sedili di espulsione possono essere attivati a qualsiasi velocità e altitudine, anche quando l'aereo è a terra.

 

Il radar multimodale è il Leninets B004 phased array in banda X, che alterna il terra in-following radar e altre modalità, simile al radar del B-1B americano, tipo AN/APQ-164. La capacità dichiarata è di 200-250 km contro bersagli di superficie di grandi dimensioni, con capacità di mappatura a terra per 75-150 km, e il puntamento di bersagli in movimento GMTI per 30 km. Il sistema di puntamento contro i caccia agisce, secondo il costruttore, da 90 km.

 

 

di Antonio Frate

Caccia nel Mondo (prima parte)

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F 22 ed F 35. E’ stata ufficialmente chiusa la linea di montaggio degli F 22. Ora in USA le linee di montaggio di aerei da combattimento rimangono in quattro. L’ultimo F-22 Raptor, il 187°, con matricola di coda 4195, è uscito dallo stabilimento Lockheed Martin di Marietta in Georgia. Termina così la produzione del caccia che avrebbe dovuto sostituire gli F 15 Eagle. Il Raptor ha volato per la prima volta nel 1997; dopo soli 15 anni di produzione è giunto il taglio definitivo al programma, a causa sia del prezzo (è il caccia più costoso del mondo), sia per i costi di gestione. Inizialmente l’ordine era stato di 381 esemplari. Due modelli sono andati perduti in incidenti e tre sono stati i blocchi dei voli dell’intera flotta per problemi al sistema d’eiezione e dell’ossigenazione dei piloti. Il Congresso USA ha proibito l’esportazione del velivolo, anche a paesi fidati come Giappone o Israele, dichiarando insostenibile il programma. La Lockheed Martin e l’USAF hanno cercato di conservare il sostegno del Congresso: la produzione ha riguardato 46 stati e 1100 sub-fornitori, parte dei costi sono stati spostati sugli aggiornamenti piuttosto che sullo sviluppo. Il risultato è che nel 2011 il budget approvato era di 1.3 miliardi di dollari solo per il primo aggiornamento. Le attenzioni, e i fondi, si sono quindi concentrati sul programma JSF, modello che sarà il principale velivolo dell’USAF e anche di molti dei suoi alleati.

 

Riguardo a tale esemplare giunge una rosea notizia, diffusa da alcune agenzie di stampa: le Japanese Air Self-Defence Forces hanno optato per tale velivolo, in luogo del principale concorrente, l’Eurofighter. La decisione, molto politicizzata, (cooperazione militare tra USA e Giappone), da uno slancio al programma che sta incontrando continue difficoltà tecniche e di finanziamento. I 42 F-35, a decollo convenzionale, sostituiranno, al prezzo di 4 miliardi di dollari, gli F-4 Phantom, e affiancati in futuro (forse) da un caccia indigeno della Mitsubishi. Dubbi sono stati sollevati, dagli analisti, sulla decisione di scegliere un caccia più finalizzato all’attacco al suolo (per le doti stealth) che all’intercettazione (l’EFA a un prezzo forse minore avrebbe potuto essere all’altezza della situazione): il ruolo del nuovo caccia giapponese sarà quello di contenere la vicina Cina. Compensa però la possibilità di mantenere l’inter-operabilità e la vicinanza con le forze USA, da 60 anni sull’arcipelago, dall’altra l’appetibilità dell’offerta Lockheed Martin. La FACO (linea di assemblaggio finale), la produzione, l’integrazione e riparazione di numerosi componenti sarà in Giappone o affidate ad aziende nipponiche. Anche la Pratt & Whitney, che procura il motore F135, avrà una linea di assemblaggio indigena.

 

RAFALE. Il ministro della Difesa francese Gerard Longuet ha annunciato e subito smentito la fine della produzione del Rafale in poche ore. In un’intervista radiofonica Longuet prevedeva la fine della produzione dopo i 180 esemplari ordinati dall’Armée de l’Air "qualora il caccia nazionale non ottenga commesse all’estero". Nel pomeriggio dello stesso giorno smentiva: con un comunicato ufficiale “La produzione per l’Armée de l’Air non terminerà prima del 2030”.

 

Il Rafale è il meno diffuso dei tre caccia europei di quarta generazione dietro il quadrinazionale Eurofighter Thypoon, che ha già mietuto 300 consegne, e ordini per totali 471, con la tranche 3B in fase di sviluppo) e lo svedese Saab Gripen (con 264 tra consegne e ordini, più i 22 per la Svizzera).

 

Costruito da Dassault, in totale assenza di partner, con 180 ordini compresi 31 in versione navale, il Rafale è un simbolo della necessità di preventive alleanze, al giorno d’oggi, per programmi così impegnativi. Ad alleggerire la situazione potrebbe contribuire l’eventuale vittoria in India, dove è in gara contro l’Eurofighter, (interessata a dotarsi di portaerei, su cui non può operare il caccia del consorzio) o in Brasile, il cui programma appare però in bilico. Recentemente lo sceicco Mohamed bin Zayed, vice comandante delle forze armate degli Emirati Arabi Uniti, aveva definito l’offerta di Dassault “non competitiva e non funzionale”. In gara ci sono anche l’Eurofighter e i Boeing F-15 Strike Eagle e F/A-18E/F Super Hornet; una soluzione possibile potrebbe essere quella di acquistare altri F-16E/F BLOCK 60.

 

 

 

 

di Antonio Frate

Le novità all'Expomil di Bucarest

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A Bucarest, OTO MELARA, la centenaria azienda italiana presentava principalmente la munizione DART e una nuova mitragliera da 12,7 mm. Il Marketing & Sales Dipartement dell’Azienda, Nicola Menardo, ne ha illustrato le principali caratteristiche. Il DART (Driven Ammunition Reduced Time of flight) e ART (Ammunition Reduced Time of flight) rappresentano una nuova generazione di munizioni per il cannone navale 76/62 mm aventi la particolarità di possedere un'elevata velocità, una gittata estesa e nel caso della versione DART di un sistema di guida
SACLOS (Semi-Automatic Command to Line of Sight) del tipo "Beam-Reading". Il DART si “muove” grazie ai segnali di un trasmettitore. L’efficacia è data da un doppio caricamento alla base del cannone, che consente un elevato volume di fuoco, dalla capacità della munizione di poter manovrare alla ricerca della minaccia in avvicinamento con fattori di carico da 25 a 50 g positivi e dalla spoletta multifunzionale: -di prossimità, d’impatto, d’impatto ritardato. E’ così possibile prevenire minacce manovranti e resistere a diverse fonti esterne di disturbo. I proiettili ART/DART sono sottocalibrati: vengono camerati come le normali munizioni APFSDS (perforanti) con distanziali a perdere, in un involucro che raggiunge il calibro di 76 mm. La versione ART ha un diametro di 42 mm con forma a razzo e alette in coda, il DART differisce nella forma per avere delle ulteriori alette canard azionate da micromotori che permettono alla munizione variazioni di traiettoria. Sono più leggeri di un normale proiettile da 76 mm, pesano infatti 3.4 kg, rispetto ad un proiettile tradizionale sono anche 1.5 volte più veloci. Il sistema di guida del DART è concettualmente abbastanza semplice, la nave illumina il bersaglio con un fascio radar, il proiettile manovra tramite le alette canard per mantenersi al centro di tale fascio. La gittata utile è di 5 km. La funzione principale di queste munizioni è quella antimissile CIWS e secondariamente possono essere utilizzati anche in funzione ASUW contro piccole unità di superficie. La torretta da 12,7 mm è un prodotto modulare diversa dalla HITROLE, utilissima per reagire a fonti di minaccia asimmetrica. E’ azionata da un consolle moviment sistem che chiaramente fornisce elevata sicurezza per l’operatore, non esposto al fuoco nemico.

VEICOLI RUMENI

- Il TR-85M1 "Bizonul" è una versione aggiornata del carro armato TR-85. si tratta di una versione allungata, rinforzata, ingrandita e migliorata dei T-55 rumeni. La versione M1 è dotata di motore più potente (860 cv, di origine tedesca), il sistema di controllo del fuoco "Ciclope-M1", un sistema per rilevare eventuali distorsioni sul cannone, una copertura termica per “il pezzo”, telemetro laser e camera termica della Sagem. Il carro è equipaggiato con sensori anti-laser, capaci di captare le radiazioni laser riflesse sul mezzo. È dotato anche di dodici lanciafumogeni e copertura termica (tutto di origine francese). Il penetratore in involucro da 100 mm è in grado di penetrate una piastra d'acciaio omogeneo di 450 mm ad oltre un chilometro di distanza. Il TR-85M1 ha una nuova torretta più grande con corazza addizionale. Presenti alla fiera la versione recovery e gittaponte.

- Il SAUR 1 è un veicolo anfibio corazzato a ruote sviluppato da ROMARM nel 2006, sulla base della sua notevole esperienza nella progettazione, sviluppo e produzione di una vasta gamma di veicoli a motore per il mercato interno e l’esportazione. Il 1 Saur è già stato svelato al Expomil 2007. E’ dotato della posizione di guida verso la parte anteriore a sinistra e l'alimentatore a destra che rende il telaio più facile da adottare per una vasta gamma di missioni campo di battaglia . Lo scomparto truppa si estende verso la parte posteriore dello scafo. Il tetto può adottare diverse configurazioni a seconda della missione. Il SAUR 1 può essere dotato di una stazione remota arma controllato armati con armi calibro fino a 20 mm.

- Protezione: lo scafo della Saur 1 è completamente in acciaio saldato che offre agli occupanti una protezione da armi da fuoco di piccolo calibro e schegge di granate, la più alta protezione viene data sull’arco frontale. Secondo ROMARM, il veicolo ha la protezione di livello 1 anti-mina e balistico. Il SAUR 1 può essere dotata di un kit di corazzatura addizionale, con cui la protezione passa a livello 2. E’ completamente anfibio ed attrezzato per il trasporto di 12 persone: comandante, pilota, mitragliere e nove soldati. Ci sono sette porte di tiro a sfera girevole nello scafo del veicolo, quattro a destra e tre sul lato sinistro del veicolo.

- Propulsione
La Saur-1 ha un montato centralmente un Cummins diesel Euro 3 da 275 CV. Il SAUR 1 ha una velocità massima di 100 km / h, e un’autonomia di 700 km.
E’ dotato di due idrogetti per il movimento in acqua. Il tubo di scarico è montata nella parte superiore sul lato destro dello scafo e due getti d'acqua sono montati sul lato posteriore dello scafo, che forniscono una velocità massima in acqua di 10 km / h. Le dimensioni sono: -lunghezza, 7,8 m,- larghezza, 2,8 m, -altezza, 2,52 m. Il peso è di 13.500 kg.

La nuova versione migliorata Saur-2 è anch’essa già stata presentata alla mostra Black Sea Defence & Aerospace (BSDA 2008) tenutasi a Bucarest nel 2008.

 

di Antonio Frate (inviato a Bucarest)

 

 

Il programma FREMM all'Expomil di Bucarest

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L’ammiraglio Carlo Bergamini è stato comandante in capo delle Forze Navali da Battaglia sul finire della Seconda Guerra Mondiale, decorato con medaglia d’oro al valor militare alla memoria, perito a bordo della corazzata Roma (classe Littorio) colpita e affondata da aerosiluranti tedeschi Dornier l’8 settembre 1943, al largo della Sardegna in seguito dell’Armistizio.

Già nel 1960 vide la luce un’altra classe di fregate innovative, posta in disarmo nel 1983, la cui prima unità portava il nome di Bergamini (F 593). Sono state le prime unità di scorta al mondo ad imbarcare un elicottero leggero antisommergibile ricoverabile in un hangar telescopico in poppa.
La nuova Bergamini è la prima del programma italo-francese Rinascimento ridenominato FREMM, nata dal programma congiunto tra Orizzonte Sistemi Navali e Armaris. E’ destinata a sostituire nella flotta italiana le fregate classe Lupo (già dismesse), Maestrale e i pattugliatori di squadra classe Soldati (fregate Lupo nate per essere esportate in Iraq, ma poi bloccate ai tempi del conflitto Iran-Iraq ed incamerate dalla nostra Marina). In particolare le otto fregate Maestrale hanno dimostrato di essere indispensabili per la nostra flotta, e sono state sfruttate intensamente in questi anni.
Nave Bergamini prevede:

- un equipaggio di 145 persone,

- una lunghezza di 140,4 metri, larghezza 19,7 metri e un dislocamento a pieno carico di circa 5900 tonnellate.

- E’ dotata di un impianto di propulsione ibrida CODLAG (Combined Diesel - Electric And Gas), può raggiungere una velocità massima di ventisette nodi. (ma è possibile l’aggiunta di una seconda turbina, per portare la velocità a 32-33 nodi). I diesel italiani sono Isotta Fraschini Motori, i francesi sono MTU. Le turbine sono GE-Fiat LM 2500+, nuova versione da 32MW.

- Dispone inoltre di moderni sistemi di scoperta e d’arma sviluppati in collaborazioni internazionali di cui fa parte l’industria italiana della Difesa.

Può imbarcare 2 elicotteri NH-90 oppure 1 NH90 ed 1 EH-101 con movimentazione assistita.

Per la Marina italiana sono previste 6 Fremm ASW (antisubmarine war) e 4 GP (general porpuse) per coprire le operazioni di sbarco delle unità anfibie. Per la prima versione si annovera:

- il Sistema missilistico antiaereo SAAM IT a 16 celle per missili ASTER 15 e radar multifunzionale EMPAR (possibile l’utilizzo dell’Aster 30);
- Due cannoni OTOBREDA da 76/62 mm Superapido, dotabili di munizioni antimissile Davide di tipo intelligente;

- Otto lanciatori per missili antinave Teseo II, capaci di trasportare anche all’interno un siluro leggero MU 90 MILAS e rilasciarlo sull’obiettivo segnalato dagli elicotteri in dotazione;

- Due lanciasiluri trinati leggeri da 324mm per MU 90;

- Due Breda –Oerlinkon da 25mm.

La versione GP si differenzia per l’utilizzo di:

- un solo 76/62 e un 127/64 mm Lightweight, quest’ultimo capace di utilizzare la munizione Vulcano da oltre 100 km di gittata, che può colpire, anche con guida di un drone, bersagli a terra o in mare con elevata precisione;

- missili da crociera Scalp Naval, lanciabili dai lanciatori del Teseo..

 

Al varo della fregata Bergamini si contrappone quello della corrispettiva francese Aquitaine. I modelli francesi saranno 11 unità che sostituiranno le fregate delle classi Tourville, Geoges e Cassard. Avranno un sistema di propulsione CODLOG, più semplice del CODLAG che non consente l’utilizzo congiunto di tutti i motori (diesel, elettrici e turbine). Non saranno dotati di 127/64mm ma utilizzeranno solo gli Scalp Naval.

Non utilizzeranno i Teseo II (missile derivato dal programma OTOMAT italo-francese), ma al loro posto ci saranno i celebri Exocet. E’ previsto un solo 76/62mm OTO, che ha soppiantato il 100m francese, confermando la validità dell’industria nazionale nel settore.

Le FREMM sono il più importante programma naval-militare europeo con un impegno di 11 miliardi di €, 4,5 per l’Italia e 6,5 per la Francia. Una FREMM ASW è già stata commissionata alla Francia dal Marocco, la Mohammed VI, nel 2007

 

 

di Antonio Frate

 

 

Nato Frigate Helicopter

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E' stato consegnato alla Marina Italiana il primo elicottero NH-90 NFH (Nato Frigate Helicopter). Il velivolo è destinato al quinto gruppo elicotteri della Stazione Elicotteri M.M. "MARISTAELI" di Luni. L’Esercito è stato il primo acquirente dell’NH 90 in Italia: detiene una commessa per un totale di ben 60 NH-90, nella versione TTH (Tactical Transport Helicopter), denominata anche ETT (in italiano, elicottero da trasporto tattico). Su tale versione si sperimenta l’uso delle mitragliatrici brandeggiabili M 134 Dillon, che saranno capaci di un fuoco devastante contro le fanterie nemiche.
L'esemplare consegnato alla Marina fa parte, invece, di un ordine per un totale di 56 NH-90 (46 NFH e 10 unità TTH), che sostituiranno i vecchi AB 212 per vari ruoli, inclusi ASW(Anti Submarine Warfare, lotta antisommergibile), contro le unità navali di superficie (ASuW, Ant-Surface Warfare) e per il trasporto utility. Dotato di un radar, contenuto in un radome (involucro che protegge il radar) sotto la cabina di pilotaggio, di sonar filabile a mare e di un lanciatore di boe acustiche per la ricerca dei sottomarini. L’armamento antisom sarà, sulle unità italiane, il nuoco siluro Mu-90, di produzione italo-francese. Ci saranno poi i missili antinave Marte, Mk 2/s, o preferibilmente Mk 2 ER (Estended Range). La versione NFH ha una capacità di carico ed un’autonomia un po’ maggiore della versione TTH.

L’Aeronautica Italiana ha avanzato un’opzione su un elicottero TTH, ma probabilmente non si doterà di questo modello. Per il ruolo di salvataggio (SAR, Search and Rescue), in genere in ambito nazionale, e forse C-SAR,(Combat-SAR) si doterà di AW 149 o più probabilmente di AW 139 M, recentissima versione militare del best seller AW 139.
L'NH-90 è un elicottero multiruolo biturbina medio-pesante, quadripala, sviluppato a partire dagli anni novanta dal consorzio NHIndustries, (Francia, Germania, Italia e Olanda) formato dall'anglo-italiana AgustaWestland, la franco-tedesca Eurocopter e l'olandese Stork Fokker Aerospace. Successivamente si è aggiunto il Portogallo, con un’altra piccola quota. Attualmente, Paesi Bassi, Norvegia, Francia e Belgio hanno ordinato un totale di 111 esemplari della variante NFH di questo aeromobile. Si prevede che tale modello di elicottero avrà un grande successo commerciale: già da ora ci sono numerosi paesi che si dimostrano interessati. Espressamente concepito per uso militare, sarà uno dei principali sostituti del Bell Huey. Ma tra i paesi interessati non ci sono gli USA.

La Marina italiana, in base ai piani attuali, non si doterà di elicotteri più piccoli, considerati utili, ad esempio, negli spazi ristretti delle navi anfibie. Per fare un confronto lampante, la Royal Navy si è dotata di molti Super Lynx 300, modello più compatto degli NH 90.

 

 

di Antonio Frate

 

 

 

Arabia Saudita e Leopard 2

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La notizia è recentissima e proveniente da fonte Reuters: l’Arabia Saudita sarebbe in fase di acquisto di 200 carri Leopard 2 nuovi dalla Germania. Il modello in trattativa è la versione Leo 2 A7+. Già sarebbero state consegnate 44 unità, a cui dovrebbero seguire le altre nei prossimi mesi. Secondo l’opposizione tedesca le vendite non sono aderenti alle regole sulle esportazioni militari.

Precedentemente l’Arabia pareva interessata al Challenger 2.

Il Leopard 2A7+ è una versione del carro tedesco ottimizzata per la guerriglia urbana. Dispone di un sistema di combattimento in aree urbane simile al TUSK (tank urban survival kit) degli M1 americani. La versione era stata preceduta dall’apparizione del modello Leopard 2 PSO.

La versione di produzione definitiva A7+ è dotata essenzialmente di dispositivi come soluzioni remotizzate per il controllo delle armi secondarie (mitragliatrici) dall’interno del carro, protezioni per il motore (che in ambito urbano potrebbe essere attaccato dal retro), protezioni per i cingoli (ora migliorati), una migliorata mobilità, miglior resistenza alle mine e sull’arco frontale ai missili ed ai penetratori cinetici, una vistosa pala frontale per rimuovere le barricate. Il motore è dotato di un sistema di raffreddamento potentissimo per consentire di essere usato in scontri molto lunghi. Nuove sono la trasmissione finale e i freni. Il cannone consente di colpire obiettivi con una traiettoria ad arco e all’interno di edifici.

L’ Arabia Saudita è stata dotata, finora, di M1 americani, in versione A1 e A2, privi di corazze all’uranio impoverito, come il Kuwait, del resto. Sull’acquisto aveva di certo influito anche l’intervento americano nella 1° Guerra del Golfo. Da notare che ora i sauditi, a cui certo il petrolio non manca, passeranno da carri con motore a turbina a carri con motore diesel.

In Arabia Saudita le rivolte che hanno infiammato di recente numerosi stati arabi sono state molto più pacate che altrove. Re Abdullah ha annunciato che nel settore difesa ci saranno 60.000 nuove assunzioni.

 

 

di Antonio Frate