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Altre missioni

Altre missioni

Iraq: militari italiani della Task Force “Praesidium" supportano le unità dell’antiterrorismo irachene

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Per la prima volta i militari dell’Esercito Italiano della Task Force “Praesidium”, su richiesta della controparte irachena, hanno assicurato assistenza veterinaria agli assetti cinofili anti IED (K9) delle unità antiterrorismo irachene (Counter Terrorism Service – CTS) mediante un programma ad hoc mirato a favorire la piena efficienza delle unità cinofile delle CTS schierate nei punti sensibili dell’organizzazione difensiva dell’area della Mosul Dam. Le Counter Terrorism Service impiegano gli assetti K9 quale strumento di contrasto al terrorismo nei principali posti di blocco stradali che adducono all’area della diga, presidiata dai dimonios del 151° Reggimento Fanteria “SASSARI”. L’assetto pregiato ed importante nel contrasto alla minaccia costituita da eventuali autobombe – Vehicle Borne Improvised Explosive Device – necessita di esser mantenuto costantemente in piena efficienza fisica e operativa. Per tale ragione, la Task Force “Praesidium”, su richiesta delle Counter Terrorism Service con le quali cooperano nel sistema difensivo integrato della Mosul Dam, hanno supportato le unità K9 irachene mediante un accurato protocollo di controllo veterinario, stabilito dagli assetti specialistici veterinari italiani. Il protocollo veterinario ha la finalità di supportare al meglio il delicato lavoro delle forze di sicurezza irachene impegnate, in coordinamento con la coalizione, nel contrasto alla minaccia terroristica. Nello specifico, il supporto italiano alle unità K9 irachene si è espresso e continuerà ad esprimersi attraverso visite e somministrazioni di cure – corroborate da istruzioni sulla gestione degli animali – volte a ridurre la diffusione di patologie incapacitanti tali da rendere inefficaci gli assetti K9 impiegati per la lotta al terrorismo. La Task Force “Praesidium”, su base 151° Reggimento Fanteria “Sassari”, nell’ambito dell’Operazione “Inherent Resolve” è la Task Force preposta alla protezione della diga di Mosul in coordinamento con le forze di sicurezza locali, quali Counter Terrorism Service, National Security Service e Iraqi Police. Oltre ad assicurare la difesa della diga, sito di interesse strategico per l’Iraq, la Task Force “Praesidium” garantisce la sicurezza del personale militare e civile di USACE e delle maestranze italiane impegnate nei lavori di risanamento dell’infrastruttura.
 
fonte Stato Maggiore della Difesa

L'Italia contribuisce alla difesa dello spazio aereo del Montenegro

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A partire dal 5 giugno la NATO garantirà la sicurezza dello spazio aereo del Montenegro, paese indipendente dal 2006 e che, proprio un anno fa, il 5 giugno del 2017, è entrato a far parte dell'Alleanza Atlantica. Alla missione di "Air Policing" sui cieli del Montenegro contribuiranno gli assetti aerei delle Aeronautiche militari di Italia e di Grecia, che opereranno dalle rispettive basi, così come viene già svolto in Albania, sempre insieme alla Grecia ed in Slovenia. La cerimonia tenutasi a Podgorica ha voluto celebrare, oltre al primo anniversario di adesione alla NATO, proprio l'inizio della missione di "Air Policing". Anche una coppia di Eurofighter italiani, decollati dalla base del 36° Stormo di Gioia del Colle (BA), ha preso parte alla manifestazione, sorvolando alcune città montenegrine e simulando, insieme a una coppia di F-16 ellenici, un’attività di intercettazione di un aeromobile non identificato. Presente alla cerimonia, in rappresentanza del Capo di Stato Maggiore dell'Aeronautica Militare, il Generale di Divisione Aerea Silvano Frigerio, Comandante delle Forze da Combattimento e della 1^ Regione Aerea, che ha sottolineato: “le Forze Armate italiane continuano a dimostrare la disponibilità del Paese nel fornire supporto e professionalità con generosità in ottemperanza ai fondamenti cardini dell’Alleanza Atlantica. L’Italia già vanta un primato nello svolgimento del Servizio di Air Policing della NATO, essendo l’unica Nazione ad aver partecipato nei quattro scenari, dall’Islanda all’Albania. Da oggi, con altrettanto impegno, l’Aeronautica Militare garantirà la protezione e la sorveglianza dello spazio aereo anche al Montenegro “. La NATO è stata rappresentata dal Generale di Brigata Aerea Roberto Di Marco, Vice Comandante del NATO's Depoyable Air Command and Control Centre di Poggio Renatico (FE) che nel suo intervento ha ribadito come la cerimonia di oggi rappresenti l'Alleanza e i suoi valori: deterrenza e difesa, coesione, solidarietà e dedizione. "Oggi si vuole inoltre riconoscere il grande impegno dell'Italia e della Grecia per aver offerto il contributo dei propri assetti aerei alla NATO, nell'interesse comune della difesa dello spazio aereo dell'Alleanza". Nel 2017, con l'ingresso nell'Alleanza Atlantica del Montenegro, lo spazio aereo di quel paese è divenuto parte integrante dello spazio euro-atlantico e, come tale, è stato incluso nel sistema di difesa aerea e missilistico della NATO. Tale sistema comprende anche l'attività di Air Policing, che consiste nella continua sorveglianza aerea volta ad assicurare l'integrità e la sicurezza dello spazio aereo della NATO. Come altri paesi dell'Alleanza Atlantica (Slovenia, Albania, Repubbliche Baltiche, Islanda) il Montenegro non dispone di una forza aerea in grado di sopperire alla sorveglianza del proprio spazio aereo ed ha quindi chiesto l'intervento della NATO. L'Italia garantirà il servizio grazie all'impiego di 2 velivoli Eurofighter che saranno in prontezza operativa dalle proprie basi di appartenenza, pronti ad intervenire su "scramble" in caso di necessità. Lo "scramble" è l'attività operativa consistente nel far attivare in maniera rapida una coppia di velivoli caccia al fine di intercettare e identificare un aereo sconosciuto che viola lo spazio aereo dell'Alleanza, o non si identifica propriamente con il controllo del traffico aereo, al fine di garantire la sicurezza dei cieli da qualsiasi eventuale e/o potenziale minaccia.
 
fonte Stato Maggiore della Difesa

Terminata l'esercitazione internazionale Italian Minex 2018

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Oggi, 30 maggio, termina l’esercitazione ITALIAN MINEX 2018 che ha visto impegnate, per due settimane, nove unità di quattro nazionalità differenti nelle acque della Sicilia orientale. Le attività addestrative si sono svolte in uno scenario che prevedeva un’elevata minaccia nemica simulata da unità di superficie ed assetti elicotteristici. Il Comando dell’esercitazione è stato affidato al Comandante delle Forze di Contromisure Mine, ammiraglio Davide Berna, imbarcato sulla fregata Euro, designata flag ship dell’esercitazione. All’esercitazione hanno preso parte due gruppi di cacciamine di cui il primo con unità del Standing NATO Mine Counter Measure Group 2 (SNMCMG2), al comando del CDR Justin Hains imbarcato sulla nave inglese Enterprise, formato da tre cacciamine tra cui l’italiano Alghero, il turco Anamur e lo spagnolo Segura; e il secondo, sotto il Comando del Comandante della Cinquantaquattresima Squadriglia dei Cacciamine Costieri Italiani, capitano di fregata Daniele Di Giacomo, con quatto navi, tre italiane (nave Crotone, nave Termoli e nave Numana) e la spagnola Tambre. I cacciamine sono Unità dotate di sistemi ad elevato tasso tecnologico impiegati anche per la ricerca subacquea e la rimozione dai fondali di ordigni bellici, nonché per l’individuazione e messa in sicurezza di relitti e beni archeologici sommersi. Tali attività sono finalizzate a garantire il libero accesso ai porti e mantenere aperte le vie di comunicazione marittime assicurando il libero transito delle Unità mercantili e la sicurezza della navigazione contribuendo in maniera sostanziale all’incolumità di quanti dal mare e sul mare operano quotidianamente e traggono il frutto del proprio lavoro. L’esercitazione ha visto anche la partecipazione di due team di veicoli subacquei, uno italiano ed uno del Centre for Maritime Research and Experimentation (C.M.R.E.), imbarcati rispettivamente su nave Numana e su nave Enterprise. L’ impiego di questi sofisticati veicoli autonomi subacquei permette di effettuare una fedele riproduzione dei fondali, individuando oggetti sommersi e garantendo la loro rimozione senza mettere a rischio l’operatore. Rientrati oggi nel porto di Augusta, i cacciamine Italiani riprenderanno il mare nei prossimi giorni per raggiungere la base della Spezia. Mentre i cacciamine del gruppo NATO continueranno la loro attività nel Mediterraneo.
 
fonte Stato Maggiore della Difesa
 
 

I militari della Brigata Marina San Marco addestrano le Forze Speciali della Marina libica

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Il 15 maggio è terminata presso la Caserma Ermanno Carlotto di Brindisi la seconda edizione del Corso di Indottrinamento Anfibio per il personale della Marina Libica. Durante la cerimonia conclusiva presieduta dal Comandante del 1° Reggimento San Marco, Capitano di Vascello Francesco Marino, ed alla presenza del Capo della Sezione Militare dell’Ambasciata Libica in Roma sono stati consegnati a dieci militari appartenenti alle Forze Speciali della Marina Libica gli attestati di frequenza quale riconoscimento del traguardo professionale raggiunto. Il corso, svolto presso la Brigata Marina San Marco della Marina Militare italiana, ha visto per sei settimane i militari libici impegnati in un intenso addestramento tattico in ambiente anfibio ed in numerose attività formative a difficoltà crescente, con l’obiettivo di incrementare le capacità operative dello stesso personale straniero giunto in Italia lo scorso 5 aprile. I Militari della Marina Libica hanno suggellato il momento formativo con una esercitazione finale anfibia, della durata di 48 ore, pianificata e condotta presso il polo addestrativo anfibio della Marina Militare dell’Isola delle Pedagne, sotto la supervisione del personale Istruttore della Brigata Marina San Marco. Il Corso di indottrinamento Anfibio rappresenta una preziosa occasione di cooperazione tra il personale appartenente alle Marine Italiana e Libica, e costituisce un valore aggiunto nel dialogo tra i due Paesi.
 
fonte Stato Maggiore della Difesa
 
 

Termina l'impegno della fregata Espero nell'operazione Nato Sea Guardian

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Da oggi a mercoledì 16 maggio, la fregata Espero della Marina Militare sosterà nel porto di Souda, nell’isola di Creta (Grecia), al termine del suo impegno nell’ambito dell’Operazione NATO Sea Guardian. Nave Espero è partita lo scorso 23 aprile dalla base navale di Taranto e dopo una fase di integrazione e addestramento con le altre navi alleate, il 28 aprile ha iniziato le operazioni di pattugliamento nel Mediterraneo orientale. La Sea Guardian è una operazione altamente flessibile in grado di assolvere un ampio spettro di compiti nell’ambito della sicurezza marittima che includono la sorveglianza degli spazi marittimi di interesse (Maritime Situational Awareness) e il contrasto al terrorismo marittimo, assicurando nel contempo la formazione a favore delle forze di sicurezza dei paesi rivieraschi (Maritime Security Capacity-Building). Oltre a queste attività, le forze navali assegnate all’operazione, quando specificatamente autorizzate, possono effettuare attività di interdizione marittima, di tutela della libertà di navigazione, di protezione delle infrastrutture marittime sensibili e il contrasto alla proliferazione delle armi di distruzione di massa. Nave Espero al comando del Capitano di Fregata Giorgio Occhetto, è una fregata anti sommergibile appartenente alla Classe Maestrale. Varata il 19 novembre 1983 ed entrata in servizio il 4 maggio 1985, la nave ha un equipaggio di circa 160 militari, tra uomini e donne, comprensivo dei team specialistici della Brigata Marina San Marco e della componente aerea della Marina Militare con un elicottero AB212 imbarcato.

fonte Stato Maggiore della Difesa

Locked Shields 2018, la maggiore esercitazione di cyber-defense

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Si è conclusa oggi la più grande ed avanzata esercitazione internazionale di Cyber Defense al mondo, organizzata dal Centro di Eccellenza della NATO per la Difesa Cibernetica (CCDCOE - NATO Cooperative Cyber Defence Centre of Excellence) di Tallinn, in Estonia. Con più di 1000 esperti provenienti da circa 30 differenti Nazioni e più di 2500 attacchi virtuali simulati, la Locked Shields è una esercitazione che ha lo scopo di addestrare gli esperti del campo della sicurezza dei sistemi informatici nazionali attraverso una serie di simulazioni di attacchi cyber alle reti informatiche di una base militare: attacchi ad aeromobili a pilotaggio remoto, al sistema elettrico, al sistema di comando e controllo ed altre infrastrutture operative essenziali per la sopravvivenza di una base militare. L’annuale esercitazione si è svolta dal 23 al 27 aprile e l’Italia ha partecipato con una squadra di informatici provenienti dalle Forze Armate che, durante l’esercitazione, hanno avuto modo di collaborare con gli esperti di settore delle altre nazioni partecipanti, degli istituti di ricerca, delle Università e con gli esperti provenienti dall’industria di settore, confrontandosi tutti attori che, in caso di attacco reale, potrebbero essere coinvolti in situazioni simili. Negli ultimi anni le avanzate tecnologie hanno reso il mondo sempre più digitalizzato e inter-connesso, generando al contempo anche una serie di minacce cibernetiche che sfruttano i bug insiti nei software che regolano, ormai, una moltitudine di attività umane. Il settore della Difesa da sempre attinge alle tecnologie più avanzate e circa il 60% delle attività militari di una Nazione moderna ha una componente cibernetica e ciò ha imposto alle Forze Armate di dotarsi delle necessarie contromisure alle nuove minacce cyber. In Italia proprio in quest’ottica è stato concepito il Comando Interforze per le Operazioni Cibernetiche (CIOC), in linea con gli obiettivi definiti sia in ambito europeo sia in ambito NATO che comprendono la realizzazione di solide capacità di cyber defence e di protezione delle infrastrutture. Il CIOC è già operativo e proiettato verso la piena capacità nel 2019.

fonte Stato Maggiore della Difesa

Missione in Iraq: premier iracheno visita la diga di Mosul

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Nella giornata del 25 aprile 2018, il Primo Ministro Iracheno Haydar al-‘Abadi ha visitato la diga di Mosul. Il Primo Ministro, atterrato presso la base di Mosul Dam, è stato accolto dal Comandante della Task Force “PRAESIDIUM”, Colonnello Maurizio Settesoldi, dal Comandante delle Counter Terrorism Service (CTS) operanti nell’area di Mosul Dam e da personale del Ministero delle Risorse Idriche iracheno. A seguire, l’alta Autorità ha effettuato una visita presso i cantieri della diga, vigilata dai militari italiani, durante la quale ha dialogato con i dirigenti del Ministero delle Risorse Idriche iracheno, della ditta TREVI e dello United States Army Corps of Engineers (USACE) e ha avuto modo di prendere visione dello stato di avanzamento dei lavori di risanamento in corso. Successivamente, il Primo Ministro al-‘Abadi si è recato presso gli uffici del Ministero delle Risorse Idriche iracheno dove è stato accolto da una scolaresca di bambini e adolescenti delle scuole primaria e secondaria che insistono nel villaggio di Mosul Dam. I Dimonios del 151° Reggimento Fanteria “Sassari” della Task Force “PRAESIDIUM” in missione in Iraq – in stretta coordinazione con le Counter Terrorism Service ed il National Security Service iracheni – hanno garantito il dispositivo di sicurezza durante tutto il corso della visita che si è conclusa con il decollo del Primo Ministro al-‘Abadi dalla base di Mosul Dam nel pomeriggio stesso. Nella missione in Iraq, la Task Force “Praesidium” – su base 151° Reggimento Fanteria “Sassari”, nell’ambito dell’Operazione “Inherent Resolve” – è la Task Force preposta alla protezione della diga di Mosul in coordinamento con le forze di sicurezza locali, quali Counter Terrorism Service, National Security Service ed Iraqi Police. Oltre ad assicurare la difesa della diga, sito di interesse strategico per l’Iraq, i militari italiani garantiscono la sicurezza del personale militare e civile di USACE e delle maestranze della ditta TREVI impegnate nei lavori di risanamento dell’infrastruttura per scongiurare il rischio di una catastrofe ambientale.

fonte Stato Maggiore della Difesa

Esercitazione "Claymore Soring" in Lettonia

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Si è conclusa l'esercitazione a livello Compagnia denominata “Claymore Soring”, che ha visto impegnata una Compagnia di fanteria alpina italiana,  da più di 4 mesi inquadrata nel Battle Group di eFP (enhanced forward presence) in teatro lettone, assieme a una Compagnia del 3° Reggimento della guardia nazionale lettone di Zemessardze e il supporto di un’unità di 3 elicotteri UH 60 “Black hawk” statunitensi del “227th Aviation Regiment” dislocato a Lielvārde, a circa 100 Km da Riga. L'esercitazione, iniziata il 10 aprile per la durata di 3 giorni continuativi, è stata svolta circa 250 km a Sud-Est di Riga, nella zona di Meža Mackeviči, area addestrativa del 3° Reggimento di Zemessardze e luogo idoneo per effettuare infiltrazioni attraverso assetti con ala rotante. L’attività si è svolta in maniera totalmente congiunta con le unità citate sopra, dando segno dell’interoperabilità delle nostre forze con gli altri eserciti e forze armate appartenenti all’Alleanza Atlantica. Il  focus di quest’esercitazione è stato quello di pianificare e condurre un’infiltrazione tramite elicotteri UH 60 “Black Hawk”, per poi effettuare pattuglie da combattimento appiedate su un territorio considerato ostile, con osservazione e acquisizione di diversi obbiettivi nemici designati in fase di pianificazione, e successivo attacco e distruzione simulata degli stessi. L’esercitazione è stata condotta a partiti contrapposti, per rendere più realistica possibile l’esecuzione dell’operazione, dove le forze nemiche sono state rappresentate in maniera simulata da militari di altre nazioni provenienti dal Battle Group eFP Latvia, tra cui polacchi, canadesi e lettoni. La Compagnia italiana prima di poter intraprendere questo tipo di operazione con inserzione tramite elicotteri “Black hawk”, ha dovuto effettuare una fase di addestramento congiunto con i piloti statunitensi al fine di essere abilitati al trasporto su questo tipo di elicotteri d’assalto, coordinando e integrando le varie procedure tecnico/tattiche di questo tipo di attività operativa. Inoltre è stato un banco di prova per il Comando di Compagnia, che ha dovuto sostenere tutta la fase di pianificazione dell’inserzione, condotta della pattuglia ed esfiltrazione a stretto contatto con i propri corrispettivi lettoni, dimostrando la flessibilità operativa nella condotta di operazioni tattiche tra i due eserciti alleati. Tale attività ha voluto testare e convalidare nuovamente sul campo la capacità di ricognizione, pattugliamento e acquisizione, diurna e notturna, della Compagnia alpina italiana, sfruttando l’occasione di poter lavorare in modo congiunto con i colleghi lettoni e statunitensi presenti permanentemente nel territorio. Durante l’esercitazione “Claymore soring”, i militari del 5° reggimento alpini hanno dimostrato di saper lavorare, vivere, muovere combattere in condizioni ambientali decisamente avverse, caratterizzate in questo caso da sbalzi notevoli di temperatura tra il giorno e la notte e terreni paludosi; ciò ha confermato ed evidenziato le doti di fanteria leggera delle nostre truppe, soprattutto per quanto riguarda il combattimento nei boschi e l’attuazione di pattuglie appiedate.

fonte Stato Maggiore della Difesa

Elicottero della Marina caduto in mare, muore Andrea Fazio

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Il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Claudio Graziano esprime a nome delle Forze Armate e Suo personale, cordoglio alla famiglia del sottufficiale Andrea Fazio, specialista di volo deceduto per l’incidente che ha visto coinvolto, per cause in corso d’accertamento, un elicottero della Marina Militare imbarcato su Nave Borsini, unità impegnata nell’operazione “Mare Sicuro” nel Mediterraneo centrale, caduto in mare nella tarda serata di ieri, durante attività addestrativa. Il Generale Graziano augura pronta guarigione agli altri quattro componenti dell’equipaggio tratti in salvo, ora in prognosi riservata ed esprime vicinanza a tutta la Marina Militare per la triste notizia.

fonte Stato Maggiore della Difesa