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Canale 2010. I rapporti Italia-Malta e la cooperazione nel Mediterraneo

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Canale 2010. I rapporti Italia-Malta e la cooperazione nel Mediterraneo

 

 

 

 

 

Lotta alla pirateria e controllo dei traffici mercantili. E’ stato questo il leitmotiv della Canale 2010. Italia e Malta rinnovano la loro intesa tecnico-militare con l’edizione numero 17 dell’esercitazione multinazionale ed interforze italo maltesi.

Un mercantile attaccato dai pirati. Su di un altro i controlli effettuati dalle squadre specializzate rivelano la presenza di ingenti quantità di armi di distruzioni di massa. Sono questi gli scenari simulati dalla "Canale 10", conclusasi due giorni fa a bordo del pattugliatore d’altura Comandante Foscari alla presenza di autorità civili e militari tra i quali l’Ambasciatore d’Italia a Malta, Paolo Andrea Trabalza, l’On. Dott. Franco Debono, in rappresentanza del governo maltese, il Comandante del Comando Operativo di vertice Interforze (COI), Generale C.A. Giorgio Cornacchione, il Comandante delle Forze Armate maltesi, Brigadier Martin G. Xuereb e del consigliere dell’Ambasciata della Mauritania, Abdallahi Ould Kebd.

La "Canale" rappresenta uno degli aspetti più significativi dell’accordo bilaterale di cooperazione tra l’Italia e Malta acquisendo una funzione più ampia di rafforzamento del dialogo e della cooperazione tra i Paesi della sponda sud e nord del Mediterraneo, in riferimento alle esigenze di sicurezza comuni. Algeria, Marocco, Portogallo, Spagna, Francia e Tunisia, Paesi membri dell’iniziativa "5+5", hanno partecipato con unità aeree, navali e con personale di staff.

L’esercitazione è stata organizzata, per la parte italiana, dal COI con la partecipazione di assetti e di personale della Marina Militare, dell’Aeronautica Militare, dei Carabinieri e della Guardia Costiera.

In prevalenza, l’addestramento ha riguardato aspetti e compiti attinenti alla "sicurezza" piuttosto che quelli più tradizionali di conflitto in mare, finalizzandosi su operazioni "Combined" (multinazionali) di sorveglianza degli spazi marittimi, antipirateria, controllo dei traffici mercantili per il contrasto di attività illecite criminali (MLE – Maritime Law Enforcement), ricerca e soccorso marittimo (SAR – Search and Rescue Operations), scorta convogli ed Explosive Ordnance Disposal (EOD) subacqueo.

Nel corso delle attività è stato utilizzato il Virtual – Regional Maritime Traffic Centre (V-RMTC) la rete virtuale sviluppata dalla Marina Militare per la condivisione delle informazioni relative al traffico mercantile.

La "Canale" si inquadra nell'ambito delle iniziative di cooperazione esistenti tra i Paesi del Mediterraneo con particolare riferimento ai rapporti bilaterali tra Italia e Malta.

Infatti, a partire dal 1994 e con cadenza annuale, unità navali e mezzi aerei dei due Paesi, svolgono la suddetta esercitazione secondo una consuetudine consolidata nel tempo e nel più totale rispetto del criterio di reciprocità, svolgendola alternativamente nelle acque maltesi e italiane. Allo stesso modo, la responsabilità della pianificazione e condotta dell'attività è devoluta alternativamente ai due Paesi.

A partire dalla sua terza edizione, svoltasi nel 1996, la "Canale" è aperta alla partecipazione di Paesi terzi e numerose sono le nazioni della regione mediterranea che inviano rappresentanti in qualità di osservatori.

Le varie attività effettuate hanno avuto come obiettivi quello di addestrare all’uso di procedure standard per l’allarme e l’avvio di operazioni (SAR), sperimentare la cooperazione tra i reparti aeronavali in operazioni di controllo del traffico mercantile per la prevenzione ed il contrasto le attività illegali (MLE), addestrare ad azioni contro le attività illecite in mare con particolare risalto degli aspetti di antipirateria, addestrare alla sorveglianza e controllo del traffico mercantile (inchiesta di bandiera, dirottamento, intervento di squadre ispettive), addestrare alle operazioni coordinate di inseguimento, intercettazione, ispezione e sequestro di mercantili, anche con riferimento alla proliferazione di armi di distruzione di massa, esercitare i team specialistici nelle attività EOD e per il disinnesco di Improvised Explosive Device Disposal (IEDD) ed infine esercitare le unità navali nelle attività di scorta di convogli e nelle attività di tiro.

In conclusione spesso i media hanno stigmatizzato e messo in cattiva luce i rapporti bilaterali tra Italia e Malta dovuti soprattutto al continuo afflusso di immigrati e alle politiche sul tema adottate dall’isola del Mediterraneo spesso in contrasto con la politica interna italiana. Assistendo però alla Canale si delinea un quadro completamente diverso, dove i rapporti bilaterali Italia-Malta funzionano a meraviglia e dove la cooperazione militare assume prima una fisionomia del tutto politica, corroborata dalla presenza e dall’intesa tra le massime autorità. Vedere poi dopo 17 edizioni l’iniziativa crescere sempre più con l’adesione di alcuni Paesi del Mediterraneo con assetti e di altri in qualità di osservatori, questo gratifica ancora di più l’impegno delle forze italiane e maltesi.


di Roberto Colella

 

Tratto da Quotidiano.net