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Altre missioni

Altre missioni

Migranti, si richiede un maggiore intervento

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“Vogliamo fare di più” hanno dichiarato i ministri degli interni di Italia e Germania, Marco Minniti e Thomas de Maiziere per quel che riguarda il problema immigrazione. Difatti il numero dei migranti è aumentato fino ad arrivare a 42.500 persone di cui la maggiorparte imbarcatesi in Libia, per arrivare alle coste del Mar Mediterraneo.  Sono infatti in 6.000 quelli diretti nei porti italiani senza tener conto del gran numero di dispersi in mare ogni giorno, come le 113 persone recentemente scomparse nel nostro mare. Sono state messe in massima allerta la Guardia Costiera e la Marina Militare che ogni giorno riescono a mettere in salvo centinaia di persone. Nonostante queste estreme missioni di salvataggio si tratta di un fenomeno che non si riesce ad arginare e proprio per questo i ministri chiedono la massima collaborazione di ogni ente impegnato nella questione immigrazione. I due ministri a tal proposito propongono di intensificare le loro azioni diplomatiche a supporto della stabilità politica proponendosi come mediatori nella composizione dei conflitti ma allo stesso tempo di dare sostegno alle missioni UE contro il contrabbando e a favore del disarmo. Inoltre propongono un rafforzamento della tutela dei diritti dei rifugiati e dei migranti nella speranza che il problema migranti entri a far parte completamente della politica estera europea, per dare finalmente un contributo efficace. 
 
di Benedetta Rubbio
 

In Islanda l'operazione Nato "Northern Ice"

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Sei velivoli Eurofighter dell'Aeronautica Militare, decollati dall'aeroporto militare di Grosseto, sono atterrati all'aeroporto di Keflavik, in Islanda, per partecipare all'operazione NATO Interim Air Policing, denominata "Northern Ice". L'operazione, a cui l’Italia contribuisce, con turnazioni periodiche insieme agli altri Paesi dell’Alleanza, ha come obiettivo quello di preservare l'integrità dello spazio aereo della NATO, rafforzando l'attività di sorveglianza dei cieli dell’Islanda, paese sprovvisto di capacità e strutture autonome per la difesa aerea. Il compito degli assetti italiani sarà quello di garantire il servizio di sorveglianza dello spazio aereo islandese fino alla metà del mese di aprile, effettuando nel contempo attività addestrativa congiunta con il personale della Guardia costiera locale. “Il rischieramento in Islanda è una missione, operativa e addestrativa allo stesso tempo, che concretizza lo spirito di solidarietà tra i membri dell’Alleanza Atlantica e permette, inoltre, di mantenere e testare delle procedure standardizzate di sicurezza in ambito NATO” ha dichiarato il Generale Claudio Graziano, Capo dello Stato Maggiore della Difesa, aggiungendo che “questa difesa aerea congiunta nel settore islandese è un chiaro esempio di gestione razionale e condivisione delle risorse disponibili tra i vari Paesi della NATO”. L'attività di Air Policing consiste nella continua sorveglianza dell’integrità dello spazio aereo dell’Alleanza Atlantica nonché nell’identificazione di eventuali sue violazioni all'integrità, dinnanzi alle quali devono scattare appropriate azioni di contrasto, come, ad esempio, il decollo rapido di velivoli caccia intercettori, che in termini tecnici è definito scramble. L'Air Policing viene svolta nell'ambito dell'area di responsabilità del Comando Operativo Alleato della NATO (Allied Command Operation - ACO) di stanza a Bruxelles e viene coordinata dal Comando Aereo (Air Command) di Ramstein (GER).

fonte Stato Maggiore della Difesa

Emergenza Terremoto: l'esercito realizza strutture accoglienti

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Norcia (PG), 8 gennaio 2017 – E' stato inaugurato oggi il terzo modulo abitativo collettivo che permetterà ad oltre dieci famiglie di trascorrere l'inverno in una struttura al riparo dal freddo e dal gelo. Erano presenti al taglio del nastro il Sindaco di Norcia, Dottor Nicola Alemanno, e il Colonnello Massimo Tuzza, Comandante del 6° Reggimento Genio Pionieri. Fondamentale il contributo del Genio dell'Esercito, che ha permesso in poco più di un mese la realizzazione di tre strutture collettive, progettate per accogliere i terremotati in vista dei giorni più rigidi dell'anno. I militari hanno lavorato per un'urbanizzazione speditiva dell'area, approntando le fondamenta e realizzando gli allacci alle utenze. L'operato dei militari del Genio continua presso il comune della Val Nerina con la preparazione di altri due moduli collettivi, nei pressi dei tre già realizzati, e di un'ulteriore area nella frazione di Popoli. Al momento, nonostante le temperature proibitive e le condizioni meteorologiche avverse, le Forze Armate sono impegnati quotidianamente per supportare la popolazione colpita dal sisma, sorvegliando le centinaia di "zone rosse", urbanizzando le aree per la messa in opera delle cosiddette "casette" e recuperando opere d'arte.

fonte Stato Maggiore della Difesa

Iraq, l'Italia lascia il comando alla Germania

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Ieri a Erbil (Iraq) ha avuto luogo la cerimonia di cambio del Comandante del Kurdistan Training Coordination Center (KTCC), polo di addestramento per le forze di sicurezza curde, al quale contribuiscono le Forze Armate italiane nel contesto della missione internazionale a guida statunitense per il contrasto al sedicente Stato Islamico denominata “Inherent Resolve”. Dopo 6 mesi di intensa attività, il Col. Stefano Di Sarra ha lasciato il comando al parigrado tedesco Georg Oel . Le due Nazioni, infatti, si danno il cambio ogni sei mesi. Alla cerimonia hanno presenziato le massime autorità politiche e militari curde e gli alti rappresentanti della Comunità internazionale. A premessa del rituale passaggio della bandiera del KTCC che segna la conclusione del mandato italiano, il Col. Di Sarra ha espresso la sua stima e gratitudine allo staff e agli addestratori delle 8 nazioni che compongono il KTCC:“ Vado via fiero di essere stato il vostro Comandante e vi sono riconoscente per l’impegno profuso a favore del KTCC e delle Forze di Sicurezza Curde, che grazie a voi hanno strumenti efficaci per poter sconfiggere il Da’esh” . Un semestre impegnativo, durante il quale il KTCC ha formato oltre 5000 Peshmerga, dando un contributo fondamentale alle Forze di Sicurezza Curde impegnate nelle fasi finali della battaglia contro il Da’esh. Ad oggi i soldati curdi addestrati da gennaio 2015 sono ben 15000, di cui 6800 formati dai trainers italiani. Il semestre appena concluso ha visto inoltre l’apertura di un nuovo centro addestrativo nel sud del Kurdistan presso la citta di Sulemanya.

fonte Stato Maggiore della Difesa

Iraq, 800 nuovi poliziotti addestrati dai Carabinieri

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Sono oltre 800 gli appartenenti alle forze di polizia irachena che gli istruttori della Task Force Carabinieri hanno addestrato e formato per circa due mesi a Baghdad e che ieri hanno completato il loro ciclo addestrativo. Presso la base Camp Dublin a Baghdad, 550 poliziotti di 12 Province irachene e 268 poliziotti della 4^ Brigata della Federal Police, di Baghdad hanno preso parte alla cerimonia di chiusura (Graduation Ceremony) del 4° corso “Law and Order” e del 21° corso “Carabinieri”. I due corsi conclusi erano incentrati su 8 moduli addestrativi relativi a temi di natura tattica e tipici di polizia, tra le quali diritti umani, etica professionale, ordine pubblico, controllo del territorio, comunicazioni, polizia di prossimità, sopralluogo e repertamento sulla scena del crimine, primo soccorso medico e contrasto agli ordigni esplosivi improvvisati (C-IED). Al termine della cerimonia i poliziotti iracheni hanno simulato alcune attività pratiche di ordine pubblico, di arresto di un pericoloso terrorista e di bonifica di un edificio, che hanno dimostrato l'ottimo livello di capacità e di preparazione raggiunto dal personale iracheno. Sono circa 3000 (70% Sunniti e 30% Sciiti) i poliziotti iracheni addestrati dal giugno 2015 ad oggi, dai circa 90 carabinieri della Task Force Carabinieri, inquadrata nella missione "Inherent Resolve – Prima Parthica", con lo svolgimento di numerosi corsi basici e specialistici, quali un corso di Tutela del Patrimonio Culturale, un corso di Anti-Terrorismo e Criminalità Organizzata. Il Comandante Generale della Federal Police ha avuto parole di elogio per l'impegno dell'Italia in Iraq e di apprezzamento per la professionalità dell'Arma dei Carabinieri nella preparazione dei polizotti iracheni, appartenenti a tutte le etnie, destinati ad operare nei territori liberati dal controllo di Daesh. Il Primo Consigliere dell’Ambasciata Italiana in Iraq ha sottolineato gli ottimi risultati raggiunti dai corsisti ed il delicato ruolo che avranno nella controllo del territorio del Paese una volta ritornati ai reparti di appartenenza. L’evento ha visto la partecipazione di autorità civili e militari, irachene ed internazionali, tra le quali il Comandante Generale della Federal Police, Gen. C.A. Mohamed Raed, i direttori dei Training Department della Federal Police, Gen. B. Modafar e del Ministero dell’Interno, Gen.D. Abdulkareem Hatim, ed il Primo Consigliere dell’Ambasciata Italiana in Iraq, dott. Patrick Mura. Inoltre presenti il Comandante della Task Force Carabinieri, Col. Nicola Mangialavori e della Training Unit di Baghdad, Ten.Col. Neil Dario.

4 AMX su Aeroporto Trapani per sorveglianza Mediterraneo Centrale

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Nell’ambito delle predisposizioni tese ad assicurare la sicurezza degli interessi nazionali nell’area del Mediterraneo Centrale, è stata incrementata la capacità di sorveglianza e acquisizione informazioni ridislocando, temporaneamente, 4 velivoli AMX del 51° Stormo di Istrana (TV) presso la base di Trapani Birgi in Sicilia. La decisione è maturata a seguito dei recenti sviluppi nell’area dei paesi del Nord Africa e del conseguente deterioramento delle condizioni di sicurezza. Questa misura si va ad inserire tra quelle adottate, in precedenza, dal Governo nell’area mediterranea relative all’operazione “Mare Sicuro” posta in essere a tutela dei molteplici interessi nazionali e per assicurare coerenti livelli di sicurezza.

Renzi invia 450 soldati in Iraq

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Ancora una volta Renzi è costretto ad obbedire. Mentre i media si concentrano sul rapporto Renzi-Merkel, il premier italiano dagli studi delle trasmissione “Porta a Porta” comunica l’invio di 450 soldati in Iraq a difesa della diga di Mosul. Controllare la diga significa controllare parte delle risorse idriche dell’Iraq. L’opera inaugurata nel 1983 col nome di “Diga Saddam” è alta 131 metri e lunga 3,2 chilometri, ha una capacità di 11 milioni di metri cubi d’acqua e fornisce elettricità a 1,7 milioni di abitanti della regione. La centrale principale ha una potenza di 750 megawatt e prevede un impianto ad accumulo per pompaggio con una potenza di 240 MW e un sistema ad acqua fluente di 62 MW a valle. L’impianto è il più grande serbatoio d’acqua artificiale dell’Iraq, e il quarto nel mondo arabo e si trova 35 chilometri a nord di Mosul, nella provincia di Ninive. La diga ha un valore altamente strategico perché regola l’intero flusso del Tigri in territorio iracheno. Quindi a difesa di tutto ciò ci saranno truppe di terra italiane quando basterebbero quelle peshmerga a difendere la diga. Un voto di obbedienza agli Usa che invece non hanno alcuna intenzione di inviare soldati in un’area calda e soprattutto in vista della scadenza del mandato di Obama che ha fondato la sua ultima elezione proprio sul ritiro dei marines dall’Iraq e dall’Afghanistan. Ora però l’Italia rischia grosso vista la presenza del nostro contingente in una area strategica per i miliziani dell’Isis e che potrebbe attirare la loro follia devastatrice. Un cedimento della diga produrrebbe un’onda alta 30 metri che colpirebbe in poco tempo la città di Mosul, causando inondazioni fino a Baghdad. Secondo alcune stime, il crollo potrebbe causare fino a 500mila morti (alcuni dicono molti di più). Si è dibattuto molto sulla possibilità che l’Isis possa distruggere la diga e usare l’acqua come “arma”. Tra l’altro Mosul antica capitale assira e centro di fecondi scambi commerciali e culturali sul Tigri, ha anche una ricca storia petrolifera. Nel 1936, durante il regime mussoliniano, l’italiana Agip Petroli divenne socio della Mosul Oil Fields Company, concessionaria delle estrazioni a Mosul mentre nello stesso anno a Kirkûk la grande Iraq Petroleum Company sfruttava i giacimenti avendo un capitale sociale di oltre sei milioni e mezzo di sterline. Di sicuro da un punto di vista strategico nella nuova operazione “made in Italy” non c’è nulla di studiato ma solo l’ennesima mossa in uno scacchiere i cui giocatori sono altri. L’Italia e il suo complesso di petitesse verrà messo duramente alla prova con ripercussioni che potrebbero raggiungere anche il suolo nostrano.

Il direttore

Su Roma dispiegati altri 700 militari

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Le Forze Armate  hanno posto in essere quanto stabilito dalla Questura di Roma attraverso l’integrazione al dispositivo di sicurezza in concorso e in coordinamento alle Forze dell'Ordine. 700 militari dell'Esercito  si vanno così ad aggiungere a quelli impegnati dal 2008 nell'Operazione "Strade Sicure" e questo permetterà un migliore e più efficace presidio e pattugliamento dei siti sensibili a Roma che passeranno dagli attuali  90 a oltre 140. Il nuovo dispositivo  passerà da 1300 a circa 2000 unità impegnando personale proveniente da  più reparti.

 

Conclusa la missione aerea "Frontiera Baltica"

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Con la cerimonia di ammaina Bandiera, si è conclusa oggi, presso la base aerea di Šiauliai in Lituania, sede della TFA (Task Force Air) italiana, la missione “Frontiera Baltica”, svolta nell’ambito dell’operazione “Baltic Air Policing” della NATO sui cieli di Lituania, Lettonia ed Estonia. Dal 1° gennaio 2015, quattro Eurofighter Typhoon dell’Aeronautica Militare con relativi piloti, tecnici e specialisti (in tutto circa 100 militari del 4° Stormo di Grosseto, del 36° Stormo di Gioia del Colle e del 37° Stormo di Trapani, con il contributo di altri Reparti di Forza Armata ed Interforze) hanno infatti garantito, 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, la difesa dello spazio aereo delle tre repubbliche baltiche. Inoltre sono stati distaccati Controllori della Difesa Aerea italiani presso il Centro di Riporto e Controllo (CRC) lituano di Karmelava, al fine di fornire addestramento, assistenza e supervisione ai colleghi baltici. In otto mesi, la Task Force Air ha svolto in totale circa 900 ore di volo, con 40 Alpha-Scramble (reali interventi di Difesa Aerea) e oltre 160 Tango-Scramble (Eventi simulati per l’addestramento alla prontezza operativa), e molte missioni addestrative per il mantenimento della piena operatività della TFA e degli operatori del CRC di Karmelava. L’alto livello di affidabilità ed efficienza garantito dagli uomini e donne della TFA è stato riconosciuto anche dalla NATO, che ha valutato il dispositivo italiano con la massima qualifica di “Excellent”, per la prontezza dei piloti e di tutto il sistema di supporto a terra, nonché per la validità delle procedure operative poste in atto. Tra le tante autorità civili e militari presenti alla cerimonia di chiusura, erano presenti il Generale di Squadra Aerea Maurizio Lodovisi (Comandante la Squadra Aerea), l’Ambasciatore italiano in Lituania Stefano Taliani De Marchio, l’Addetto Militare per la Polonia e i Paesi Baltici, Generale di Brigata (EI) Filippo Camporesi. La Lituania è stata rappresentata dal Vice Ministro della Difesa, Marijus Velička, e dal Capo di Stato Maggiore del Comando Interforze Lituano, Brigadier Generale Vilmantas Tamošaitis. Nel suo intervento, il Generale di Squadra Aerea Maurizio Lodovisi, oltre a ringraziare il Comandante della TFA, Colonnello Vito Cracas, per il lavoro svolto, ha sottolineato come “questa operazione, sebbene prettamente aeronautica, rappresenta un indubbio successo dal punto di vista operativo e addestrativo per l’intero comparto militare nazionale. Le capacità espresse, le competenze maturate ed i risultati conseguiti hanno dimostrato ancora una volta l’eccellente livello di efficienza ed efficacia dell’Aeronautica Militare nelle operazioni oltre confine, come ampiamente riconosciuto in ogni consesso, sia esso nazionale che all’estero”. Il Colonnello Cracas, Comandante della Task Force, ha ringraziato tutto il personale evidenziando come i risultati dell’operazione ‘Frontiera Baltica’ siano “la dimostrazione della grande professionalità ed il frutto di un continuo e costante addestramento, sia in Patria che all’estero degli uomini e donne in azzurro, ma anche prova di responsabilità, sensibilità e consapevolezza del delicato compito in un difficile contesto internazionale”. La TFA in Lituania ha interagito molto anche con la comunità locale, con frequenti e ripetute relazioni con le autorità nazionali e locali, ricevendo visite di autorità, delegazioni e scolaresche e con iniziative di cooperazione civile e militare (CIMIC), che hanno contribuito a creare e rafforzare quel rapporto di reciproca fiducia e stima, caratteristica del “comprehensive approach” italiano nelle Operazioni militari Fuori dai Confini Nazionali (OFCN). Sono state attivate, inoltre, iniziative a scopo umanitario con vari orfanotrofi di Šiauliai e Vilnius, che hanno visto il coinvolgimento del personale della TFA e delle loro famiglie a casa, come anche di realtà produttive e “no-profit” nazionali, nel dare loro un segno tangibile della presenza italiana in Lituania con raccolte di beni di prima necessità e di sostegno per quei bambini più sfortunati, anche offrendo loro una finestra sulla cultura e le tradizioni del nostro Paese. Negli otto mesi della missione “Frontiera Baltica” più di 1.200 persone hanno visitato la TFA, di cui circa 800 studenti tra i 6 ed i 18 anni e 400 visitatori, tra autorità nazionali e locali, delegazioni parlamentari, associazioni militari e del tessuto civile lituano.

Fonte: Stato Maggiore della Difesa