Tecnologia israeliana: il carro armato Merkava

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Creato Domenica, 29 Agosto 2010 19:30
Ultima modifica il Mercoledì, 07 Novembre 2012 20:46
Pubblicato Domenica, 29 Agosto 2010 19:30
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All’Eurosatory di Parigi del giugno 2010 è stato esposto il carro armato israeliano Merkava 4.

E’ la prima volta che tale mezzo viene presentato in un salone internazionale. Questo potrebbe significare che l’industria militare israeliana vuole saggiare la possibilità di esportare tale prodotto, che, si fa presente, non è mai stato ceduto a nessun paese straniero finora.

- Merkava 1 e 2.

Il Merkava apparve alla fine degli anni settanta. La sua creazione fu voluta per poter consentire ad Israele di non dover dipendere da paesi stranieri per la produzione di MBT.

Già la prima versione, Merkava 1, introdusse il concetto di MBT dotato di motore anteriore. Si trattava e si tratta ancor oggi di una soluzione inedita. Tutti gli altri carri prevedono l’installazione nella parte posteriore del mezzo dell’unità propulsiva: ciò consente di avere il propulsore in posizione protetta, e di poter occultare meglio la traccia termica. Col Merkava si è previsto di utilizzare il motore come protezione aggiuntiva e finale dell’equipaggio: qualora il mezzo venisse colpito frontalmente e la corazza non dovesse resistere all’impatto, il gruppo moto-propulsivo costituirebbe un ultimo ostacolo. Tale disposizione consente inoltre di poter accedere all’abitacolo attraverso un portello posteriore, simile a quello degli IFV. All’interno è previsto lo spazio per alloggiare una squadra di fanteria, oltre all’equipaggio. Risulta quindi chiaro che il Merkava è un carro adatto anche alla guerriglia, oltre che agli scontri simmetrici con divisioni corazzate nemiche. Il Merkava 1 aveva un motore da 900 hp e il cannone da 105 mm. La corazza era composita, derivata dalla RHA e dalla Chobham. Fu subito impegnato nella guerra del Libano del 1982. Da questa iniziale versione, che presentava alcuni difetti, come un sistema di puntamento del pezzo non molto preciso, si passò alla seconda, che fu giudicata positivamente dagli ufficiali israeliani. In complesso il carro garantiva lo stivaggio di un gran numero di munizioni (90 da 105 mm) in posizione molto protetta, utilizzando oltre al bustle, anche la capiente stiva. Altra caratteristica inedita per un MBT era l’introduzione di un mortaio da 60 mm, utile per i conflitti contro la guerriglia: sul primo modello era collocato esternamente, nella seconda versione fu installato all’interno della torretta e consentiva all’operatore di utilizzarlo senza esporsi al fuoco nemico. Anche l’elettronica di bordo fu migliorata con la seconda versione, e consentiva una visibilità molto migliorata. Queste versioni iniziali del carro avevano già una massa di ben 63 tonnellate, davvero elevata, mentre il motore non era molto potente. Se effettuiamo un confronto, il Leopard 2, entrato in produzione nel 79, aveva già un motore da 1500 cavalli e il pezzo da 120mm, anche se una massa inferiore, il Challenger (1982) una potenza di 1200 cv e il pezzo da 120mm rigato, con una massa da 62 tonnellate, l’M1 (1980) una turbina da 1500 cavalli e una massa di oltre 60 tonnellate, con un cannone da 120mm di origine Rheinmetall che fu adottato nell’85.

- Merkava 3

Bisogna attendere il 1990 per vedere il Merkava 3, dotato di un Diesel V12 Continental da 1200 hp e del cannone IMI-Rheinmetall 120/44. Fu subito notato che l’ottima trasmissione e le ottime sospensioni di molle consentivano prestazioni effettive pari a quelle dell’M1, dotato di un motore più potente. Altre innovazioni, avutesi con le successive varianti del Merkava 3, sono state:

- una torretta ridisegnata per muoversi indipendentemente dallo scafo,

- due telefoni esterni per le comunicazioni date dalla fanteria,

- una stiva per munizioni più sicura,

- un disegnatore laser,

- -il sistema modulare Kasag, che consentiva una più facile riparazione delle parti della corazza danneggiate in conflitto,

- Altri miglioramenti nella corazza con la versione Mark 3 B.

La versione Mark 3 Baz (1995) prevedeva:

- un nuovo sistema di controllo del fuoco per consentire di puntare il bersaglio in movimento,

un sistema di protezione NBC,

- un sistema d’aria condizionata,

- miglioramenti nella protezione balistica,

- una corazzatura balistica per scafo e torre.

La versione Dor-Dalet introdusse modifiche sperimentali utilizzate sul Mark 4,

-nuovi cingoli più resistenti di origine Caterpillar,

-un tamburo a movimento meccanico a cinque colpi che consentiva di facilitare il lavoro del servente a pezzo, soprattutto quando il carro si muoveva velocemente sui montuosi territori mediorientali, garantendogli la facoltà di non dover ricaricare ad ogni singolo colpo sparato.

Se confrontiamo questa inedita soluzione con il caricatore automatico del Leclerc, possiamo notare come entrambe consentano di avere il cannone sempre pronto al fuoco. Ma mentre il caricatore automatico può essere utile per gli eserciti professionali, in quanto il costo di tale meccanismo viene compensato dal non avere il servente al pezzo, per un esercito come quello israeliano, composto da numerosi militari di leva, esso rappresenterebbe una spesa inutile.

Col Merkava Mark 3 la massa già elevata delle prime versioni, di 63 tonnellate,arrivò a ben 65.

Il carro Merkava si presentava quindi come una macchina eccezionale per la lotta alla guerriglia, utilizzando soluzioni mai praticati da altre industrie militari, e che ormai reggeva bene il confronto con gli altri mezzi corazzati su ogni aspetto.

Ma l’evoluzione di questa impressionante macchina non era ancora terminata. Nel 1999 si pianificò l’ennesima evoluzione: il Merkava 4.

Tale versione entrò in servizio nel 2004. Và notato come in alcuni ambienti istituzionali lo sviluppo ulteriore di un ottimo MBT venne considerato un onere inutile, anche in considerazione della generale staticità, in questo periodo, del mercato dei carri armati.

Il nuovo modello presenta una nuova torretta priva di spigoli e il gruppo propulsivo è composto dal motore MTU 883 abbinato alla trasmissione a cinque rapporti in avanti della Renk, tutto prodotto in America su licenza. Siamo quindi di fronte a quello che viene considerato il migliore power-pack al mondo. Si era pensato inizialmente anche alla meccanica del Leclerc: evidentemente le soluzioni ultra-sofisticate dell’industria francese, principalmente il motore ipercompresso, non hanno dato sufficiente certezza di affidabilità ai vertici israeliani. Ulteriori innovazioni sono:

- il sistema di controllo del fuoco El-Op,

- una corazza rinforzata e l’introduzione dello scafo a V, davvero utile nel disperdere l’energia dell’esplosine delle mine,

- le munizioni sono stivate in un nuovo comparto ignifugo,

- il tamburo manuale a cinque colpi è sostituito da uno automatico a dieci,

- è introdotta una mitragliatrice da 12,7 utile contro i veicoli,

- sono migliorate le sospensioni e i cingoli, ben adattate all’uso sulle rocce,

- un sistema di collegamento elettronico agli UAV,

- l’adozione dl missile terra-aria LATA, utile contro gli elicotteri, e che si avvale del cannone quale rampa di lancio.

Va notato come anche gli Israeliani non abbiano adottato il cannone da 120/55 della Rheinmetall: tale arma, data la maggiore lunghezza, risulterebbe più ingombrante nei centri urbani.

La singolare architettura del Merkava ha consentito di realizzare una versione speciale del carro, la versione ambulanza, che non trova equivalenti in altri MBT. Il Merkava ambulanza consente di soccorrere i feriti sul campo, mettendoli al sicuro e consentendo al personale medico di intervenire su di loro mentre il mezzo può rispondere al fuoco. Esiste inoltre una versione da recupero, il Nam’mer (tigre) dotato anche di un generatore di emergenza; il Namer è invece l’IFV realizzato sullo scafo del Merkava: esiste la versione realizzata sulla base del Merkava 1 e quella su base del Merkava 4. La presenza del motore anteriore ha stimolato anche la realizzazione di un obice semovente da 155mm su scafo Merkava, ma tale versione è rimasta allo stadio di prototipo.

Il Merkava 4 è stato ampiamente utilizzato nella guerra del Libano del 2006. Numerosi carri sono stati colpiti da razzi e missili anticarro di fabbricazione russa anche di ultima generazione, e a doppia carica cava in tandem, quali Rpg-29, AT-5, AT-13, AT-14. Un altro carro è stato colpito da un ordigno IED. In tali casi ci sono state vittime tra gli equipaggi. Tutto ciò ha fatto pensare che i Merkava 4 non siano sufficientemente sicuri. Ma alcuni esperti, come David Eshel, ritengono che non sia così: secondo statistiche il numero medio di vittime per carri colpiti è sceso da 2 della guerra dello Yum-Kippur a 1,5 nella guerra del Libano dell’82 ad 1 nella guerra del Libano del 2006. I vertici militari israeliani propenderebbero per l’acquisti di altri Merkava 4 dotati del nuovo sistema di protezione attivo Trophy.

 

 

di Antonio Frate