Ottobre 1943, il passaggio delle truppe tedesche e alleate lungo la Valle del Tappino (quinta parte)

Valutazione attuale:  / 0
ScarsoOttimo 
Creato Lunedì, 27 Luglio 2020 18:16
Ultima modifica il Lunedì, 27 Luglio 2020 18:16
Pubblicato Lunedì, 27 Luglio 2020 18:16
Visite: 203

Altre testimonianze: Giuseppina Simonelli  «ricordo   quel   pomeriggio come   se  fosse   oggi,   eravamo nascosti in cantina ma  ogni tanto mi affacciavo fuori e vedevo le bombe  che cadevano  in contrada Lazzarice,  le esplosioni erano talmente forti che vedevo volare in aria gli alberi di olivo, in serata seppi dai miei genitori della tragedia delle due donne colpite»;  Olga Pietracatella  «noi abitavamo a pochi metri da casa Marcucci, di quella tragica serata serbo ancora il ricordo di mia zia che durante la notte bagnava con gocce di caffè le labbra della povera Teresa Grosso che sarebbe poi spirata nelle prime ore del mattino». Dal registro dei Morti del Comune di Toro «Atto di morte n. 24 del 13 ottobre 1943. Alle ore 9.30 del 13ottobre 1943, davanti al Podestà Gaetano Quercio, ufficiale dello stato civile, è comparso Colledanchise Saverio fu Luigi di anni 59 contadino di Toro, che alla presenza dei testimoni Serpone Giovannina di Michele, di anni 25 casalinga, e Marcucci   Giovanni   fu   Nicola   di   anni   32   contadino   ha   dichiarato   che   il   giorno   13   ottobre   1943   alle   ora   cinque antimeridiane nella casa posta in Via Antica 21 è morta Grosso Maria Teresa di ani 36, contadina di razza ariana, figlia di Antonio e fu Colledanchise Angela, coniugata con Marcucci Salvatore. – Atto di morte n. 25 del 13 ottobre 1943. In pari data, lo stesso Colledanchise Saverio, ha dichiarato inoltre che il giorno 12 ottobre, alle cinque pomeridiane, nella stessa casa di via Antica n. 21, è morta Marcucci Angelamaria, nubile di anni sette, figlia di Salvatore e Grosso MariaTeresa». Di quel cannoneggiamento, infine, si riporta un passo tratto da uno scritto del poeta torese, Nicola Iacobacci «Le pallottole fischiavano sul campanile. Sotto la quercia restai senza tremare: per me che ero bambino la guerra fu solo uno scherzo».  Il giorno 13 ottobre Toro si svegliò senza più la presenza delle truppe tedesche, che nottetempo abbandonarono il paese, ecco la testimonianza di Giuseppina Simonelli «la mattina seguente il bombardamento non trovammo più i tedeschi che erano scappati durante la notte, e allora per avvisare gli  alleati  della loro  partenza   e quindi a  non dare inizio  a   nuovi cannoneggiamenti, mio   padre  Antonio (Spagnule), Nicola De Sanctis (Cola Ciaccia) e Domenico Iacobucci (Ciumbare), si avviarono a piedi alla volta di Jelsi. Lungo la strada trovarono un cavallo bianco lasciato dai soldati tedeschi, il quale fu riportato in paese e custodito da Domenico (Ciumbare), nei giorni seguenti l’animale fu venduto ed il ricavato diviso per tre». Con il ritiro delle truppe tedesche arrivarono a Toro anche le truppe alleate, i primi ed entrare in paese furono i canadesi, molto probabilmente i soldati del 48° Highlanders, in seguito sarà forte anche la presenza dei soldati polacchi della 3a Divisione Fucilieri dei Carpazi e della 5a Divisione Kresowa […]

di Antonio Salvatore