8 Marzo nel segno della donna

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Creato Venerdì, 08 Marzo 2019 20:44
Ultima modifica il Venerdì, 08 Marzo 2019 21:01
Pubblicato Venerdì, 08 Marzo 2019 20:44
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Sono diversi gli esempi di donne simbolo di questa giornata. Su tutte ne vogliamo ricordare due: Frida Kahlo e Rita Levi Montalcini. Frida Kahlo è stata una pittrice messicana, nata da padre tedesco e madre spagnola nel 1907. Uno degli aspetti che più caratterizza la sua arte è il suo rapporto ossessivo con il corpo, trasformandolo nel fulcro della sua arte. Fino al 1938 la sua pittura si concentra principalmente sugli incidenti della vita, in particolar modo dopo che rimase vittima di un incidente causato dall’autobus sul quale si trovava e un tram; le conseguenze dell’incidente furono alquanto drammatiche e la segnarono per tutta la vita. Per tanto, costretta ad anni di riposo a letto, concentra la sua vita su una cultura personale dell’arte e del mondo della scrittura. Il suo primo dipinto fu un autoritratto che donò al ragazzo di cui era innamorata.  Nel 1938 il maggiore esponente del surrealismo, André Breton, rimase tanto colpito dai suoi lavori a tal punto da proporle una mostra a Parigi. In questo periodo della sua vita Frida incontra pittori surrealisti come Salvador Dalí, dal quale era tanto affascinata. Nonostante l’apparente avvicinamento al surrealismo, Frida è sempre stata molto lontana da questo mondo, poiché la sua arte non era legata alla logica e al subconscio, ma era, al contrario, legata principalmente alla sua vita. Nel 1960 uscì un film diretto da Manuel Michel, nel quale si raccontano le avventure della mitica pittrice che, tutt’oggi, resta il simbolo dell’amarsi e del piacersi nel mondo delle donne; difatti ad oggi i social sono invasi da frasi e foto di Frida con le sue famose citazioni, fonti di ispirazione e sostegno per tutte le donne. Infatti Frida è il simbolo del femminismo moderno, in quanto rifiutava gli stereotipi di genere e riteneva opportuno sentirsi libera e in pace con se stessa; per tanto le sua sopracciglia folte divennero simbolo della “body positivity”, ossia uscire fuori dagli schemi e non piegarsi alle norme imposte dalla società. Altro esempio di donna famosa e lungimirante è quello di Rita Levi Montalcini. Nata Torino il 22 aprile 1909, da Adamo Levi, ingegnere elettrico e matematico, e dalla pittrice Adele Montalcini, Rita si è sempre definita una donna libera. Pur essendo cresciuta in un mondo dove prediligeva il sesso maschile, la sua voglia di distinguersi e di diventare qualcuno è sempre stata forte negli anni. Ha rinunciato ad un marito e ad una famiglia per dedicarsi completamente allo studio dalla scienza. La Montalcini iniziò a dedicarsi alla scienza a vent’anni, allieva di Giuseppe Levi, che la fece appassionare alla materia e le permise alla giovane di applicare una nuova prassi metodologica d’indagine, che era al contempo rigorosa e innovativa per quegli anni: la coltivazione in vitro (processi biologici riprodotti in provetta e non in organismo vivente) segnò un vero punto di svolta fra le due epoche. Nei primi anni cinquanta scoprì il fattore di crescita nervoso (NGF) che la portò a ricevere il Premio Nobel.

di Alessia Trotta e Chiara Barone