Rapporti segreti e l'opportunità di pubblicarli

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Creato Giovedì, 19 Aprile 2018 07:06
Ultima modifica il Lunedì, 28 Maggio 2018 10:21
Pubblicato Giovedì, 19 Aprile 2018 07:06
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Ancora oggi la figura istituzionale  del Presidente della Repubblica è considerata, nella pubblica opinione, come un inutile contrappeso, privo di concrete  prerogative  e avulsa, a maggior ragione, da qualsiasi coinvolgimento in materia di politica informativa e di sicurezza. Niente di più lontano dalla realtà, considerato che la nostra Costituzione attribuisce al Presidente della Repubblica il ruolo di Comandante in Capo delle Forze Armate e quindi destinatario di informazioni, afferenti la sicurezza nazionale, di altissimo livello. A questo proposito giova riportare alcune testimonianze in materia del primo Presidente della Repubblica, Luigi Einaudi, tratte dallo scritto "Di alcune usanze non protocollari attinenti alla Presidenza della Repubblica Italiana". Sarebbe cosa buona e utile pubblicarla sul sito, in quanto fonte autorevole e materia utile per ulteriori spunti di riflessione, anche in materia di Segreto di Stato. Il Presidente Einaudi sottolinea  giustamente che molti documenti "segreti" potrebbero tranquillamente essere pubblicati. Purtroppo è consuetudine nel nostro Paese coprire con il segreto informazioni che si possono poi facilmente trovare sulle riviste specializzate e rendere pubbliche informazioni che andrebbero invece trattate con molta cautela.  Riporto qui di seguito lo stralcio citato: "Il ministero della difesa è del pari fornitore cospicuo di materiale di studio al tavolo del presidente. Esistono alla difesa, uffici studi od informazioni assai attrezzati (S.I.F.A.R., ufficio informazioni forze armate, succeduto al S.I.M., ufficio informazioni militari), i quali mettono in grado i capi servizio, i comandanti territoriali e giù giù discendendo per li rami, anche gli ufficiali superiori e subalterni in genere, di tenersi, se vogliono, informati su quanto accade nel mondo, non solo nelle materie tecniche delle armi nuove e vecchie, dei problemi di strategia, di tattica e di amministrazione, ma anche rispetto ai problemi politici ed economici". I rapporti sono contenuti in fascicoli distinti, paese per paese, con particolari supplementi per qualche argomento degno di particolare riguardo. Nonostante la larghezza delle avvertenze "segreto", "segretissimo" (al Nato si usa il Top-secret e il Cosmic, che sarebbe il non plus ultra della segretezza), molte cose scritte in quei rapporti potrebbero essere divulgate senza nessun danno, anzi con vantaggio per la formazione di una pubblica opinione illuminata; e il frazionamento dei voluminosi rapporti in fascicoli separati suppongo abbia appunto lo scopo di agevolare agli alti comandi la divulgazione agli ufficiali di grado minore delle informazioni ad essi utili. Del resto, molte notizie tecniche, storiche, geografiche anche correnti sono in seguito rese note nelle belle riviste speciali che sono pubblicate sotto il patronato del ministero della difesa, riviste le quali non sfigurano al paragone delle nostre buone riviste scientifiche. Non sarebbe invece opportuna la divulgazione dei rapporti periodici e quotidiani dell'arma dei carabinieri e della direzione generale della pubblica sicurezza. In mezzo ai cauti «si dice», «viene riferito» e simili, si leggono anche notizie sicure ed utili per la conoscenza dello stato dell'opinione pubblica, scritte senza alcuna intenzione di dire cosa gradita al ministro od al governo in genere. L'indipendenza di giudizi è notabile del resto anche nei rapporti diplomatici, dove, a differenza di quanto dicesi accadesse talvolta durante il regime fascistico, non vidi che si esprimessero opinioni, previsioni, giudizi, perché supposti graditi al ministro in carica od al segretario generale. Anzi, era non rarissimamente avvertita una tendenza ad insistere con garbo su osservazioni o giudizi che si poteva immaginare non fossero conformi all'opinione di chi doveva leggere i rapporti.
 
di Marco Leonardi