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Guerra in Siria tra raid aerei e costi esorbitanti

Cosa sta realmente accadendo in Siria? Questa guerra che si protrae da ben sette anni vede protagonisti le forze presidenziali di Assad, i ribelli siriani, i curdi del Pkk nel Nord del paese e le rimanenti milizie del presunto Stato Islamico. Vi sono interessi e alleanze anche con le grandi potenze: i russi e gli iraniani sostengono Assad, gli americani e i loro alleati della NATO i ribelli siriani. La Russia punta a balcanizzare la Siria e allargare la sua zona di influenza mentre le potenze occidentali hanno bisogno del territorio siriano per la sua importanza geostrategica e soprattutto per il passaggio di un importante oleodotto. I bombardamenti, attuati da entrambe le superpotenze, si protraggono ormai da un paio di anni sul territorio siriano. L’attacco missilistico dello scorso 14 aprile ha avuto sicuramente più rilievo mediatico rispetto agli altri raid ed è stato di maggiore intensità. Il presidente americano Trump giustifica la violazione da parte della sua aereonautica dello spazio aereo di uno stato sovrano appellandosi al fatto di aver colpito siti di produzione di armi chimiche usate dal regime di Assad contro i ribelli. Il casus belli di Trump sembra rifarsi ad un pretesto non nuovo visto che nel 2013 per giustificarsi con l’opinione pubblica mandò immagini sui media, di cadaveri di ragazzini messi in fila uccisi da armi chimiche, alcune poi risultate false. Intanto questo gioco tra potenti è costato già 470mila vittime tra i civili e ha causato un esodo di massa portando una nazione al collasso.

I costi

Nel massiccio attacco della notte tra il 13 e 14 aprile, gli Stati Uniti hanno utilizzato diversi missili Tomahawk, missili a medio raggio con una gittata da 1.250 chilometri a 2.500 chilometri. Questi viaggiano relativamente a bassa quota e sono guidati da un sistema di navigazione avanzata. Nel bombardamento aereo gli Usa hanno lanciato tra i 120-130 missili Tomahawk da una nave da guerra e da bombardieri B-1B. Ogni missile Tomahawk costa in media 753.000 euro ma può arrivare anche a 1, 5 milioni di euro. Provando a fare due calcoli moltiplicando 120 missili per 753.000 l’uno abbiamo un totale di 90.360.000 euro. La Francia invece ha mobilitato 5 Rafale, 4 Mirage 2000-5 e 2 aerei di ricognizione Awacs che sono decollati venerdì da basi francesi, accompagnati da 5 aerei di approvvigionamento. I Rafale hanno sparato missili Scalp (della gittata di 250km). Ma non solo! In particolare i francesi hanno approfittato della micro-operazione per testare armi nuove. Tra i 12 missili francesi, tre erano missili da crociera navale MdCN. Questi missili da crociera hanno una gittata da 1.000 chilometri e una precisione dell’ordine del metro. Questi missili, sviluppati dal gruppo francese Mbda, sono molto costosi. Secondo la legge finanziaria 2015, in cui è registrato l’ordine d’acquisto, ogni missile costa 2,86 milioni di euro. Infine la Gran Bretagna ha lanciato missili Storm Shadow da 4 Tornado decollati dalla base Raf (Royal Air Force) di Akrotiri (Cipro). E’ molto probabile che siano entrati in azione anche i sommergibili britannici che erano stati spostati nelle acque di fronte alla Siria. Nel raid sono stati colpiti un centro di ricerca scientifica a Damasco e due impianti di stoccaggio di armi chimiche: uno a ovest di Homs e uno nei pressi di Homs.

di Alice Di Domenico, Domenico Pio Abiuso e Michelangelo Fanelli