Referendum indipendentistico spagnolo: tensione tra la Catalogna e Madrid

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Creato Lunedì, 16 Ottobre 2017 13:54
Ultima modifica il Lunedì, 16 Ottobre 2017 14:01
Pubblicato Lunedì, 16 Ottobre 2017 13:54
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Agli inizi del mese di giugno 2017, il Parlamento della Catalogna con legge regionale, ha deciso di indire un nuovo referendum sull’indipendenza della comunità autonoma di rappresentanza, predisponendo il giorno delle consultazioni per il 1 ° ottobre dello stesso anno, dopo le precedenti elezioni che si erano tenute il 9 novembre 2014 e che avevano decretato un nulla di fatto. In realtà, il tentativo di disporre di consultazioni referendarie è da ricercare indietro nel tempo, infatti tra il 2009 e il 2011, vennero organizzati dei referendum non vincolanti e non ufficiali a carico dei volontari di ogni comune, ottenendo una larga risposta a favore dell’indipendenza. Le motivazioni per cui la Catalogna vuole divenire un vero e proprio Stato autonomo appartenente all’Unione Europea, sono da ricercare nella specificità delle sue caratteristiche linguistiche e tradizional-culturali. Tornando al quesito referendario dello scorso 1° ottobre, le reazioni del governo e delle istituzioni centrali spagnole non si sono fatte attendere, infatti, il 7 settembre il tribunale costituzionale spagnolo ha accolto il ricorso del governo centrale di Madrid presieduto da primo ministro Mariano Rajoy con cui si chiedeva l'annullamento per incostituzionalità della legge regionale catalana che aveva istituito il referendum, annullando la sopracitata legge. Insieme alla sentenza del tribunale costituzionale, è giunto anche l’intervento della procura generale, che ha denunciato per i reati di disobbedienza e prevaricazione Carles Puigdemont, presidente del Governo della Catalogna insieme a tutti i membri dell'Ufficio di presidenza del Parlamento regionale, ordinando a tutte le forze dell’ordine del Paese d’impedire lo svolgimento di tale referendum e di sequestrare il materiale di propaganda e le urne. Nella giornata del voto, ci sono stati momenti di tensione con tafferugli tra la polizia e i cittadini che intendevano votare con più di ottocento feriti. Andando ad analizzare i risultati finali del voto, secondo il parlamento catalano, avrebbero votato 2.286.217 di persone aventi diritto (43,03 %), con 2.044.038 SÌ (92,01%) e 177.547 NO (7,99%).  Il governo centrale spagnolo, ha ribadito fortemente di negare la validità alla consultazione. Nei giorni a seguire, il parlamento catalano, ha emanato la “Dichiarazione d’indipendenza della Catalogna”, un documento che assume valenza di Costituzione con il quale si dichiara la Catalogna Stato indipendente dalla Spagna che però è stata sospesa in attesa di una contromossa da parte di Madrid. Il governo spagnolo potrebbe applicare l’articolo 155 della costituzione, che dichiara che se un governo regionale mette in atto un comportamento tale da andare contro gli interessi dell’intera nazione, lo Stato può assumere il controllo delle istituzioni politiche ed amministrative della regione autonoma “ribelle”.

di Domenico Pio Abiuso