Abbiamo tutti armato il presunto "Stato islamico"

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Creato Giovedì, 18 Febbraio 2016 15:30
Ultima modifica il Giovedì, 18 Febbraio 2016 15:30
Pubblicato Giovedì, 18 Febbraio 2016 15:30
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Secondo Amnesty Internetonial in questi decenni sono giunte in mani sbagliate un’enorme quantità di armi provenienti da armamenti cinesi, americani, russi e anche europei. "La quantità e la varietà delle armi usate dal presunto 'Stato islamico' è l'esempio da manuale di come commerci irresponsabili di armi alimentino atrocità di massa" - ha dichiarato Patrick Wilcken, ricercatore dei controlli sulle armi. “La scarsa regolamentazione e la mancata supervisione sull'immenso afflusso di armi in Iraq a partire da decenni fa sono state la manna dal cielo per il presunto 'Stato islamico' e altri gruppi armati, che si sono trovati a disposizione una potenza di fuoco senza precedenti"- ha commentato Wilcken. Quando lo Stato Islamico ha conquistato Mosul, la seconda città dello stato iracheno, è entrato in possesso di un armamento formidabile e di veicoli da guerra di produzione euro-americana. La conquista di Mosul e le sue armi ha comportato la riuscita di attentati, stupri, razzie, torture e rapimenti. Negli anni ’70 e ’80 durante la guerra contro l’Iran, almeno 34 paesi fornirono armi all'Iraq, ma 28 di questi le inviarono anche all'Iran. Dopo il 1990, quando l’Iraq invase il Kuwait e il 2003, quando ci fu la diretta invasione statunitense, l’embargo di armi irachene crebbe enormemente.  Alla fine del 2014, erano state inviate munizioni e armi leggere per un valore di 500 milioni di dollari. Le forniture sono proseguite, nell'ambito del Fondo del Pentagono per l'equipaggiamento e l'addestramento dell'Iraq (valore: 1,6 miliardi di dollari), comprendendo tra l'altro 43.200 fucili M4. Amnesty International ha richiesto a tutti gli stati di stabilire un embargo totale nei confronti del governo siriano e dei gruppi armati d'opposizione implicati in crimini di guerra, crimini contro l'umanità e altre gravi violazioni del diritto internazionale. Gli stati dovranno inoltre autorizzare i trasferimenti solo dopo aver compiuto un rigoroso accertamento dei rischi. Infine il rapporto di Amnesty International, come sottolineato anche da Rete Disarmo, ha evidenziato come anche l'Italia possa aver giocato un ruolo non indifferente nell'armare lo "Stato islamico", rifornendo durante la guerra del 1980-88 sia l’Iraq che l’Iran.

di Giuseppe Terone e Andrea Chiaromonte