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Il potenziale bellico dell'ISIS

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Di quali armamenti dispongono i terroristi dell’ISIS? Rispondere a queste domande non è facile. Un articolo di A. Albanese pubblicato sul sito del senatore Giuseppe Esposito (www.giuseppeesposito.it/isis/)  risulta molto esplicativo. Immagini delle zone dei conflitti hanno evidenziato il possesso da parte dei miliziani di vari sistemi d'arma, quali: A) Carri armati T-55, mezzi sovietici prodotti a partire dalla fine della Seconda guerra mondiale. In possesso dell'ISIS in circa 30 unità. Non è chiaro, come l'Isis possa farvi manutenzione. A dispetto dell'età, questi carri sono operativi in 50 eserciti di tutto il mondo. Hanno un’armatura pesante da circa 35 ton., un cannone da 100 mm e una mitragliatrice da 7,62 mm. B) Carri armati T-72, anch'essi sovietici ma di seconda generazione. Entrato in produzione nel 1971, viene ancora prodotto. L'Isis ne dovrebbe avere tra i 5 e i 10 esemplari. Il T-72 e dispone di un cannone da 125 millimetri, una mitragliatrice secondaria e un cannone antiaereo. C) Obice M198, pezzo d’artiglieria di medie dimensioni trainabile. Sviluppato dall’esercito degli Stati Uniti dopo la Seconda guerra mondiale, ha una gittata di oltre 22 km. L’M198 può lanciare una varie munizioni, come proiettili esplosivi, autopropulsi e al fosforo bianco. D) Cannone modello 59-1, replica cinese del più leggero sovietico M-46 del 1954 da traino. Per un periodo è stato il cannone con il più lungo raggio d’azione con una gittata di oltre 27 km. L' Isis li avrebbe sottratti ai regolari siriani ed iracheni. E) Cannone antiaereo ZU-23-2, cannone binato anti-aereo sovietico, prodotto dagli anni Sessanta fino ad oggi.  Spara proiettili da 23 millimetri a una velocità di 400 colpi al minuto. Ha un tiro utile di 2 km, con efficacia anche contro veicoli corazzati. Questa arma è stata usata molto nella guerra siriana, ed era presente nell’arsenale iracheno. F) Humvee, presi dall'Isis a Mosul. Si tratta degli Humvee forniti dagli Stati Uniti all’esercito iracheno, in circa 1000 unità. Tali veicoli, molto moti (gli Hummer) sono autoblinde  polivalenti. Entrati in servizio negli anni Ottanta, hanno una buona blindatura ma non altrettanto protezione antimina, come i più moderni Ambush.  Passando alle armi portatili, ne troviamo in gran quantità. Come si sa, sono quelle più diffuse, più semplici da usare e più facili da occultare, possono essere vendute e rivendute, con costi contenuti. In queste armi i numeri di matricola sono stati cancellati con l'uso di fiamma ossiacetilenica, per rendere più difficoltoso scoprirne la provenienza: G) l'AK-47, è diventato l'arma portatile standard de facto dell'ISIS, a causa del suo basso costo, della robustezza e durata, della disponibilità e della facilità d’uso. H) I fucili d’assalto AKM nelle mani dell'ISIS sono stati fabbricati in URSS negli anni 1960, 1964 e 1970. I) M16A4 di fattura statunitense, L) Mitragliatrici multiuso M80 di fattura cinesea cui sono stati applicati nuovi numeri di serie. M) Lanciarazzi M79 Osa, da 90 mm, con efficacia anticarro e contro posizioni fortificate. Si pensa che siano armi provenienti dalla Croazia. N) Lanciagranate RBG-6, lanciagranate semi-automatico leggero da fanteria. L’Arabia Saudita avrebbe contrabbandato RBG-6 croati in Siria. O) RPG-7, il celebre e diffusissimo lanciarazzi portatile spalleggiabile. In Iraq è molto reperibile: è utilizzato dalle forze di sicurezza irachene, dai Peshmerga curdi e dall'Isis. Questi sistemi sono durevoli e di costo relativamente contenuti e abbastanza semplici da usare. I proiettili possono raggiungere distanze fino a 920 metri, a distanza più lunghe il proietto può autodistruggersi senza colpire il bersaglio. P) Lanciamissili manuale FIM-92 Stinger, il ben noto lanciamissili spalleggiabile, antiaereo, ad infrarossi. Progetto originario USA è entrato in servizio nel 1981. Sono estremamente efficaci per abbattere velivoli a bassa quota. Gli Stinger richiedono manutenzione e cura specializzata. L'Isis li avrebbe presi dalle basi militari irachene saccheggiate. Q) Missile anticarro HJ-8, missile anticarro, prodotto in Cina dalla fine degli anni Ottanta, con raggio di 6000 metri. Il progetto è parzialmente basato sugli statunitensi BGM-71 TOW. Tali armi sono efficaci contro corazzature, fortificazioni e bunker. Il Fsa siriano ha utilizzato questi missili  contro l’esercito siriano dal giugno 2013. R) Fn-6. Già da settembre 2014 i servizi di intelligence tedeschi lanciavano l’allarme, ripreso dalla stampa, rispetto al fatto che i jihadisti potessero abbattere aerei passeggeri in volo sopra l’Iraq. E' stata segnalata inoltre la possibilità di possesso di sistemi terra-aria, come gli Fn-6 cinesi. S) Mitragliatrice pesante DShK 1938, la Dushka. E' la mitragliatrice pesante sovietica risalente al 1938. Standard dell’Unione Sovietica durante la Seconda guerra mondiale, ed è ancora in produzione in tutto il mondo. La Dushka ha diversi utilizzi, tra cui arma antiaerea e arma di supporto alla fanteria; ha una cadenza di 600 colpi al minuto. Viene in genere montata sugli autoveicoli.Alcuni studiosi del Conflict Armament Research di Londra finanziato dall’Unione Europea tra luglio e agosto si sono recati sul campo, nel nord dell’Iraq e nel nord della Siria, a raccogliere più dati e prove possibili, sulla natura e provenienza delle armi dell'ISIS. Su 1700 bossoli e proiettili e su armamento leggero raccolto sul campo dai peshmerga curdi, è risultato che le fabbriche russe ne hanno prodotti ben 492, 445 sono cinesi, 26 sono iraniani e 18 siriani. Ma ben 323 vengono dagli Stati Uniti, per la precisione dalla fabbrica di munizioni per l’esercito che si trova a Independence, in Missouri. Più dell’ 80% delle munizioni rinvenute- è stato scoperto- è stato fabbricato in Cina, ex Urss, Stati Uniti, Russia post sovietica e Serbia. Le munizioni sovietiche sono state rintracciate in particolare nei magazzini siriani, riforniti già da tempo dai russi. Ma non solo, un’altra parte considerevole dell’approvvigionamento dell’Isis arriva dalle munizioni che l’esercito americano ha distribuito alle unità militari irachene, dopo l’invasione del 2003. La fabbricazione delle munizioni è da rintracciare in 21 Paesi diversi, con periodi di fabbricazione che vanno da prima del 1945 al 2014.

di Antonio Frate