In guerra con il Sukhoi

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Creato Domenica, 04 Gennaio 2015 21:11
Ultima modifica il Martedì, 10 Marzo 2015 13:39
Pubblicato Domenica, 04 Gennaio 2015 21:11
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Il Sukhoi Su-25, nome in codice NATO: "Frogfoot" (rana), in Russia chiamato "Gratch" (corvo), è un jet monoposto e bimotore sviluppato in Unione Sovietica dal Sukhoi Bureau Design, progettato per garantire supporto aereo tattico ravvicinato alle forze di terra. I compiti sono quasi sostanzialmente gli stessi del rivale americano A-10 Thunderbolt II. L'aereo è progettato per volare a bassa quota, a velocità relativamente basse, e colpire bersagli mobili a terra, principalmente carri armati. Il Su-25 dispone di una cellula pesantemente corazzata, a protezione del pilota, come il suo equivalente americano, ed una struttura capace di resistere al fuoco di contraerea. L'aereo russo si presenta con un design più convenzionale, è leggermente più veloce e maneggevole dell'equivalente americano. Somiglia molto al prototipo americano arrivato secondo alla gara aggiudicatasi dall'A-10. Altra fondamentale differenza con l'A-10 è che il velivolo russo ha avuto successo commerciale all'estero, mentre il cacciacarri americano è stato uno dei pochissimi aerei a stelle e strisce non commercializzato all'estero. Operatori militari del Su-25 sono, o sono stati, Bielorussia, Bulgaria, Kazakistan,  Macedonia, Perù,  Russia, Sudan, Ucraina, Angola,  Armenia,  Azerbaijan. Tra le prime varianti traviamo l'addestratore biposto Su-25UB, il Su-25BM per il puntamento dei bersagli, e il Su-25K per l'esportazione. Alcuni aerei sono stati portati in fase di aggiornamento allo standard Su-25SM nel 2012. Il Su-25T e il Su-25TM (noto anche come il Su-39) sono stati sviluppi ulteriori, non prodotti in numero significativo. Il Su-25, insieme al Su-34, erano gli unici velivoli ad ala fissa blindati in produzione nel 2007. L'aereo è stato protagonista in diversi conflitti nel corso dei suoi oltre 30 anni di servizio. E' stato pesantemente coinvolto nella guerra sovietica in Afghanistan, volando in missioni di contro-insurrezione contro i Mujahideen. L'Iraqi Air Force ha impiegato i Su-25 contro l'Iran durante la guerra Iran-Iraq tra il 1980 e il 1988. La maggior parte sono stati poi distrutti o inviati in Iran nella Guerra del Golfo nel 1991. Separatisti abkhazi hanno utilizzato i Su-25 durante la guerra abkhaza dal 1992 al 1993. La Macedonian Air Force li ha utilizzati contro i ribelli albanesi in Macedonia nel conflitto del 2001 e, nel 2008, sia la Georgia che la Russia, li hanno utilizzati nella guerra russo-georgiana. L'aereo è stato usato nella prima e seconda guerra russo-cecena. Stati africani, tra cui la Costa d'Avorio, Ciad, Sudan  hanno utilizzato il Su-25 in insurrezioni locali e guerre civili. Ha partecipato ai conflitti tra Etiopia ed Eritrea. Nel 2012 un Su-25 iraniano ha abbattuto un drone americano Predator nei pressi delle proprie coste sull'Oceano Indiano. Recentemente sono stati utilizzati per colpire l'avanzata dell'ISIS, concessi dalla Russia al Governo Iracheno. La nascita del Su-25 si fa risalire al 1969. In quell'anno il prototipo T-8 è stato scelto tra i rivali Yakovlev, Ilyushin e Mikoyan, è stato messo a punto successivamente ed entrato in produzione nel 1975. I caccia-bombardieri sovietici in servizio o in fase di sviluppo in questo momento (Su-7, Su-17, MiG-21 e MiG-23)  non avevano i requisiti per il supporto aereo ravvicinato dell'esercito. Mancava una blindatura essenziale per proteggere il pilota e apparecchiature vitali da fuoco a terra, e le loro elevate velocità di volo rendevano difficile per il pilota mantenere il contatto visivo con l'obiettivo. L'idea di creare un aereo da supporto a terra è nata dopo aver analizzato l'esperienza di attacco al suolo (shturmovaya) d'aviazione nel corso degli anni tra il 1940 e il 1960. Si ricorda tra questi l'Il-2, ampiamente richiesto da Stalin durante la Seconda Guerra Mondiale, l'aereo probabilmente maggiormente prodotto durante il conflitto (36.000 esemplari). Dotato di una robusta blindatura, i cannoni dei BF 109 tedeschi difficilmente riuscivano a perforarlo. Erich Hartmann, in un duello aereo, dovette avvicinarsi molto alla propria vittima e colpirlo al radiatore, unico punto debole, per abbatterlo. I rottami dell'aereo precipitato raggiunsero il suo BF 109 ed egli fu costretto a lanciarsi.

di Antonio Frate