Cimic in Kosovo

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Creato Martedì, 10 Dicembre 2013 13:17
Ultima modifica il Martedì, 10 Marzo 2015 13:25
Pubblicato Martedì, 10 Dicembre 2013 13:17
Scritto da Administrator
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Che l’acqua sia vita è ben noto. Che invece possa essere indispensabile per ritrovare il dialogo, lo è solo nel villaggio kosovaro di Berkovo, municipalità di Kline. E’ attorno ad una pompa idrica, infatti, che le due componenti di una comunità multietnica hanno potuto cominciare a parlarsi e a parlare di nuovi progetti comuni. Fino ad un anno fa gli abitanti del villaggio dovevano andare a piedi al fiume ad attingere acqua. I due capivillaggio, uno serbo e l’altro albanese, non avevano mai dialogato particolarmente, anche per problemi linguistici e, forse, per quella scarsa conoscenza che porta sicuramente a diffidare l’uno dell’altro. Poi, la pompa che serviva il villaggio, a causa della scarsa manutenzione, si è bruciata. A quel punto, ognuno dei due ha manifestato il problema ai componenti del team LMT, Liason Monitoring Team della Kfor e, di lì, sono partite le istanze al Cimic, gruppo di cooperazione civile militare, affinché si attivasse per dare un aiuto a Berkovo. Proprio in questi giorni la nuova pompa idrica è stata inaugurata. E’ stata la terza donazione, nel giro di pochi giorni, quella fatta dal Cimic in Kosovo. Una donazione particolare, proprio perché ha messo intorno ad un tavolo due comunità che fino ad oggi sembravano distanti e che invece ora pensano di potersi unire in un nuovo progetto, quello di un ponte sul fiume che hanno chiesto confidando sempre nella missione Kfor. Un’occasione, per entrambi i “leader”, per ringraziare il comandante del gruppo Cimic, Giampaolo Sioni, che solo qualche giorno prima aveva già avuto modo di tagliare il nastro per l’inaugurazione dell’aula informatica didattica nella scuola di Irznic, assieme al sindaco di Decani Rasim Selmana. Un “miracolo” reso possibile - in un istituto dove la corrente elettrica, come in tutto il Kosovo, va e viene - grazie all’unità di cooperazione civile-militare, come si diceva. Questa infatti interviene ogni volta che la popolazione chieda un intervento per un progetto per il quale l’assessorato competente (formazione, sanità) non abbia i fondi sufficienti, purché questo sia riconosciuto di interesse pubblico. E’ appunto il caso della scuola secondaria di Irznic, che ha ora a disposizione dei computer moderni, da utilizzare per lo studio dell’informatica, ma anche dell’inglese. Le altre aule della scuola, quelle in cui il Cimic non è passato, sono ancora un po’ fatiscenti e, dunque, l’aula informatica spicca tra tutte come fiore all’occhiello dell’istituto e come simbolo dei rapporti che i militari italiani riescono a mantenere anche con la popolazione albanese. “I rapporti con Kfor sono ormai una bella tradizione – ha spiegato infatti il sindaco di Decani – che ci consente oggi di avere mezzi moderni per un settore importante come quello della formazione. Ciò rientra perfettamente nella nostra politica che è quella di far crescere culturalmente i nostri giovani ma anche di creare le condizioni per farli rimanere a spendere nel proprio Paese le conoscenze e le capacità acquisite nella loro scuola”. Stessa filosofia condivisa dalla preside della scuola ubicata nel villaggio di Kryshec, municipalità di Pec, alla quale è stata donata un’aula informatica, come già in precedenza era stato fatto con banchi, sedie e stufe. “Mir, italiani mir”, gridavano i bimbi albanesi sventolando bandiere italiane all’arrivo dei militari. Tradotto, vuol dire: “Bravi, gli italiani sono bravi”.

 

di Daniela Lombardi