F 35 vulnerabile ai fulmini e non solo

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Creato Lunedì, 28 Gennaio 2013 20:50
Ultima modifica il Domenica, 22 Settembre 2013 21:17
Pubblicato Lunedì, 28 Gennaio 2013 20:50
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Per ironia della sorte è stato chiamato “Lightning” (Fulmine). Peccato che l'F-35 'Lightning' II, il nuovo prossimo caccia da combattimento Usa, in fase di sviluppo alla Lockeed Martin, con la partecipazione di otto Paesi, tra cui l'Italia, sia vulnerabile ai fulmini. Questo rinfocola le polemiche su un aereo già molto contestato per i suoi costi imprevisti e crescenti il cui programma di sviluppo, iniziato nel 2001, prevede investimenti per 396 miliardi di dollari. Il problema con i fulmini emerge da un rapporto di 18 pagine dell’Operational Test and Evaluation Office del Pentagono, pubblicato sul Sunday Telegraph e rilanciato da alcuni mass media americani e da gran parte della stampa italiana. In quel rapporto, la Concurrency Quick Look Review del 29 novembre 2011 si evidenziano tra l’altro numerose criticità dell'aereo della Lockheed Martin . Nel report del Dipartimento della Difesa Usa la questione della protezione dai fulmini è indicata all'ultimo posto tra altre 13 gravi criticità presentate dal velívolo. Nel testo si legge: “un sistema di protezione attiva dai fulmini, che presenta problemi rispetto ad un sistema passivo più convenzionale . Le superfici esterne dell’F-35 sono conformi agli standard di sicurezza, ma ci sono ancora sette sottosistemi che non rispettano gli standard. Il Sistema di Generazione di Gas Inerte a Bordo (OBIGGS) non riesce a fornire azoto a sufficienza per isolare in ogni condizione i serbatoi di carburante, che presentano un rischio potenziale di incendio. Specificatamente, rapidi cambi di altitudine in picchiata lasciano entrare ossigeno nei serbatoi in una misura che l’OBIGGS non riesce a compensare con l’azoto. Inoltre non c’è un sistema per isolare i serbatoi (e quindi alcuna protezione dai fulmini) quando l’aereo è parcheggiato. Migliorie nell’isolamento sono state tentate attraverso due fasi di studio. La prima fase ha portato ad un ripensamento preliminare del progetto e si concentrerà su modifiche all’OBIGGS. La seconda fase si concentrerà sull’incremento dell’azione delle valvole di sfiato del carburante per consentire piena operatività in picchiata (ma si tratta di un intervento non previsto prima del 2014). Il contractor sta anche vagliando possibili opzioni per proteggere il velivolo dai fulmini quando è parcheggiato come il pre-caricamento dei serbatoi con azoto mediante l’utilizzo di un carrello ausiliario e l’aggiunta di un bocchettone sul velivolo stesso. Nel frattempo i velivoli devono attenersi ad una restrizione di 25 miglia nautiche dai fulmini e a parametri di picchiata limitati finché la certificazione parziale di idoneità sarà completata a fine 2012, con una piena certificazione attesa tra il 2014 e il 2016. Ma la base aeronautica di Eglin si trova in una zona interessata significativamente dai fulmini, per cui la restrizione delle 25 miglia nautiche potrebbe portare alla cancellazione delle attività di training previste". Inoltre lo spessore ridotto dei serbatoi, voluto per ridurre il peso, rende gli stessi piu’ vulnerabili anche al fuoco nemico. Rimangono ancora problemi per il casco del pilota, lo sviluppo di software, l'integrazione delle armi. Nel corso di una sua visita a Roma, mercoledì 16 gennaio il segretario alla difesa Usa Leon Panett,a ha affermato che l'F-35 è l'aereo del futuro. Gli Stati Uniti, ha sottolineato: “sono impegnati nello sviluppo del programma, è un buon investimento e apprezziamo il sostegno dell'Italia”.

 

di Antonio Frate