Corea 1951 operazione “Strangle” (2ª parte)

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Creato Lunedì, 06 Dicembre 2010 23:40
Ultima modifica il Giovedì, 08 Novembre 2012 11:21
Pubblicato Lunedì, 10 Gennaio 2011 14:23
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Alla fine di maggio del 1951 la 5ª Air Force in collaborazione con la US NAVY ed il 1° Marine Air Wing dava il via all’operazione “Strangle” (strangolamento).

L’offensiva nasceva per contrastare la penetrazione comunista neutralizzandone tutti i centri di smistamento e le vie di comunicazione, agendo su obiettivi strategici scelti con particolare attenzione.

I comunisti superata la sorpresa iniziale risposero con ingegnosità; nascosero i depositi di rifornimenti in grotte e gallerie, mimetizzarono ponti e ferrovie, spiegarono centinaia di squadre specializzate nella ricostruzione.

La contraerea divenne particolarmente efficace: ben 81 aerei delle Nazioni Unite vennero abbattuti; molti piloti alleati furono però recuperati in territorio nemico mediante l’utilizzo di elicotteri H-5 ( designazione U.S.A. del Sikorsky S-51) prima e H-19 ( S-55) dopo.

L’utilizzo dell’elicottero in azioni di recupero, già sperimentato da tedeschi e americani sul finire della Seconda Guerra Mondiale, aveva subito da allora una notevole evoluzione,trovando ampio impiego in Corea anche come trasporto truppe.

Era comunque evidente come l’aviazione coreana si fosse rinforzata; a Nord-Est sempre piu’ frequentemente i cacciabombardieri dell’ONU venivano intercettati dai MIG in molti casi (secondo il comando americano) pilotati egregiamente da “istruttori” sovietici.

Il Generale Weyland, comandante della Far East Air Force dell USAF, richiese con decisione l’invio di nuovi F86-E con superiori prestazioni rispetto alla versione A, visto che i MIG coprivano efficacemente le operazioni di costruzione di nuovi aeroporti in territorio coreano e questo era un grosso problema: le nuove piste avrebbero permesso ai comunisti di ampliare il loro raggio d’azione molto più di quanto avrebbero potuto fare partendo dalla Cina.

La questione assunse carattere d’urgenza e l’USAF si mosse di conseguenza.

Il 23 ottobre 1951 otto B-29 scortati da 50 Republic F-84 e preceduti da 34 Sabre A, decollarono diretti verso Namsi con lo scopo di distruggere il locale aeroporto; la reazione nemica fu violenta, oltre 150 MIG attaccarono il gruppo abbattendo tre B-29 e danneggiando gravemente gli altri 5 costretti al ritiro con morti e feriti a bordo.

In novembre arrivarono i rinforzi ed il 1 dicembre entrava in azione il 51° Fighter Interceptor Wing comandato dall’asso Francis Gabreski.

Sempre in dicembre venne varata l’operazione “Saturate” (saturazione) come estensione dell’Operazione Strangle.

“Saturate” riuscì a bloccare le comunicazioni ferroviarie tra Siinanju e Sinuiju quasi ininterrottamente tra aprile e maggio mentre contemporaneamente i comandi americani pianificavano una nuova offensiva su altri obiettivi strategici nella Corea del Nord con la speranza di affrettare i negoziati sul cessate il fuoco giunti ad un punto morto.

I colloqui per il cessate il fuoco continuarono per tutto l’inverno 1952-53, ma gli attacchi americani ripresero in febbraio (1953) contro obiettivi industriali, vie di comunicazione e nuovi obiettivi come le dighe, con l’intento di allagare i terreni coltivati e distruggere il raccolto di riso.

La prima diga a subire gli attacchi degli F-84 fu quella di Toksan, il 13 maggio del 1953.

Un particolare colpì i piloti alleati: la reazione dei Mig era più blanda, fatto che fece supporre il ritiro degli “istruttori” russi.

Le trattative per l’armistizio iniziate nel luglio del 1951, ebbero fine due anni dopo, il 27 luglio del 1953 con la ratifica dell’accordo.

L’aviazione fu dunque decisiva per la risoluzione della guerra di Corea, evitando in più di un’occasione la disfatta delle forze terrestri dell’ONU, di certo il veto di attaccare le basi aeree in territorio cinese allungò notevolmente i tempi del conflitto, ma gli equilibri internazionali non permettevano chiaramente una mossa del genere.

La superiorità aerea americana mascherò le problematiche spesso difficili che si ebbero sul fronte terrestre dove i coreani costrinsero gli americani (all’inizio del 1951) ad una delle più gravi ritirate (forse la più grave) della loro storia militare del ‘900.

 

 

di Umberto Zezza