Mafia & e intelligence Usa in Sicilia [1^ parte] Operazione Lucky Luciano

Valutazione attuale:  / 0
ScarsoOttimo 
Creato Mercoledì, 06 Ottobre 2010 17:57
Ultima modifica il Giovedì, 08 Novembre 2012 11:14
Pubblicato Mercoledì, 06 Ottobre 2010 17:57
Visite: 4141

 

La storia ufficialmente riferisce che la Mafia non collaborò con gli americani per facilitarli nell'invasione della Sicilia, quindi in ultima analisi quest'aiuto non c'è mai stato. Invece secondo dossier declassificati e secondo il libro "Mafia e politica" scritta da Michele Pantaleone,  si racconta un episodio alquanto misterioso. Il 13 luglio del 1943, tre giorni dopo lo sbarco anglo-americano in Sicilia, un aereo USAF mentre sorvolava Villanba, lanciò un foulard con una elle cucita con dentro un messaggio di Lucky Luciano diretto al boss siciliano don Calò Vizzini, con la precisa richiesta di "cosa nostra" in America alla mafia siciliana di permettere e garantire una tranquilla avanzata ai soldati statunitensi della VII Armata del generale Patton diretti a Palermo. E in effetti, da quelle parti, non avvennero grossi scontri, mentre viceversa gli inglesi di Montgomery impegnati sulla costa orientale della Sicilia, diretti verso Messina, incontrarono una forte resistenza da parte tedesca che li impegnarono in aspri combattimenti. Tutto questo lo si ottenne grazie al boss di "cosa nostra" in USA, Lucky Luciano [nato come Salvatore Lucania, a Lercara Friddi il 24 novembre 1897 e deceduto a Napoli il 26 gennaio 1962]. Costui, già condannato a 30 anni di carcere il 17 luglio del 1936, fu inviato al penitenziario di Dannamore, ai confini col Canada, conosciuto come "Sing Sing", al "Clinton State Prison" di Dannamore, presso il villaggio di Malone nello stato di New York, ricevendo il numero 92168. Tale penitenziario era conosciuto col nome di "Siberia" per la vita che vi si conduceva. Allo scoppio del conflitto, veniva trasferito a Great Meadow Prison in Comstock, nello stato di New York. Proprio lì, ci furono degli incontri segreti con agenti della CIA (Central Intelligence Agency) e con agenti del servizio segreto navale col fine di poter riuscire a sorvegliare i moli del porto di New York e a sgominare i sabotatori e gli agenti segreti tedeschi che vi operavano. Si dice che la cosa fu possibile in quanto Lucky Luciano fece intervenire il cosiddetto "fronte del porto", la mafia presente nei porti statunitensi.

Di conseguenza, per i suoi servigi resi agli Stati Uniti, Lucky Luciano, seppur condannato a 30 anni di reclusione, veniva rilasciato nel 1945, alla fine della guerra, anche se doveva tornare in libertà nel 1966.

Nel gennaio del 1946 gli veniva commutata la pena, con la condizione di partire per l'Italia.

Così alle 8,50 di sabato 10 febbraio 1946 Charles Lucky Luciano partiva dagli Stati Uniti a bordo della nave "SS.Laura Keene".

Solo dopo la sua morte Lucky Luciano potrà tornare negli States per poter essere sepolto al "St. Cemetery" di New York.

La sua vita è riportata sul libro di Rodney Campbell "The Luciano Project", sul libro di Feder & Joesten "Luciano Story" e su un altro libro di Martin A. Gosch & Richard Hammer "The last testament of Lucky Luciano".

 

di Gabriele Zaffiri