Le principali azioni di controspionaggio militare in Italia

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Creato Mercoledì, 29 Settembre 2010 14:43
Ultima modifica il Giovedì, 08 Novembre 2012 11:15
Pubblicato Mercoledì, 29 Settembre 2010 14:43
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Il SIM (Servizio Informazioni Militare) ottenne importanti risultati anche in Italia. Occorre segnalare che alla fine del 1941 il suo organico era pressoché raddoppiato dall'inizio della guerra con 300 ufficiali, 600 sottufficiali ed altrettanti specialisti di truppa, con più di 9000 informatori. Le sezioni più importanti risulteranno:

1) la sezione P, specializzata nel "frugare" nelle sedi diplomatiche straniere,

2) la sezione V, specializzata nella intercettazione e decrittazione, composto da un gruppo di ufficiali, formati negli anni Trenta dal colonnello degli alpini Vittorio Gamba,

3) la sezione diretta dal tenente colonnello Giulio Fettarappa Sandri, specializzato nella caccia alle spie e nel loro "rivoltamento" secondo copioni che la sua squadra elaborò con fantasia. Fettarappa organizzò finte evasioni di agenti, colpi di mano e sabotaggi contro nostre postazioni militari (dai danni minimi ma riportate con dovizia di particolari sui quotidiani), e neutralizzò intere reti di potenze nemiche in Italia. Questo primato fu mantenuto fino a tutto il 1942, e per stessa ammissione di storici anglo - americani, non permise una reale infiltrazione nel territorio italiano:

«  Scoprì e neutralizzò o controllò la maggior parte degli agenti inviati in Italia dai britannici, compreso il solo radio operatore italiano infiltrato dai britannici nell'Italia del Nord - che il Sim gestì senza che egli si rendesse mai conto d'essere sotto controllo  »

 

(Thaddeus Holt, The Deceivers, New York 2004.)

 

Ma vediamo una lista dei successi di Fettarappa e dei suoi uomini:

«  il SIM [riuscì] ad inserirsi profondamente nelle organizzazioni avversarie di spionaggio e sabotaggio operanti contro il nostro paese dalla Svizzera, dalla Francia non occupata, da Malta; ad entrare in collegamento radio diretto con gli organi dei servizi nemici dislocati in Egitto, a Gibilterra, a Malta, a Mosca e nella Francia non occupata. Ciò consentì di [...] stroncare nettamente tentativi di sabotaggio effettuati dal servizio britannico operante dalla Svizzera e rivolto contro le nostre industrie belliche e le nostre linee di comunicazione; a individuare fin dall'origine numerose azioni dello spionaggio nemico, catturandone emissari o volgendoli a nostro favore; a fornire al nemico notizie artefatte sulla nostra situazione militare in relazione alle esigenze operative, ad annientare la rete dello spionaggio francese operante nella Francia non occupata; a lottare contro lo spionaggio sovietico in Italia; a reprimere tentativi di sabotaggio da parte di una rete polacca al servizio anglo-russo; a catturare un'organizzazione spionistica operante in Italia al soldo americano ed una rete informativa operante in Italia per conto del Servizio svizzero; a controllare centri nemici muniti di stazioni radiotelegrafiche costituiti a Palermo, Torino, Bolzano, Milano, Genova; ad identificare l'anello di congiunzione esistente tra il Servizio inglese ed i partigiani slavi  »

 

(SIFAR, Il servizio informazioni militare italiano dalla sua costituzione alla fine della seconda guerra mondiale, Roma 1957.)

 

Forse di qualche interesse è il fatto che la rete sovietica neutralizzata fosse annidata all'interno del Vaticano. Non è infine da escludere che i canali sapientemente costruiti dal SIM possano essere stati utili, col volgere negativo del conflitto nella prima metà del 1943, a lanciare qualche sorta di messaggio oltre le linee nemiche. Fettarappa è infatti tra gli uomini utilizzati dal Comando Supremo nella delicata fase tra il 20 agosto e il 3 settembre 1943 per tenere contatti con gli anglo - americani.

 

 

di Gabriele Zaffiri