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Tecnologie di guerra

XM25

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Il lanciatore automatico individuale XM25 (ISAAS), noto anche come Counter Defilade Target Engagement (CDTE) System, o anche come  Punisher, è un lanciagranate semi-automatico da 25 millimetri, con munizioni ad alto potenziale esplosivo (HEAB), capaci di esplodere a mezz'aria. Le dimensioni dell'arma sono: peso 12-12,5 libbre, (6.35 kg con caricatore e 5,45Kg scarico) e 29,5 pollici di lunghezza, e ha una capacità del caricatore di 4/6 colpi. Ogni arma è dotata di un sistema di acquisizione del bersaglio completamente automatico diurno/notturno ed è realizzato in materiali compositi leggeri. L'XM25 è stato progettato per aumentare la sopravvivenza del soldato ed ha grande versatilità. L'arma garantisce un incremento del 300-500% della probabilità di colpire obiettivi per sconfiggere bersagli, interdire aree e per il defilamento da circa 500 metri. L'XM25 include le rivoluzionarie munizioni HEAB e un sistema integrato, multifunzionale, ogni-tempo, per una completa soluzione di acquisizione del bersaglio e del sistema di controllo del fuoco. Questo sistema integrato include sensori termici, ottica diretta, telemetro laser, bussola, spoletta, processore balistico, e display interno. E' la prima arma portatile intelligente ad essere prodotta in serie.
L'XM25 è in grado di abbattere un nemico dietro un muro, all'interno di un edificio o in una trincea. Il proiettile in volo verso il bersaglio è controllato con precisione nella pressione barometrica, la temperatura e la velocità del proiettile da un chip elettronico in modo da esplodere al momento giusto per offrire la massima efficacia. L'arma trasmette automaticamente la distanza dal bersaglio alla granata. La distanza in cui scoppierà la granata verrà determinata dal numero di rotazioni a spirale che farà dopo essere stata sparata. L'XM25 è stato studiato per essere 5 volte più letale dell'M203 e ha fornito letalità ben oltre la capacità massima di tale vecchio lanciagranate, dando ai soldati un aumento del 300-500% di probabilità di successo, a seconda delle specifiche munizioni usate. L'XM25 ha una portata di 500 metri rispetto agli obiettivi di punto e 500-700 metri (o anche 1000, secondo alcune fonti) contro obiettivi di zona, ed è in grado di colpire obiettivi nascosti. E' ideale per il combattimento urbano: con la potenza di fuoco e precisione l'XM25, nelle mani di un soldato, consente di eliminare le minacce senza causare danni collaterali. L'arma è derivata dall' XM29, il cui sviluppo iniziò nel 2004, che avrebbe dovuto accelerare l'entrata in funzione del sottosistema XM25 in anticipo rispetto al sistema a doppia canna. Il programma era stato sospeso a causa della impossibilità di raggiungere gli obiettivi di peso, e successivamente diviso in due blocchi: l' OICW 1 (la carabina XM8 5,56 millimetri modulare, e il lanciatore XM25, oltre all' XM104, obiettivo di acquisizione / fuoco e sistema di controllo ( FA / FCS, noto anche come vista computerizzata'). E 'possibile che in il futuro l'XM8, XM25 e XM104 saranno di nuovo riuniti in unico sistema modulare. Vi è stato anche un cambiamento di munizioni usate per l' XM29, e, successivamente, per l' XM25. Originariamente, doveva essere usato un proiettile da 20 millimetri. Questo è stato cambiato nel 2004 per il  25x40mm. Lo sviluppo dell' XM25 massimizzerebbe la comunanza delle parti e permetterebbe di condividere le stesse risorse logistiche e la sostenibilità dell' XM29. Le aziende coinvolte nel programma sono: l'Alliant Techsystems di Plymouth, Minnesota; la Brashear L3 di Pittsburgh, in Pennsylvania, e l'Heckler e Koch, Gmbh di Oberdorf, Germania, che hanno lavorato in collaborazione al Project Manager Soldier per lo sviluppo dell' XM25.

I primi prototipi sono stati consegnati nell'aprile 2005. Nel settembre dello stesso anno è stato testato dall'Esercito USA nell'area Grafenwöhr. Nell'estate 2009 è stato testato in Iraq e Afghanistan.
Nel novembre 2010, l'esercito degli Stati Uniti ha programmato l'acquisto di più di 12.500 XM25 a partire dal 2012. A partire da maggio 2010, il programma è stato completamente finanziato e in fase di test e sviluppo con produzione prevista per il 2012. Le forze speciali avrebbero dovuto essere le prime unità ad utilizzarlo. Le richieste dall'Afghanistan per l'arma, tuttavia, hanno visto la distribuzione dei primi sistemi ad elementi della 101 ª Divisione Aviotrasportata  alla fine del 2010.

 

di Antonio Frate

 

 

Iveco VBA

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Alla fine del 2012 è stato presentato e testato l’Iveco VBA, veicolo i cui prototipi sono conosciuti come Superav. La prova si è tenuta presso l’Ufficio Tecnico Territoriale Armamenti Terrestri di Nettuno. Il VBA è il veicolo che dovrà, secondo le previsioni attuali, andare ad equipaggiare le Forze di Proiezione del Mare (San Marco e Serenissima). Tali reparti sono ancora dotati di obsoleti AAV7, mezzi di progettazione americana ormai non all’altezza dei tempi. Per le esigenze odierne si presentano troppo ingombranti, con protezione scarsa, armamento limitato e lenti. Inoltre ad essi, per mancanza di mezzi adeguati, sono stati affiancati vecchi M113 che non hanno alcuna capacita’ anfibia, requisito indispensabile per le operazioni a cui vengono affidati. Il VBA aveva già dimostrato capacità convincenti quando era stato presentato all’Eurosatory 2010 e negli anni successivi. Il Consorzio CIO (formato da Iveco DV e Oto Melara) ha già finanziato con 20 mln lo sviluppo del veicolo, per ridurre i tempi. Il nuovo blindato, derivato dalla famiglia dei Centauro, presenta una lunghezza di 7,92 m, una larghezza di 2,72-3,00 m, un’altezza di 2,31 ed ha un peso a vuoto di 15 t, 24 in combattimento anfibio e 25 in combattimento terrestre. La versione presentata il 20 dicembre 2012 è equipaggiata con cannone da 30 mm ATK M 44 Oto Melara su torre HITFIST ORCWS, con elevato angolo di brandeggio utile nel combattimento urbano per colpire bersagli su tetti e finestre, affiancata da una 7,62 mm. Le armi possono essere utilizzate dall’interno. Tuttavia le versioni italiane dovrebbero essere prodotte con il 25 mm. La torretta puo’ ospitare 2 missili controcarro Spike (in versione probabilmente Long Range). Il motore scelto per tale veicolo in prova è stato un motore civile: l’Iveco Cursor 13 L da 560cv, abbinato a una trasmissione ZF automática ZF7HP902 con convertitore di coppia a 7 marce più retromarcia. Tale soluzione offre costi contenuti, elevata tecnología ed affidabilità. La velocità massima e’ di 100km/h, l’autonomia di 800km. La driveline e’ la H, la stessa del Centauro e Freccia. In acqua la propulsione e’ data da 2 eliche quadripala. In mare ci si muove a 5 nodi, e si possono affrontare acque a forza 3. La capacità è di 13 elementi, compreso equipaggio in torretta e pilota. Il veicolo scorre in mare molto silenziosamente, è capace di elevata motricità in fase di sbarco, ha elevate prestazioni. La protezione è molto elevata, grazie alla separazione della cellula protetta dalla sagoma esterna e dallo scafo a V che deflette l’energia delle esplosioni. La struttura consente anche di ricavare versioni diversificate per varie esigenze. Inoltre è aviotrasportabile su aerei C130 e A400. A tale veicolo sono interessati gli Americani: per lo US Marine Corp è richiesta una una velocità su strada come quella dei mezzi leggeri ruotati, una fuoristrada tale da seguire i carri Abrams e dimensioni tali da essere aviotrasportabili sui C-17. Il veicolo americano sarà un po’ più alto e largo. Si rammenta che il programma Expeditionary Fighting Vehicle non è stato portato avanti. Al VBA si affianca l’Urutu 6x6, costruito dalla Iveco per le Forze Armate brasiliane. Esso e’ ricavato su telaio accorciato ed è più piccolo e leggero.

 

di Antonio Frate

 

 

L’Iran aggiorna la sua flotta di elicotteri da combattimento

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Il 4 gennaio 2013 è stato presentato a Teheran il Toophan 2, la seconda edizione dell’elicottero d’attacco nazionale delle Forze Armate Iraniane. Il Toufan IAIO o Toophan (Tempesta) è una serie di elicotteri da combattimento prodotta dall'organizzazione Iran Aviation Industries. Sulla base del 'Bell AH-1 Cobra' progettato negli Stati Uniti nel 1960 il Toofan è stato realizzato in due varianti, la prima presentata nel maggio 2010, (consegnato in dieci unità) seguita dal migliorato Toufan II presentato nel gennaio 2013. La presentazione è avvenuta nel sesto e ultimo giorno di esercitazioni navali che abbracciano lo Stretto di Hormuz verso l'Oceano Indiano. La cerimonia è stata presieduta dal ministro della Difesa Vahidi. Parlando durante la cerimonia, Vahidi ha dichiarato che l'elicottero appartiene ad una nuova generazione di elicotteri da combattimento e gode di tecnologie moderne e avanzate, tra cui un’elevata precisione e capacità di targeting. Il Toufan 2 impiega 11 delle ultime realizzazioni indigene dell'Iran nelle capacità di elettronica, ottica, laser e armamento. È dotato di una nuova cabina a prova di proiettile, suite avionica e un sistema a infrarossi (FLIR) montato sul naso, pur mantenendo dell'elicottero AH-1 il cannone M197 a tre canne da 20 millimetri Gatling e alette dotate di una coppia di tubi lanciarazzi 19 - 70 millimetri. L'elicottero è stato progettato per distruggere una vasta gamma di carri armati, veicoli di terra, oggetti in movimento sul campo di battaglia, oltre a svolgere missioni di luce e semi-pesanti grazie alla sua capacità di precisione di puntamento. Il ministro iraniano ha salutato il Toufan 2 come un simbolo di creatività e di autosufficienza di fronte alle sanzioni dei nemici. Vahidi ha dichiarato che il velivolo aumenterà enormemente la potenza di combattimento delle forze armate iraniane, una volta entrato in produzione in serie. L'Iran ha inoltre annunciato i suoi primi elicotteri di produzione nazionale durante la cerimonia di inaugurazione della sesta fiera dell'industria internazionale per l'aviazione il 12 dicembre 2012. Gli elicotteri Panha 1 e 2 hanno lo scopo di condurre operazioni militari e missioni logistiche, e possono trasportare rispettivamente 14 e 8 passeggeri. Il Shahriar, completamente revisionato, è un elicottero bimotore con una capacità di 20 passeggeri, è stato esposto durante la cerimonia del 2012 sull'isola meridionale iraniana Kish. Negli ultimi anni, l'Iran ha fatto grandi risultati nel settore della difesa e ha raggiunto l'autosufficienza essenziale di equipaggiamenti militari e sistemi. La Repubblica Islamica ha ripetutamente messo in chiaro che la sua forza militare è semplicemente basata sulla dottrina di deterrenza della difesa della nazione e non costituisce una minaccia ad altri paesi. Il ministero della Difesa iraniano ha consegnato più di due Toufan II per l'esercito iraniano e per il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) nel corso della cerimonia di inaugurazione ufficiale a Teheran.

 

di Antonio Frate

 

 

F 35 vulnerabile ai fulmini e non solo

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Per ironia della sorte è stato chiamato “Lightning” (Fulmine). Peccato che l'F-35 'Lightning' II, il nuovo prossimo caccia da combattimento Usa, in fase di sviluppo alla Lockeed Martin, con la partecipazione di otto Paesi, tra cui l'Italia, sia vulnerabile ai fulmini. Questo rinfocola le polemiche su un aereo già molto contestato per i suoi costi imprevisti e crescenti il cui programma di sviluppo, iniziato nel 2001, prevede investimenti per 396 miliardi di dollari. Il problema con i fulmini emerge da un rapporto di 18 pagine dell’Operational Test and Evaluation Office del Pentagono, pubblicato sul Sunday Telegraph e rilanciato da alcuni mass media americani e da gran parte della stampa italiana. In quel rapporto, la Concurrency Quick Look Review del 29 novembre 2011 si evidenziano tra l’altro numerose criticità dell'aereo della Lockheed Martin . Nel report del Dipartimento della Difesa Usa la questione della protezione dai fulmini è indicata all'ultimo posto tra altre 13 gravi criticità presentate dal velívolo. Nel testo si legge: “un sistema di protezione attiva dai fulmini, che presenta problemi rispetto ad un sistema passivo più convenzionale . Le superfici esterne dell’F-35 sono conformi agli standard di sicurezza, ma ci sono ancora sette sottosistemi che non rispettano gli standard. Il Sistema di Generazione di Gas Inerte a Bordo (OBIGGS) non riesce a fornire azoto a sufficienza per isolare in ogni condizione i serbatoi di carburante, che presentano un rischio potenziale di incendio. Specificatamente, rapidi cambi di altitudine in picchiata lasciano entrare ossigeno nei serbatoi in una misura che l’OBIGGS non riesce a compensare con l’azoto. Inoltre non c’è un sistema per isolare i serbatoi (e quindi alcuna protezione dai fulmini) quando l’aereo è parcheggiato. Migliorie nell’isolamento sono state tentate attraverso due fasi di studio. La prima fase ha portato ad un ripensamento preliminare del progetto e si concentrerà su modifiche all’OBIGGS. La seconda fase si concentrerà sull’incremento dell’azione delle valvole di sfiato del carburante per consentire piena operatività in picchiata (ma si tratta di un intervento non previsto prima del 2014). Il contractor sta anche vagliando possibili opzioni per proteggere il velivolo dai fulmini quando è parcheggiato come il pre-caricamento dei serbatoi con azoto mediante l’utilizzo di un carrello ausiliario e l’aggiunta di un bocchettone sul velivolo stesso. Nel frattempo i velivoli devono attenersi ad una restrizione di 25 miglia nautiche dai fulmini e a parametri di picchiata limitati finché la certificazione parziale di idoneità sarà completata a fine 2012, con una piena certificazione attesa tra il 2014 e il 2016. Ma la base aeronautica di Eglin si trova in una zona interessata significativamente dai fulmini, per cui la restrizione delle 25 miglia nautiche potrebbe portare alla cancellazione delle attività di training previste". Inoltre lo spessore ridotto dei serbatoi, voluto per ridurre il peso, rende gli stessi piu’ vulnerabili anche al fuoco nemico. Rimangono ancora problemi per il casco del pilota, lo sviluppo di software, l'integrazione delle armi. Nel corso di una sua visita a Roma, mercoledì 16 gennaio il segretario alla difesa Usa Leon Panett,a ha affermato che l'F-35 è l'aereo del futuro. Gli Stati Uniti, ha sottolineato: “sono impegnati nello sviluppo del programma, è un buon investimento e apprezziamo il sostegno dell'Italia”.

 

di Antonio Frate

 

AW 129 a bordo di unità navali

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L’Aw 129 e’ l’elicottero da combattimento dell’AVES, l’Aviazione dell’Esercito Italiano. E’ recentissima la notizia che a Viterbo, presso il Comando dell’AVES, e’ stato firmato tra l’Esercito e la Marina Militare un accordo che riguarda una futura capacità operativa degli AW 129 da bordo di Unità Navali della MMI. La firma del documento prevede la possibilita’ di abilitare istruttori di volo dell’Aviazione di Marina sugli AW 129, consentendo di abilitare gli equipaggi dell’Esercito a bordo di navi. Le firme sono state poste dal Comandante dell’Aviazione dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Enzo Stefanini e dall’Ammiraglio di Divisione Paolo Treu, Comandante del 6° Reparto Aeromobili dello Stato Maggiore Marina e Comandante delle Forze Aeree della Marina Militare. Data la sua capacita’ operativa, si prevede che il Mangusta potra’ avere un ruolo importante nella copertura negli sbarchi. L’A 129 e’ stato il primo elicottero da combattimento europeo. Vola dal 1983 ed e’ entrato in servizio nel 1990. Nella prima versione si è subito dimostrato l’elicottero da combattimento con i piu’ elevati fattori di carico sul mercato (elevata differenza tra accelerazioni positive e negative). Successivamente è stato aggiornato, con un rotore pentapala, una robusta trasmissione, avionica potenziata (è l’unico elicottero con doppio sistema di visione notturna, ad intensificazione di luce e ad infrarossi), e con l’aggiunta del cannone M197 da 20mm a tre canne. Nel 2007 e’ stato ridenominato AW 129. La Turchia lo ha scelto nella versione International, con nuovi motori. Un altro famoso elicottero da combattimento anticarro imbarcato e’ il Cobra, in versione King Cobra o nella ulteriormente avanzata Cobra Venom AH-1Z, quest’ultima con produzione approvata nel febbraio 2011. La differenza col Mangusta è data dal fatto che si tratta di un modello aggiornato di una macchina più datata. Ad esempio si nota la presenza di pattini piuttosto che del robusto carrello dal Mangusta. Le compatte dimensioni rappresentano una caratteristica fondamentale per i velivoli da imbarcare, per questo i Cobra sono preferiti agli Apache nella fornitura ai Marines.



di Antonio Frate