Che fine farà l’F 35?

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Creato Mercoledì, 28 Luglio 2010 13:55
Ultima modifica il Mercoledì, 07 Novembre 2012 20:45
Pubblicato Mercoledì, 28 Luglio 2010 13:55
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L’F 35 è spesso oggetto di polemiche nel nostro paese: queste si basano principalmente sui costi e sulla efficacia del prodotto.Va subito detto che quasi tutti i paesi europei hanno deciso di aggiornare le loro flotte di caccia. A tal riguardo siricorda che i caccia di terza generazione russi, i Mig 29 ed i Sukhoi 27, si sono dimostrati subito superiori agli F-15 ed F-16 durante gli anni ’80. Il gap fu parzialmente ridotto con l’introduzione dei missili a medioraggio AIM-120 AMRAAM del tipo “lancia e dimentica”, ma poi anche i loro potenziali rivali prima citati hanno avuto armi simili. Da qui nacque la gara che portò ad avere i prototipi dell’F-22 e dell’F-23 a capacità stealth (ed è stato l’F-22 ad aggiudicarsi la vittoria con la formula meno invisibilità, più manovrabilità). Tale aereo è il naturale sostitutodell’F-15. Ma per sostituire l’enorme flotta dei caccia medi americani e degli altri paesi utilizzatori di questi eranecessarioun modello più piccolo ed economico: l’F-35 appunto, il quale nelle sue tre versioni si candida a sostituirela quasi totalità di tali caccia.V’è da dire che il nostro paese era già entrato in possesso di un caccia di nuova generazione (quarta generazione emezza!) con l’Eurofighter Typhoon, il quale andrà a comporre la flotta degli intercettori (con 121 modelli previsti,probabilmente da ridurre a 96). L’F-35 andrà invece a comporre la flotta dell’aviazione navale con 22 modelli F-35 B, più altri 40 dello stesso tipo per l’Aeronautica e 69 in versione A per l’attacco al suolo, sempre per l’Aeronautica. Il Typhoon è un prodotto eccellente ed interamente europeo (e, con l’entrata in servizio dei missili Meteor, voluto soprattutto da Blair, esportabile anche senza il consenso degli USA).Tuttavia per soddisfare le nostre esigenze era necessario un caccia imbarcabile su portaerei convenzionali prive di catapulte, quali la nuova Cavour.

Per soddisfare tare esigenza vi erano due soluzioni:

a) sviluppare una versione “ad hoc” del Typhoon;

b) entrare nel piano produttivo dell’F-35. 

 

Il nostro paese ha scelto questa seconda strada, insieme al Regno Unito. Seguire la prima soluzione si sarebbe rivelato difficoltoso, senza una collaborazione internazionale. La strada prescelta ha permesso di avere un modello di caccia ancora più moderno, ma al costo di dover sviluppare e gestire due prodotti differenti, con costi maggiori (progettazione, assemblaggio, addestramento, manutenzione ecc.). Tra l’altro l’interfaccia dei due velivoli è completamente differente. Per quanto riguarda l’efficacia del velivolo, e in particolare l’invisibilità, vi è da dire che il Typhoon ha già una traccia radar bassissima, a dispetto della linea che lo fa assomigliare ad un mezzo della generazione precedente. Ma l’F-35 va ancora oltre. Vi è la presenza della stiva interna in cui può essere alloggiato parte del carico. Senza carichi esterni vi è quindi una minor traccia radar. Ma a pieno carico tale vantaggio svanisce. Vi è poi l’uso di materiali e vernici speciali e il motore a bassa traccia termica (ma che conferisce prestazioni inferiori ai SU-35). Con tali tecnologie il velivolo sarà invisibile, ma solo per i radar non modernissimi ( es. come il radar del Typhoon, che può vederlo). Il rivale naturale dell’F-35 sarà il Sukhoi T-50, anch’esso ancora un prototipo, e dal quale, considerando i suoi predecessori, ci si aspetta che sia un mezzo temibile.

 

 

 

 

di Antonio Frate