Rivoluzione in volo: il programma dell'F 35

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Creato Lunedì, 11 Aprile 2011 09:52
Ultima modifica il Mercoledì, 07 Novembre 2012 20:44
Pubblicato Lunedì, 11 Aprile 2011 09:52
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Giungono a ripetizione notizie sul più importante piano di sviluppo militare del mondo, quello dell’F 35. Ultimamente il nuovo piano militare britannico aveva dato una incredibile inversione al programma JSF: la Royal Navy, e con essa la RAF, non adotterà più l’F 35 B, la versione a decollo verticale del futuro caccia occidentale, ma la versione F 35 C, catapultabile. Una svolta definibile epocale, considerando che proprio il Regno Unito, nei lontani anni sessanta, aveva dato vita al programma dell’Harrier, il futuristico caccia a decollo corto, atterraggio verticale (STOVL). In particolare nel mirino della Difesa britannica era finita l’autonomia dell’aereo: l’esigenza di decollare in spazi brevi comporta il dover imbarcare poco carburante. I costi, poi, sono stati valutati circa di 1/3 maggiori della versione F 35 A. Il Regno Unito quindi cambierà anche i piani di sviluppo delle portaerei di nuova generazione Queen Elisabeth, interoperative con quelle americane e francesi (con aggravio di costi). Ora abbiamo la notizia che anche i Marines americani acquisteranno 80 F-35C Lightning II, la versione da portaerei del Joint Strike Fighter, per dotarne cinque squadroni imbarcati in sostituzione di tre squadroni di F/A-18, stabilito in un accordo tra US Navy e US Marine Corps. Si prevede che il dipartimento della Navy acquistare 680 JSF, per metà F-35C e per metà F-35B, mentre la restante linea da combattimento sarà costituita da 556 F/A-18E/F Super Hornet, che verranno sostituiti solo in seguito da un nuovo caccia di sesta generazione o addirittura a pilotaggio remoto.
La Air Wing di ciascuna portaerei americana dovrebbe quindi schierare quattro squadroni, equamente divisi tra Super Hornet e Lightning II. Nel 2016, in dicembre, i Marines dovrebbero mettere in linea il primo reparto di F-35C, un anno dopo la Navy: quest’ultima avrà quattro volte il numero di jet a spinta vettoriali imbarcati rispetto ai Marines. Il Corpo di Fanteria di Marina dovrebbe ricevere l’ultimo dei propri 340 F 35B nel 2023.
Il programma deve intanto affrontare il fermo tecnico dei dieci prototipi (per una doppia avaria ai generatori e una perdita d’olio sull’esemplare AF4 il 9 marzo, al 697° volo per oltre mille ore complessive) e l’ennesimo rapporto negativo del Government Accountability Office, l’equivalente americana della nostra Corte dei Conti. Essa ha riferito alla commissione Forze Armate della Camera dei Rappresentanti che il secondo blocco di software per il JSF è stato completato con due anni di ritardo e che il quinto ed ultimo potrebbe essere completato solo nel 2015, tre anni dopo il previsto.
Il segretario alla Difesa americano Robert Gates, riferisce: “ Sto mettendo la variante STOVL nell’equivalente di libertà vigilata per due anni. In questo arco di tempo si cercherà di metterla in ordine in termini di prestazioni, costi e tempi, altrimenti è probabile che dovrebbe essere cancellata. Le due varianti del JSF, A e C, procedono in modo soddisfacente, mentre la versione STOVL dei Marines sta incontrando significativi problemi di collaudo.” I problemi dell’F-35B sono tali che si dovrà giungere a una «riprogettazione della struttura e propulsione del velivolo, con un aumento ulteriore di costi e peso, che appaiono improbabili.» Intanto la Navy acquisterà ulteriori F/A-18 (41, secondo la stampa americana) e ne aggiornerà altri 150.
L’Italia non potrebbe ospitare sulla Cavour un caccia a decollo orizzontale, essendo la nave troppo piccola. Non essendoci un altro aereo di nuova generazione con le caratteristiche dell’F35B, la cancellazione di tale aereo potrebbe veder declassata la costosa Nave Cavour a portaelicotteri. La rinuncia allo STOVL vedrebbe l’Aeronautica Militare utilizzare solo l’F-35A con vantaggi in termini logistici. Il ministro della Difesa australiano Jason Clare ha espresso soddisfazione per la decisione americana, sottolineando come l’F-35A abbia superato gli obiettivi delle prove di volo e che i costi delle ulteriori attività di sviluppo e del minor rateo di produzione iniziale saranno a carico degli Stati Uniti. L’Australia ha ordinato 14 aerei nel novembre 2009 e prevede di ricevere i suoi primi due F-35A nel 2014 e di raggiungere la capacità operativa iniziale nel 2018.

 

 

di Antonio Frate