L’industria militare cinese: il Caccia J-20

Valutazione attuale:  / 1
ScarsoOttimo 
Creato Martedì, 01 Febbraio 2011 15:43
Ultima modifica il Mercoledì, 07 Novembre 2012 20:49
Pubblicato Martedì, 01 Febbraio 2011 15:43
Visite: 4718

 

Il giorno 11 gennaio 2011, mentre era in visita ufficiale in Cina Robert Gates, nella città di Chengdu, sede delle più avanzate industrie aeronautiche cinesi, ha effettuato il primo volo ufficiale il prototipo del caccia J-20. Il test è avvenuto alle 12:50, ora locale, ed è durato 15 minuti, con il velivolo fiancheggiato da due caccia J-10. Il J-20 è un caccia stealth di generose dimensioni, comparabile con il Pak T-50 russo (anch’esso in fase di sviluppo) e gli F-22 Raptor americani (già prodotti).
Il prototipo del nuovo futuro caccia pesante cinese appare decisamente più grande dei concorrenti precitati. Si ritiene che sia approssimativamente:
- lungo 75 piedi (23 m),
- con un’apertura alare di 45 piedi (14 m) o superiore,
- con un probabile peso al decollo compreso tra 75.000 e 80.000 libbre (tra 34.000 e 36.000 kg) con il solo carico interno.
Il velivolo ha le forme dell’F-22, ma con la coda simile al T-50, mentre il profilo alare delta canard è ripreso dal caccia medio cinese J-10.
I vertici cinesi fanno sapere che sia completamente sviluppato in Cina. Tuttavia gli analisti occidentali suppongono che per la realizzazione il Chengdu Industrial Design abbiano ottenuto collaborazione dalla Russia. Inoltre fonti militari serbe hanno avanzato il sospetto che il caccia sia stato realizzato analizzando i componenti del caccia F-117 Nighthawk abbattuto durante la guerra del Kosovo nel 1999. Tali componenti sarebbero stati venduti nel mercato nero proprio ai cinesi, forse anche dai contadini residenti intorno al luogo dell’abbattimento che li hanno prelevati.
Si ritiene che attualmente esistano due prototipi del velivolo cinese, e che questi abbiano effettuato numerosi test a terra prima del volo iniziale. Provvisoriamente sono equipaggiati con i turboreattori 117s da 15.000 Kg/spinta che equipaggeranno i Su-35M, quindi di fabbricazione russa, a differenza del modello definitivo che monterà un propulsore di origine domestica denominato WS-15, evoluzione del WS-10, che equipaggerà il J-10 in sostituzione dei motori russi attualmente in uso. Esso sarà accreditato di una spinta di 17.000 kg, dotato di un ugello di spinta vettoriale tridimensionale e teoricamente capace di garantire al velivolo eccellenti prestazioni di supercrociera.
Il prototipo dello J-20 dovrebbe avere una velocità di supercrociera inferiore, ed anche minore agilità, dell’F-22 o del Pak Fa, ma una maggiore autonomia e con una maggiore capacità di carburante e armi imbarcate. Ha una grande fusoliera con i motori installati all’interno di essa, una maggiore apertura dell’ala a delta rispetto ai concorrenti, una calotta capace di elevata visibilità in tutti gli angoli.
L’avionica sarà composta da due grandi display a cristalli liquidi e da un Head up display olografico.
Il velivolo si presenta quindi come un’evoluzione del concetto di bombardiere del tipo F-111 o Su-24, piuttosto che un aereo capace di doti di manovrabilità elevata. Alcuni profili dell’aereo, simili all’F-35, fanno sospettare un possibile spionaggio via web dei progetti del caccia americano.
Lo sviluppo del caccia cinese ha provocato preoccupazione soprattutto in Taiwan. L’aviazione dell’isola è ancora dotata di F-16 e Mirage, velivoli distanti nella prestazioni del nuovo modello cinese, la cui produzione potrebbe arrivare nel 2017-2019.

 

di Antonio Frate