La Portaerei Cavour

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Creato Domenica, 05 Dicembre 2010 19:12
Ultima modifica il Mercoledì, 07 Novembre 2012 20:48
Pubblicato Domenica, 05 Dicembre 2010 19:12
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In occasione del terremoto di Haiti il Ministero della Difesa italiano ha deciso di inviare i soccorsi utilizzando la portaerei Cavour. E’ stata la prima missione operativa della nuova ammiraglia della Marina Militare.

Ultimamente in occasione della crisi coreana il governo americano ha inviato la Uss George Washington in esercitazione congiunta con le forze armate sud-coreane. Si tratta di una delle numerose superportaerei della classe Nimits a propulsione nucleare.

Attualmente non è dato sapere se anche la Cavour verrà utilizzata in missione in Corea.

Della nuova unità il primo troncone è stato varato nel 2004, nel 2006 la nave è stata collaudata in mare ed è entrata definitivamente in servizio nella Marina nel 2009. Essa ha:

- un dislocamento di 27100 tonnellate,

- una lunghezza di 244m,

- la larghezza è di 39m.

Nella missione tipo utilizzerà 12 aerei del tipo STOVL (Short Taking Off and Vertical Landing), ossia a decollo corto ed atterraggio verticale. I velivoli in uso sono in grado anche di decollare verticalmente, ma per avere una maggiore capacità di carico, al decollo, utilizzano il ponte della portaerei per accelerare e poi si librano in aria sfruttando lo sky jump, il trampolino di lancio presente sulla prua della nave. Al rientro dalla missione, dopo aver consumato carburante (e magari dopo aver rilasciato anche il carico bellico), possono atterrare verticalmente (in tale operazione i piloti sono soliti rivolgere il muso controvento, per sfruttare la portanza).

I velivoli utilizzati sono 12 Harrier AV8+2, gli stessi utilizzati dalla Garibaldi, acquisiti dallo US Marine Corp. In futuro dovrebbero essere utilizzati gli F-35B, la versione a spinta vettoriale del futuro caccia della Nato. Quest’ultimo avrà la possibilità di raggiungere velocità supersoniche (Mach 1,8), impossibili da raggiungere per l’Harrier 2. Tale ultimo velivolo ha infatti una grossa turboventola Rolls Royce Pegasus, dotata di ugelli vettoriali, che crea un’ elevata resistenza aerodinamica.

Alla componente ad ala fissa si affiancheranno, sul ponte della Cavour, 8 moderni elicotteri, principalmente gli EH-101 (oggi commercializzati con il nome AW-101, per uniformarsi agli altri prodotti dell’azienda produttrice), ma ci potranno essere anche gli NH-90, l’altro nuovo elicottero che andrà in servizio operativo alla Marina.

Ai velivoli ad ala rotante verranno attribuiti i compiti di velivoli da ricognizione radar (AEW), guerra antisottomarina (ASW), antinave (ASuW), soccorso (SAR).

In futuro il numero di velivoli potrebbe essere aumentato.

La nave potrà essere utilizzata anche come unità da assalto anfibio, o comunque per trasportare veicoli terrestri in zone operative. La capacità di trasporto è di 24 carri Ariete (con il ponte d’ingresso capace di sopportare un peso di 60 tonnellate) oppure 50 mezzi Centauro o Dardo ecc. o 100 VM o Lince o altri della stessa categoria.

La propulsione è affidata a quattro turbine, GE-Avio LM2500, diffusissime in ambito NATO e da otto generatori Diesel Wartsila CW12V200, evoluzione dei precedenti generatori della Grandi Motori Trieste S.p.A..

Per la difesa della nave ci sono due lanciatori Sylver per i moderni missili terra-aria Aster 15 (italo-francesi), da 30Km di raggio d’azione, due cannoni OtoBreda 76/62, equipaggiabili con i modernissimi proiettili Davide di tipo intelligente antimissile per la difesa ravvicinata, tre cannoni Breda-Oerlikon da 25mm, un radar EMPAR di sorveglianza aerea e di superficie, un RAN 40L di superficie e a bassa quota, un RASS di sorveglianza e di superficie, sonar Wass antisiluro e antimina della Whitehead, sistema antisiluro Slat.La nave è dotata di ben 190 telecamere interne, e di 150 postazioni operative e schermi al plasma di grandi dimensioni. L’equipaggio è di 451 persone, 230 del gruppo di volo, 140 del comando complesso, 325+91 del Reggimento San Marco.

L’autonomia è di 7000 miglia alla velocità di 16 nodi, sufficienti a raggiungere il Golfo Persico in 18 giorni utilizzando la metà del combustibile imbarcato. La velocità massima è di 31 nodi, ma essa comporta un sensibile aumento dei consumi. Infatti a 16 nodi il consumo è di 3000 litri di carburante l’ora, a 30 nodi di 25.000 litri. La capacità totale è di 2.500.000 litri.

I costi finali hanno raggiunto la cifra di 2.111 milioni di Euro.

 

 

di Antonio Frate